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Quesito del 16 ottobre 2026

Si chiede di conoscere per quanto tempo le carte d’identità elettroniche riconsegnate all’Ente — in quanto scadute, in scadenza, deteriorate ovvero sostituite per variazione delle generalità — debbano essere conservate prima di procedere alla distruzione con redazione del relativo verbale. Il Manuale di gestione documentale dell’Ente prevede un termine di conservazione quinquennale, ai sensi della Circolare del Ministero dell’Interno – Direzione Generale PS 23 ottobre 1950, n. 10-13070-12982-7-1. Si chiede pertanto di chiarire se il suddetto termine si riferisca esclusivamente alle carte d’identità in formato cartaceo o debba ritenersi esteso anche a quelle elettroniche e quale disciplina debba applicarsi alle carte d’identità elettroniche riconsegnate ma non ancora scadute, in quanto prossime alla scadenza, deteriorate o sostituite a seguito di variazione delle generalità.

Amministrazione digitaleDemograficiAffari generali
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Quesito del 16 ottobre 2026

Un cittadino di origine marocchina, già coniugato e divenuto cittadino italiano nel 2011, attualmente iscritto all’AIRE, ha trasmesso per il tramite dell’Autorità consolare la sentenza di divorzio relativa al primo matrimonio, regolarmente trascritta nei registri dello stato civile. Successivamente, per il tramite di una comunicazione verbale resa da un familiare, l’Ufficio è venuto a conoscenza del fatto che il medesimo cittadino, in epoca anteriore alla pronuncia della sentenza di divorzio — e segnatamente in costanza di separazione personale — avrebbe contratto un secondo matrimonio in Marocco secondo le disposizioni di diritto islamico, ordinamento che ammette la poligamia. L’interessato manifesta ora l’intenzione di richiedere la trascrizione di tale secondo matrimonio, al fine di avviare le procedure di ricongiungimento familiare in favore della seconda coniuge e del figlio di prossima nascita. Si chiede, pertanto, quali siano gli adempimenti rimessi all’ufficiale dello stato civile nell’ipotesi in cui venga formalizzata la relativa istanza, tenuto conto che la fattispecie integra una situazione di bigamia, non consentita dall’ordinamento italiano.

Demografici
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Quesito del 16 ottobre 2026

Un cittadino italiano residente nel Comune ha contratto matrimonio in India e ne ha chiesto la trascrizione nei registri dello stato civile. A corredo dell’istanza ha prodotto un certificato di registrazione del matrimonio in formato cartaceo, costituente copia analogica di un atto informatico sottoscritto con firma digitale, munito di apostille apposta con firma olografa. Nel certificato gli sposi risultano individuati mediante il solo nome, senza indicazione del cognome, né della data e del luogo di nascita. Si formulano pertanto i seguenti quesiti: 1. se sia ammissibile procedere alla trascrizione di un certificato di registrazione del matrimonio, in luogo dell’atto di matrimonio in senso proprio, tenuto conto che anche l’ordinamento italiano prevede ormai la formazione di atti di stato civile in formato digitale; 2. posto che l’inserimento dell’atto in ANSC richiede l’indicazione almeno dell’anno di nascita degli sposi, se i dati mancanti relativi alla coniuge — di cittadinanza e residenza indiana, della quale l’Ufficio non dispone di alcun elemento identificativo — possano essere integrati mediante dichiarazione consolare richiesta dal marito al Consolato indiano in Italia, ovvero mediante produzione dell’atto di nascita della coniuge, tradotto e apostillato, riconducibile alla medesima in ragione dell’indicazione del nome paterno contenuta nell’atto di matrimonio; 3. in caso di risposta affermativa, se l’integrazione dell’atto di matrimonio debba essere effettuata mediante annotazione ai sensi dell’art. 98, comma 2, del d.P.R. n. 396/2000.

