Quesito del 8 maggio 2026
Una cittadina residente AIRE all’estero ha partorito tre mesi fa in un Comune italiano. Il Comune di nascita ha regolarmente formato l’atto di nascita del minore e la relativa documentazione è stata trasmessa all’Autorità consolare italiana competente. Ad oggi, tuttavia, il Consolato non ha fornito alcun riscontro, non ha provveduto all’iscrizione del minore e non ha trasmesso a questo Comune il modello Cons 01. La cittadina intende trasferire la propria residenza in Italia, ma riferisce di non voler procedere al cambio di residenza finché il minore non risulterà regolarmente registrato. Continua pertanto a sollecitare questo Ufficio, il quale, nonostante i ripetuti tentativi di contatto, non ha ricevuto alcuna risposta dall’Autorità consolare competente. Si chiede, quindi, quale sia la corretta procedura da seguire e come debba comportarsi questo Ufficio in assenza di riscontro da parte del Consolato.
Quesito del 8 maggio 2026
Una cittadina romena, presente in Italia da circa due anni insieme ai due figli minori, chiede solo ora l’iscrizione anagrafica. La richiedente dichiara di non svolgere attività lavorativa e di non disporre di redditi certificabili in Italia, ma afferma di possedere risorse economiche proprie. Si chiede se, ai fini dell’iscrizione anagrafica, sia corretto richiedere: una polizza assicurativa sanitaria, valida almeno un anno e idonea a coprire tutti i rischi sanitari, per la richiedente e per i due figli minori; documentazione bancaria attestante la disponibilità di risorse economiche sufficienti e utilizzabili in Italia, in misura almeno pari al requisito reddituale previsto per l’anno 2026; copia degli atti di nascita dei minori, in originale, tradotti e legalizzati, comprovanti il rapporto di filiazione con la madre. Si chiede inoltre se sia necessario acquisire anche un atto di assenso o affidamento da parte del padre dei minori e se l’Ufficio debba richiedere annualmente il rinnovo della polizza sanitaria.
Quesito del 8 maggio 2026
In presenza della moglie del defunto affetta da demenza senile, tale da renderla incapace di intendere e di volere, si chiede se l’autorizzazione alla cremazione e al successivo affidamento delle ceneri possa essere sottoscritta dai figli del defunto, prescindendo dalla firma della coniuge. In particolare, si chiede se, in tale situazione, i figli possano validamente esprimere la volontà necessaria ai fini della cremazione e dell’affidamento delle ceneri, oppure se sia necessario acquisire un provvedimento o una rappresentanza formale relativa alla coniuge incapace.
Quesito del 8 maggio 2026
È stato richiesto a questo Ufficio di procedere alle pubblicazioni di matrimonio e alla celebrazione del matrimonio civile da parte di una cittadina che ha ottenuto il secondo divorzio con decorrenza dal 12 marzo 2026. Si chiede se, nel caso di specie, sia necessario rispettare il termine di 300 giorni previsto dall’art. 89 c.c., al fine di evitare la commixtio sanguinis e garantire la certezza della paternità degli eventuali figli.
Quesito del 8 maggio 2026
Benché le spese di rappresentanza non possano avere come destinatari i rappresentanti politici dell’Ente, si chiede se, nel caso in cui i destinatari siano docenti di una Facoltà straniera invitati a un pranzo successivo a un evento istituzionale ufficiale, organizzato nell’ambito di una cooperazione con l’Ente comunale, il relativo pagamento da parte dell’Amministrazione possa comprendere anche il costo del pasto del Sindaco e di un Assessore. Nel caso specifico, al pranzo partecipano otto ospiti stranieri, oltre al Sindaco e a un Assessore, presenti per evidenti ragioni di rappresentanza istituzionale. La spesa è stata autorizzata con deliberazione della Giunta comunale. Si chiede, pertanto, se il pagamento del pranzo da parte dell’Amministrazione possa legittimamente includere anche la quota riferita al Sindaco e all’Assessore.
