Quesito del 11 agosto 2026
In fase di istruttoria per il rilascio della Carta di Identità Elettronica (CIE) a favore di una cittadina residente nata nell'anno 1939, è stata accertata una discordanza tra le risultanze dell'Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR) e l'atto di nascita originario acquisito presso il Comune di registrazione: - Iscrizione ANPR: la cittadina risulta registrata con il solo ed unico nome [Nome 1]; - Atto di nascita: la medesima risulta iscritta con più nomi, ossia [Nome 1] [Nome 2] (registrati senza interposizione di virgola e in assenza di annotazioni marginali relative all'esatta indicazione del nome). Dalle verifiche condotte sull'utilizzo pregresso del nome nei diversi atti e registri, si riscontra il seguente quadro: Atti e banche dati recanti il nome composto ([Nome 1] [Nome 2]): - Atto di matrimonio dell'interessata; - Posizione previdenziale/pratiche di pensione presso l'INPS; - Registri dell'Anagrafe Tributaria, Agenzia delle Entrate e Tessera Sanitaria. Atti e documenti recanti il solo nome singolo ([Nome 1]): - Atti di nascita dei figli della cittadina; - Precedente Carta d'Identità cartacea rilasciata dalla scrivente Amministrazione. L'interessata intende mantenere l'esatta indicazione del nome risultante dall'atto di nascita ([Nome 1] [Nome 2]), anche al fine di evitare difformità e problematiche relative all'erogazione del trattamento pensionistico. Si valuta la percorribilità dell'art. 36 del d.P.R. n. 396/2000, considerando che l'atto di nascita reca già la dizione completa [Nome 1] [Nome 2].
Quesito del 11 agosto 2026
Ai sensi dell'articolo 3, comma 1, dell'Allegato II.2-bis, nelle clausole di revisione prezzi dei capitolati speciali d’appalto deve essere inserita l'indicazione della frequenza del monitoraggio degli indici di costo. Considerato che lo Stato di Avanzamento Lavori (SAL), parametro su cui calcolare la revisione prezzi, non viene emesso ad intervalli temporali costanti ma in funzione della maturazione dell'importo minimo previsto; Si chiede quale debba essere la frequenza di monitoraggio degli indici di costo da indicare nelle clausole di revisione prezzi del capitolato e se sia ammissibile indicare che tale monitoraggio venga effettuato in corrispondenza dell'emissione del SAL.
Quesito del 12 agosto 2026
In ordine all'istruttoria condotta dall'Ufficiale dello Stato Civile chiamato ad esaminare una richiesta di autorizzazione alla dispersione delle ceneri, si pone all'attenzione la seguente fattispecie relativa a una chiara manifestazione di volontà espressa in vita esclusivamente in forma verbale da entrambi i coniugi (genitori) ai propri figli, successivamente trasposta e dettagliata all'interno di un atto notorio sottoscritto dalla totalità degli eredi. Tale disposizione si sviluppa in modo unitario ed originario attraverso l'avveramento progressivo di plurime condizioni: dapprima la morte del padre con successiva cremazione e custodia delle ceneri; in seguito la morte della madre con relativa cremazione e custodia delle ceneri; infine la dispersione delle ceneri di entrambi da eseguirsi in coincidenza con il primo anniversario di matrimonio utile decorrente dal decesso dell'ultimo coniuge in vita. Considerato che le fasi di cremazione, custodia e successiva dispersione non costituiscono determinazioni autonome o modificative introdotte dagli eredi, bensì il naturale sviluppo dell'unica ed esplicita volontà originaria dei defunti, si chiede quali siano i corretti adempimenti e la condotta procedurale che l'Ufficiale dello Stato Civile deve adottare a fronte dell'istanza di autorizzazione alla dispersione presentata.
Quesito del 11 agosto 2026
In merito alla procedura di affidamento del servizio di refezione scolastica per un periodo di durata pari a due anni e per un importo complessivo stimato in circa 60.000,00 euro, si richiede parere in ordine alla corretta modalità di scelta del contraente. In particolare, si chiede di chiarire se sia legittimo procedere mediante affidamento diretto ad un unico operatore economico previa valutazione della qualità del servizio offerto, ovvero se sussista l'obbligo di indire una procedura di gara aperta con applicazione del criterio di aggiudicazione dell'offerta economicamente più vantaggiosa.
