Quesito del 27 luglio 2026
È pervenuta un’istanza di pubblicazione di matrimonio presentata da due cittadini italiani. Dalle verifiche effettuate è emerso che uno dei nubendi risulta cancellato dall’ANPR, dal codesto Comune per irreperibilità, circostanza della quale lo stesso potrebbe non essere a conoscenza. Si chiede pertanto: se sia comunque possibile procedere alle pubblicazioni di matrimonio; in caso affermativo, se le pubblicazioni debbano essere effettuate esclusivamente nel Comune di residenza dell’altro nubendo; in caso negativo, qualora fosse necessario che l’interessato regolarizzi preventivamente la propria posizione anagrafica, se sia previsto un periodo minimo di residenza prima di poter richiedere le pubblicazioni di matrimonio.
Quesito del 27 luglio 2026
Si chiede se sia possibile procedere alla denominazione di un centro sportivo di proprietà comunale, attualmente in fase di costruzione, prima dell’ultimazione dei lavori.
Quesito del 27 luglio 2026
Un’utente ha ricevuto una cartella contenente solleciti di pagamento relativi a fatture del servizio idrico riferite al periodo 2018-2019, che ritiene errate, in quanto avrebbero dovuto comprendere esclusivamente la quota fissa. All’epoca dell’emissione delle fatture, l’interessata si era recata presso gli uffici comunali per chiederne la rettifica, evidenziando che, anche negli anni precedenti, aveva corrisposto soltanto la quota fissa, poiché non era residente né dimorava nell’immobile, che risultava inoltre non locato. L’utente, tuttavia, non aveva presentato un’istanza formale, confidando di essere successivamente ricontattata dall’ufficio. Si chiede come debba comportarsi ora la Responsabile del Settore nei confronti dell’interessata e se, una volta verificata l’effettiva erroneità della fatturazione, sia possibile intervenire anche in fase di riscossione coattiva disponendo lo sgravio parziale delle somme non dovute.
Quesito del 27 luglio 2026
Un professore universitario, in qualità di direttore del Registro Tumori delle regione, ha richiesto al Comune, nell’ambito di un progetto di ricerca epidemiologica, l’elenco dei soggetti deceduti dal 2000 a oggi, con l’indicazione dei seguenti dati: nome, cognome, data di nascita e data di morte. Si chiede se il Comune possa comunicare tali informazioni per le finalità di studio e ricerca dichiarate e, in caso affermativo, quali presupposti, autorizzazioni, cautele o modalità operative debbano essere rispettati ai fini della protezione dei dati personali.
Quesito del 27 luglio 2026
Il Comune ha approvato il Regolamento e le tariffe del canone unico patrimoniale, prevedendo l’imputazione delle relative entrate al Titolo III del bilancio. Alla luce della sentenza delle Sezioni Unite della Corte di cassazione n. 12225 del 5 maggio 2025, che ha riconosciuto la natura tributaria del canone unico patrimoniale, si chiede se sia necessario adottare una specifica deliberazione del Consiglio comunale che prenda atto di tale qualificazione giuridica. Considerato che l’Ente si trova attualmente nella fase di assestamento generale del bilancio, si chiede inoltre se le entrate derivanti dal canone unico patrimoniale debbano essere riclassificate e trasferite dal Titolo III al Titolo I, nonostante la maggior parte degli incassi dell’esercizio sia già stata contabilizzata al Titolo III. In alternativa, è possibile procedere alla riclassificazione contabile a decorrere dall’esercizio 2027? Si chiede, infine, se per l’adozione degli eventuali atti di variazione o riclassificazione sia necessario acquisire il parere dell’Organo di revisione e se sia disponibile uno schema di deliberazione da utilizzare.