Quesito del 8 maggio 2026
Si chiede se, ai fini della scelta fiduciaria di un componente esterno dell’Ufficio di Staff, sia necessario procedere preliminarmente alla verifica dell’eventuale disponibilità di personale interno in possesso della professionalità richiesta, analogamente a quanto previsto per il conferimento di incarichi esterni ai sensi dell’art. 7, comma 6, del D.Lgs. n. 165/2001. In alternativa, trattandosi di incarico di natura fiduciaria, si chiede se l’Amministrazione possa prescindere dal previo accertamento interno della professionalità richiesta e procedere direttamente all’individuazione del soggetto esterno.
Quesito del 8 maggio 2026
Un cittadino kosovaro ha acquistato la cittadinanza italiana per naturalizzazione, ai sensi dell’art. 9 della L. n. 91/1992, nel mese di giugno 2025. Per i tre figli è stato tuttavia emesso un provvedimento di rifiuto dell’attestazione di acquisto della cittadinanza italiana, per insussistenza delle condizioni previste dagli artt. 3-bis e 14 della L. n. 91/1992. In particolare, mancherebbe il requisito della residenza in Italia del padre per almeno due anni continuativi prima della nascita dei figli, essendo questi ultimi nati all’estero. Il padre, infatti, è immigrato in Italia nel 2014, mentre i figli sono nati rispettivamente nel 2008, 2010 e 2013. I minori risultano residenti in Italia, rispettivamente, da marzo 2017, marzo 2017 e maggio 2016. La madre è deceduta nell’ottobre 2025. Alla luce di quanto sopra, si chiede quali strumenti consentano ai ragazzi di ottenere la cittadinanza italiana, considerato che hanno maturato, o matureranno a breve, dieci anni di residenza in Italia. In particolare, si chiede se possano presentare domanda di cittadinanza ai sensi dell’art. 9 della L. n. 91/1992, oppure se siano individuabili percorsi alternativi per l’acquisto della cittadinanza italiana.
Quesito del 8 maggio 2026
Nel prossimo anno, nel Comune si terranno le elezioni comunali. Alcuni cittadini hanno già manifestato l’intenzione di chiedere l’iscrizione nella lista elettorale aggiunta comunale. Si chiede se l’Ufficio possa accogliere sin da ora le relative domande oppure se la normativa preveda una specifica tempistica per la presentazione e l’accoglimento delle istanze. Si chiede, inoltre: dove sia possibile reperire l’eventuale modulistica; quali siano i requisiti richiesti per l’iscrizione nella lista aggiunta comunale; se possano presentare domanda esclusivamente i cittadini dell’Unione europea; se gli elettori già iscritti nella lista aggiunta per le elezioni europee possano votare anche alle elezioni comunali, oppure se sia necessaria una distinta iscrizione nella lista aggiunta comunale.
Quesito del 7 maggio 2026
Si chiede di conoscere se, al fine di evitare l’instaurazione di un contenzioso con un privato che ha realizzato in buona fede un manufatto interrato, sconfinante in misura minima su un’area appartenente al patrimonio disponibile del Comune, sia giuridicamente corretto definire la vicenda mediante applicazione dell’istituto dell’accessione invertita di cui all’art. 938 c.c. Dalla documentazione acquisita risulta che ricorrerebbero i presupposti richiesti dalla giurisprudenza per l’applicazione dell’istituto, e in particolare: la buona fede del costruttore; la preesistenza di un confine materiale mai contestato; la natura interrata, stabile e non agevolmente rimovibile senza danno dell’opera; l’entità minima dello sconfinamento; la sproporzione dell’eventuale ordine demolitorio rispetto al pregiudizio arrecato; la natura disponibile dell’area comunale interessata, in quanto tale suscettibile di alienazione. Alla luce di quanto sopra, si richiede un parere in merito: alla correttezza del percorso amministrativo proposto, volto a definire la vicenda in via transattiva ed evitare il contenzioso mediante applicazione dell’art. 938 c.c.; alla necessità di una deliberazione del Consiglio comunale quale atto indispensabile per disporre validamente della porzione di bene pubblico interessata dall’accessione invertita.
Quesito del 7 maggio 2026
A seguito dell’erogazione dei diritti di rogito in favore del Segretario comunale a scavalco, l’Ente ha effettuato la verifica degli inadempimenti ai sensi dell’art. 48-bis, comma 1-bis, del D.P.R. n. 602/1973. Poiché dalla predetta verifica il soggetto risulta inadempiente, si chiede quanto segue: nel caso in cui l’importo da erogare sia pari a euro 5.000,00 e l’inadempimento certificato sia anch’esso pari a euro 5.000,00, quale importo deve essere trattenuto dall’Ente? quale procedura deve essere attivata per il recupero e il riversamento dell’importo trattenuto?
