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Quesito del 14 agosto 2026

A seguito della trasmissione da parte della competente Autorità consolare italiana della documentazione relativa al riacquisto della cittadinanza italiana da parte di un soggetto nato in questo Comune e naturalizzato all'estero nel 1976 — comprensiva dell'attestato di naturalizzazione, dell'atto di dichiarazione di volontà di riacquisto della cittadinanza, del provvedimento di accertamento consolare e della scheda Cons01 per l'iscrizione AIRE —, questo Ufficio ha provveduto alla trascrizione dell'atto di accertamento emesso dal Console Generale. A fronte della proposta formulata dall'applicativo gestionale in uso circa l'apposizione sull'atto di nascita delle formule di annotazione relative alla dichiarazione e al successivo accertamento, ed in considerazione della vigente disciplina in materia di cittadinanza, occorre chiarire la corretta sequenza procedimentale da adottare. In particolare, si pone il quesito se sussista l'obbligo di procedere alla trascrizione nei registri dello stato civile anche dell'atto di dichiarazione reso dal cittadino. Nell'ipotesi in cui tale trascrizione risulti dovuta, occorre stabilire se sia necessario procedere al preventivo annullamento del verbale di accertamento già registrato o se tale operazione possa essere effettuata successivamente. Occorre infine definire gli ulteriori adempimenti posti a carico dell'Ufficiale dello stato civile e chiarire, nello specifico, se debba essere predisposta la pertinente attestazione sindacale con contestuale trascrizione della stessa nei registri comunali.

Demografici
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Quesito del 13 agosto 2026

In relazione alla gestione dei procedimenti relativi a: - Notifica sanitaria – Trasporto alimenti, ai sensi dell'art. 6 del Regolamento (CE) n. 852/2004 (avvio dell'attività all'Azienda USL); - Domanda di registrazione, ai sensi dell'art. 9, comma 2, e dell'art. 18, comma 2, del Regolamento (CE) n. 183/2005 sull'igiene dei mangimi; si evidenzia la necessità di chiarire l'esatta perimetrazione degli adempimenti e delle verifiche di competenza dello Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) rispetto a quelli riconducibili all'Azienda USL. Nello specifico, si pongono i seguenti quesiti: - Quali documenti e aspetti della pratica debbano essere direttamente verificati dal SUAP; - Quali documenti e profili rilevanti rientrino, invece, nell'esclusiva competenza dell'Azienda USL.

Commercio
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Quesito del 13 agosto 2026

In merito alla posizione anagrafica di un minore nato sul territorio nazionale da genitore che ha acquistato la cittadinanza italiana con Decreto del Presidente della Repubblica in data antecedente alla nascita del figlio, si evidenziano alcuni profili applicativi in ordine alla determinazione dello status civitatis. Nello specifico, questa Amministrazione ha proceduto all'iscrizione del minore nell'Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR) indicando la cittadinanza come "in corso di definizione", sul presupposto che il genitore, alla data del parto, non avesse maturato il requisito di almeno due anni continuativi di residenza nel territorio dello Stato decorrenti dall'avvenuto acquisto della cittadinanza. A fronte delle contestazioni formalizzate dal legale della parte in merito al criterio adottato dall'Ufficio, occorre chiarire se il minore sia da considerarsi cittadino italiano fin dalla nascita, ovvero se risulti legittima la registrazione della posizione anagrafica con indicazione di cittadinanza in corso di definizione.

Demografici
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Quesito del 13 agosto 2026

In merito alla procedura di trascrizione nei registri di stato civile di un atto di nascita formato in uno Stato estero – trasmesso a questa Amministrazione dalla competente Autorità consolare italiana e regolarmente corredato da traduzione in lingua italiana – emergono alcuni profili applicativi che necessitano di chiarimento. In primo luogo, occorre stabilire se, ai fini della trascrizione, sia necessario riportare integralmente tutti i dati e le informazioni contenuti nel documento originario e nella relativa traduzione, ovvero se si debbano estrapolare in via esclusiva i dati essenziali previsti dall'ordinamento italiano per la formazione dell'atto di nascita, omettendo le indicazioni ulteriori eventualmente presenti nel documento straniero. In secondo luogo, si pone l'esigenza di definire la corretta modalità di registrazione delle informazioni relative al soggetto che ha formato, certificato, sottoscritto o emesso il documento estero. Nello specifico, considerato che in tali atti possono figurare qualifiche professionali proprie dell'ordinamento di provenienza (quali, a titolo esemplificativo, Registrar, Local Registrar, Clerk, Recorder o similari) prive di una corrispondenza diretta con la figura dell'Ufficiale dello stato civile italiano, occorre determinare se tali denominazioni debbano essere riportate testualmente, se debbano essere ricondotte per analogia alla figura dell'Ufficiale dello stato civile, oppure se debbano essere omesse qualora non costituiscano un dato essenziale dell'atto da trascrivere. Infine, occorre individuare la corretta modalità di compilazione dell'atto di trascrizione mediante la Formula n. 193, tenuto conto della trasmissione diretta del documento da parte di un'Autorità consolare italiana, definendo quali siano, in concreto, gli elementi dell'atto straniero da recepire obbligatoriamente nell'atto italiano.

