Quesito del 31 agosto 2026
Un dipendente ha presentato richiesta di fruire del congedo straordinario previsto dall’art. 42 del D.Lgs. n. 151/2001 per assistere un genitore in situazione di disabilità grave ai sensi della Legge n. 104/1992, con il quale, al momento della domanda, non risulta convivente. Si chiede quali siano i requisiti necessari per poter beneficiare del congedo, con particolare riferimento al requisito della convivenza con il familiare assistito e all’eventuale possibilità di instaurarla successivamente alla presentazione della domanda. Si chiede inoltre quale sia l’iter che l’Ente datore di lavoro deve seguire ai fini dell’istruttoria e dell’accoglimento della richiesta, quali verifiche debbano essere effettuate in ordine alla sussistenza dei presupposti previsti dalla normativa e quale documentazione debba essere acquisita dal dipendente.
Quesito del 31 agosto 2026
L’Ente intende avviare entro il 31 dicembre 2026 una progressione verticale ordinaria dall’Area degli Istruttori a quella dei Funzionari e dell’Elevata Qualificazione. L’unico dipendente in possesso del titolo di studio richiesto è stato assunto dall’Ente il 15 marzo 2024 e, nel triennio 2021-2023, ha svolto attività di docenza presso un Istituto tecnico. Considerato che l’art. 52, comma 1-bis, del D.Lgs. n. 165/2001 prevede, tra i criteri della procedura comparativa, la valutazione positiva conseguita negli ultimi tre anni di servizio, si chiede se il possesso di un intero triennio di valutazioni costituisca un requisito necessario per la partecipazione oppure se l’Ente possa disciplinare diversamente tale aspetto, eventualmente considerando anche il servizio svolto presso altra amministrazione. Si chiede inoltre se sia obbligatoria la nomina di una Commissione giudicatrice anche qualora non siano previste prove e la graduatoria derivi esclusivamente dall’applicazione di criteri e punteggi predeterminati. In caso affermativo, si chiede se la Commissione possa essere composta dai tre titolari di E.Q. e Responsabili di Area presenti nell’Ente.
Quesito del 31 agosto 2026
Un ente dispone di una graduatoria vigente relativa a un concorso pubblico per il profilo di istruttore amministrativo a tempo indeterminato, suscettibile di ulteriore scorrimento. Si chiede se l’Amministrazione possa decidere di non utilizzare tale graduatoria e procedere, per la copertura di un posto dello stesso profilo professionale, mediante un avviso di mobilità volontaria, oppure se la presenza di una graduatoria ancora valida imponga necessariamente di procedere al suo scorrimento, precludendo il ricorso alla mobilità. Il dubbio nasce considerando che il concorso pubblico costituisce lo strumento ordinario di accesso al pubblico impiego, mentre lo scorrimento di una graduatoria vigente è rimesso, entro determinati limiti, alla valutazione discrezionale dell’Amministrazione. Si chiede pertanto se un analogo rapporto di priorità sussista anche tra lo scorrimento di una graduatoria vigente e il ricorso alla mobilità volontaria e, in particolare, se l’Amministrazione possa motivatamente preferire quest’ultima modalità di reclutamento. Si chiede inoltre quale sia il termine minimo di pubblicazione dell’avviso di mobilità. Per i concorsi pubblici è prevista una durata della pubblicazione del bando non superiore a 30 giorni, riducibile fino a 10 giorni in presenza di motivate esigenze di celerità. Si domanda se tale disciplina sia applicabile anche agli avvisi di mobilità oppure se, per questi ultimi, debba essere comunque garantito un periodo minimo di pubblicazione di 30 giorni, senza possibilità di riduzione.
Quesito del 31 agosto 2026
Si chiede se, ai fini dell’avvio di un procedimento di cancellazione anagrafica per irreperibilità, la segnalazione debba necessariamente provenire dal proprietario dell’immobile presso il quale la persona risulta residente oppure possa essere presentata anche da un familiare o da altro soggetto, pur non convivente né residente con l’interessato. Si chiede inoltre come debba procedere l’Ufficio anagrafe nel caso in cui risulti che la persona dimori effettivamente nel territorio di un altro Comune italiano, ma quest’ultimo non dia riscontro alla richiesta di segnalazione formulata ai sensi dell’art. 16, comma 1, del D.P.R. n. 223/1989. In particolare, si domanda quali ulteriori verifiche o adempimenti debbano essere posti in essere prima di procedere alla cancellazione per irreperibilità.