PNRR e contributi pubbliciDemografici
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Quesito del 16 ottobre 2026

Su un atto di nascita è stata apposta, contestualmente alla formazione dell’atto, un’annotazione relativa alla cittadinanza contenente un errore materiale di battitura. Interpellata la Sogei, la stessa ha prospettato l’apposizione di un’annotazione ex art. 98 del d.P.R. n. 396/2000 riferita all’annotazione contestuale, evidenziando che l’atto, in quanto sottoscritto digitalmente, è immodificabile e che l’annotazione contestuale ne costituisce parte integrante. È stato tuttavia osservato che, in tal modo, l’estratto per riassunto continuerebbe a riportare l’annotazione nella formulazione errata. In alternativa, Sogei ha suggerito di rendere non certificabile l’annotazione contestuale mediante le funzionalità tecniche della piattaforma; tale soluzione, però, imporrebbe l’apposizione di una nuova annotazione certificabile con il testo corretto, con la conseguenza che la copia integrale dell’atto recherebbe una duplicazione di annotazioni. Si chiede pertanto quale soluzione risulti maggiormente percorribile, ipotizzando il seguente percorso operativo: rendere non certificabile l’annotazione contestuale errata; apporre un’annotazione ex art. 98 del d.P.R. n. 396/2000 con testo del seguente tenore: «Ai sensi dell’art. 98, c. 1, del d.P.R. n. 396/2000, l’annotazione a margine apposta sull’atto soprascritto in data … avente ad oggetto … deve intendersi come non apposta»; apporre, infine, l’annotazione corretta. L’esito sarebbe un estratto per riassunto recante la sola annotazione certificabile corretta e l'estratto integrale recante tre annotazioni (quella errata, quella di annullamento ex art. 98 e quella corretta). Si rappresenta che tale soluzione non trova espresso fondamento normativo, essendo anche il testo dell’annotazione ex art. 98 frutto di adattamento.

PNRR e contributi pubbliciDemografici
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Quesito del 16 ottobre 2026

L’Ente ha concesso in locazione a un soggetto privato un edificio di proprietà comunale. Il conduttore intende installare sulla copertura dell’immobile un impianto fotovoltaico, finalizzato alla riduzione dei costi di approvvigionamento dell’energia elettrica, assumendo integralmente a proprio carico gli oneri economici dell’intervento. Si chiede se, trattandosi di intervento eseguito per conto proprio ancorché su bene comunale, sussista comunque l’obbligo di presentazione della pratica edilizia e se tale istanza debba essere veicolata attraverso il portale SUAP/SUE.

RagioneriaTecnico LL. PP.Affari generali
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Quesito del 16 ottobre 2026

Il Comune ha ricevuto una segnalazione scritta dalla proprietaria di un immobile, la quale dichiara che il fratello, ivi iscritto anagraficamente, non vi dimora da diversi mesi, essendosi trasferito in Francia presso un indirizzo di cui ha fornito indicazione. La dichiarazione — protocollata dall’ufficio e utilizzabile, unitamente agli ulteriori accertamenti, ai fini del computo dell’anno di mancanza della dimora abituale — è stata resa dopo che la segnalante aveva inutilmente invitato il fratello a presentare domanda di trasferimento all’estero al Comune o al Consolato. L’interessato, in epoca anteriore alla segnalazione, aveva chiesto telefonicamente informazioni sul rilascio della CIE, essendo tuttora residente e titolare di carta d’identità cartacea. Si chiede pertanto se, qualora si presenti allo sportello, il documento possa essergli rilasciato; se il rilascio interrompa il termine annuale rilevante ai fini della cancellazione per irreperibilità, facendo venir meno l’efficacia della dichiarazione resa dalla sorella; ovvero se sia legittimo negare il rilascio, dando all’interessato notizia della segnalazione pervenuta.

Amministrazione digitaleDemografici
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Quesito del 16 ottobre 2026

Si chiede di conoscere se, al momento della presentazione di una costituzione di convivenza di fatto, l’Ufficio anagrafe debba procedere a richiedere la copia integrale dell’atto di nascita dei dichiaranti o se sia invece sufficiente la stampa di un certificato di stato civile da cui risulti lo stato libero dei medesimi.

Demografici
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Quesito del 16 ottobre 2026

Si chiede se, ai sensi degli artt. 17 e 56 del D.Lgs. n. 36/2023, il Consiglio di Amministrazione di una società in house possa affidare con proprio atto un incarico legale, ovvero se tale affidamento competa esclusivamente al dirigente preposto.