Demografici
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Quesito del 12 agosto 2026

Con riferimento all'attività di vendita/offerta di castagne nel corso di una manifestazione religiosa, occorre verificare la sussistenza dell'obbligo di presentazione della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) per la somministrazione di alimenti e bevande.

PoliziaCommercio
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Quesito del 11 agosto 2026

In ordine alle modalità di gestione dell'assenza dal servizio del dipendente che si reca a donare il sangue, si pongono i seguenti quesiti: A) Impossibilità della donazione per cause mediche o organizzative: Nel caso in cui il dipendente non effettui la donazione a causa di un'impossibilità oggettiva o della necessità di sottoporsi a una visita di controllo preventiva disposta dal medico trasfusionale, la giustificazione dell'assenza si estende all'intera giornata lavorativa? B) Donazione non eseguita e rientro parziale al lavoro: Nel caso in cui il dipendente presenti l'attestazione di sola presenza presso il centro trasfusionale (senza che la donazione sia avvenuta per inidoneità temporanea) e rientri in servizio prestando attività lavorativa solo per una parte della giornata, l'assenza per le ore non lavorate deve essere imputata al permesso per donazione di sangue oppure a un permesso orario per visite mediche?

Personale
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Quesito del 12 agosto 2026

A seguito dell'avvenuta trasformazione del rapporto di lavoro di un dipendente di questa Amministrazione – inquadrato nella posizione ex B2 con I differenziale – dal regime a tempo parziale (pari a 34 ore settimanali) a quello a tempo pieno, sussiste la necessità di verificare la legittimità della prosecuzione della corresponsione delle sottoindicate voci retributive: a) Differenziale storico, ai sensi dell'art. 16 del CCNL 21/05/2018; b) Differenziale contrattuale, ai sensi della Tabella A allegata al CCNL 16/11/2022; c) Indennità specifica, ai sensi dell'art. 4, comma 3, del CCNL 16/07/1996.

Personale
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Quesito del 11 agosto 2026

Una coppia di genitori non coniugati, entrambi residenti nel Comune, si presenta per rendere la dichiarazione di nascita del proprio figlio nella giornata corrispondente all'undicesimo giorno successivo al parto. A corredo della richiesta, viene esibita la certificazione di dimissione dalla struttura ospedaliera, recante una data antecedente alla scadenza del termine ordinario dei dieci giorni utili per la dichiarazione. Ciò premesso, si chiede di chiarire quale documentazione debba essere formalmente acquisita agli atti per giustificare il ritardo accertato, specificando in particolare se sia necessaria una certificazione medica ovvero un'autocertificazione resa dalla madre contenente le motivazioni del ritardo stesso.

Demografici
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Quesito del 11 agosto 2026

In fase di istruttoria per il rilascio della Carta di Identità Elettronica (CIE) a favore di una cittadina residente nata nell'anno 1939, è stata accertata una discordanza tra le risultanze dell'Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR) e l'atto di nascita originario acquisito presso il Comune di registrazione: - Iscrizione ANPR: la cittadina risulta registrata con il solo ed unico nome [Nome 1]; - Atto di nascita: la medesima risulta iscritta con più nomi, ossia [Nome 1] [Nome 2] (registrati senza interposizione di virgola e in assenza di annotazioni marginali relative all'esatta indicazione del nome). Dalle verifiche condotte sull'utilizzo pregresso del nome nei diversi atti e registri, si riscontra il seguente quadro: Atti e banche dati recanti il nome composto ([Nome 1] [Nome 2]): - Atto di matrimonio dell'interessata; - Posizione previdenziale/pratiche di pensione presso l'INPS; - Registri dell'Anagrafe Tributaria, Agenzia delle Entrate e Tessera Sanitaria. Atti e documenti recanti il solo nome singolo ([Nome 1]): - Atti di nascita dei figli della cittadina; - Precedente Carta d'Identità cartacea rilasciata dalla scrivente Amministrazione. L'interessata intende mantenere l'esatta indicazione del nome risultante dall'atto di nascita ([Nome 1] [Nome 2]), anche al fine di evitare difformità e problematiche relative all'erogazione del trattamento pensionistico. Si valuta la percorribilità dell'art. 36 del d.P.R. n. 396/2000, considerando che l'atto di nascita reca già la dizione completa [Nome 1] [Nome 2].