Quesito del 31 agosto 2026
Una struttura di accoglienza presente sul territorio comunale ha presentato una dichiarazione di residenza per un proprio ospite, allegando, quale documento di riconoscimento, un’attestazione relativa alla manifestazione della volontà di richiedere protezione internazionale. Si chiede se tale documentazione sia idonea ai fini dell’iscrizione anagrafica oppure se sia necessario acquisire un diverso documento di identificazione o un ulteriore titolo attestante la regolarità del soggiorno.
Quesito del 28 agosto 2026
Un cittadino italiano, residente nello scrivente comune, ha presentato una sentenza in cui gli viene riconosciuta una discendenza biologica con il diritto di variare il proprio cognome, aggiungendo il cognome paterno biologico a quello con cui sinora era individuato. Si richiede se la richiesta di trascrizione vada presentata nel comune di residenza o in quello di nascita (che risulta diverso da quello in cui risiede). Inoltre si richiede se la sentenza vada autenticata dal Tribunale o dal legale; ovvero possa essere acquisita tramite pec.
Quesito del 28 agosto 2026
Una cittadina proveniente da altro Comune ha presentato nel mese di luglio una dichiarazione di residenza. Al primo accertamento della Polizia locale è stata trovata nell’abitazione, dichiarando però di essere ancora in fase di trasloco e di soggiornarvi prevalentemente nei fine settimana per motivi di lavoro. Nella relazione della Polizia locale è stato inoltre evidenziato che l’abitazione si presentava in condizioni di scarsa pulizia, con presenza di polvere ed erbacce, e che il frigorifero risultava vuoto. In tale occasione, l’agente ha invitato l’interessata a presentare la dichiarazione di residenza anche per gli altri componenti della famiglia, adempimento effettuato circa una settimana dopo. Nei successivi sopralluoghi gli interessati non sono stati trovati e l’ufficio ha avviato il procedimento di rigetto. La cittadina ha presentato osservazioni, precisando che l’abitazione è arredata, dotata di utenze e che alcuni familiari, lavorando nel settore dei trasporti, sono spesso all’estero e rientrano prevalentemente nei fine settimana. Sono quindi ripresi gli accertamenti. Prima di Ferragosto la cittadina ha inoltre comunicato telefonicamente che la famiglia sarebbe stata assente per ferie per circa quindici giorni, con rientro il 31 agosto. Nonostante ciò, la Polizia locale ha effettuato ulteriori controlli il 16 e 22 agosto, entrambi con esito negativo, proponendo nuovamente il diniego. Il termine dei 45 giorni scade nei primi giorni di settembre. Si chiede se sia corretto respingere la dichiarazione di residenza e ripristinare l’iscrizione nel Comune precedente, invitando gli interessati a presentare una nuova domanda, oppure se sia opportuno attendere la scadenza del termine ed effettuare ulteriori accertamenti, tenuto conto che l’assenza nei giorni dei sopralluoghi era stata preventivamente comunicata. Si chiede inoltre se un eventuale diniego adottato prima della scadenza dei termini possa esporre l’Ufficiale d’anagrafe a responsabilità o contestazioni da parte dell’interessata.
Quesito del 28 agosto 2026
Nel caso in cui sia necessario riconoscere una sentenza ai fini della successiva annotazione nei registri di stato civile, si chiede come distinguere, sulla base del contenuto del provvedimento, una separazione o un divorzio consensuale da uno giudiziale. In particolare, quali elementi della sentenza consentono di individuare la natura consensuale o contenziosa del procedimento? Si chiede inoltre come determinare la data del passaggio in giudicato quando questa non è espressamente indicata nelle disposizioni finali della sentenza. Nel caso in esame, nel corpo del provvedimento si legge che, «a seguito di ricorso proposto dai ricorrenti, il Tribunale in composizione collegiale ha pronunciato la presente sentenza», mentre nel dispositivo finale è riportata la dicitura «sentenza irrevocabile in data … per decorrenza dei termini». Si chiede pertanto se tale ultima data debba essere considerata, ai fini dell’annotazione, come data del passaggio in giudicato della sentenza.
Quesito del 27 agosto 2026
Un dipendente assunto con contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato ha rassegnato le proprie dimissioni prima della conclusione del periodo di prova. Alla data di cessazione del rapporto di lavoro risultano maturati e non goduti due giorni di ferie. Si chiede se, alla luce della normativa vigente e dei più recenti orientamenti della giurisprudenza comunitaria in materia di diritto alle ferie, i giorni maturati e non fruiti debbano essere monetizzati anche nel caso in cui la cessazione del rapporto sia avvenuta per dimissioni volontarie del dipendente.
