Quesito del 14 ottobre 2026
Questo Ufficio ha ricevuto dal competente Consolato un’attestazione consolare di riconoscimento della cittadinanza italiana iure matrimonii in favore di una cittadina straniera coniugata, in data 24 aprile 1963, con cittadino italiano iure sanguinis. Si chiede di conoscere quale sia il corretto adempimento di stato civile da porre in essere, e segnatamente: se debba procedersi alla trascrizione dell’attestazione consolare, ovvero alla sola trascrizione dell’atto di nascita dell’interessata, con successiva annotazione dell’acquisto della cittadinanza; e se tale annotazione possa ritenersi non necessaria, in considerazione della trascrizione dell’atto di matrimonio e della relativa annotazione. Si rappresenta, inoltre, che nell’attestazione consolare – così come nel modello Cons01 di richiesta di iscrizione all’AIRE e nell’ulteriore documentazione trasmessa dal Consolato – l’interessata è identificata con il cognome del marito, mentre nell’atto di nascita risulta indicata con il cognome da nubile. Si chiede, pertanto, con quali generalità l’interessata debba essere iscritta in anagrafe: se con il cognome maritale, in quanto cittadina italiana iure matrimonii ai sensi della legge n. 555/1912 e in conformità all’attestazione consolare, ovvero con le generalità da nubile risultanti dall’atto di nascita.
Quesito del 14 ottobre 2026
L’art. 9, comma 28, del D.L. n. 78/2010, convertito con modificazioni dalla L. n. 122/2010, dispone che, a decorrere dall’anno 2011, le amministrazioni ivi indicate possono avvalersi di personale a tempo determinato, con convenzioni ovvero con contratti di collaborazione coordinata e continuativa nel limite del 50 per cento della spesa sostenuta per le medesime finalità nell’anno 2009; analogo limite è previsto per la spesa per personale relativa ai contratti di formazione lavoro, agli altri rapporti formativi, alla somministrazione di lavoro e al lavoro accessorio di cui all’art. 70, comma 1, lett. d), del D.Lgs. n. 276/2003. Il medesimo comma esclude l’applicazione di tali limitazioni, tra gli altri, nei confronti degli enti locali in regola con l’obbligo di riduzione della spesa di personale di cui all’art. 1, commi 557 e 562, della L. n. 296/2006, nell’ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente e nel rispetto della disciplina in materia di spesa per il personale, fermo restando che la spesa complessiva non può comunque eccedere quella sostenuta per le stesse finalità nell’anno 2009. L’art. 2, comma 1, del D.L. 7 agosto 2026, n. 144, prevede che alle amministrazioni soggette ai vincoli di cui all’art. 33 del D.L. n. 34/2019, convertito con modificazioni dalla L. n. 58/2019, non si applichino i commi 557, 557-quater e 562 dell’art. 1 della L. n. 296/2006. Si chiede pertanto di conoscere, in esito al coordinamento delle disposizioni sopra richiamate, se per un Comune soggetto ai vincoli di cui all’art. 33 del D.L. n. 34/2019 il limite di spesa per i rapporti di lavoro flessibile debba intendersi pari al 50% ovvero al 100% della spesa sostenuta per le medesime finalità nell’anno 2009.
Quesito del 14 ottobre 2026
Si chiede di conoscere entro quale termine debba essere approvato il Regolamento comunale sul canone unico patrimoniale, emendato in attuazione della sentenza della Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, n. 12225 del 1° maggio 2026, da applicarsi a decorrere dal bilancio 2027.
Quesito del 14 ottobre 2026
In assenza di personale di Polizia Locale, si chiede di conoscere la corretta procedura da seguire per l'espletamento degli accertamenti anagrafici sulla dimora abituale.
Quesito del 14 ottobre 2026
Un professionista ha presentato in data 01.10.2026 una SCIA in sanatoria relativa a civile abitazione unifamiliare, finalizzata alla regolarizzazione di un minore dimensionamento della copertura, derivante dalla mancata realizzazione di un portico di superficie pari a circa 7,5 mq, senza alterazione delle altezze della copertura medesima. L’oblazione nella misura minima è già stata corrisposta. Si chiede se sia possibile presentare immediatamente una CILA avente ad oggetto interventi di manutenzione straordinaria della copertura, pur non essendo ancora decorso il termine di 30 giorni dalla presentazione della SCIA in sanatoria, tenuto conto del carattere di urgenza degli interventi, resi necessari dalla presenza di fenomeni di infiltrazione.
Quesito del 14 ottobre 2026
Un cittadino straniero, cancellato per irreperibilità nel 2022 da altro Comune italiano, chiede l’iscrizione anagrafica presso questo Ente. A corredo dell’istanza, l’interessato produce: il permesso di soggiorno scaduto in data 7 maggio 2026; il bollettino postale attestante la richiesta di rilascio del nuovo titolo, datato 27 luglio 2026; una comunicazione della Questura con la quale viene fissato un appuntamento per la regolarizzazione della posizione sul territorio nazionale (previsto per il 12 ottobre 2026), in occasione del quale l’interessato è tenuto a esibire un certificato di residenza. Poiché tra la scadenza del titolo di soggiorno e la presentazione della domanda di rinnovo sono decorsi oltre 60 giorni, si chiede se l’ufficio debba respingere la richiesta di iscrizione anagrafica ovvero se sia comunque possibile darvi corso.
