Quesito del 22 maggio 2026
Si chiede di chiarire quale procedura debba essere seguita per il riconoscimento della cittadinanza italiana in favore di una minore nata in Texas, USA, nell’aprile 2024 da madre cittadina italiana iscritta AIRE. La minore è figlia naturale, riconosciuta esclusivamente dalla madre, ed è titolare di cittadinanza statunitense per nascita in virtù del principio dello ius soli. Il competente Consolato italiano non ha incamerato eventuali richieste di riconoscimento della cittadinanza italiana né ha proceduto alla trascrizione dell’atto di nascita. Successivamente, la madre è rientrata in Italia con passaporto italiano, mentre la figlia è entrata con passaporto statunitense. Entrambe hanno ottenuto l’iscrizione anagrafica: la madre quale cittadina italiana, la minore quale cittadina straniera in attesa del riconoscimento della cittadinanza italiana. Si chiede, pertanto, se ai fini del riconoscimento della cittadinanza italiana della minore sia sufficiente procedere alla trascrizione dell’atto di nascita estero, debitamente tradotto e apostillato, oppure se, alla luce delle più recenti modifiche normative in materia, sia necessaria un’ulteriore istruttoria, mediante attestazioni, verifiche o altri adempimenti. Si chiede inoltre se trovi applicazione un eventuale termine di attesa biennale. Si precisa che la madre è cittadina italiana dalla nascita, essendo nata in Italia nel 2005, ed è figlia di cittadino divenuto italiano prima della sua nascita ai sensi dell’art. 5 della Legge n. 91/1992, a seguito di matrimonio con cittadina italiana e dopo oltre due anni di residenza in Italia.
Quesito del 22 maggio 2026
Lo scrivente Ufficio continua a conservare una sorta di archivio cartaceo relativo alle nuove C.I.E. emesse, per analogia con il cartellino utilizzato per le carte d’identità cartacee. Non avendo ricevuto specifiche disposizioni ministeriali in merito, si chiede se tale prassi possa considerarsi corretta e se sia opportuno continuare a mantenerla.
Quesito del 22 maggio 2026
A seguito della revisione della toponomastica comunale, avvenuta circa dieci anni fa, a un cittadino è stato attribuito un numero civico errato. L’errore è stato rilevato soltanto oggi e l’Ufficio intende procedere alla variazione d’ufficio del numero civico. Si chiede quale data di decorrenza debba essere indicata nel procedimento di rettifica: la data odierna, corrispondente al momento dell’accertamento e della variazione d’ufficio, oppure la data risalente a dieci anni fa, coincidente con l’originaria revisione della toponomastica.
Quesito del 22 maggio 2026
Un cittadino nigeriano ha acquistato la cittadinanza italiana nel settembre 2025 per naturalizzazione, a seguito di decreto del Presidente della Repubblica. In un primo momento, il cittadino non ha dichiarato di avere figli. Successivamente, dopo alcuni mesi, si è presentato presso il Comune comunicando di avere cinque figli, tutti cittadini nigeriani. In particolare: un figlio è maggiorenne, vive in Nigeria e non risulta residente in Italia; due figli sono nati in Italia, ma sono stati cancellati per irreperibilità nel 2019 e attualmente vivono in Germania; altri due figli sono nati e vivono in Germania. Si chiede se tali figli possano acquistare la cittadinanza italiana in conseguenza della naturalizzazione del padre e, in caso affermativo, quali verifiche debbano essere effettuate dall’Ufficio, con particolare riferimento alla minore età, alla convivenza con il genitore e alla residenza anagrafica.
Quesito del 22 maggio 2026
Per mero errore materiale, in sede di emissione della CIE di un cittadino italiano di 96 anni è stata indicata la validità per l’espatrio. Il cittadino non ha potuto rilasciare le impronte digitali a causa di problemi di deambulazione; la firma, invece, è stata regolarmente acquisita presso il domicilio. Considerato che l’iter di rilascio della CIE risulta ormai concluso, si chiede come debba procedere l’Ufficio per correggere l’errore relativo alla validità per l’espatrio.
Quesito del 22 maggio 2026
Si chiede di chiarire le modalità di recupero di somme indebitamente percepite da un dirigente, attualmente oggetto di trattenuta mensile sugli emolumenti stipendiali nei limiti del quinto. In particolare, considerato che a breve sarà erogata l’indennità di risultato, si domanda se tale emolumento possa essere aggredito integralmente ai fini del recupero del credito, oppure se debba continuare ad applicarsi esclusivamente la trattenuta già in essere nei limiti originariamente stabiliti. Si chiede, inoltre, se sull’indennità di risultato possa essere applicata una trattenuta autonoma e, in caso affermativo, entro quale limite percentuale.
