Quesito del 23 ottobre 2026
Presso una scuola dell’infanzia statale sono attive due sezioni miste con orario prolungato pomeridiano e servizio di mensa. Per ciascuna sezione è prevista la presenza di un insegnante con funzioni di vigilanza durante il pasto, alla quale il Comune riconosce la fruizione gratuita del pasto medesimo. Nell’anno scolastico in corso, in entrambe le sezioni è iscritto un alunno con disabilità grave, per il quale è stata assegnata un’insegnante di sostegno. I due alunni non usufruiscono, allo stato, del servizio mensa. La scuola ha nondimeno richiesto l’estensione della gratuità del pasto anche alle due docenti di sostegno, sul presupposto che le stesse operino a supporto dell’intero gruppo classe e che, pertanto, la presenza o l’assenza dell’alunno con disabilità sia irrilevante ai fini del riconoscimento del beneficio. Si chiede se tale interpretazione sia corretta e, in particolare, se le due docenti di sostegno abbiano diritto alla gratuità del pasto qualora gli alunni ai quali sono state assegnate non usufruiscano del servizio mensa.
Quesito del 23 ottobre 2026
È pervenuta a questo Comune, da parte di altro Comune italiano, una assicurata di avvenuta trascrizione di un atto di divorzio relativo a un cittadino iscritto all’AIRE di questo Comune, riconosciuto cittadino italiano iure sanguinis nel 2020. Nei registri dello stato civile risultano trascritti sia l’atto di nascita sia l’atto di matrimonio dell’interessato. Il Comune mittente ha inoltre trasmesso l’annotazione n. 132, dalla quale si evince la trascrizione dell’atto di matrimonio presso quel Comune nel 2018, e l’annotazione n. 138 relativa al divorzio. Si chiede pertanto come debba essere trattato l’atto di matrimonio; se sia possibile apporre l’annotazione n. 175 sulla base della sola assicurata di avvenuta trascrizione della sentenza di divorzio; e come debba essere gestito l’atto di matrimonio risultante trascritto sia presso questo Comune nel 2020 sia presso l’altro Comune nel 2018.
Quesito del 23 ottobre 2026
Si chiede un chiarimento in ordine al trattamento, ai fini del Canone Unico, di un camion vela impiegato per la diffusione di messaggi di contenuto politico e di critica all’operato dell’Amministrazione comunale, veicolati mediante scritte e immagini fotografiche del territorio. Il mezzo viene lasciato in sosta sulla pubblica via con i pannelli pubblicitari pienamente visibili e successivamente spostato, con cadenza periodica, in altre zone del territorio comunale. Non risulta essere stata presentata al Comune alcuna comunicazione preventiva né richiesta di autorizzazione. Il Regolamento comunale per la disciplina del Canone Unico prevede, per quanto di interesse: • all’art. 2, l’inclusione tra i presupposti impositivi le comunicazioni aventi ad oggetto “idee”, realizzate mediante specifici supporti diretti a orientare l’interesse del pubblico verso una persona o un’organizzazione pubblica o privata; • all’art. 16, una disciplina espressa dei “camion vela”, in forza della quale, allorché il mezzo assuma carattere statico — anche per soste di breve durata — la superficie pubblicitaria deve essere occultata, in difetto di che il veicolo è equiparato agli impianti fissi e assoggettato alla relativa procedura autorizzatoria e impositiva; • all’art. 19, un canone giornaliero per le vele pari a € 9,00 per facciata, nonché una riduzione del 50% per le diffusioni pubblicitarie relative a manifestazioni politiche realizzate da soggetti senza scopo di lucro; • all’art. 21, l’obbligo di preventiva comunicazione/richiesta per la pubblicità effettuata su veicoli. Ciò premesso, si chiede di conoscere: se, nella fattispecie descritta, pur trattandosi di messaggi di natura politica e non commerciale, il Canone Unico sia dovuto e, in caso affermativo, secondo quale criterio di calcolo; quale procedimento debba essere attivato dall’Ente, tenuto conto della sosta del mezzo con pannelli visibili in assenza di qualsivoglia comunicazione o autorizzazione, con particolare riguardo al recupero del canone non corrisposto e all’applicazione di indennità e sanzioni; se risulti applicabile alla fattispecie concreta la riduzione del 50% contemplata dall’art. 19 del Regolamento per le manifestazioni politiche.