Quesito del 27 luglio 2026
Si sottopone un dubbio operativo relativo al cambio di residenza dell’affidatario di un’urna cineraria. Quando l’affidatario trasferisce la propria residenza, sia in un altro Comune sia all’interno dello stesso territorio comunale, cambia normalmente anche il luogo di conservazione delle ceneri. Può tuttavia accadere che l’interessato non informi preventivamente il Comune e non richieda l’autorizzazione al trasporto dell’urna. Si chiede, pertanto, come debba comportarsi il Comune qualora venga a conoscenza del cambio di residenza, ad esempio attraverso la comunicazione di cancellazione anagrafica. Una prima interpretazione potrebbe portare a ritenere che l’affidatario abbia già effettuato un trasporto dell’urna in assenza della prescritta autorizzazione, salvo considerare implicitamente autorizzato il trasferimento effettuato al solo fine di continuare a custodire le ceneri presso la propria residenza. In tale ipotesi, il Comune potrebbe limitarsi a regolarizzare successivamente la posizione amministrativa, eventualmente attraverso un provvedimento di convalida, aggiornando il luogo di conservazione dell’urna. Qualora, invece, non si ritenga configurabile un’autorizzazione implicita, sembrerebbe più corretto non presumere che il trasporto sia già avvenuto. La cancellazione anagrafica attesta infatti esclusivamente il cambio di residenza dell’affidatario, ma non dimostra che l’urna sia stata effettivamente trasferita. Essa potrebbe essere ancora custodita presso il precedente indirizzo, senza essere stata abbandonata, ad esempio perché l’interessato continua ad avere la disponibilità o a frequentare entrambe le abitazioni. In quest’ultima ipotesi, il Comune potrebbe contattare l’affidatario, invitandolo a comunicare l’attuale luogo di conservazione dell’urna e a precisare se intenda rinunciare all’affidamento oppure trasferire le ceneri presso la nuova residenza. Solo a seguito di tale comunicazione si procederebbe al rilascio dell’autorizzazione al trasporto e all’aggiornamento del luogo di conservazione. Si chiede quale delle due impostazioni debba ritenersi giuridicamente e operativamente più corretta.
Quesito del 23 luglio 2026
Una coppia di cittadini tunisini ha contratto matrimonio presso il Consolato tunisino di Genova. Successivamente, gli interessati hanno presentato all’Ufficio di stato civile un documento tradotto, chiedendo la trascrizione del matrimonio. L’Ufficio ha ritenuto che il matrimonio celebrato presso il Consolato debba essere considerato, ai fini della trascrizione, come un matrimonio contratto all’estero e che, pertanto, non possa essere trascritto nei registri dello stato civile se non ricorrendo i presupposti previsti dall’art. 19 del d.P.R. n. 396/2000. È stato, tuttavia, comunicato agli interessati che è possibile aggiornare le relative posizioni anagrafiche, inserendo i dati del matrimonio e modificando il rapporto intercorrente tra i componenti della famiglia anagrafica. Si chiede se la procedura seguita dall’Ufficio sia corretta.
Quesito del 23 luglio 2026
Un immobile nel quale risulta residente la proprietaria viene concesso in locazione, nella sua interezza, a un cittadino straniero proveniente da un altro Comune italiano. Nel contratto di locazione è specificato che «il conduttore intende utilizzare l’immobile per uso abitativo personale e dei propri familiari, per un periodo transitorio, a causa della temporanea indisponibilità della propria abitazione». La durata del contratto è fissata in dodici mesi. Si chiede: se il conduttore possa ottenere l’iscrizione anagrafica nell’immobile costituendo uno stato di famiglia separato rispetto a quello della proprietaria; se la proprietaria possa continuare a mantenere la residenza presso il medesimo immobile, pur avendolo concesso integralmente in locazione; se la natura transitoria della permanenza, espressamente dichiarata nel contratto, sia compatibile con il requisito della dimora abituale necessario ai fini dell’iscrizione anagrafica.
Quesito del 23 luglio 2026
Si chiede conferma che le carte d’identità dotate di banda magnetica e microprocessore, rilasciate a partire dal 2001 da alcuni Comuni sperimentatori, continuino a essere valide sul territorio nazionale fino alla loro naturale scadenza, anche ai fini dell’accesso ai servizi essenziali e dei rapporti con la Pubblica Amministrazione, ma non siano più valide per l’espatrio a decorrere dal 3 agosto 2026. È corretta tale interpretazione?