Quesito del 11 agosto 2026
Una coppia di genitori non coniugati, entrambi residenti nel Comune, si presenta per rendere la dichiarazione di nascita del proprio figlio nella giornata corrispondente all'undicesimo giorno successivo al parto. A corredo della richiesta, viene esibita la certificazione di dimissione dalla struttura ospedaliera, recante una data antecedente alla scadenza del termine ordinario dei dieci giorni utili per la dichiarazione. Ciò premesso, si chiede di chiarire quale documentazione debba essere formalmente acquisita agli atti per giustificare il ritardo accertato, specificando in particolare se sia necessaria una certificazione medica ovvero un'autocertificazione resa dalla madre contenente le motivazioni del ritardo stesso.
Quesito del 11 agosto 2026
Una cittadina italiana intende contrarre matrimonio con un cittadino peruviano. In luogo del nulla osta al matrimonio, viene consegnata una dichiarazione rilasciata dal Consolato Generale del Perù a Bruxelles, denominata "Constancia Negativa de Inscripción de Matrimonio", nella quale si attesta che non risulta a carico del cittadino alcuna registrazione di matrimonio nei relativi registri. Tale atto riporta le generalità del cittadino, ma non indica i dati di paternità e maternità. Si chiede se questo documento possa essere accettato dall'Ufficiale dello Stato Civile, previa traduzione giurata, in sostituzione del nulla osta del Consolato del Perù con sede in Italia, oppure se debba essere presentato dal cittadino peruviano al proprio Consolato in Italia per ottenere il formale nulla osta ai sensi dell'art. 116 c.c.
Quesito del 11 agosto 2026
È pervenuta a questo Ufficio una richiesta di iscrizione anagrafica (con cambio di residenza dall'estero) da parte di una cittadina di nazionalità romena, unitamente ai due figli minori. La richiedente dichiara di svolgere attività lavorativa per conto di una società di diritto estero e, pertanto, non risulta versare contributi previdenziali in Italia. A corredo della domanda, la cittadina ha prodotto la seguente documentazione: - Passaporti del nucleo familiare in corso di validità; - Contratto di locazione ad uso abitativo regolarmente registrato presso l'Agenzia delle Entrate; - Certificazione bancaria con saldo idoneo a dimostrare il possesso di risorse economiche sufficienti per il nucleo di tre persone; - Polizza assicurativa privata denominata "Assicurazione Malattia individuale e per la famiglia", valida per 12 mesi con premio interamente versato, recante l'indicazione dei nominativi della madre e dei figli. Dall'esame della predetta polizza emergono tuttavia i seguenti elementi specifici: 1 - La polizza è esplicitamente qualificata dal contratto come "assicurazione per stranieri in soggiorno temporaneo in Italia"; 2 - Il contratto prevede una copertura fino ad un massimale/limite massimo di spesa pari a € 30.000 per persona/nucleo. Atteso che questo Ufficio ha richiesto la presentazione di iscrizione al SSN o, in alternativa, di una polizza sanitaria total risks priva di limiti o massimali di spesa, si sottopone il seguente quesito: Se una polizza sanitaria priva di copertura integrale (total risks), caratterizzata da un massimale massimo di spesa (€ 30.000) e contrattualmente destinata al "soggiorno temporaneo", possa ritenersi idonea ad integrare il requisito della "copertura sanitaria che copra tutti i rischi" richiesto dall'art. 7, comma 1, lett. b) del D.Lgs. n. 30/2007 per la dimora abituale e l'iscrizione anagrafica dei cittadini UE non lavoratori in Italia. Se, nell'ipotesi in cui l'Ufficiale d'Anagrafe proceda all'iscrizione anagrafica di cittadini comunitari in assenza di un'idonea copertura sanitaria privata o di iscrizione al SSN, sussista una responsabilità economica o un profilo di rivalsa patrimoniale a carico del Comune nei confronti del Servizio Sanitario Nazionale/Regionale per l'eventuale erogazione di prestazioni sanitarie.
