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Quesiti

10 risultati di 3031

Quesito del 10/12/2019

Demografici

Richiesta di accesso agli atti relativi alla titolarità della concessione di loculi cimiteriali

Il Sig. X mi chiede di conoscere la situazione, tramite rilascio di una attestazione scritta, rispetto alla titolarità delle concessioni di 4 loculi. In uno di questi è tumulata la moglie deceduta lo scorso agosto. Lei, la defunta, ha potuto avere accesso alla sepoltura in quanto nipote di primo grado del concessionario originario e zia degli attuali eredi del concessionario. I loculi in questione sono loculi perpetui e gli eredi del concessionario sono due fratelli ( nipoti della signora deceduta). Chiedo: per rilasciare al sig. X documentazione che attesti chi sono gli attuali concessionari, nonché i dati delle concessioni in questione devo fare la comunicazione tramite raccomandata ai controinteressati ( i due nipoti )? I nipoti possono opporsi al rilascio? Preciso che il sig. X fa tale richiesta perché vuole rivendicare l'utilizzo per sè di uno dei loculi ( a fianco della moglie ).

Quesito del 10/12/2019

Demografici

Richiesta cittadinanza da parte di cittadino rumeno nato in Italia ma iscritto all'anagrafe successivamente

Un cittadino rumeno diciottenne, nato in Italia nel 2001, è stato iscritto all'anagrafe nel 2005 in quanto mancante del permesso di soggiorno e del passaporto (anche i genitori, fino al 2003 non avevano il permesso di soggiorno, pertanto non erano iscritti in anagrafe e lo sono stati solo dal 2003).
Si chiede se è possibile comunque per lui ottenere la cittadinanza italiana ai sensi dell'art. 4, comma 2, Legge 91/92. In virtù dell'art. 33 del D.L. 63/2013 dovrebbero considerarsi non imputabili eventuali inadempimenti riconducibili ai genitori o agli Uffici della Pubblica Amministrazione, però non sono del tutto sicura che la mancanza del permesso di soggiorno possa semplicemente considerarsi un mancato adempimento perché probabilmente non ce l'avevano perché non ne avevano proprio titolo. Inoltre la circolare del 7 novembre 2007 parlava di poter portare documentazione per brevi periodi di interruzione di residenza o documenti di soggiorno, non so se 4 anni possano considerarsi brevi. Che fare? Dato che ci sono chiedo anche questa cosa, sempre l'art. 33 suddetto specificava che al minore deve essere dato avviso della possibilità di esercitare questo diritto. In generale l'avviso deve essere mandato dal Comune di nascita o di attuale residenza? A questo particolare minore, in virtù del fatto che gli mancava un periodo di residenza così lungo, non era stato mandato alcun avviso. È meglio mandarlo lo stesso (non ha ancora compiuto i 19 anni).

Quesito del 09/12/2019

Ragioneria

Acquisti per la protezione civile con risorse del Comune

Il gruppo locale comunale di protezione civile ha presentato istanza a questo Comune chiedendo all'amministrazione comunale la possibilità di acquistare un cippatore o biotrituratore carellato di medie dimensioni da destinare al medesimo gruppo di protezione civile. A seguito di tale istanza il sindaco di questo Comune ha informato in merito la protezione civile della regione richiedendo l'autorizzazione ad acquistare tale attrezzatura e richiedendo allo stesso tempo un sostegno economico considerata l’entità del relativo costo, stimato in oltre 15.000 euro. La protezione civile regionale ha risposto al sindaco formalmente che nulla osta all'acquisto di detta attrezzatura, con oneri a carico di questo Comune, precisando che eventuali richieste di finanziamento in assenza di piano tecnico (d p reg. 145/2002) vengono archiviate. Premesso che questo Comune dispone di avanzo da applicare in parte investimenti per l'acquisto di tale attrezzatura si chiede se vi siano motivazioni che precludono alla scelta di utilizzare risorse proprie di questo Comune (avanzo) per l'acquisto di tale attrezzatura (cipattore o biotrituratore carellato), da destinare alle attività proprie del gruppo locazione di protezione civile.

Quesito del 09/12/2019

Ragioneria Tecnico LL. PP.

Integrazione al piano biennale acquisto beni e servizi

Questo Comune ha approvato in data 26 novembre 2019 il piano opere per il triennio 2020-2022 e il piano biennale acquisto beni e servizi 2020-2021. Per mera dimenticanza ha dimenticato di inserire nel piano biennale acquisto beni e servizi la previsione della procedura di gara per il servizio di mensa scolastica, indetta già nel 2019 ma andata deserta per mancanza di offerte. È possibile integrare il predetto piano approvando apposita delibera di integrazione?