Quesito del 23 luglio 2026
Si presenta allo sportello un cittadino rumeno che chiede informazioni in merito alla possibilità di ottenere la residenza presso l’abitazione di proprietà della sorella, anch’essa cittadina rumena e già residente nel Comune, la quale è disponibile a prestare il proprio assenso all’iscrizione anagrafica. L’interessato riferisce di essere in procinto di stipulare un’assicurazione sanitaria privata valida sul territorio nazionale e idonea a coprire tutti i rischi. Dichiara, inoltre, di non svolgere alcuna attività lavorativa e di non essere titolare di un conto corrente bancario. Al fine di dimostrare la disponibilità di risorse economiche sufficienti, si dichiara disponibile a esibire allo sportello una somma in contanti pari a 7.000 euro. Si chiede se, in presenza di tali presupposti, la domanda di iscrizione anagrafica possa essere accolta e se l’esibizione di denaro contante possa costituire una prova adeguata della disponibilità di risorse economiche sufficienti.
Quesito del 23 luglio 2026
Si chiede se le Linee guida per il rilascio delle concessioni di posteggio per l’esercizio del commercio su aree pubbliche, adottate ai sensi dell’art. 11, commi 1 e 2, della legge 30 dicembre 2023, n. 214, trovino applicazione anche nel caso di un chiosco-bar di proprietà comunale, situato all’interno di un parco pubblico, che l’Ente intende affidare in concessione a soggetti terzi.
Quesito del 22 luglio 2026
Un cittadino che dimostri di essere titolare di un interesse concreto, diretto e attuale può presentare un’istanza di accesso agli atti relativa a una pratica di residenza e richiedere il rilascio di una copia protocollata della relativa documentazione? Nel caso specifico, il richiedente è proprietario dell’immobile concesso in uso gratuito alla famiglia interessata dalla pratica di residenza.
Quesito del 22 luglio 2026
Abbiamo ricevuto dalla Procura della Repubblica una comunicazione contenente: - la notizia di un decesso, con apertura di un procedimento relativo a un’ipotesi di reato; - la contestuale comunicazione di chiusura del procedimento, con rilascio del nulla osta alla sepoltura e alla cremazione. Nel provvedimento della Procura, la data del decesso è indicata come compresa tra il 16 e il 17 luglio 2026. L’Ufficio, tramite la locale Stazione dei Carabinieri, ha tuttavia acquisito il certificato di constatazione del decesso, redatto dal medico intervenuto presso l’abitazione, nel quale sono riportati una data e un orario precisi: 17 luglio 2026, ore 9:50. In data odierna, inoltre, l’impresa di onoranze funebri ha trasmesso il certificato necroscopico, che conferma la medesima data e il medesimo orario indicati nel certificato di constatazione del decesso. Si chiede, pertanto, quale dato debba essere riportato nell’atto di morte: l’intervallo temporale compreso tra il 16 e il 17 luglio 2026, indicato nella comunicazione della Procura, oppure la data e l’orario puntuali — 17 luglio 2026, ore 9:50 — risultanti sia dal certificato di constatazione del decesso sia dal certificato necroscopico?
Quesito del 22 luglio 2026
Un edificio comunale destinato all’erogazione di servizi al pubblico è dotato di un impianto antincendio regolarmente funzionante. Tuttavia, è stato rilevato che alcuni sistemi wireless installati in un edificio privato adiacente potrebbero generare interferenze, limitando la piena funzionalità dell’impianto comunale in determinate stanze. Si chiede se l’Ente possa disporre verifiche tecniche sul sistema installato presso l’immobile privato, al fine di accertare l’effettiva origine delle interferenze. Si chiede, inoltre, se tali accertamenti possano essere svolti in via preliminare e propedeutica rispetto all’eventuale adozione di successive diffide o ordinanze nei confronti del privato. Infine, qualora le verifiche escludessero la presenza di interferenze riconducibili agli impianti privati, si chiede se il proprietario possa avanzare una richiesta di indennizzo o di risarcimento per gli accertamenti subiti o per eventuali limitazioni derivanti dall’attività istruttoria dell’Ente.