Quesito del 10 agosto 2026
Desidero richiedere un chiarimento in merito alla gestione dell'orario di lavoro per il personale titolare di Elevata Qualificazione (EQ) in un Comune privo di dirigenza, con particolare riferimento alla possibilità di compensazione/flessibilità oraria all'interno della medesima settimana. È noto e condiviso l'orientamento espresso dall'ARAN (cfr. parere CFL1383 e successivi), secondo cui il principio di onnicomprensività del trattamento economico assorbe le prestazioni straordinarie svolte dal personale EQ. Tali prestazioni in eccedenza non possono dunque essere retribuite né recuperate a titolo di riposo compensativo (salvo il caso di attività rese nel giorno di riposo settimanale). Tuttavia, lo stesso parere precisa che i titolari di EQ sono tenuti ad effettuare un orario di lavoro settimanale non inferiore alle 36 ore, definendo le eventuali ore eccedenti come orario ordinario già remunerato dalle retribuzioni di posizione e di risultato. Alla luce di quanto sopra, il dubbio riguarda la gestione dell'orario all'interno del debito orario settimanale delle 36 ore: qualora un dipendente con EQ svolga prestazioni eccedenti l'orario teorico giornaliero in una determinata giornata, è ammissibile modulare le ore di presenza nei giorni successivi della stessa settimana (effettuando un orario giornaliero inferiore a quello teorico), fermo restando il raggiungimento della soglia minima delle 36 ore settimanali e la garanzia dei servizi? In altri termini, si chiede di chiarire se la disciplina dell'onnicomprensività precluda qualsiasi forma di flessibilità giornaliera/settimanale (imponendo comunque il rispetto rigido dell'orario teorico giornaliero in ciascuna giornata), oppure se rimanga consentita la compensazione oraria all'interno del debito settimanale delle 36 ore, secondo i principi generali di flessibilità e i criteri stabiliti dal Regolamento dell'Ente.
Quesito del 7 agosto 2026
È arrivata una richiesta di trascrizione di un atto di nascita da parte del Consolato in San Francisco unitamente all'attestazione Consolare di riconoscimento della cittadinanza e il dettaglio dell'appuntamento fissato per l'8 maggio 2025. Siccome manca il consueto accertamento consolare (in base alla nuova normativa) chiedo al Consolato in base a quale lettera dell'art. 3bis, comma 1 è stato fatto il riconoscimento. Il Consolato mi risponde nel modo seguente: "Spett.le Comune di …………………, l’appuntamento del nominato in oggetto è stato prenotato in data 30/04/2025 (vedere ultima pagina allegato atti di riconoscimento). Il riconoscimento della cittadinanza italiana jure sanguinis del nominato in oggetto è avvenuta sulla base della normativa vigente, in particolare lett. C) dell’articolo 3-bis della Legge 91/1992. Secondo le linee interpretative fornite dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, rientra in tale disposizione la fattispecie per cui “l’ascendente di primo o di secondo grado era esclusivamente cittadino italiano al momento della nascita del richiedente”. Il Sig. ……………………….. è nato il ………………….., il padre risulta essere stato esclusivamente cittadino italiano al momento della nascita del figlio, la naturalizzazione statunitense dell’avo dante causa è difatti avvenuta 10/11/1972. Per quanto di nostra competenza, il requisito è soddisfatto. Resta inteso che la trascrizione degli atti è di Vostra esclusiva competenza e responsabilità". L'art. 3 bis comma 1 lettera c) riporta quanto segue: 1. In deroga agli articoli 1, 2, 3, 14 e 20 della presente legge, all'articolo 5 della legge 21 aprile 1983, n. 123, agli articoli 1, 2, 7, 10, 12 e 19 della legge 13 giugno 1912, n. 555, nonché agli articoli 4, 5, 7, 8 e 9 del codice civile approvato con regio decreto 25 giugno 1865, n. 2358, è considerato non avere mai acquistato la cittadinanza italiana chi è nato all'estero anche prima della data di entrata in vigore del presente articolo ed è in possesso di altra cittadinanza, salvo che ricorra una delle seguenti condizioni: …(omissis)… c) un ascendente di primo o di secondo grado possiede, o possedeva al momento della morte, esclusivamente la cittadinanza italiana". Io evinco che Il dante causa deve essere esclusivamente cittadino italiano al momento del riconoscimento della cittadinanza italiana del figlio. Chiedo un vostro illustre parere in merito a quanto comunicato dal Consolato ed in particolare alle linee interpretative citate fornite dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Quesito del 10 agosto 2026
Si chiede di conoscere se, nell'ambito di una procedura di Partenariato Pubblico-Privato (PPP) di importo superiore alla soglia europea, qualora la stazione appaltante non disponga al proprio interno di dipendenti in possesso dei requisiti e delle competenze richieste per lo svolgimento delle funzioni di Responsabile Unico del Progetto (RUP), sia giuridicamente ammissibile conferire l'incarico di RUP a un libero professionista esterno. In particolare, si chiede se la disciplina di cui all'art. 15 del D.Lgs. n. 36/2023 e all'Allegato I.2 consenta, in presenza di una comprovata carenza di professionalità interne, la nomina di un soggetto esterno quale RUP oppure se, anche in tale ipotesi, il RUP debba necessariamente essere individuato tra i dipendenti della stazione appaltante, o altre amministrazioni pubbliche, potendo ricorrere a professionisti esterni esclusivamente per lo svolgimento di attività di supporto al RUP. Si richiede, pertanto, un chiarimento interpretativo in merito alla possibilità o meno di nominare un libero professionista quale RUP in appalto di concessione di PPP sopra soglia.
