Quesito del 9 settembre 2026
Negli Enti privi di dirigenza, un Responsabile di Settore titolare di posizione organizzativa con Elevata Qualificazione (EQ) ha la facoltà di nominare un dipendente del proprio settore quale Responsabile di Servizio? A titolo esemplificativo: il Responsabile EQ di Settore può individuare un funzionario del proprio settore come Responsabile del Servizio Commercio o del Servizio Ambiente, oppure la sua competenza si limita alla sola delega della responsabilità del procedimento?
Quesito del 9 settembre 2026
Si chiede se il ripristino del 4 ottobre quale giornata festiva comporti la necessità di ricalcolare i giorni di ferie e i permessi per festività soppresse spettanti nell’anno di riferimento.
Quesito del 9 settembre 2026
Un’attività stagionale, per la quale è stato dichiarato un periodo di apertura dal 02/04/2026 al 27/09/2026, intende effettuare alcune aperture straordinarie nel periodo delle festività natalizie, nel rispetto del limite massimo di 240 giornate di apertura nell’anno solare. Si chiede quanto segue: 1. Se tale apertura straordinaria sia consentita, anche alla luce dell'Ordinanza Sindacale n. 90 del 30/09/2025; 2. In caso affermativo, se le date di apertura straordinaria debbano essere comunicate tramite pratica SUAP oppure mediante semplice comunicazione via PEC; 3. Se tale comunicazione debba essere effettuata preventivamente, indicando un calendario completo con tutte le date di apertura straordinaria, oppure se sia possibile inviare più comunicazioni distinte, a ridosso di ciascuna data in cui l'esercente deciderà di aprire l'attività.
Quesito del 9 settembre 2026
Una ex cittadina italiana, nata in Italia ed emigrata in Germania, ha contratto matrimonio nel 1999 con un cittadino tedesco. In data 14/09/2000 ha perso la cittadinanza italiana, avendo acquisito quella tedesca a seguito di naturalizzazione volontaria. Oggi chiede il riacquisto della cittadinanza italiana, in quanto intende trasferire la propria residenza in Italia. Si richiede un chiarimento in merito alla differenza tra l'art. 13 e l'art. 17 della legge sulla cittadinanza. Si chiede, inoltre, di chiarire se, con riferimento all’art. 13, le modifiche introdotte dalla legge n. 74/2025 in materia di cittadinanza abbiano inciso sulla disciplina applicabile alla dichiarazione di volontà dell’interessata, e, in particolare, se tale dichiarazione sia tuttora soggetta al termine del 31 dicembre 2027. Qualora fosse confermata la riconducibilità del caso in esame all'art. 13, lett. c) oppure lett. d), quale sarebbe la procedura corretta da seguire? La dichiarazione di volontà potrebbe essere resa sia presso il Consolato sia presso l'Ufficio di Stato Civile (USC)? Qualora il caso, invece, fosse riconducibile alla lett. c), la competenza spetterebbe esclusivamente al Consolato?
Quesito del 9 settembre 2026
Un cittadino italiano, iscritto all’AIRE di altro Comune, e una cittadina canadese, entrambi residenti in Canada, hanno manifestato la volontà di contrarre matrimonio con rito civile presso il nostro Comune. I nubendi hanno richiesto la pubblicazione di matrimonio presso la Rappresentanza diplomatica o consolare italiana all’estero competente per l'iscrizione AIRE del cittadino italiano. Successivamente, sono stati trasmessi a questo Comune sia l’esito della pubblicazione sia la delega alla celebrazione del matrimonio. Si chiede conferma circa la correttezza del seguente iter procedurale: 1. Formazione dell'atto di matrimonio (ex parte IIC), previa acquisizione della documentazione relativa agli sposi e ai testimoni; 2. Nomina di un interprete, in quanto uno dei nubendi non conosce la lingua italiana; 3. Acquisizione della dichiarazione di volontà dei nubendi in merito alla legge applicabile ai loro rapporti patrimoniali.