Quesito del 22 maggio 2026
L’Ufficio ha provveduto alla pubblicazione all’Albo dell’atto di pubblicazione di matrimonio. Successivamente è emerso che, per errore, era stata caricata la comunicazione con la quale si richiedeva al Comune di residenza dello sposo di procedere alla pubblicazione. Pertanto, l’Ufficio ha disposto la defissione dell’atto erroneamente pubblicato e ha avviato nuovamente la procedura di pubblicazione. Nel frattempo, il Comune di residenza dello sposo ha provveduto immediatamente alla propria pubblicazione. Si chiede se, nell’ambito di ANSC e sotto il profilo formale e sostanziale, possa costituire un problema il fatto che il Comune presso il quale è stato formato il verbale di richiesta di pubblicazione abbia effettuato la pubblicazione alcuni giorni dopo rispetto all’altro Comune. Si chiede, inoltre, se tale circostanza possa generare criticità al momento della formazione dell’atto di matrimonio in ANSC. Si precisa che la richiesta di pubblicazione conteneva comunque tutti i dati necessari.
Quesito del 22 maggio 2026
Si richiedono chiarimenti in merito alla trascrizione di un atto di decesso, pervenuto da un Consolato italiano all’estero, relativo a una cittadina iscritta AIRE presso questo Comune dal 1996. La cittadina risulta nata in altro Comune italiano nel 1927 ed è stata iscritta AIRE presso questo Comune con la motivazione “ultimo Comune di residenza di un componente della famiglia anagrafica AIRE”. Dalla documentazione anagrafica emerge, infatti, che il coniuge era nato e residente in questo Comune fino al 1996, anno in cui è pervenuta l’iscrizione AIRE di entrambi. Il matrimonio, celebrato all’estero nel 1955, risulta trascritto nei registri di stato civile di questo Comune nel 1996. Tuttavia, la cittadina deceduta non risulta mai essere stata residente in questo Comune, ma soltanto iscritta AIRE. Poiché, in base alle informazioni acquisite, la trascrizione dell’atto di decesso dovrebbe essere effettuata dall’ultimo Comune di residenza in Italia oppure dal Comune di nascita, si chiede se, qualora il Comune di nascita confermi che l’ultima residenza italiana della cittadina era presso di esso, sia corretto restituire l’atto di decesso al Consolato, chiedendone l’invio al Comune competente per la relativa trascrizione. Si chiede, inoltre, se, in tale ipotesi, il Consolato debba trasmettere al Comune competente l’atto di decesso ai fini della trascrizione e comunicare successivamente a questo Comune soltanto gli elementi necessari per procedere alla cancellazione AIRE.
Quesito del 22 maggio 2026
Con riferimento alla scadenza del 3 agosto 2026 prevista per le carte d’identità cartacee, si rappresenta che questo Comune sta ricevendo numerose richieste di rilascio della Carta d’Identità Elettronica valida per l’espatrio da parte di cittadini non residenti. Si chiede cortesemente di sapere se, alla luce della normativa vigente e di eventuali chiarimenti intervenuti, sia ancora necessario acquisire il nulla osta del Comune di iscrizione anagrafica del richiedente, oppure se possa ritenersi sufficiente la dichiarazione resa dall’interessato circa l’assenza di cause ostative al rilascio di un documento valido per l’espatrio.
Quesito del 22 maggio 2026
Si chiede di chiarire se, ai fini dell’accertamento della convivenza dei figli minori con il genitore che ha acquistato la cittadinanza italiana ai sensi dell’art. 14 della Legge n. 91/1992, le relative verifiche debbano essere necessariamente effettuate dalla Polizia Locale. In alternativa, si domanda se l’Ufficio, nei casi in cui la convivenza risulti certa sulla base degli atti e delle risultanze anagrafiche disponibili, possa darne direttamente atto d’ufficio nell’attestazione del Sindaco.
Quesito del 21 maggio 2026
In caso di somministrazione occasionale di alimenti e bevande nell’ambito di eventi, è sempre obbligatoria la presentazione di una SCIA per l’attività di somministrazione? Inoltre, qualora all’interno dell’evento vengano venduti prodotti alimentari realizzati da imprese già operanti sul territorio e regolarmente abilitate, è possibile procedere alla vendita dei medesimi prodotti senza la presentazione di una specifica SCIA riferita all’evento?