Quesito del 27 agosto 2026
In riferimento al rilascio del documento provvisorio, si chiede se sia possibile adottare un unico provvedimento della Giunta comunale che disciplini sia il versamento dell’importo di euro 0,44 sia la determinazione dell’importo da porre a carico dell’utente. Si chiede inoltre quale tariffa debba essere applicata e se, all’interno del programma, sia già disponibile un fac-simile di provvedimento utilizzabile dall’Ente.
Quesito del 27 agosto 2026
Si pone il caso di un cittadino straniero, già cancellato dall’ANPR per emigrazione all’estero, che presenta una nuova dichiarazione di residenza chiedendo l’iscrizione anagrafica. A supporto della richiesta, l’interessato produce esclusivamente la ricevuta relativa al permesso di soggiorno richiesto per “assistenza minori”. Si chiede se sia possibile procedere all’iscrizione in ANPR sulla base della sola ricevuta oppure se sia necessario attendere il rilascio del permesso di soggiorno e la successiva produzione del relativo titolo.
Quesito del 27 agosto 2026
Si chiede quali requisiti debba possedere il familiare da assistere ai fini della fruizione del congedo straordinario, oltre al riconoscimento della situazione di handicap grave ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge n. 104/1992 e alla condizione di non essere ricoverato a tempo pieno. In particolare, si chiede se il congedo straordinario possa essere riconosciuto anche nel caso in cui il familiare con disabilità grave svolga regolarmente un’attività lavorativa.
Quesito del 27 agosto 2026
Ho ricevuto dall’Ambasciata d’Italia a Oslo un provvedimento definitivo di divorzio, pronunciato dalle competenti autorità norvegesi, relativo a un cittadino italiano iscritto all’A.I.R.E. di questo Comune. La documentazione trasmessa comprende il provvedimento di divorzio, corredato di traduzione conforme, una dichiarazione sostitutiva di atto notorio e una dichiarazione relativa agli usi e alle consuetudini locali. Si chiede se il provvedimento di divorzio debba essere trascritto nei registri dello stato civile oppure se sia sufficiente procedere alla relativa annotazione sull’atto di matrimonio. Inoltre si chiede quale data debba essere considerata ai fini della decorrenza degli effetti: quella in cui il divorzio è stato pronunciato/concesso dall’autorità norvegese oppure quella in cui viene effettuata l’annotazione nei registri dello stato civile italiano?
Quesito del 27 agosto 2026
È pervenuta una richiesta di scioglimento consensuale del matrimonio da formalizzare davanti al Sindaco. I coniugi hanno prodotto una fotocopia della sentenza del Tribunale competente relativa alla separazione consensuale, intervenuta diversi anni fa, dichiarando di non essere più in possesso dell’originale. Si chiede se, ai fini della conclusione dell’accordo di divorzio davanti al Sindaco, sia necessario acquisire obbligatoriamente l’originale o una copia conforme della sentenza di separazione oppure se sia possibile procedere sulla base della documentazione disponibile, considerato che l’avvenuta separazione risulta già dall’annotazione apposta a margine dell’atto di matrimonio. In alternativa, si chiede se i coniugi debbano necessariamente richiedere al Tribunale una copia conforme del provvedimento di separazione da depositare presso l’ufficio di stato civile.
Quesito del 27 agosto 2026
Si chiede se un cittadino straniero destinatario di un decreto di espulsione possa contrarre matrimonio in Italia. In particolare, si domanda se l’interessato possa essere presente fisicamente presso l’ufficio di stato civile e sottoscrivere l’atto di matrimonio, nonostante il provvedimento di espulsione a suo carico. Si precisa che della situazione sono già state informate le Forze dell’Ordine, che risultano pertanto a conoscenza del caso.
Quesito del 27 agosto 2026
Siamo in presenza di una società a responsabilità limitata posta in liquidazione volontaria dal 15 dicembre 2016 e successivamente cancellata d’ufficio dal Registro delle imprese, ai sensi dell’art. 2490 c.c., in data 18 dicembre 2025. Al fine di verificare l’eventuale distribuzione ai soci di somme o beni risultanti dalla liquidazione, abbiamo richiesto al liquidatore il bilancio finale di liquidazione, gli estratti conto e/o altra documentazione relativa alla conclusione della procedura liquidatoria. Il liquidatore ha tuttavia comunicato di non disporre né dell’estratto conto di chiusura né di ulteriore documentazione riguardante la vendita all’asta degli immobili ipotecati, avvenuta nell’ambito di una procedura con intervento del Tribunale. Ha inoltre precisato che i proventi derivanti dalla vendita sarebbero stati integralmente trattenuti dall’istituto bancario creditore. Alla luce della cancellazione della società e in assenza di elementi che attestino una distribuzione dell’attivo ai soci, si chiede a quali soggetti debbano essere notificati gli avvisi di accertamento ancora da emettere: al liquidatore oppure direttamente ai soci?