Affari generali
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Quesito del 16 ottobre 2026

L’Ente ha aderito, mediante proprio avviso di interpello, a una selezione unica indetta da un’Unione di Comuni ai sensi dell’art. 3-bis del D.L. n. 80/2021, finalizzata alla copertura di n. 1 posto di Istruttore Amministrativo, a tempo parziale e indeterminato. L’avviso di interpello specificava quanto segue: “Successivamente all’approvazione della graduatoria, l’Amministrazione procederà, seguendo l’ordine di collocazione, ad interpellare i candidati utilmente collocati per l’assegnazione del singolo posto. In mancanza di disponibilità, potrà valutare l’indizione di un nuovo interpello o l’attivazione di ulteriori procedure di reclutamento nel rispetto della normativa vigente e del Regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi. In caso di rinuncia all’assunzione, mancata presa di servizio nel termine indicato dall’Amministrazione oppure risoluzione del rapporto di lavoro per dimissioni o recesso dell’Ente intervenuti entro un periodo non superiore alla durata del periodo di prova contrattualmente previsto, l’Amministrazione, in applicazione dei principi di buon andamento, efficienza, efficacia ed economicità dell’azione amministrativa, si riserva la facoltà di procedere alla copertura del posto resosi vacante mediante scorrimento della medesima graduatoria, evitando di dover indire, a brevissima distanza di tempo, ulteriori e onerose procedure di interpello per la copertura della medesima posizione, nel rispetto della programmazione del fabbisogno di personale e dei limiti di validità dell’elenco degli idonei. Decorso il periodo di prova l’Amministrazione potrà procedere, se del caso, all’indizione di un nuovo interpello ovvero all’attivazione di ulteriori procedure di reclutamento, nel rispetto della normativa vigente, dell’Avviso di selezione pubblica unica e del Regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi”. Alla luce di tale previsione e della sentenza del Consiglio di Stato n. 4878 del 5 giugno 2025, si chiede se, nell’ipotesi in cui il posto torni vacante non già per rinuncia o per mancato superamento del periodo di prova da parte del primo classificato assunto, bensì per mobilità volontaria in uscita del medesimo, autorizzata dall’Ente nel corso del periodo di prova, sia consentito all’Amministrazione attingere nuovamente alla graduatoria di interpello per la copertura dello stesso posto, ovvero se la cessione del contratto di lavoro che la mobilità realizza precluda lo scorrimento in favore del secondo classificato.

Personale
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Quesito del 16 ottobre 2026

Con riferimento alla sentenza della Corte di Cassazione, Sezione V penale, n. 31429 del 14 agosto 2026, che ha riconosciuto rilevanza penale alla rimozione del microchip dalla Carta d’Identità Elettronica — qualificandola come alterazione del documento ai sensi della normativa in materia di falsità documentale, in quanto il microchip costituisce elemento essenziale della funzione identificativa, anche ove i dati anagrafici riportati risultino autentici — si chiede di conoscere quale procedura debba essere adottata dagli operatori dei Servizi Demografici nelle seguenti ipotesi: 1. Richiesta di rinnovo di CIE scaduta e priva di microchip. Si chiede se l’Ufficio debba procedere ordinariamente all’acquisizione dell’istanza di rinnovo oppure se debba adottare specifiche cautele o ulteriori adempimenti, anche in ordine all’eventuale segnalazione del fatto alle autorità competenti. 2. Esibizione di CIE in corso di validità e priva di microchip. Si chiede come debba comportarsi l’operatore allo sportello, con particolare riferimento all’utilizzabilità del documento a fini identificativi, all’eventuale ritiro o trattenimento dello stesso e agli obblighi di segnalazione all’autorità giudiziaria o agli organi di polizia. Si chiede altresì di chiarire se, in entrambe le ipotesi, la mera constatazione dell’assenza del microchip sia di per sé sufficiente ad attivare specifici adempimenti da parte dell’Ufficio, ovvero se occorra procedere a ulteriori verifiche prima di assumere qualsiasi iniziativa, tenuto conto che l’operatore potrebbe non essere in grado di accertare le cause dell’assenza del componente né di individuare il soggetto che ne abbia eventualmente operato la rimozione. La richiesta è formulata al fine di garantire comportamenti omogenei da parte degli operatori comunali e il corretto adempimento degli obblighi previsti dalla normativa vigente.