Quesito del 23 ottobre 2026
Si chiede di conoscere il corretto regime dell’imposta di bollo in relazione alle istanze presentate dai cittadini in materia cimiteriale, con particolare riferimento a: concessione, variazione e rinuncia di concessioni di loculi e di cellette ossario, nonché attivazione e disdetta del servizio di illuminazione votiva. In specie, si chiede se la marca da bollo da 16,00 euro debba essere applicata in tutte le fattispecie sopra indicate, ovvero se la stessa debba essere assolta esclusivamente sulle istanze di concessione e di attivazione del servizio e/o sul relativo contratto. Si rappresenta, quale elemento di contesto, che il canone per la concessione trentennale dei loculi è compreso tra circa 1.750,00 e 2.800,00 euro, quello per le cellette ossario tra 250,00 e 350,00 euro, mentre il servizio di illuminazione votiva prevede un corrispettivo una tantum di 20,00 euro per l’allacciamento e di 20,00 euro annui per il servizio. Si precisa, infine, che le istanze di variazione della concessione sono generalmente dirette alla modifica del nominativo del concessionario del loculo.
Quesito del 23 ottobre 2026
La scuola secondaria di primo grado è frequentata da un alunno con disabilità grave, la cui aula si trova al piano rialzato, a quota pavimento di 2,60 m rispetto alla quota zero esterna, agevolmente raggiungibile mediante l’ascensore. Nei giorni scorsi sono state effettuate le prove di evacuazione, nel corso delle quali si è riscontrata l’impossibilità di abbandonare lo stabile, trovandosi l’alunno a un piano sopraelevato servito da ascensore, che non può essere utilizzato in caso di incendio. Si premette che si tratta di una scuola non di recente costruzione, nella quale l’ingresso è preceduto da una serie di gradini e ulteriori gradini devono essere superati per raggiungere l’atrio; alcuni anni fa, ai fini del superamento delle barriere architettoniche, è stato installato un ascensore, che consente all’alunno di frequentare regolarmente la scuola. Il problema si pone nel caso di emergenze, per le quali è vietato l’uso dell’ascensore. La collocazione di una rampa con pendenza all’8% per un dislivello di circa 2,60 m risulterebbe complicata. Si chiede pertanto come vengano gestite emergenze di questo tipo negli edifici pubblici frequentati anche da persone con disabilità collocate oltre il piano terra.
Quesito del 23 ottobre 2026
Viene richiesta la trascrizione di un matrimonio tra persone dello stesso sesso celebrato all’estero nel 2016. L’istanza trae origine dal riconoscimento, in capo a una delle parti, della cittadinanza italiana iure sanguinis, accertata con sentenza dell’autorità giudiziaria competente; l’Ufficio ha già provveduto alla trascrizione del relativo atto di nascita e deve ora procedere alla trascrizione dell’atto di matrimonio, che sarà iscritto nei registri delle unioni civili. Si chiede di chiarire quale sia la corretta data di decorrenza dell’unione civile così costituita. Taluni autorevoli orientamenti dottrinali individuano infatti tale decorrenza nella data della trascrizione nei registri delle unioni civili, anziché nella data di celebrazione del matrimonio all’estero: soluzione che suscita perplessità in capo a questo Ufficio. Si chiede pertanto di conoscere se gli effetti del vincolo debbano retroagire alla data di celebrazione ovvero decorrere dalla data della trascrizione.
Quesito del 23 ottobre 2026
Un cittadino marocchino ha richiesto l’iscrizione anagrafica con provenienza da altro Comune, producendo un permesso di soggiorno con scadenza illimitata, emesso il 9 ottobre 2018; lo stesso risultava però cancellato per irreperibilità dal Comune di precedente iscrizione nel 2021. Si chiede se, a corredo del permesso, sia necessaria e indispensabile la ricevuta della richiesta di rinnovo, oppure se si debba attendere il rilascio del nuovo permesso ai fini dell’iscrizione anagrafica.