Quesito del 27 agosto 2026
Una cittadina indiana, madre di una residente del Comune divenuta cittadina italiana, presenta dichiarazione di residenza con provenienza dall’India. A corredo della richiesta esibisce il passaporto e una ricevuta rilasciata dalla Questura recante la dicitura secondo cui il documento “non sostituisce la copia del permesso di soggiorno per l’interessato”. La richiedente non è inoltre in possesso del nulla osta al ricongiungimento familiare. Si chiede se, sulla base della documentazione prodotta e della qualità di familiare di cittadina italiana, sussistano i requisiti per procedere all’iscrizione anagrafica in ANPR.
Quesito del 26 agosto 2026
Un esercente è subentrato in un’attività già avviata di somministrazione di alimenti e bevande, all’interno della quale risultano installati e funzionanti apparecchi da gioco di cui all’art. 110, comma 6, TULPS. Nell’atto notarile di cessione d’azienda non vi è alcun riferimento al subentro nell’attività relativa agli apparecchi da trattenimento e gioco; analoga indicazione risulta assente anche nelle precedenti SCIA presentate per l’avvio dell’attività di somministrazione. In Regione Lombardia vige una disciplina particolarmente restrittiva, che non consente l’avvio di “nuove” attività con apparecchi da gioco a una distanza inferiore a 500 metri dai luoghi sensibili, tra cui i luoghi di culto. Nel caso di specie, l’esercizio è ubicato in prossimità di una chiesa cattolica. È già stato avviato un procedimento nei confronti dell’esercente, assegnando un termine di 10 giorni per fornire prova dell’effettivo subentro in un’attività di gestione di apparecchi da gioco già precedentemente avviata. L’interessato non ha tuttavia prodotto alcuna documentazione specifica, limitandosi ad affermare che si tratta di un subentro risultante dall’atto di compravendita e dalle precedenti SCIA relative all’attività di somministrazione. Si chiede pertanto se, in assenza di idonea prova della preesistenza e della continuità dell’attività relativa agli apparecchi da gioco, debba essere negata la prosecuzione di tale attività, considerandola come nuova installazione soggetta al rispetto del limite distanziometrico previsto dalla normativa regionale.
Quesito del 26 agosto 2026
Il Comune intende valutare l’apertura, all’interno di un locale di propria disponibilità, di un micronido destinato a bambini di età compresa tra 3 e 36 mesi. Si chiede di conoscere quali siano gli adempimenti necessari per l’avvio del servizio nei diversi ambiti di competenza, con particolare riferimento ai requisiti tecnici e strutturali dei locali, alle certificazioni richieste, agli aspetti autorizzativi e alle eventuali procedure da attivare tramite SUAP e ATS. Si chiede inoltre di precisare quali siano i requisiti professionali e le qualifiche richieste per il personale impiegato nel micronido, nonché il rapporto numerico minimo da garantire tra operatori e bambini, distinguendo, ove necessario, in base alle diverse fasce di età.
Quesito del 26 agosto 2026
Si è presentato allo sportello un cittadino maliano chiedendo la variazione delle proprie generalità anagrafiche. A supporto della richiesta ha prodotto una dichiarazione dell’Ambasciata del Mali in Roma, legalizzata in bollo dalla Prefettura di Cuneo, attestante le corrette generalità e recante la modifica del nome, della data e del luogo di nascita. Ha inoltre esibito un passaporto rilasciato dalla Repubblica del Mali in data 24 luglio 2026, già riportante le nuove generalità. Il cittadino è attualmente titolare di un permesso di soggiorno rilasciato dalla Questura di Cuneo il 21 settembre 2021, ancora intestato con le precedenti generalità e in scadenza il 20 settembre 2026. Ha inoltre prodotto la ricevuta di pagamento relativa al rinnovo del permesso di soggiorno, con convocazione presso la Questura di Cuneo fissata per il 31 agosto 2026. L’interessato riferisce che la Questura, ai fini del rilascio del nuovo permesso, gli avrebbe richiesto di presentare una CIE già aggiornata con le nuove generalità. Si chiede pertanto se, sulla base della documentazione prodotta, sia possibile procedere alla variazione dei dati in ANPR e al conseguente rilascio di una nuova CIE; se sia necessaria un’istanza in bollo da parte dell’interessato e, infine, se la dichiarazione originale dell’Ambasciata, debitamente legalizzata, debba essere trattenuta agli atti oppure se sia sufficiente acquisirne copia.
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