Quesito del 8 settembre 2026
Un’impresa artigiana che svolge attività di gastronomia intende offrire ai propri clienti anche un servizio di consegna a domicilio dei prodotti preparati. Si chiede se, nel caso in cui il servizio di delivery venga effettuato tramite una piattaforma esterna specializzata (ad esempio Glovo, Just Eat o analoghe), sia necessario presentare al SUAP una specifica SCIA o altra comunicazione per lo svolgimento dell’attività di consegna a domicilio. Si chiede inoltre quale sia l’adempimento amministrativo previsto nel caso in cui la consegna dei prodotti venga invece effettuata direttamente dall’impresa, con propri mezzi e personale, e in particolare se tale attività richieda la presentazione di una SCIA per commercio presso il domicilio del consumatore.
Quesito del 8 settembre 2026
Nell’ambito degli appalti di servizi sociali di cui all’Allegato XIV del D.Lgs. 36/2023, può accadere che l’aggiudicatario sia un operatore economico in possesso della qualifica di Ente del Terzo settore (ETS). In sede di stipula del contratto in forma pubblico-amministrativa si pone, pertanto, la questione relativa all’applicabilità delle agevolazioni fiscali previste dal D.Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo settore). Si richiede un parere di carattere generale in merito ai seguenti aspetti: 1. Imposta di bollo e imposta di registro. L’esenzione dall’imposta di bollo e dall’imposta di registro prevista dall’art. 82, commi 3 e 4, del D.Lgs. 117/2017 trova applicazione anche ai contratti di appalto pubblico a titolo oneroso stipulati, ai sensi del D.Lgs. 36/2023, tra una Pubblica Amministrazione e un ETS, qualora il relativo corrispettivo sia soggetto a IVA? Oppure, come ritiene questo Settore, l’agevolazione deve considerarsi riferita esclusivamente agli atti, documenti, istanze e contratti connessi alla costituzione e alla vita dell’ente e allo svolgimento delle attività per le quali il Codice del Terzo settore prevede espressamente il beneficio, senza estendersi ai contratti di appalto pubblico? In tale seconda ipotesi, per i contratti di appalto aggiudicati a un ETS continuerebbe quindi a trovare applicazione l’imposta di bollo nella misura prevista dall’Allegato I.4 al D.Lgs. 36/2023. 2. Diritti di segreteria e di rogito ex art. 40 della L. 604/1962. La riduzione alla metà degli onorari prevista dall’art. 22, comma 1, del D.Lgs. 117/2017 per gli atti costitutivi e le modifiche statutarie degli ETS può essere estesa anche ai diritti di segreteria e di rogito dovuti in relazione ai contratti di appalto pubblico stipulati in forma pubblico-amministrativa con l’intervento del Segretario comunale rogante? Oppure, come ritiene questo Settore, tale agevolazione non è applicabile, in quanto i diritti di segreteria connessi all’attività rogatoria non sono riconducibili agli onorari cui fa riferimento l’art. 22 del Codice del Terzo settore e devono, pertanto, essere corrisposti integralmente anche nel caso in cui l’aggiudicatario sia un ETS?
Quesito del 8 settembre 2026
Una cittadina tedesca ha acquistato la cittadinanza italiana a seguito del matrimonio con un cittadino italiano, celebrato prima del 27 aprile 1983. Presso questo Comune risultano trascritti: l’atto di matrimonio, celebrato nel 1982 e l’atto di nascita, trascritto nel 1999. La cittadina è inoltre iscritta all’AIRE di questo Comune. In anagrafe risulta registrata con il solo cognome da nubile, mentre nel documento di identità rilasciato dall’autorità tedesca compare sia il cognome del marito sia quello da nubile. Anche il codice fiscale attribuito dall’Agenzia delle Entrate risulta associato al cognome da coniugata. In occasione della richiesta di rilascio della CIE, l’interessata ha evidenziato tale difformità e ha chiesto se, al fine di evitare futuri problemi di allineamento dei dati, sia possibile integrare le generalità registrate in anagrafe aggiungendo anche il cognome acquisito con il matrimonio, così come risulta dal documento tedesco. Si chiede pertanto se l’Ufficiale d’anagrafe possa procedere alla variazione acquisendo un’istanza scritta dell’interessata, corredata da copia del documento rilasciato dall’autorità tedesca, nella quale la stessa richieda l’allineamento e dichiari le proprie generalità così come risultanti dal documento estero. In alternativa, si chiede se sia necessario acquisire un’attestazione di esatte generalità rilasciata dalla competente autorità tedesca o altra documentazione ufficiale proveniente dal Paese di origine. Si chiede, infine, di conoscere quale sia la procedura più corretta da seguire per l’allineamento delle generalità anagrafiche dell’interessata.