Quesito del 7 maggio 2026
Il caso riguarda l’assoggettamento a IMU-TASI, per le annualità 2019-2024, di un ente non commerciale operante come RSA, che svolge anche attività di rilievo commerciale, quali bar, parrucchiere, farmacia, cucina/mensa, lavanderia e attività assistenziale resa con modalità onerose. L’Ufficio ritiene applicabile la giurisprudenza secondo cui la finalità sociale e l’assenza di lucro non escludono la natura economica dell’attività, mentre l’esenzione spetta solo in presenza di gratuità o corrispettivo simbolico, anche al fine di evitare profili di aiuto di Stato incompatibile ex art. 107 TFUE. Tuttavia, a seguito del contraddittorio informato, sono intervenute sopravvenienze normative e giurisprudenziali, tra cui la Legge n. 199/2025 e la sentenza n. 302/2026 della Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Piemonte, che hanno generato incertezza interpretativa. Alla luce di tale quadro, si chiede un parere sulla corretta applicazione dell’esenzione IMU-TASI e sull’opportunità/doverosità di procedere all’accertamento, anche in relazione al possibile rischio di danno erariale in caso di inerzia dell’Ufficio.
Quesito del 7 maggio 2026
Una cittadina tedesca residente nel Comune, proveniente da altro Comune italiano, dichiara di aver smarrito il passaporto e risulta attualmente in possesso della sola patente di guida. La stessa richiede il rilascio della Carta d’identità elettronica. Si chiede se il rilascio della CIE possa essere effettuato sulla base della sola patente di guida oppure se sia necessario attendere il rilascio del nuovo passaporto tedesco. Si precisa che alla cittadina non è mai stata rilasciata né una Carta d’identità elettronica né una carta d’identità cartacea.
Quesito del 7 maggio 2026
Si chiede di conoscere il corretto comportamento da adottare nella seguente fattispecie. Due fratelli sono comproprietari, ciascuno per la quota del 50%, di un’abitazione e del relativo box pertinenziale. Solo uno dei due fratelli ha la residenza anagrafica e la dimora abituale nell’immobile, beneficiando pertanto dell’esenzione IMU per abitazione principale limitatamente alla propria quota. Il fratello non residente ha comunicato l’intenzione di cedere il diritto di abitazione in favore del fratello residente mediante scrittura privata, senza intervento notarile, da registrare presso l’Agenzia delle Entrate. Si chiede se, in tale ipotesi, il fratello non residente possa essere considerato non più soggetto passivo IMU oppure se sia necessaria anche la trascrizione o voltura dell’atto presso i registri immobiliari/catasto. Si chiede, inoltre, se la procedura sopra descritta possa ritenersi corretta e da quale momento decorra l’eventuale beneficio ai fini IMU.
Quesito del 7 maggio 2026
Il Comune richiede annualmente agli utenti il pagamento del canone relativo al servizio di illuminazione votiva. Tuttavia, solo successivamente all’emissione e alla ricezione dei bollettini di pagamento, alcuni utenti hanno lamentato che le luci votive risultano spente da tempo, dichiarando pertanto di non voler provvedere al pagamento in ragione del presunto disservizio. Alla luce di quanto sopra, si chiede se il Comune abbia comunque diritto a riscuotere le somme dovute dagli utenti, soprattutto nei casi in cui l’eventuale disservizio non sia stato previamente segnalato per iscritto. Si precisa, inoltre, che il regolamento comunale non disciplina espressamente la fattispecie in esame.