Quesito del 20 maggio 2026
Un cittadino residente nel Comune, titolare di un contratto di affitto presso un immobile privato, si è successivamente trasferito all’interno del territorio comunale, andando ad abitare presso un alloggio di proprietà di AREA, riconducibile all’edilizia residenziale pubblica. Il cittadino ha chiesto il trasferimento della residenza presso tale appartamento, senza tuttavia dimostrare il possesso di un valido titolo di occupazione dell’immobile. Nel frattempo, il proprietario dell’immobile presso il quale il soggetto risulta tuttora residente ha chiesto che lo stesso provveda a trasferire la propria residenza altrove. A seguito di tale richiesta e dichiarando di non avere, allo stato, altra soluzione abitativa, il cittadino ha chiesto di essere iscritto nell’anagrafe comunale quale persona senza fissa dimora. Si precisa che il Comune ha una popolazione di circa 400 abitanti e che il soggetto dichiara di essere titolare di un’azienda agricola, nonché di disporre di mezzi di sostentamento. Alla luce di quanto sopra, si chiede di conoscere quali provvedimenti debbano essere adottati dall’Ufficiale d’Anagrafe nel caso di specie. In particolare, si chiede se sussistano i presupposti per procedere all’iscrizione del soggetto quale persona senza fissa dimora, considerato che lo stesso, di fatto, non vive in strada, dichiara di dimorare presso un immobile di edilizia residenziale pubblica, pur senza titolo valido, e afferma di disporre di idonei mezzi di sostentamento.
Quesito del 20 maggio 2026
Il Comune ha stipulato, a suo tempo, una convenzione di lottizzazione con una società successivamente dichiarata fallita e, in seguito, cancellata dal Registro delle imprese, con conseguente chiusura della relativa partita IVA. Nell’ambito della procedura fallimentare, alcune aree che avrebbero dovuto essere cedute al Comune in esecuzione della convenzione sono rimaste escluse dal fallimento e, pertanto, non sono state trasferite all’Ente. Successivamente, a distanza di alcuni anni dall’estinzione della società, è deceduto anche l’amministratore della stessa. Considerato che sono trascorsi oltre dieci anni dall’estinzione della società, si ipotizza che tali beni possano essere divenuti beni vacanti e, come tali, acquisiti al patrimonio dello Stato ai sensi dell’art. 827 del codice civile. Si chiede, pertanto, di esprimere un parere in merito alla correttezza di tale ricostruzione normativa, indicando la disciplina di riferimento utile a verificare se l’inquadramento prospettato sia fondato. Si chiede, inoltre, di individuare quale sia l’Ente o l’Amministrazione competente a cui il Comune dovrebbe eventualmente rivolgersi qualora intendesse valutare l’acquisizione delle aree non cedute durante la procedura fallimentare.
Quesito del 20 maggio 2026
Il proprietario di un immobile ha trasmesso al protocollo comunale una comunicazione con la quale segnala che la sig.ra Tizia, già residente presso la propria abitazione, si troverebbe attualmente nel Comune X, all’indirizzo Y. In qualità di Ufficiale d’Anagrafe, a seguito della predetta segnalazione, è stata inviata al Comune X apposita comunicazione ai sensi dell’art. 16 del D.P.R. n. 223/1989. Decorso il termine di 40 giorni dalla comunicazione, è stato altresì trasmesso un sollecito, senza tuttavia ricevere, ad oggi, alcun riscontro da parte del Comune interessato. Il proprietario dell’immobile ha ora sollecitato la cancellazione della sig.ra Tizia dal proprio stato di famiglia, evidenziando che la stessa risulta ancora iscritta presso il precedente indirizzo. Si chiede, pertanto, di sapere come debba comportarsi l’Ufficiale d’Anagrafe in tale situazione. In particolare, si evidenzia che, in assenza di riscontro da parte del Comune X, non sembrerebbe possibile procedere alla cancellazione per irreperibilità, poiché la persona risulterebbe comunque presente sul territorio nazionale. Al tempo stesso, non sembrerebbe possibile disporre la cancellazione anagrafica o il trasferimento di residenza senza il necessario accertamento da parte del Comune X, cui è stata inviata la segnalazione ai sensi dell’art. 16 del D.P.R. n. 223/1989. Si chiede, quindi, quale procedura debba essere seguita nel caso in cui il Comune X continui a non fornire alcun riscontro.