Quesito del 23 ottobre 2026
Una cittadina extracomunitaria residente nel Comune ha ottenuto il divorzio nel proprio Paese d’origine, con conseguente variazione del cognome da coniugata a nubile. Si chiede se, ai fini dell’aggiornamento dei dati in Anagrafe, la stessa debba produrre i documenti legalizzati e tradotti a cura del Consolato all’estero, ovvero se sia possibile effettuare la traduzione dei documenti originali presso il Tribunale in Italia.
Quesito del 23 ottobre 2026
È pervenuta all’Ufficio, a mezzo posta elettronica, l’istanza di una cittadina volta a ottenere il rilascio di un certificato di stato di famiglia storico riferito a una presunta ascendente, nata nei primi anni del Novecento. L’istante motiva la richiesta con la finalità di ricostruire il proprio albero genealogico in vista della celebrazione del matrimonio, prevista nei prossimi mesi. Si chiede se tale finalità possa ritenersi riconducibile a una situazione giuridicamente tutelata, idonea a legittimare il rilascio della certificazione anagrafica storica, ovvero se la motivazione addotta debba considerarsi eccessivamente generica e priva di un interesse specifico meritevole di tutela.
Quesito del 23 ottobre 2026
A seguito della nomina del nuovo Segretario comunale, al quale non è stata rinnovata la responsabilità del Servizio X, l’Amministrazione ha disposto l’accorpamento di tale servizio al Servizio Y, affidandone la responsabilità a un unico responsabile. Dalla verifica delle risorse disponibili è emersa, nel rispetto del tetto del salario accessorio 2016, una capienza sufficiente a finanziare non solo la pesatura del nuovo servizio, ma anche la ripesatura degli altri incarichi di EQ presenti nell’Ente. L’indirizzo dell’Amministrazione comunale è quello di mantenere inalterato il rapporto esistente tra le varie pesature, per cui si potrebbe addivenire a un incremento di X euro per ciascuna. Si chiede se tale operazione sia corretta nei confronti della EQ alla quale verranno incrementate le funzioni, il personale e i relativi capitoli di spesa, e se la stessa esponga eventualmente l’Ente a ricorsi da parte della medesima.
Quesito del 22 ottobre 2026
Quali sono le corrette imputazioni contabili, in entrata e in spesa, della quota negativa del Fondo di solidarietà comunale (FSC)?
Quesito del 22 ottobre 2026
Si chiede di conoscere se il soggetto che abbia svolto attività di supporto al RUP per la predisposizione di una convenzione urbanistica relativa alla realizzazione di opere di urbanizzazione possa successivamente assumere l’incarico di collaudatore delle medesime opere, ovvero se tale pregresso incarico determini una situazione di incompatibilità.
Quesito del 22 ottobre 2026
Si chiede se un segretario comunale, componente del Consiglio nazionale di un’organizzazione sindacale rappresentativa nell’Area Funzioni Locali, possa presiedere una commissione esaminatrice di un concorso per la copertura di un profilo non dirigenziale afferente al distinto Comparto Funzioni Locali, alla luce del divieto posto dall’art. 35, comma 3, lett. e), del d.lgs. n. 165/2001. In particolare, si chiede se la diversità dell’ambito contrattuale di riferimento sia idonea a escludere la sussistenza di cause di incompatibilità e consenta, conseguentemente, di attestare nella dichiarazione di non rivestire cariche di rappresentanza sindacale riferite al personale del Comparto cui appartiene il profilo oggetto di selezione. Si richiedono, altresì, i riferimenti giurisprudenziali e i pareri ufficiali rilevanti in materia.
Quesito del 22 ottobre 2026
L’Ente dispone di economie sulla parte stabile del Fondo risorse decentrate dell’anno precedente, non liquidate. I verbali di delegazione trattante prevedono che le eventuali economie siano destinate alla performance dell’anno di riferimento del Fondo, senza però indicare se la distribuzione riguardi il solo personale dipendente non titolare di posizione organizzativa oppure anche i titolari di P.O. Si chiede se sul punto esista una regola o se la scelta sia rimessa alla delegazione trattante.