Quesito del 8 settembre 2026
Si chiede se un minore straniero, nato in Italia nel 2025 e inizialmente convivente, nello scrivente Comune, con la madre cittadina straniera, possa acquistare la cittadinanza italiana a seguito dell’acquisto della cittadinanza italiana da parte del padre. Il minore, nel corso del 2026, ha trasferito la propria residenza presso il nucleo familiare del padre, rimanendo comunque residente nel medesimo Comune. Si chiede, in particolare, se il minore acquisti la cittadinanza italiana per effetto dell’acquisto da parte del padre, pur non avendo avuto con quest’ultimo una convivenza e una residenza continuativa nei due anni precedenti, né dalla nascita nel caso di specie. In caso di mancato acquisto della cittadinanza italiana da parte del minore, si chiede inoltre se sia necessario procedere alla trascrizione dell’attestazione negativa nei registri dello stato civile tramite ANSC.
Quesito del 31 agosto 2026
Una struttura di accoglienza presente sul territorio comunale ha presentato una dichiarazione di residenza per un proprio ospite, allegando, quale documento di riconoscimento, un’attestazione relativa alla manifestazione della volontà di richiedere protezione internazionale. Si chiede se tale documentazione sia idonea ai fini dell’iscrizione anagrafica oppure se sia necessario acquisire un diverso documento di identificazione o un ulteriore titolo attestante la regolarità del soggiorno.
Quesito del 31 agosto 2026
L’Ente intende avviare entro il 31 dicembre 2026 una progressione verticale ordinaria dall’Area degli Istruttori a quella dei Funzionari e dell’Elevata Qualificazione. L’unico dipendente in possesso del titolo di studio richiesto è stato assunto dall’Ente il 15 marzo 2024 e, nel triennio 2021-2023, ha svolto attività di docenza presso un Istituto tecnico. Considerato che l’art. 52, comma 1-bis, del D.Lgs. n. 165/2001 prevede, tra i criteri della procedura comparativa, la valutazione positiva conseguita negli ultimi tre anni di servizio, si chiede se il possesso di un intero triennio di valutazioni costituisca un requisito necessario per la partecipazione oppure se l’Ente possa disciplinare diversamente tale aspetto, eventualmente considerando anche il servizio svolto presso altra amministrazione. Si chiede inoltre se sia obbligatoria la nomina di una Commissione giudicatrice anche qualora non siano previste prove e la graduatoria derivi esclusivamente dall’applicazione di criteri e punteggi predeterminati. In caso affermativo, si chiede se la Commissione possa essere composta dai tre titolari di E.Q. e Responsabili di Area presenti nell’Ente.
Quesito del 31 agosto 2026
Si chiede se, ai fini dell’avvio di un procedimento di cancellazione anagrafica per irreperibilità, la segnalazione debba necessariamente provenire dal proprietario dell’immobile presso il quale la persona risulta residente oppure possa essere presentata anche da un familiare o da altro soggetto, pur non convivente né residente con l’interessato. Si chiede inoltre come debba procedere l’Ufficio anagrafe nel caso in cui risulti che la persona dimori effettivamente nel territorio di un altro Comune italiano, ma quest’ultimo non dia riscontro alla richiesta di segnalazione formulata ai sensi dell’art. 16, comma 1, del D.P.R. n. 223/1989. In particolare, si domanda quali ulteriori verifiche o adempimenti debbano essere posti in essere prima di procedere alla cancellazione per irreperibilità.