Quesito del 20 maggio 2026
Si chiede di chiarire quale debba essere la corretta iscrizione anagrafica di una persona anziana ricoverata, da circa un mese, presso una RSA ubicata in un Comune diverso da quello di residenza, tenuto conto che l’immobile presso il quale risulta attualmente residente è stato nel frattempo concesso in locazione a terzi.
Quesito del 20 maggio 2026
Si chiede di sapere se il gestore di uno stabilimento balneare, all’interno del quale è presente un chiringuito gestito dal titolare di un pubblico esercizio bar confinante, possa effettuare la somministrazione di bevande ed eventualmente di piccoli alimenti, quali patatine, piadine o prodotti preparati presso il bar, direttamente ai clienti dello stabilimento, servendoli presso l’ombrellone su loro richiesta. In caso affermativo, si chiede quale tipologia di pratica amministrativa debba essere presentata per l’avvio di tale attività. Si chiede, inoltre, di chiarire se la predetta attività di somministrazione possa essere svolta anche oltre l’orario di chiusura previsto per gli stabilimenti balneari, considerato che tale orario non coincide con quello del chiringuito, il quale può rimanere aperto fino alla mezzanotte.
Quesito del 19 maggio 2026
Una neocittadina italiana, nata a Donezk nel 1974, all’epoca territorio dell’U.R.S.S., già cittadina russa, ha esibito un certificato di nascita rilasciato nel 2020, corredato da traduzione asseverata presso il Tribunale. Si precisa che il predetto certificato risulta rilasciato con stemma e intestazione della “Repubblica Popolare di Donezk”. L’interessata chiede a questo Ufficio, ai fini della trascrizione dell’atto nei registri dello stato civile, assistenza in merito all’apposizione dell’apostille, rappresentando che sia le autorità russe sia quelle ucraine avrebbero rifiutato il relativo rilascio. Si chiede, pertanto, di conoscere le modalità di gestione del caso e di individuare l’autorità eventualmente competente al rilascio dell’apostille o alla legalizzazione del documento.
Quesito del 19 maggio 2026
Ai sensi dell’art. 16, commi da 6-ter a 6-sexies, del D.L. n. 115/2022, convertito con modificazioni dalla L. n. 142/2022, gli enti in dissesto hanno beneficiato, fino all’approvazione del rendiconto 2024, della sospensione dell’obbligo di reinserimento del Fondo anticipazioni di liquidità — FAL — nella parte accantonata del risultato di amministrazione. A decorrere dal rendiconto 2025, tale sospensione non risulta più espressamente prevista. Tuttavia, alla luce dell’art. 1, comma 645, della legge di bilancio 2026, L. n. 199/2025, come modificato dalla L. n. 50 del 20 aprile 2026, sembrerebbe che anche i comuni che hanno applicato la disciplina di cui all’art. 16, commi da 6-ter a 6-sexies, del D.L. n. 115/2022 possano accedere alle misure previste dai commi da 638 a 643 della medesima legge di bilancio, con conseguente possibilità di non accantonare il FAL nel risultato di amministrazione a decorrere dal rendiconto relativo all’esercizio 2025. Si chiede, pertanto, di sapere se, alla luce del quadro normativo sopra richiamato, possano accedere a tali misure: i comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti, in disavanzo di amministrazione, nei quali l’incidenza del FAL accantonato nel risultato di amministrazione dell’esercizio 2025 sia non inferiore al 30% del disavanzo complessivo e non inferiore al 30% della somma delle spese correnti e delle spese per rimborso prestiti; i comuni in dissesto che abbiano applicato la sospensione prevista dall’art. 16, commi da 6-ter a 6-sexies, del D.L. n. 115/2022, indipendentemente dalla popolazione residente.
Quesito del 19 maggio 2026
Quali riscossioni devono essere rendicontate? Devono essere considerate esclusivamente quelle ordinarie oppure anche quelle derivanti da recupero evasione, da ruoli Equitalia o da altre forme di riscossione relative ai residui?
Quesito del 19 maggio 2026
Una cittadina comunitaria ha richiesto il rilascio dell’attestazione di soggiorno permanente in quanto moglie a carico di un cittadino comunitario che risulta in possesso di tutti i requisiti previsti dalla normativa. Il marito, tuttavia, non ha mai richiesto tale attestazione e non intende procedere in tal senso. Si chiede, pertanto, se l’attestazione di soggiorno permanente possa essere rilasciata ugualmente alla moglie oppure se sia necessario procedere preventivamente al rilascio dell’attestazione in favore del cittadino comunitario titolare dei requisiti, come generalmente avveniva in passato, per poi estendere il rilascio alla moglie e/o ai figli fiscalmente o economicamente a carico.
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