Quesito del 22 ottobre 2026
A seguito del danneggiamento di un finestrino di un veicolo di proprietà comunale, l’Ente ha conferito il mezzo presso una carrozzeria convenzionata con la compagnia assicurativa, al fine di consentire la liquidazione diretta del costo di riparazione da parte della compagnia in favore dell’officina. La fattura relativa all’intervento è intestata al Comune. La compagnia assicurativa corrisponderà direttamente alla carrozzeria il solo importo imponibile, mentre verserà all’Ente la corrispondente quota IVA; quest’ultima, una volta introitata sul conto di tesoreria comunale, sarà successivamente riversata all’Erario secondo il regime fiscale applicabile. Si chiedono pertanto indicazioni in merito alla corretta contabilizzazione dell’operazione.
Quesito del 22 ottobre 2026
Con riferimento ai permessi per il diritto allo studio disciplinati dall’art. 34 del CCNL sottoscritto in data 23/02/2026, relativo al triennio 2022-2024, e alla luce dell’ordinanza della Corte di Cassazione n. 25038 dell’11/09/2025, si chiede conferma dell’interpretazione secondo cui i permessi per il diritto allo studio, finalizzati alla partecipazione alle lezioni erogate da Università telematiche, non spettino qualora il lavoratore non sia tenuto al rispetto di un orario di frequenza predeterminato. Si chiede inoltre di chiarire se, e con quali modalità, il dipendente sia tenuto a dimostrare che la partecipazione alle lezioni o ai corsi erogati on line non avrebbe potuto svolgersi in orari differenti da quelli ricadenti nella fascia oraria di servizio.
Quesito del 22 ottobre 2026
Quale è il limite temporale massimo annuale dei contratti di lavoro finanziati con i proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie per violazione delle norme del Codice della strada, ai sensi dell’art. 208 del d.lgs. 285/1992?
Quesito del 22 ottobre 2026
È possibile inserire nella sezione “fabbisogni” del PIAO una programmazione che ecceda la capacità assunzionale dell’Ente?
Quesito del 22 ottobre 2026
Un cittadino straniero extracomunitario, divenuto cittadino italiano per residenza legale nel 2023, ha presentato all’Ufficiale di stato civile istanza di iscrizione del figlio minore, nato all’estero nel 2026. L’atto di nascita prodotto — tradotto, legalizzato e apostillato — riporta sia il padre sia il minore con la cittadinanza del Paese di origine. L’interessato riferisce di essersi rivolto al Consolato italiano competente per territorio, il quale lo ha invitato a rivolgersi al Comune italiano di residenza per la regolarizzazione della situazione. Si chiede di chiarire quale sia la procedura corretta per il riconoscimento e l’iscrizione del minore quale cittadino italiano, presumendosi che lo stesso sia italiano ai sensi dell’art. 1 della L. n. 91/1992 e che ricorrano le condizioni di cui all’art. 3-bis, lett. d), della medesima legge. In particolare, si chiede se sia sufficiente procedere alla trascrizione dell’atto di nascita su istanza di parte, ovvero se il minore debba essere iscritto in anagrafe quale figlio legittimo con cittadinanza da definire o con cittadinanza straniera, previa esibizione di idoneo titolo di soggiorno in attesa del riconoscimento della cittadinanza.
Quesito del 21 ottobre 2026
Si chiede se, ai fini dell’avvio di un’attività di somministrazione di alimenti e bevande al pubblico e di commercio al dettaglio del settore alimentare, possa ritenersi valido il certificato di iscrizione al REC posseduto dal preposto e riferito al commercio all’ingrosso, categorie A01 – prodotti alimentari e A02 – bevande anche alcoliche. Si osserva che la Circolare Mise n. 3656/C, nel disciplinare il riconoscimento delle iscrizioni al REC, non opererebbe sul piano letterale alcuna distinzione tra ingrosso e dettaglio, ritenendo entrambe le iscrizioni idonee.
Guarda i nostri video tutorial: brevi video che guidano l'utente, passo passo, all'utilizzo delle varie funzionalità del portale.