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Quesito del 11 agosto 2026

Ai sensi dell'articolo 3, comma 1, dell'Allegato II.2-bis, nelle clausole di revisione prezzi dei capitolati speciali d’appalto deve essere inserita l'indicazione della frequenza del monitoraggio degli indici di costo. Considerato che lo Stato di Avanzamento Lavori (SAL), parametro su cui calcolare la revisione prezzi, non viene emesso ad intervalli temporali costanti ma in funzione della maturazione dell'importo minimo previsto; Si chiede quale debba essere la frequenza di monitoraggio degli indici di costo da indicare nelle clausole di revisione prezzi del capitolato e se sia ammissibile indicare che tale monitoraggio venga effettuato in corrispondenza dell'emissione del SAL.

Affari generaliTecnico LL. PP.
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Quesito del 11 agosto 2026

In merito alla procedura di affidamento del servizio di refezione scolastica per un periodo di durata pari a due anni e per un importo complessivo stimato in circa 60.000,00 euro, si richiede parere in ordine alla corretta modalità di scelta del contraente. In particolare, si chiede di chiarire se sia legittimo procedere mediante affidamento diretto ad un unico operatore economico previa valutazione della qualità del servizio offerto, ovvero se sussista l'obbligo di indire una procedura di gara aperta con applicazione del criterio di aggiudicazione dell'offerta economicamente più vantaggiosa.

Affari generaliTecnico LL. PP.
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Quesito del 12 agosto 2026

In ordine all'istruttoria condotta dall'Ufficiale dello Stato Civile chiamato ad esaminare una richiesta di autorizzazione alla dispersione delle ceneri, si pone all'attenzione la seguente fattispecie relativa a una chiara manifestazione di volontà espressa in vita esclusivamente in forma verbale da entrambi i coniugi (genitori) ai propri figli, successivamente trasposta e dettagliata all'interno di un atto notorio sottoscritto dalla totalità degli eredi. Tale disposizione si sviluppa in modo unitario ed originario attraverso l'avveramento progressivo di plurime condizioni: dapprima la morte del padre con successiva cremazione e custodia delle ceneri; in seguito la morte della madre con relativa cremazione e custodia delle ceneri; infine la dispersione delle ceneri di entrambi da eseguirsi in coincidenza con il primo anniversario di matrimonio utile decorrente dal decesso dell'ultimo coniuge in vita. Considerato che le fasi di cremazione, custodia e successiva dispersione non costituiscono determinazioni autonome o modificative introdotte dagli eredi, bensì il naturale sviluppo dell'unica ed esplicita volontà originaria dei defunti, si chiede quali siano i corretti adempimenti e la condotta procedurale che l'Ufficiale dello Stato Civile deve adottare a fronte dell'istanza di autorizzazione alla dispersione presentata.

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Quesito del 11 agosto 2026

Una cittadina italiana intende contrarre matrimonio con un cittadino peruviano. In luogo del nulla osta al matrimonio, viene consegnata una dichiarazione rilasciata dal Consolato Generale del Perù a Bruxelles, denominata "Constancia Negativa de Inscripción de Matrimonio", nella quale si attesta che non risulta a carico del cittadino alcuna registrazione di matrimonio nei relativi registri. Tale atto riporta le generalità del cittadino, ma non indica i dati di paternità e maternità. Si chiede se questo documento possa essere accettato dall'Ufficiale dello Stato Civile, previa traduzione giurata, in sostituzione del nulla osta del Consolato del Perù con sede in Italia, oppure se debba essere presentato dal cittadino peruviano al proprio Consolato in Italia per ottenere il formale nulla osta ai sensi dell'art. 116 c.c.

