Usa le linguette per muoverti velocemente tra gli uffici di Omnia!
Effettua una ricerca tra i contenuti di questo prodotto scrivendo le parole chiave e facendo clic su "Cerca".
Con la ricerca avanzata è possibile filtrare con precisione i contenuti di questa sezione.

Quesiti

10 risultati di 6183

Quesito del 23/08/2019

Tecnico LL. PP. Affari generali

Utilizzo del MEPA per affidamento lavori fino a 150.000 euro

Questo Comune, In seguito all'assegnazione del contributo di 50.000 euro (D.L. 34/2019 e Decreto MISE 14 maggio 2019) per lavori di efficientamento energetico, sta procedendo ad un affidamento di lavoro di circa 58.000 euro (quindi art. 36 comma 2, lett b) del Codice Appalti); attualmente è stata inviata una richiesta di preventivo a tre ditte come prevede il citato art. 36 Codice Appalti, così come modificato dal Decreto Sblocca Cantieri. Si chiede: dopo aver valutato i tre preventivi, l'aggiudicazione alla ditta che ha presentato l'offerta migliore deve essere fatta attraverso il MEPA? Se si, in che modo? Trattativa diretta? ODA? L'RDO a questo punto non ha più senso.

Quesito del 23/08/2019

Tributi

Diritto di interpello presso l'Amministrazione finanziaria

Alcuni cittadini hanno chiesto se il comune può farsi tramite per loro conto, presso l'amministrazione finanziaria, della formulazione di quesiti per conto di questi soggetti privati in relazione a questioni fiscali di loro interesse. Si chiede l'ampiezza del diritto di interpello, disciplinato da art. 11 comma 1 e seguenti, e se tale diritto possa essere esercitato dal comune per conto di istanze di cittadini privati oppure direttamente e solo da cittadini privati e con quali forme e modalità.

Quesito del 22/08/2019

Affari generali Ragioneria

Permessi retribuiti per cariche elettive

Si chiede di conoscere i criteri di calcolo degli importi dovuti a titolo di rimborso al datore di lavoro privato per i permessi usufruiti dal Sindaco ai sensi dell’art. 79, commi da 1 a 4, del D. Lgs. 267/00. Nello specifico si chiede se, oltre “a quanto dallo stesso corrisposto, per retribuzioni ed assicurazioni, per le ore o giornate di effettiva assenza del lavoratore” (art. 80, D.Lgs. 267/00) siano dovute ulteriori somme a ristoro di eventuali altre perdite subite dall’Azienda durante l’assenza del lavoratore stesso. Esempio pratico: Per uno specifico accordo, il datore di lavoro riceve un rimborso giornaliero di € 80,00 per il suo dipendente che presta servizio presso un Ente Europeo. Tale somma viene riconosciuta solo per i giorni di effettivo servizio del dipendente. L’ammontare delle retribuzioni erogate e dei relativi oneri previdenziali, assistenziali e assicurativi sostenuti per le ore o giornate di effettiva assenza del lavoratore ammontano invece ad € 50,00. Il datore di lavoro subirà una “perdita economica” di € 30,00 in quanto l’azienda ospitante non gli erogherà nessuna somma per le giornate di assenza del suo dipendente. L’Ente è tenuto a riconoscere al datore di lavoro tale differenza?

Quesito del 21/08/2019

Demografici

AIRE: trascrizione atto di nascita

Una cittadina iscritta all’AIRE ha avuto un bimbo all’estero. Il Consolato trasmette l’atto di nascita su Mod. Internazionale per la trascrizione. In allegato trasmette anche l’atto di riconoscimento di maternità e l’atto di riconoscimento di paternità effettuati prima della nascita. È sufficiente trascrivere solo l’atto di nascita (dove sono presenti i nomi dei genitori) citando che il bambino è stato riconosciuto prima della nascita da entrambi i genitori?

Quesito del 20/08/2019

Ragioneria

IVA su trasporto scolastico disabile

Abbiamo affidato tramite trattativa diretta MePA il servizio di trasporto scolastico di un disabile alla Croce Rossa Italiana. La prestazione è Iva esente (ex art. 10 Dpr 633/72, che sembra però riferirsi più a trasporti per emergenze, terapie ecc.) oppure richiede l'applicazione dell'Iva al 10%?

Quesito del 20/08/2019

Demografici

Iscrizione cittadino con permesso di soggiorno per protezione sussidiaria

Cittadino extra comunitario proveniente dal Togo, chiede l'iscrizione anagrafica. Gli è stato rilasciato un permesso di soggiorno in data 14/9/2018 per protezione sussidiaria; sul retro alla voce annotazioni c’è scritto lavoro. Attualmente non lavora. È possibile l'iscrizione anagrafica o va rifiutata? se va rifiutata che articolo di legge bisogna richiamare?