Quesito del 07/12/2019

Ragioneria

Vendita terreno gravato da uso civico

A seguito dell'entrata in vigore della legge 168/2017, si chiede se sia ancora possibile richiedere all'ente competente di gestione degli usi civici un'autorizzazione all'alienazione di un terreno gravato da uso civico venduto dal Comune negli anni ottanta al fine di sanare un vizio afferente il contratto di vendita. Si precisa che i soggetti che hanno acquistato il bene negli anni ottanta ora vorrebbero rivenderlo ma avendo il Comune evidenziato che il terreno è gravato da uso civico chiedono il rimborso di quanto allora pagato, degli interessi e la rivalutazione. Si vorrebbe sanare la prima vendita richiedendo ora l'autorizzazione.

Quesito del 06/12/2019

Ragioneria Affari generali

Contributi comunali a favore della scuola dell'infanzia

Si premette che questo Comune ha una convenzione in essere con la parrocchia che prevede quanto testualmente riportato di seguito:
"ART. 12 – CONTRIBUTO DEL COMUNE
I contributi che il Comune erogherà sono intesi come forma di riconoscimento ed utilità sociale sulle spese di gestione normale, relative al funzionamento della scuola dell’infanzia e possono essere cumulabili con altri finanziamenti, sia pubblici che privati.
Nel caso di un eventuale avanzo attivo di gestione, dovuto al ritardato introito di provvidenze regionali/statali/comunali inerenti la gestione di anni precedenti, e/o da erogazioni liberali, provvidenze da parte di enti, aziende e privati, il Consiglio di gestione della Scuola sarà tenuto a fornire apposita relazione a giustificazione, in occasione della redazione del rendiconto consuntivo e nella quale siano chiaramente indicati e riscontrabili tutti i fattori di provenienza della predetta tipologia di avanzo, i soggetti erogatori ed i tempi di erogazione; ovvero che risulti chiaramente che l’avanzo sia determinato, in quella misura, solo dai fattori tecnici sopra elencati.
In presenza di avanzo di gestione dovuto a fattori tecnici indicati al comma precedente il contributo non può essere ridotto.
La Scuola dovrà altresì, entro il 31 luglio di ogni anno, presentare copia del rendiconto economico consuntivo dell’anno solare precedente ed il preventivo per l’anno in corso. La presentazione di tale rendiconto economico consuntivo è obbligatoria.
Entro il 31 dicembre di ogni anno il Comune provvede alla quantificazione dell’ammontare complessivo del contributo, compatibilmente con le disponibilità di bilancio, sulla base del numero di bambini iscritti e frequentanti per l’anno scolastico di riferimento.
A tal fine la scuola dovrà preventivamente comunicare, entro il 30 settembre di ogni anno il numero di bambini iscritti per l’anno scolastico di riferimento (o in corso) e residenti nel Comune di xxx.
In caso di variazioni intervenute nel numero di iscritti, evento che si presenta generalmente all’inizio di ogni anno scolastico, il Comune, in sede di liquidazione, procederà alla rideterminazione del contributo sulla base delle variazioni intervenute nel corso dell’anno in relazione al numero di bambini iscritti; tale variazione viene determinata calcolando in dodicesimi il contributo spettante, sulla base delle modifiche numeriche intervenute e facendo la differenza in più od in meno con la somma spettante per quel periodo in assenza di modificazioni.
I contributi concedibili sono:
a) Contributo annuo fino ad un massimo di euro 750,00 (settecentocinquanta/00) per ogni bambino iscritto alla Scuola dell’Infanzia regolarmente residente a xxx.
Il contributo sarà liquidato, compatibilmente con la disponibilità di cassa del Comune, come segue:
• Con un acconto pari al 40% entro il 31 marzo;
• Con un acconto pari al 30% entro il 31 luglio;
• Il saldo pari al 30% entro il 30 novembre, sempre dello stesso anno"
Un tanto premesso nel mese di settembre 2018 il numero dei bambini iscritti e residenti - comunicati dalla scuola al comune - è stato pari a 61 (sessantuno) bambini.
Di conseguenza la Giunta Comunale nel 2019 ha concesso:
un primo acconto di euro 18.300 entro il 31 marzo pari al 40 per cento di 45.750 euro (45.750 = 61 bambini per 750 euro); un secondo acconto di euro 13.725 entro il 31 marzo pari al 30 per cento di 45.750 euro. Ora a saldo rimane, in base alla convenzione in essere, da erogare il saldo pari al 30 per cento.
Si chiede se il predetto saldo debba essere determinato sulla base dei bambini iscritti nell'anno 2018/2019 (N. 61) o sulla base del numero di bambini iscritti e residenti nell'anno 2019/2020, comunicati nel mese di settembre 2019 pari a 46?