Quesito del 7 maggio 2026
In sede di predisposizione del bilancio di previsione 2026, nel mese di dicembre 2025, l’Ente ha provveduto a spostare sull’esercizio 2026 due importi relativi a spese in conto capitale, costituendo il relativo Fondo pluriennale vincolato, in coerenza con l’esigibilità della spesa nell’anno 2026. Successivamente, in occasione del rendiconto di gestione 2025 e, in particolare, in sede di riaccertamento ordinario dei residui, è stata effettuata una variazione automatica finalizzata a riportare sull’esercizio 2026 il FPV, sia di parte corrente sia di parte capitale. Tuttavia, nella predetta variazione sono state erroneamente incluse anche le due spese in conto capitale che avevano già determinato la costituzione del FPV in sede di bilancio di previsione 2026. Di conseguenza, i relativi importi risultano duplicati, con il raddoppio degli stanziamenti 2026 rispetto alle somme già correttamente reimputate. Si chiede, pertanto, quale tipologia di variazione sia possibile adottare per riallineare correttamente gli importi. In particolare, si chiede se sia corretto procedere mediante deliberazione di Giunta, disponendo una riduzione degli stanziamenti di spesa 2026 per i due importi duplicati e, in contropartita, una corrispondente riduzione del FPV di entrata dell’esercizio 2026. Si chiede, infine, quale sia il corretto riferimento normativo e contabile a supporto dell’operazione.
Quesito del 7 maggio 2026
L’Ente ha ricevuto una richiesta di pagamento relativa a fatture per la fornitura di gas emesse dalla società X, riferite alle annualità 2010, 2011 e 2015. Si evidenzia che l’obbligo di fatturazione elettronica nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni è entrato in vigore a decorrere dal 31 marzo 2015. A seguito delle verifiche effettuate presso il Sistema di Interscambio, non risulta che le fatture oggetto della richiesta di pagamento siano mai state ricevute dall’Ente. Non è inoltre possibile procedere alla verifica dell’eventuale ricezione delle stesse tramite protocollo informatico. Alla luce di quanto sopra, si chiede di conoscere se l’Ente sia comunque tenuto al pagamento delle somme richieste, se trovino applicazione termini di decadenza o prescrizione e, con particolare riferimento alle fatture che non risultano emesse in regime di split payment ai sensi dell’art. 17-ter del D.P.R. n. 633/1972, quale sia il corretto comportamento da adottare. Si segnala, infine, che la società ha comunicato quanto segue: “Al fine di regolarizzare le pendenze debitorie, la invitiamo a contattare la società Y incaricata del recupero crediti”.
Quesito del 7 maggio 2026
Nel caso di concorso pubblico in cui il bando preveda la riserva in favore dei volontari delle Forze Armate, ma nessun candidato dichiari il possesso del relativo titolo di preferenza o riserva, si chiede se tale riserva debba considerarsi esaurita oppure se debba essere riproposta nei successivi concorsi, fino alla sua effettiva applicazione.
Quesito del 7 maggio 2026
È stata riconosciuta la cittadinanza italiana iure sanguinis a una signora. Dopo alcuni giorni, il marito, cittadino brasiliano, ha presentato istanza di iscrizione anagrafica. L’interessato è in possesso di una ricevuta relativa alla richiesta di permesso di soggiorno, risalente allo scorso anno, quando anche egli intendeva avviare la procedura di riconoscimento della cittadinanza italiana. Tuttavia, a seguito dell’entrata in vigore della nuova normativa, non risulterebbe più in possesso dei requisiti necessari. Successivamente, il cittadino brasiliano si è recato in Questura munito dell’estratto di matrimonio trascritto da questo Comune. La Questura ha apposto sulla ricevuta del permesso di soggiorno un timbro rettangolare recante l’indicazione dell’Ufficio, la data 21/04/2026 e, manoscritta, la dicitura “integrato”. Alla luce della circostanza che l’interessato è coniuge di cittadina italiana, questo Ufficio non ha ritenuto di respingere l’istanza. Sono stati richiesti chiarimenti alla Questura, ma a oggi non è pervenuto alcun riscontro. Si chiede pertanto se la ricevuta del permesso di soggiorno, così integrata dalla Questura, possa ritenersi sufficiente ai fini dell’iscrizione anagrafica del cittadino straniero, precisando che, nelle more, si è comunque proceduto all’iscrizione.
Quesito del 7 maggio 2026
Con la presente si chiede se esistono indicazioni normative, contrattuali o dell'ARAN in relazione all'erogazione mensile dei buoni pasto o se, stante il calcolo mensile degli stessi, sia possibile un tipo di erogazione bimestrale, trimestrale o semestrale.
Quesito del 7 maggio 2026
Si chiede se l’Ente possa stipulare una polizza assicurativa a copertura della responsabilità per colpa grave in favore dei componenti della Giunta comunale e del Segretario comunale.
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