Amministrazione digitalePoliziaDemografici
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Quesito del 16 ottobre 2026

Si rappresenta il caso di un compendio immobiliare composto da capannoni e unità abitative, accessibile dalla pubblica via esclusivamente mediante un unico passo carraio e un unico cancelletto pedonale, ai quali è stato attribuito il numero civico n. 48. In occasione della compravendita di una porzione di capannone ricompresa nel medesimo complesso, distintamente censita al catasto con specifici subalterni, il Notaio rogante ha richiesto che detta porzione venga identificata nell’atto con un numero civico autonomo e distinto rispetto al n. 48. Poiché si tratta di unità immobiliari che non presentano affaccio diretto sulla sede stradale pubblica e che continuano ad avvalersi dell’unico varco di accesso esistente (cancelletto pedonale e passo carraio comuni), si chiede se sia ammissibile attribuire un numero civico distinto, ovvero un sub-civico (ad esempio n. 48/A), a un’unità immobiliare priva di affaccio e di accesso pedonale o carraio diretto e indipendente sulla pubblica via.

PNRR e contributi pubbliciAmministrazione digitaleDemografici
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Quesito del 16 ottobre 2026

Si è proceduto alla trascrizione di una sentenza con cui il Tribunale ha riconosciuto la cittadinanza italiana iure sanguinis in favore di sedici cittadini brasiliani. Il dispositivo ordina al Ministero dell’Interno e, per esso, all’ufficiale dello stato civile competente, di procedere alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge nei registri dello stato civile, con le eventuali comunicazioni alle autorità consolari. Si chiede se l’ufficiale dello stato civile debba procedere d’ufficio alla trascrizione degli atti trasmessi ovvero se occorra una istanza in bollo del difensore e, in tale ipotesi, se la stessa possa essere presentata cumulativamente per tutti i soggetti interessati.

Demografici
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Quesito del 15 ottobre 2026

L’art. 39, comma 6, del CCNL Funzioni locali 2022-2024 consente la fruizione delle ferie nel corso del periodo di preavviso. Si chiede pertanto di conoscere, nell’ipotesi in cui il dipendente sia tenuto all’osservanza di un termine di preavviso di 7 giorni e presenti le dimissioni nel rispetto di tale termine, se i 7 giorni debbano essere necessariamente prestati in servizio, a pena di decurtazione retributiva, ovvero se il dipendente che disponga di ferie maturate e non ancora godute possa fruirne per l’intera durata del periodo di preavviso.

Personale
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Quesito del 15 ottobre 2026

Si chiede se, ai fini della prova dell’avvenuta consegna della comunicazione di avvio del procedimento rilasciata contestualmente alla presentazione della dichiarazione di residenza, sia sufficiente l’apposizione della sola firma per ricevuta, come previsto dalla modulistica fornita dalla software house.

TributiPoliziaDemograficiAffari generali
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Quesito del 15 ottobre 2026

L’Ufficio di stato civile ha ricevuto, per il tramite dell’autorità consolare, un atto di nascita formato all’estero nel quale il nato è indicato come figlio di due genitori nominativamente individuati, senza che risulti specificato lo stato coniugale degli stessi al momento della dichiarazione di nascita; la dichiarazione risulta resa dal padre. Essendo stata richiesta al Consolato, in applicazione della legge italiana, l’indicazione del vincolo coniugale tra i genitori, l’autorità consolare ha riscontrato rappresentando che: unitamente all’atto da trascrivere è stato trasmesso il provvedimento conclusivo del procedimento, denominato “attestazione di ceppo”, sottoscritto dal responsabile dell’ufficio cittadinanza ed emesso all’esito della verifica della trasmissione della cittadinanza dall’avo dante causa e della non interruzione dello ius civitatis fino al richiedente; che la cittadinanza non avrebbe potuto essere trasmessa in assenza di un riconoscimento della filiazione giuridicamente valido; che, pur non essendovi tenuto, il Consolato ha altresì trasmesso l’indicazione della data di matrimonio dei genitori. Alla luce di quanto riscontrato dall’autorità consolare, si chiede se l’Ufficio possa procedere alla trascrizione dell’atto di nascita, pur non recando l’atto medesimo l’indicazione che, al momento della dichiarazione di nascita, i genitori erano uniti in matrimonio.