Quesito del 20/08/2019

Demografici

Validità attestato permanente dopo un periodo di emigrazione all'estero

Un ragazzo minore straniero comunitario (componente di una famiglia composta da madre e tre figli), già in possesso di attestato permanente, nel 2018 emigra regolarmente all’estero. Ora (ventenne), ritorna e chiede nuovamente l’iscrizione in famiglia. Per quanto riguarda i requisiti e le risorse economiche, se non erro, risultando ancora a carico non deve presentarmi nulla ma, per quanto riguarda l’attestato, come mi dovrò comportare? È sempre valido quello rilasciato oppure dovrà essere sostituito da un nuovo documento? Se, quello rilasciato in precedenza è tutt'ora valido dovrò integrarlo con qualche “nota” che specifichi il periodo di emigrazione o non è necessario?

Quesito del 20/08/2019

Demografici

Iscrizione cittadino comunitario dipendente di ditta estera in famiglia preesistente

Un cittadino comunitario chiede l’iscrizione anagrafica presso la famiglia (moglie e tre figli) già iscritti da alcuni mesi. Il cittadino dichiara di avere un lavoro ma la ditta ha sede all’estero e, pertanto, non ha documenti italiani che comprovino la regolarità delle risorse economiche né risulterebbero (sembra) contributi versati in Italia per il lavoro che svolge. In questo caso, devo richiedere che mi presenti un’assicurazione privata oppure la moglie (in quanto moglie) può dichiarare la vivenza a carico?

Quesito del 19/08/2019

Demografici

Trascrizione atto di matrimonio estero contenente opzione di poligamia

Dobbiamo procedere alla trascrizione di un matrimonio estero celebrato in Senegal, relativo a un cittadino che ha ottenuto la cittadinanza a seguito di Decreto del Presidente della Repubblica. Chiediamo se sia trascrivibile un atto di matrimonio nel quale lo sposo dichiara di optare per la poligamia.

Quesito del 19/08/2019

Demografici

Mancata dichiarazione di trasferimento della dimora abituale

Una nostra residente da molti mesi non dimora più all'indirizzo anagraficamente registrato, avendo perso la disponibilità della casa. Pertanto nei suoi confronti venne avviato a suo tempo procedimento di verifica della dimora abituale. Nel corso del procedimento abbiamo ripetutamente invitato l'interessata a chiarire la sua posizione ma lei, pur essendosi presentata al nostro ufficio anagrafe, non ha spontaneamente né tantomeno formalmente dichiarato dove ha trasferito la sua dimora abituale. Abbiamo anche effettuato verifiche nel territorio di un altro comune, dove avevamo ipotizzato si fosse trasferita, ma i colleghi dell'altro comune hanno risposto di non aver riscontrato dimora abituale nel luogo da noi indicato. Vista l'inerzia dell'interessata (verosimilmente volontaria, a questo punto: si direbbe che abbia qualche motivo per non dichiararsi al competente ufficio anagrafe) ed essendo trascorso molto tempo, oltre un anno, dall'avvio del procedimento, siamo indecisi sul da farsi. Questo perché la persona non è irreperibile, infatti anche se non conosciamo o non possiamo dimostrare il luogo di dimora abituale, conosciamo bene il luogo sul nostro territorio in cui l'interessata lavora stabilmente. Perciò siamo indecisi se cambiare l'indirizzo di residenza della persona nella via non territoriale oppure se cambiarlo nell'indirizzo del luogo di lavoro, il quale corrisponde ad un vivaio, rivendita di piante e fiori, dove pare (non ne siamo sicuri) l'interessata lavori come dipendente. In questa prospettiva ci siamo rivolti ai colleghi dell'Ufficio toponomastica (da noi assegnato al Settore tecnico, quindi condotto disgiuntamente dall'Ufficio anagrafe) per conoscere l'indirizzo - via, numero civico, ecc. - del fabbricato in cui si svolge l'attività lavorativa dell'interessata ma ci è stato risposto che detto fabbricato non ha numero civico e che non è possibile darglielo per questi motivi: il fabbricato non è registrato al catasto ed i numeri civici vanno di pari passo con foglio, mappale e subalterno. Premesso quanto sopra si chiede 1) Quale soluzione anagrafica adottare per l'interessata non irreperibile: via non territoriale o cambio indirizzo nel luogo di lavoro? O altro? 2) Se si opta per il luogo di lavoro, come regolarsi anagraficamente circa la non (ancora?) avvenuta attribuzione del numero civico al fabbricato in questione? 3) Come appurare, per le finalità art. 5 DL 47/2014, se l'occupazione dell'immobile è legittima? 4) Indipendentemente dalla vicenda anagrafica dell'interessata, e premessa la sopradescritta soluzione organizzativa di questo ente circa l'Ufficio toponomastica, quale compito e responsabilità ha l'ufficiale d'anagrafe rispetto alla numerazione/non-numerazione civica del fabbricato in questione e relativo non-accatastamento?