Quesito del 7 agosto 2026
Un cittadino, pienamente capace di intendere e di volere, intende depositare presso il Comune le proprie Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), ma, per motivi di natura fisica, è impossibilitato a recarsi personalmente presso gli uffici comunali. Si chiede quale procedura debba essere seguita per acquisire validamente la documentazione e, in particolare, se sia possibile che il personale comunale si rechi presso l’abitazione dell’interessato per ricevere le DAT oppure se debbano essere adottate modalità alternative.
Quesito del 7 agosto 2026
Si chiede di indicare la normativa di riferimento e l’importo della sanzione applicabile a un produttore agricolo che abbia effettuato la vendita dei propri prodotti su un posteggio extramercatale occupato in assenza della prescritta autorizzazione comunale.
Quesito del 7 agosto 2026
Abbiamo ricevuto una richiesta relativa alla possibilità di avviare un esercizio di commercio in sede fissa con carattere temporaneo, ma non stagionale, per più anni consecutivi. In particolare, l’operatore intenderebbe stipulare, per ciascun anno, un nuovo contratto di locazione dei locali destinati all’attività commerciale e presentare conseguentemente una nuova pratica amministrativa per ogni annualità. Si chiede, pertanto, se esista una disposizione normativa che vieti la reiterazione, per più anni consecutivi, dell’apertura temporanea dell’esercizio commerciale oppure se un eventuale limite alla reiterazione possa essere previsto esclusivamente da un regolamento comunale.
Quesito del 7 agosto 2026
Nel mese di giugno scorso ho trasmesso la comunicazione indicata in oggetto a un Comune limitrofo, segnalando che il nucleo familiare interessato risulta dimorare stabilmente, da diversi anni, nel territorio di tale Comune. Nella comunicazione ho inoltre indicato un recapito certo presso il quale la famiglia risulta effettivamente residente, sulla base anche della corrispondenza intercorsa con l’istituto scolastico frequentato da uno dei figli minori. A ulteriore conferma, l’ex proprietario dell’immobile, mediante dichiarazione sottoscritta, ha attestato che la famiglia non risiede più nel nostro Comune da diversi anni. All’inizio dell’anno avevo comunque già avviato il procedimento di cancellazione anagrafica per irreperibilità. Si chiede pertanto: quali conseguenze e/o responsabilità possano derivare dalla mancata risposta del Comune limitrofo alla comunicazione trasmessa; se, nelle more del riscontro da parte dell’altro Comune, il procedimento di cancellazione per irreperibilità debba proseguire secondo i termini ordinari, pari indicativamente a circa un anno.
Quesito del 7 agosto 2026
In data 3 agosto 2026, l’avvocato ha trasmesso all’ufficiale dello stato civile l’autorizzazione relativa all’accordo di separazione personale dei coniugi, ai sensi dell’art. 6 del D.L. n. 132/2014, convertito con modificazioni dalla L. n. 162/2014. L’autorizzazione era stata ricevuta dal professionista in data 21 luglio 2026. Si chiede se, ai fini del computo del termine di dieci giorni previsto per la trasmissione dell’accordo all’ufficiale dello stato civile, debbano essere conteggiati anche i giorni festivi e non lavorativi. In particolare, considerato che l’autorizzazione è stata ricevuta il 21 luglio 2026 e che la trasmissione è avvenuta il 3 agosto 2026, quale deve ritenersi la data di scadenza del termine di dieci giorni?