Demografici
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Quesito del 15 ottobre 2026

Una Centrale Unica di Committenza (CUC) ha espletato una procedura aperta per appalto sotto-soglia, con aggiudicazione secondo il criterio del minor prezzo. All’esito del calcolo della soglia di anomalia, due offerte sono risultate di importo identico e parimenti collocate al primo posto in graduatoria. La commissione di gara ha pertanto proceduto, nella medesima seduta pubblica, all’individuazione dell’offerta vincente mediante sorteggio effettuato con estrazione casuale di biglietti cartacei; l’estrazione materiale è stata affidata al legale rappresentante di un operatore economico concorrente, non utilmente collocato in graduatoria, presente alla seduta. L’operatore economico soccombente all’esito del sorteggio ha presentato istanza di revoca in autotutela, fondata sui seguenti motivi: 1. Mancata allegazione del protocollo di legalità sottoscritto in ogni pagina da parte dell’aggiudicatario, il quale ha tuttavia reso apposita dichiarazione di accettazione all’interno della domanda di partecipazione, secondo quanto prescritto dal disciplinare di gara; 2. Illegittimità della costituzione della commissione giudicatrice, in quanto le dichiarazioni di insussistenza di situazioni di conflitto di interessi rese da due commissari su tre recavano in oggetto l’indicazione di una diversa procedura; l’errore materiale è stato successivamente emendato mediante pubblicazione delle dichiarazioni corrette, aventi però data cronologicamente successiva alla seduta; 3. Omesso preavviso della seduta pubblica in cui si è tenuto il sorteggio e potenziale conflitto di interessi in capo al legale rappresentante dell’impresa concorrente incaricato dell’estrazione. Non è stata invece eccepita la mancata effettuazione del sorteggio in modalità telematica. Si chiede se la CUC debba annullare la proposta di aggiudicazione e procedere alla ripetizione del sorteggio — per omessa comunicazione del preavviso e/o per mancato ricorso alla modalità telematica — ovvero se possa procedere all’aggiudicazione in favore dell’originario sorteggiato, ritenendo superabili le eccezioni formulate.

Tecnico LL. PP.Affari generali
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Quesito del 15 ottobre 2026

In presenza di prassi applicative difformi adottate da comuni limitrofi e alla luce delle recenti modifiche normative in materia di polizia mortuaria, si chiede di conoscere la corretta interpretazione della disciplina regionale toscana in ordine all’individuazione del comune competente al rilascio dell’autorizzazione al trasporto delle salme fuori comune. In particolare, si chiede quale sia l’ente competente nell’ipotesi in cui il decesso sia avvenuto nel Comune A, l’accertamento necroscopico sia stato eseguito nel Comune B e la sepoltura debba avere luogo nel medesimo Comune B.

Demografici
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Quesito del 15 ottobre 2026

Quale documentazione deve essere prodotta, ai fini della prima iscrizione anagrafica in Italia, da una cittadina rumena maggiorenne e non occupata, figlia di una cittadina rumena già iscritta all’anagrafe di altro Comune, pensionata e in possesso di attestazione di soggiorno permanente per cittadini UE?

Demografici
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Quesito del 15 ottobre 2026

Un cittadino italiano, attualmente residente in questo Comune, ha contratto matrimonio nel 2004 presso lo stesso Comune con una cittadina finlandese. L’interessato ha presentato istanza di trascrizione della sentenza di divorzio pronunciata in Finlandia nell’anno 2008, producendo a tal fine il certificato previsto dall’art. 39 del Regolamento (CE) n. 2201/2003 Allegato I. Il predetto certificato presenta, tuttavia, non riporta il luogo di nascita dei coniugi né alcun dato identificativo relativo all’atto di matrimonio. Si rileva, inoltre, una discordanza nel cognome della coniuge, in quanto nell’Allegato I è indicato il cognome attualmente da essa posseduto — acquisito a seguito di successive nozze contratte in Finlandia — mentre il cognome risultante dall’atto di matrimonio è riportato unicamente tra parentesi, accanto a quello attuale. Attesa l’urgenza dell’adempimento, essendo già stata fissata la data delle seconde nozze dell’istante, si chiede di conoscere: se, alla luce degli indirizzi espressi dalla circolare del Ministero dell’Interno n. 24/2006, sia legittimo procedere alla trascrizione sulla base del certificato così formato, risultando comunque indicati i nomi dei coniugi; se sia possibile apporre apposita annotazione volta a chiarire la discordanza relativa al cognome della coniuge.

Demografici
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Quesito del 15 ottobre 2026

Si chiede se un Ente privo di qualificazione possa procedere all’affidamento di una concessione di importo inferiore alla soglia di € 140.000,00.

Tecnico LL. PP.

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