Quesito del 06/12/2019

Ragioneria

Codifica entrata non prevista in bilancio - versamento di somma a favore dell'Ente

Il presente ufficio è venuto a conoscenza che a breve sarà effettuato un versamento di circa € 2.000,00 a favore dell’Ente a seguito di concordato intervenuto tra un ex amministratore comunale e la Corte dei Conti. Poiché la suddetta entrata non era stata prevista in bilancio, si ritiene necessario dover effettuare una variazione allo stesso ai sensi dell’art. 175 c. 3, lett. b). Contabilmente, quale è la corretta codifica del capitolo di entrata da istituire? La suddetta variazione, può essere approvata in via d’urgenza dalla Giunta comunale, salvo poi provvedere nei 60 giorni successivi alla sua ratifica? Infine, a nostro avviso la suddetta entrata, di natura non ricorrente, confluirà in avanzo di amministrazione libero. É corretta la nostra interpretazione?

Quesito del 06/12/2019

Demografici

Richiesta di acquisizione cittadinanza italiana straniero nato in Italia - pt. 3

In riferimento alla risposta precedente si ribadisce che la denuncia di nascita è stata fatta con il doppio cognome come da leggi filippine. All’atto della prima iscrizione anagrafica è stato registrato con cognome del padre, nome seguito dal cognome della madre (middle name). Successivamente, quando è stato iscritto nel nostro Comune, ci siamo basati sulla circolare sopra descritta e sul permesso di soggiorno, invece il passaporto recava cognome del padre, nome e cognome della madre (middle name). Pertanto, in anagrafe persiste l’incongruenza di generalità con lo stato civile. Si chiede: 1) se è corretta l’attuale registrazione in anagrafe (cognome del padre e nome), prima di procedere con la cittadinanza è opportuno rettificare in Prefettura le generalità sull’atto di nascita con conseguente cambio di cognome (togliendo il cognome della madre)? 2) se non è corretta l’attuale posizione in anagrafe (quindi in anagrafe avremmo dovuto registrarlo con cognome del padre, nome e cognome della madre ovvero middle name), sarebbero da rettificare sia il cognome che il nome in Prefettura (togliendo il secondo cognome e aggiungendolo al nome come middle name)?

Quesito del 05/12/2019

Amministrazione digitale

Gestione pratiche cartacee complesse

Nei Comuni di piccole dimensioni come si sa siamo costretti a fare di tutto e, molte volte, si lavora anche 12 o più ore al giorno per riuscire a portare a termine il lavoro iniziato. Tra le varie incombenze oggi, per assenza della collega, mi ritrovo a dedicarmi anche al protocollo. Mi arriva allo sportello un utente con una pratica cartacea con un'infinità (una risma direi) di documenti destinati all'Ufficio Tecnico. Poiché tutto andrebbe scannerizzato ed allegato al protocollo. Come ci si deve comportare in questi casi? Non posso passare la giornata al fotocopiatore perché anche lo sportello richiede la mia presenza così come il rispondere alle telefonate, la posta da evadere e poi ci sono anche le prenotazioni per il rilascio della cie...la distribuzione dei sacchetti per la raccolta differenziata… e ci va bene se non arrivano comunicazioni di decessi, nascite o matrimoni... insomma tutto è importante ma nessuno pensa a noi che dobbiamo fare i salti mortali.... e alla fine finiamo tutti (perché come si sa fa più rumore un albero che cade che un intera foresta che cresce) sulle pagine di giornale o ai tg additati come fannulloni per colpa di una massa di imbecilli che tutto questo non sanno manco che esista. Perdonate lo sfogo ma era per spiegare le condizioni in cui siamo costretti a lavorare e per sottolineare che è sempre più difficile riuscire a concentrarsi e provvedere a tutto.