Quesito del 7 agosto 2026
Un cittadino rumeno, iscritto nell’anagrafe di questo Comune nel marzo 2026, proveniente dal Comune di Roma, ha richiesto il rilascio dell’attestazione di soggiorno permanente. L’interessato ha prodotto un certificato attestante la regolarità del soggiorno, rilasciato da altro Comune italiano nel 2007. Ai fini del rilascio dell’attestazione di soggiorno permanente, quale documentazione deve esibire il cittadino per comprovare di aver soggiornato legalmente e in via continuativa nel territorio italiano per almeno cinque anni?
Quesito del 7 agosto 2026
Si chiede di chiarire se il commissario straordinario di una Comunità montana possa candidarsi alla carica di sindaco o di consigliere comunale in un Comune non ricompreso nell’ambito territoriale della Comunità montana amministrata, ma appartenente alla medesima provincia dei Comuni che ne fanno parte. In particolare, si chiede di precisare: se l’incarico di commissario straordinario possa determinare una causa di incandidabilità, ineleggibilità o incompatibilità rispetto alla carica di sindaco o di consigliere comunale; se, ai fini dell’eventuale configurazione di una delle predette cause, assuma rilievo la circostanza che il Comune nel quale si intende presentare la candidatura non appartenga alla Comunità montana amministrata; se sia eventualmente necessario cessare dall’incarico di commissario straordinario prima della candidatura e, in caso affermativo, entro quale termine rispetto alla presentazione della candidatura o alla data delle elezioni.
Quesito del 7 agosto 2026
Il Consolato ha richiesto la trascrizione di un atto di nascita ai fini dell’iscrizione all’AIRE. Nell’atto sono indicati il nome e il cognome di entrambi i genitori, senza tuttavia specificare se gli stessi fossero coniugati al momento della nascita del figlio. Si chiede, pertanto, se sia sufficiente richiedere al Consolato, mediante una semplice nota, la verifica dello stato coniugale dei genitori alla data della nascita oppure se sia necessario acquisire un atto pubblico contenente una formale dichiarazione di maternità.
Quesito del 7 agosto 2026
Un cittadino residente in questo Comune intende procedere al riconoscimento di due figlie, attualmente maggiorenni e anch’esse residenti nel Comune, che alla nascita sono state riconosciute esclusivamente dalla madre. Gli atti di nascita delle interessate sono stati formati presso questo Comune. Si chiede di conoscere quale sia la procedura da seguire per formalizzare il riconoscimento paterno delle figlie maggiorenni e quali siano gli adempimenti di competenza dell’Ufficiale dello Stato Civile.
Quesito del 5 agosto 2026
Un cittadino straniero, attualmente residente nel nostro Comune, si trova detenuto presso un istituto penitenziario situato in un altro Comune italiano, dove dovrà scontare una pena della durata di diversi anni. Nel frattempo, continuano a pervenire al suo indirizzo anagrafico diversi solleciti relativi ad adempimenti che, considerata la situazione, il nostro ufficio non è in grado di gestire. Inizialmente, su richiesta del proprietario dell’immobile, era stato avviato un procedimento volto alla successiva cancellazione per irreperibilità, poiché il cittadino si era effettivamente allontanato e, al momento della richiesta, risultava trovarsi all’estero. Successivamente, tuttavia, l’ufficio ha acquisito notizia certa del luogo in cui il soggetto si trova. È stata pertanto richiesta al Comune nel cui territorio è ubicato l’istituto penitenziario una verifica anagrafica, ai fini dell’eventuale iscrizione d’ufficio ai sensi dell’art. 16 del D.P.R. 30 maggio 1989, n. 223. A distanza di circa un mese, il Comune interessato non ha ancora fornito riscontro alla PEC trasmessa. Si chiede, pertanto, come sia opportuno procedere. Da un lato, il proprietario dell’immobile insiste affinché la posizione anagrafica del cittadino venga definita; dall’altro, non appare possibile disporne la cancellazione per irreperibilità, poiché il luogo in cui il soggetto si trova è noto e certo.
Guarda i nostri video tutorial: brevi video che guidano l'utente, passo passo, all'utilizzo delle varie funzionalità del portale.