Quesito del 31 agosto 2026
Un dipendente ha presentato richiesta di fruire del congedo straordinario previsto dall’art. 42 del D.Lgs. n. 151/2001 per assistere un genitore in situazione di disabilità grave ai sensi della Legge n. 104/1992, con il quale, al momento della domanda, non risulta convivente. Si chiede quali siano i requisiti necessari per poter beneficiare del congedo, con particolare riferimento al requisito della convivenza con il familiare assistito e all’eventuale possibilità di instaurarla successivamente alla presentazione della domanda. Si chiede inoltre quale sia l’iter che l’Ente datore di lavoro deve seguire ai fini dell’istruttoria e dell’accoglimento della richiesta, quali verifiche debbano essere effettuate in ordine alla sussistenza dei presupposti previsti dalla normativa e quale documentazione debba essere acquisita dal dipendente.
Quesito del 31 agosto 2026
Un ente dispone di una graduatoria vigente relativa a un concorso pubblico per il profilo di istruttore amministrativo a tempo indeterminato, suscettibile di ulteriore scorrimento. Si chiede se l’Amministrazione possa decidere di non utilizzare tale graduatoria e procedere, per la copertura di un posto dello stesso profilo professionale, mediante un avviso di mobilità volontaria, oppure se la presenza di una graduatoria ancora valida imponga necessariamente di procedere al suo scorrimento, precludendo il ricorso alla mobilità. Il dubbio nasce considerando che il concorso pubblico costituisce lo strumento ordinario di accesso al pubblico impiego, mentre lo scorrimento di una graduatoria vigente è rimesso, entro determinati limiti, alla valutazione discrezionale dell’Amministrazione. Si chiede pertanto se un analogo rapporto di priorità sussista anche tra lo scorrimento di una graduatoria vigente e il ricorso alla mobilità volontaria e, in particolare, se l’Amministrazione possa motivatamente preferire quest’ultima modalità di reclutamento. Si chiede inoltre quale sia il termine minimo di pubblicazione dell’avviso di mobilità. Per i concorsi pubblici è prevista una durata della pubblicazione del bando non superiore a 30 giorni, riducibile fino a 10 giorni in presenza di motivate esigenze di celerità. Si domanda se tale disciplina sia applicabile anche agli avvisi di mobilità oppure se, per questi ultimi, debba essere comunque garantito un periodo minimo di pubblicazione di 30 giorni, senza possibilità di riduzione.
Quesito del 28 agosto 2026
Nel caso in cui sia necessario riconoscere una sentenza ai fini della successiva annotazione nei registri di stato civile, si chiede come distinguere, sulla base del contenuto del provvedimento, una separazione o un divorzio consensuale da uno giudiziale. In particolare, quali elementi della sentenza consentono di individuare la natura consensuale o contenziosa del procedimento? Si chiede inoltre come determinare la data del passaggio in giudicato quando questa non è espressamente indicata nelle disposizioni finali della sentenza. Nel caso in esame, nel corpo del provvedimento si legge che, «a seguito di ricorso proposto dai ricorrenti, il Tribunale in composizione collegiale ha pronunciato la presente sentenza», mentre nel dispositivo finale è riportata la dicitura «sentenza irrevocabile in data … per decorrenza dei termini». Si chiede pertanto se tale ultima data debba essere considerata, ai fini dell’annotazione, come data del passaggio in giudicato della sentenza.
Quesito del 28 agosto 2026
Un cittadino italiano, residente nello scrivente comune, ha presentato una sentenza in cui gli viene riconosciuta una discendenza biologica con il diritto di variare il proprio cognome, aggiungendo il cognome paterno biologico a quello con cui sinora era individuato. Si richiede se la richiesta di trascrizione vada presentata nel comune di residenza o in quello di nascita (che risulta diverso da quello in cui risiede). Inoltre si richiede se la sentenza vada autenticata dal Tribunale o dal legale; ovvero possa essere acquisita tramite pec.