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Quesito del 11 agosto 2026

È pervenuta a questo Ufficio una richiesta di iscrizione anagrafica (con cambio di residenza dall'estero) da parte di una cittadina di nazionalità romena, unitamente ai due figli minori. La richiedente dichiara di svolgere attività lavorativa per conto di una società di diritto estero e, pertanto, non risulta versare contributi previdenziali in Italia. A corredo della domanda, la cittadina ha prodotto la seguente documentazione: - Passaporti del nucleo familiare in corso di validità; - Contratto di locazione ad uso abitativo regolarmente registrato presso l'Agenzia delle Entrate; - Certificazione bancaria con saldo idoneo a dimostrare il possesso di risorse economiche sufficienti per il nucleo di tre persone; - Polizza assicurativa privata denominata "Assicurazione Malattia individuale e per la famiglia", valida per 12 mesi con premio interamente versato, recante l'indicazione dei nominativi della madre e dei figli. Dall'esame della predetta polizza emergono tuttavia i seguenti elementi specifici: 1 - La polizza è esplicitamente qualificata dal contratto come "assicurazione per stranieri in soggiorno temporaneo in Italia"; 2 - Il contratto prevede una copertura fino ad un massimale/limite massimo di spesa pari a € 30.000 per persona/nucleo. Atteso che questo Ufficio ha richiesto la presentazione di iscrizione al SSN o, in alternativa, di una polizza sanitaria total risks priva di limiti o massimali di spesa, si sottopone il seguente quesito: Se una polizza sanitaria priva di copertura integrale (total risks), caratterizzata da un massimale massimo di spesa (€ 30.000) e contrattualmente destinata al "soggiorno temporaneo", possa ritenersi idonea ad integrare il requisito della "copertura sanitaria che copra tutti i rischi" richiesto dall'art. 7, comma 1, lett. b) del D.Lgs. n. 30/2007 per la dimora abituale e l'iscrizione anagrafica dei cittadini UE non lavoratori in Italia. Se, nell'ipotesi in cui l'Ufficiale d'Anagrafe proceda all'iscrizione anagrafica di cittadini comunitari in assenza di un'idonea copertura sanitaria privata o di iscrizione al SSN, sussista una responsabilità economica o un profilo di rivalsa patrimoniale a carico del Comune nei confronti del Servizio Sanitario Nazionale/Regionale per l'eventuale erogazione di prestazioni sanitarie.

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Quesito del 10 agosto 2026

Desidero richiedere un chiarimento in merito alla gestione dell'orario di lavoro per il personale titolare di Elevata Qualificazione (EQ) in un Comune privo di dirigenza, con particolare riferimento alla possibilità di compensazione/flessibilità oraria all'interno della medesima settimana. È noto e condiviso l'orientamento espresso dall'ARAN (cfr. parere CFL1383 e successivi), secondo cui il principio di onnicomprensività del trattamento economico assorbe le prestazioni straordinarie svolte dal personale EQ. Tali prestazioni in eccedenza non possono dunque essere retribuite né recuperate a titolo di riposo compensativo (salvo il caso di attività rese nel giorno di riposo settimanale). Tuttavia, lo stesso parere precisa che i titolari di EQ sono tenuti ad effettuare un orario di lavoro settimanale non inferiore alle 36 ore, definendo le eventuali ore eccedenti come orario ordinario già remunerato dalle retribuzioni di posizione e di risultato. Alla luce di quanto sopra, il dubbio riguarda la gestione dell'orario all'interno del debito orario settimanale delle 36 ore: qualora un dipendente con EQ svolga prestazioni eccedenti l'orario teorico giornaliero in una determinata giornata, è ammissibile modulare le ore di presenza nei giorni successivi della stessa settimana (effettuando un orario giornaliero inferiore a quello teorico), fermo restando il raggiungimento della soglia minima delle 36 ore settimanali e la garanzia dei servizi? In altri termini, si chiede di chiarire se la disciplina dell'onnicomprensività precluda qualsiasi forma di flessibilità giornaliera/settimanale (imponendo comunque il rispetto rigido dell'orario teorico giornaliero in ciascuna giornata), oppure se rimanga consentita la compensazione oraria all'interno del debito settimanale delle 36 ore, secondo i principi generali di flessibilità e i criteri stabiliti dal Regolamento dell'Ente.

Personale
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Quesito del 10 agosto 2026

Si chiede di conoscere se, nell'ambito di una procedura di Partenariato Pubblico-Privato (PPP) di importo superiore alla soglia europea, qualora la stazione appaltante non disponga al proprio interno di dipendenti in possesso dei requisiti e delle competenze richieste per lo svolgimento delle funzioni di Responsabile Unico del Progetto (RUP), sia giuridicamente ammissibile conferire l'incarico di RUP a un libero professionista esterno. In particolare, si chiede se la disciplina di cui all'art. 15 del D.Lgs. n. 36/2023 e all'Allegato I.2 consenta, in presenza di una comprovata carenza di professionalità interne, la nomina di un soggetto esterno quale RUP oppure se, anche in tale ipotesi, il RUP debba necessariamente essere individuato tra i dipendenti della stazione appaltante, o altre amministrazioni pubbliche, potendo ricorrere a professionisti esterni esclusivamente per lo svolgimento di attività di supporto al RUP. Si richiede, pertanto, un chiarimento interpretativo in merito alla possibilità o meno di nominare un libero professionista quale RUP in appalto di concessione di PPP sopra soglia.