Quesito del 05/12/2019

Demografici

Richiesta di acquisizione cittadinanza italiana straniero nato in Italia - pt. 2

Quesito inoltrato il 26/11/2019 DEMOGRAFICI
STATO CIVILE Un cittadino straniero nato in Italia nel 2001 (nascita occasionale) chiede la cittadinanza italiana ai sensi della Legge n. 91 del 05.02.1992 art. 4 comma 2 “lo straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore età, diviene cittadino se dichiara di voler acquisire la cittadinanza italiana entro un anno dalla suddetta data”. Si precisa che dalla copia integrale dell’atto di nascita i genitori risultano residenti in Italia, ma dagli accertamenti il padre ha richiesto la residenza in data 11.03.2004, la madre in data 24.07.2004 e l’interessato in data 24.05.2005. Inoltre, i genitori alla nascita del figlio non erano titolari del permesso di soggiorno, hanno ottenuto il primo permesso il 24.06.2003 il padre e il 23.09.2003 la madre e il figlio è stato inserito sul permesso dei genitori in data 09.09.2004 (padre) e 08.05.2007 (madre) fino alla data del 23.12.2005, data in cui ha ottenuto il permesso di soggiorno per motivi famigliari fino 16.07.2017. Attualmente è titolare di permesso di soggiorno dal 15.11.2018 al 25.10.2020. Pertanto, si deve negare la cittadinanza italiana o è possibile chiedere il certificato di vaccinazione (degli anni scoperti dalla nascita al 09.09.2004? Parere: Buongiorno,ai sensi dell'art. 4, c. 2, della L. n. 91/1992: Lo straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore età, diviene cittadino se dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana entro un anno dalla suddetta data. A fronte di questa formulazione apparentemente lapidaria, va considerato che l'art. 33, c. 1, del D.L. 69/2013 (convertito con la L. 98/2013) ha previsto che: 1. Ai fini di cui all'articolo 4, comma 2, della legge 5 febbraio 1992, n. 91, all'interessato non sono imputabili eventuali inadempimenti riconducibili ai genitori o agli uffici della Pubblica Amministrazione, ed egli puo' dimostrare il possesso dei requisiti con ogni ((...)) idonea documentazione. In tal senso, occorre richiamare anche quanto previsto dalle circolari K.60.1 del 5 gennaio 2007 e K.64.2/13 del 7 novembre 2007, in cui sono state illustrate le modalità di questa possibile "strada alternativa": l'iscrizione anagrafica tardiva del minore presso un Comune italiano potrà considerarsi non pregiudizievole ai fini dell'acquisto della cittadinanza italiana, ai sensi dell' art. 4 comma 2 della legge 91/92, ove vi sia una documentazione atta a dimostrare l'effettiva presenza dello stesso nel nostro Paese nel periodo antecedente la regolarizzazione anagrafica (attestati di vaccinazione, certificati medici o di viste mediche, iscrizione scolastica ecc.). L'iscrizione anagrafica dovrà comunque essere "ragionevolmente ricollegabile" al momento della nascita. Se l'interessato non è in grado di presentare la documentazione volta ad attestare in modo "alternativo" l'effettiva presenza in Italia nei periodi in cui non ha avuto la residenza e il soggiorno legale, l'Ufficiale di Stato Civile - a seguito di domanda, comprensiva del pagamento di quanto previsto - dovrebbe accertare il venir meno delle condizioni per l'acquisto della cittadinanza italiana. A quel punto l'esito negativo di tale accertamento potrebbe essere impugnato dal cittadino in tribunale. Saluti
In riferimento al parere sopracitato, preciso che l’interessato non ha avuto la residenza dal 2001 al 2005 e non ha avuto il permesso di soggiorno dal 2001 al 2004 e poi per brevi periodi dal 2007 al 2017 e dal.2018 al 2018 (questi ultimi periodi non vengono considerati in quanto ha avuto la residenza). Per i periodi “scoperti” sopraindicati mi ha presentato il certificato di vaccinazione. Pertanto il 2001 posso considerarlo “coperto” ma il 2002 2003 e 2004 “scoperti”? (residenza dal 2005 e permesso di soggiorno dal 2004). Inoltre, si evidenzia che il suddetto nominativo (nato in Italia – nascita occasionale), nell’atto di nascita risulta con le seguenti generalità: cognome: Rossi Verdi - nome: Luca come da leggi vigenti nelle filippine – paternità: Rossi – maternità: Verdi. Nel 2005 viene iscritto in anagrafe come segue: cognome: Rossi – nome: Tizio Verdi come risulta dal passaporto. Dal 2018 è stato iscritto nel nostro Comune come: cognome: Rossi – nome: Tizio in base al passaporto, permesso di soggiorno e in riferimento alla circolare della Prefettura UTG di Cuneo datata 01.02.2011 (circolare n. 41938/1.13.3 Area II in data 30.11.2010 inerente registrazione del nome dei cittadini della Repubblica delle Filippine) . Quindi sull’atto di nascita risulta: cognome: Rossi Verdi – nome: Tizio, invece, in anagrafe cognome: Rossi e nome: Tizio. Vista la differenza tra atto di nascita (Rossi Verdi/Tizio) e anagrafe (Rossi/Tizio), pertanto, se l’interessato producesse la documentazione necessaria all’acquisizione della cittadinanza italiana ai sensi dell’art. 4 comma 2 Legge 91/1992 oppure ai sensi art. 9 comma 1 lettera f), sarebbe indispensabile rettificare il cognome in Tribunale?