Quesito del 28 agosto 2026
Una cittadina proveniente da altro Comune ha presentato nel mese di luglio una dichiarazione di residenza. Al primo accertamento della Polizia locale è stata trovata nell’abitazione, dichiarando però di essere ancora in fase di trasloco e di soggiornarvi prevalentemente nei fine settimana per motivi di lavoro. Nella relazione della Polizia locale è stato inoltre evidenziato che l’abitazione si presentava in condizioni di scarsa pulizia, con presenza di polvere ed erbacce, e che il frigorifero risultava vuoto. In tale occasione, l’agente ha invitato l’interessata a presentare la dichiarazione di residenza anche per gli altri componenti della famiglia, adempimento effettuato circa una settimana dopo. Nei successivi sopralluoghi gli interessati non sono stati trovati e l’ufficio ha avviato il procedimento di rigetto. La cittadina ha presentato osservazioni, precisando che l’abitazione è arredata, dotata di utenze e che alcuni familiari, lavorando nel settore dei trasporti, sono spesso all’estero e rientrano prevalentemente nei fine settimana. Sono quindi ripresi gli accertamenti. Prima di Ferragosto la cittadina ha inoltre comunicato telefonicamente che la famiglia sarebbe stata assente per ferie per circa quindici giorni, con rientro il 31 agosto. Nonostante ciò, la Polizia locale ha effettuato ulteriori controlli il 16 e 22 agosto, entrambi con esito negativo, proponendo nuovamente il diniego. Il termine dei 45 giorni scade nei primi giorni di settembre. Si chiede se sia corretto respingere la dichiarazione di residenza e ripristinare l’iscrizione nel Comune precedente, invitando gli interessati a presentare una nuova domanda, oppure se sia opportuno attendere la scadenza del termine ed effettuare ulteriori accertamenti, tenuto conto che l’assenza nei giorni dei sopralluoghi era stata preventivamente comunicata. Si chiede inoltre se un eventuale diniego adottato prima della scadenza dei termini possa esporre l’Ufficiale d’anagrafe a responsabilità o contestazioni da parte dell’interessata.
Quesito del 27 agosto 2026
Si pone il caso di un cittadino straniero, già cancellato dall’ANPR per emigrazione all’estero, che presenta una nuova dichiarazione di residenza chiedendo l’iscrizione anagrafica. A supporto della richiesta, l’interessato produce esclusivamente la ricevuta relativa al permesso di soggiorno richiesto per “assistenza minori”. Si chiede se sia possibile procedere all’iscrizione in ANPR sulla base della sola ricevuta oppure se sia necessario attendere il rilascio del permesso di soggiorno e la successiva produzione del relativo titolo.
Quesito del 27 agosto 2026
Si chiede se un cittadino straniero destinatario di un decreto di espulsione possa contrarre matrimonio in Italia. In particolare, si domanda se l’interessato possa essere presente fisicamente presso l’ufficio di stato civile e sottoscrivere l’atto di matrimonio, nonostante il provvedimento di espulsione a suo carico. Si precisa che della situazione sono già state informate le Forze dell’Ordine, che risultano pertanto a conoscenza del caso.
Quesito del 27 agosto 2026
Una cittadina indiana, madre di una residente del Comune divenuta cittadina italiana, presenta dichiarazione di residenza con provenienza dall’India. A corredo della richiesta esibisce il passaporto e una ricevuta rilasciata dalla Questura recante la dicitura secondo cui il documento “non sostituisce la copia del permesso di soggiorno per l’interessato”. La richiedente non è inoltre in possesso del nulla osta al ricongiungimento familiare. Si chiede se, sulla base della documentazione prodotta e della qualità di familiare di cittadina italiana, sussistano i requisiti per procedere all’iscrizione anagrafica in ANPR.
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