Quesito del 22 luglio 2026
Due cittadini stranieri, coniugati tra loro, hanno prestato giuramento per l’acquisto della cittadinanza italiana nel luglio 2026. Successivamente hanno chiesto chiarimenti in merito all’eventuale acquisto della cittadinanza italiana da parte della figlia minore, nata all’estero nel 2014 e con loro convivente, ritenendo che la stessa potesse acquisirla automaticamente ai sensi della legge n. 91/1992. Sono stati illustrati ai genitori i requisiti previsti dalla normativa vigente a seguito dell’entrata in vigore della legge n. 74/2025. In tale occasione, entrambi hanno dichiarato verbalmente di non aver risieduto in Italia per almeno due anni continuativi prima della nascita della figlia. A pochi giorni dal giuramento, i genitori hanno presentato al Comune un’istanza formale con la quale chiedono il riconoscimento della cittadinanza italiana in favore della minore. Nell’istanza dichiarano che la figlia convive stabilmente con entrambi i genitori ed è legalmente e continuativamente residente in Italia da oltre undici anni. Chiedono pertanto che la posizione della minore venga esaminata ai fini dell’acquisto della cittadinanza italiana secondo la normativa vigente. In subordine, qualora la richiesta non possa essere accolta, domandano l’adozione di un provvedimento espresso e motivato, con l’indicazione delle disposizioni normative e delle eventuali circolari ministeriali applicate, nonché delle ragioni di fatto e di diritto poste a fondamento del diniego, con successiva notifica agli interessati. Si chiede, pertanto, quale procedimento debba seguire l’ufficiale dello stato civile e quale provvedimento debba essere adottato in relazione all’istanza presentata.
Quesito del 21 luglio 2026
È pervenuta dal Tribunale una comunicazione relativa all’interdizione dai pubblici uffici di una cittadina iscritta nelle liste elettorali di questo Comune. La comunicazione, trasmessa ai sensi dell’art. 32 del d.P.R. n. 223/1967, riporta che nei confronti della cittadina è stata emessa dal GUP del Tribunale competente una sentenza recante, oltre alla pena principale, la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici per la durata di cinque anni. Si chiede quale procedura debba seguire l’ufficio elettorale al ricevimento di comunicazioni di questo tipo. In particolare, si domanda se il soggetto debba essere cancellato dalle liste elettorali in occasione della prima revisione utile successiva alla ricezione della comunicazione e da quale data debba essere calcolato il periodo di interdizione. Con specifico riferimento al caso sopra descritto, si chiede inoltre come debbano essere individuate la decorrenza e la scadenza del quinquennio di interdizione, tenuto conto delle date indicate nella comunicazione del Tribunale.
Quesito del 21 luglio 2026
Si chiede di sapere se le verifiche relative alla dimora abituale e al rinnovo dei permessi o delle carte di soggiorno debbano essere sempre effettuate. Il quesito nasce dall’aver riscontrato che, nelle schede anagrafiche di diversi cittadini recentemente iscritti, non risulta registrato il relativo titolo di soggiorno. Si ritiene pertanto opportuno organizzare la ripresa dei controlli che, in precedenza, venivano effettuati regolarmente.
Quesito del 21 luglio 2026
Si chiede se sia possibile costituire due distinti stati di famiglia per due coniugi che risiedono nella medesima abitazione, catastalmente censita come un’unica unità immobiliare, ma composta da due appartamenti completamente autonomi, situati su piani diversi. In particolare, si domanda se ciascun coniuge possa risultare titolare di un proprio stato di famiglia, pur vivendo nello stesso edificio.
Quesito del 20 luglio 2026
L’applicazione dell’indennità sostitutiva del mancato preavviso rientra nella competenza del Responsabile dell’Area amministrativa – Servizio personale oppure è necessaria una preventiva deliberazione della Giunta comunale?
Quesito del 20 luglio 2026
A seguito dell’approvazione della graduatoria di un concorso pubblico, quali adempimenti deve porre in essere l’amministrazione ai fini dell’assunzione del candidato vincitore? In particolare, si chiede di chiarire: se la visita medica preventiva sia obbligatoria; se la presa di servizio possa avvenire prima dell’acquisizione e della verifica dell’intera documentazione necessaria; se debba essere rispettato un termine minimo tra la comunicazione dell’assunzione, la sottoscrizione del contratto individuale e l’effettiva presa di servizio.
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