Affari generaliTecnico LL. PP.
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Quesito del 7 agosto 2026

È arrivata una richiesta di trascrizione di un atto di nascita da parte del Consolato in San Francisco unitamente all'attestazione Consolare di riconoscimento della cittadinanza e il dettaglio dell'appuntamento fissato per l'8 maggio 2025. Siccome manca il consueto accertamento consolare (in base alla nuova normativa) chiedo al Consolato in base a quale lettera dell'art. 3bis, comma 1 è stato fatto il riconoscimento. Il Consolato mi risponde nel modo seguente: "Spett.le Comune di …………………, l’appuntamento del nominato in oggetto è stato prenotato in data 30/04/2025 (vedere ultima pagina allegato atti di riconoscimento). Il riconoscimento della cittadinanza italiana jure sanguinis del nominato in oggetto è avvenuta sulla base della normativa vigente, in particolare lett. C) dell’articolo 3-bis della Legge 91/1992. Secondo le linee interpretative fornite dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, rientra in tale disposizione la fattispecie per cui “l’ascendente di primo o di secondo grado era esclusivamente cittadino italiano al momento della nascita del richiedente”. Il Sig. ……………………….. è nato il ………………….., il padre risulta essere stato esclusivamente cittadino italiano al momento della nascita del figlio, la naturalizzazione statunitense dell’avo dante causa è difatti avvenuta 10/11/1972. Per quanto di nostra competenza, il requisito è soddisfatto. Resta inteso che la trascrizione degli atti è di Vostra esclusiva competenza e responsabilità". L'art. 3 bis comma 1 lettera c) riporta quanto segue: 1. In deroga agli articoli 1, 2, 3, 14 e 20 della presente legge, all'articolo 5 della legge 21 aprile 1983, n. 123, agli articoli 1, 2, 7, 10, 12 e 19 della legge 13 giugno 1912, n. 555, nonché agli articoli 4, 5, 7, 8 e 9 del codice civile approvato con regio decreto 25 giugno 1865, n. 2358, è considerato non avere mai acquistato la cittadinanza italiana chi è nato all'estero anche prima della data di entrata in vigore del presente articolo ed è in possesso di altra cittadinanza, salvo che ricorra una delle seguenti condizioni: …(omissis)… c) un ascendente di primo o di secondo grado possiede, o possedeva al momento della morte, esclusivamente la cittadinanza italiana". Io evinco che Il dante causa deve essere esclusivamente cittadino italiano al momento del riconoscimento della cittadinanza italiana del figlio. Chiedo un vostro illustre parere in merito a quanto comunicato dal Consolato ed in particolare alle linee interpretative citate fornite dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

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Quesito del 7 agosto 2026

Un cittadino, pienamente capace di intendere e di volere, intende depositare presso il Comune le proprie Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), ma, per motivi di natura fisica, è impossibilitato a recarsi personalmente presso gli uffici comunali. Si chiede quale procedura debba essere seguita per acquisire validamente la documentazione e, in particolare, se sia possibile che il personale comunale si rechi presso l’abitazione dell’interessato per ricevere le DAT oppure se debbano essere adottate modalità alternative.

Demografici
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Quesito del 7 agosto 2026

Si chiede di indicare la normativa di riferimento e l’importo della sanzione applicabile a un produttore agricolo che abbia effettuato la vendita dei propri prodotti su un posteggio extramercatale occupato in assenza della prescritta autorizzazione comunale.

Commercio
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Quesito del 7 agosto 2026

Si chiede di chiarire se il commissario straordinario di una Comunità montana possa candidarsi alla carica di sindaco o di consigliere comunale in un Comune non ricompreso nell’ambito territoriale della Comunità montana amministrata, ma appartenente alla medesima provincia dei Comuni che ne fanno parte. In particolare, si chiede di precisare: se l’incarico di commissario straordinario possa determinare una causa di incandidabilità, ineleggibilità o incompatibilità rispetto alla carica di sindaco o di consigliere comunale; se, ai fini dell’eventuale configurazione di una delle predette cause, assuma rilievo la circostanza che il Comune nel quale si intende presentare la candidatura non appartenga alla Comunità montana amministrata; se sia eventualmente necessario cessare dall’incarico di commissario straordinario prima della candidatura e, in caso affermativo, entro quale termine rispetto alla presentazione della candidatura o alla data delle elezioni.

Affari generali

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