Quesito del 14 ottobre 2026
L’art. 45, comma 8, del D.Lgs. n. 36/2023 fissa nel 25% il limite massimo dell’incentivo per funzioni tecniche attribuibile alla Stazione Unica Appaltante a carico degli Enti aderenti. Si chiede se la determinazione in concreto della percentuale applicabile entro tale soglia competa all’organo politico della SUA ovvero alla struttura tecnica, nel rispetto degli indirizzi dei competenti organi. L’Ente istante intende fissare una percentuale inferiore al limite massimo, con decurtazioni automatiche in favore degli Enti di minori dimensioni e degli Enti del Terzo settore (ad esempio: percentuale del 20%, ridotto al 15% per i Comuni sotto i 3.000 abitanti e al 10% per gli ETS). Si chiede pertanto se tale determinazione rientri nella contrattazione collettiva decentrata integrativa ovvero costituisca una valutazione autonoma dell’Amministrazione appaltante, di natura strategica e di sostegno agli Enti di ridotte dimensioni.
Quesito del 14 ottobre 2026
Con riferimento agli adempimenti posti a carico dei Comuni in attuazione della misura “Carta Dedicata a Te 2026”, si chiede se l’operatore comunale sia tenuto a verificare, per ciascun beneficiario incluso negli elenchi trasmessi dall’INPS, la corrispondenza tra i componenti del nucleo familiare dichiarati nella DSU/ISEE e quelli risultanti dalle scritture anagrafiche. In particolare, si chiede se, nell’ipotesi in cui il nucleo risulti composto da tre componenti secondo la DSU/ISEE e da quattro componenti secondo le risultanze anagrafiche, tale difformità costituisca di per sé causa di esclusione dal beneficio, ovvero se il Comune sia tenuto ad accertare preliminarmente se la diversa composizione trovi legittima giustificazione nella disciplina ISEE. Si chiede, inoltre, se detto controllo debba essere svolto in via sistematica nei confronti di tutti i beneficiari, oppure soltanto qualora, nell’ambito delle verifiche di competenza comunale, emergano anomalie o discordanze. Si rappresenta, al riguardo, che le FAQ INPS 2026 precisano che il nucleo familiare rilevante ai fini ISEE può, nelle ipotesi espressamente previste dal d.P.C.M. n. 159/2013, non coincidere con la famiglia anagrafica, e che l’esclusione dal beneficio può essere disposta solo all’esito della verifica, da parte del Comune, dell’insussistenza del diritto al contributo.
Quesito del 14 ottobre 2026
Presso una casa di riposo insistente nel territorio comunale sono ospitate sia persone residenti, sia persone che hanno mantenuto la residenza altrove. Ai fini del controllo demografico e dell’eventuale verifica in materia di tariffazione, si chiede se sia legittimo richiedere alla struttura il numero complessivo degli ospiti, distinto nelle due predette categorie, e con quali modalità e strumenti giuridici tale richiesta possa essere formulata, anche con cadenza periodica (ad esempio annuale).
Quesito del 14 ottobre 2026
A seguito della dichiarazione resa da un cittadino, il quale segnalava che due soggetti non risultavano più dimoranti presso la propria abitazione e ne ignorava l’attuale recapito, veniva avviato il procedimento di cancellazione anagrafica per irreperibilità. Nel corso dell’istruttoria venivano disposti due distinti accertamenti a cura della Polizia Locale. Dal primo verbale emergeva che il primo soggetto era stato effettivamente reperito presso l’indirizzo di residenza e che il medesimo dichiarava l’avvenuto trasferimento all’estero del secondo soggetto. Dal secondo verbale risultava, invece, il trasferimento all’estero di entrambi gli interessati. L’ufficio, avendo preso visione del solo secondo accertamento e avendo presunto che il primo fosse di contenuto conforme, concludeva il procedimento disponendo la cancellazione di entrambi i soggetti dall’anagrafe della popolazione residente e trasmetteva il relativo provvedimento al messo comunale per la notifica. Rilevato l’errore e avendo il primo interessato nel frattempo preso contatto con gli uffici comunali, si chiede se sia possibile procedere al ripristino della sua posizione anagrafica con annullamento in autotutela del provvedimento di cancellazione.
Quesito del 14 ottobre 2026
L’art. 4 della legge regionale del Veneto 6 aprile 2001, n. 10 (BUR n. 32/2001) stabilisce che «l’esercizio dell’attività di commercio su aree pubbliche in forma itinerante deve essere svolto in modo tale da differenziarsi dal commercio su aree pubbliche con posteggi, può essere svolto su qualsiasi area pubblica, purché non espressamente interdetta dal comune ed è consentita la sosta per il tempo strettamente necessario per servire il consumatore, fino ad un massimo di due ore nello stesso posto, con successivo spostamento di almeno duecentocinquanta metri». Si chiede se, in tale ipotesi, l’operatore economico debba presentare domanda di autorizzazione ovvero SCIA — assolvendo l’imposta di bollo — con indicazione delle giornate e dell’orario in cui si svolge l’attività, e se debba essere richiesto il pagamento del canone unico patrimoniale per l’occupazione di suolo pubblico.
Quesito del 14 ottobre 2026
Si chiede se le spese di progettazione relative alla redazione del PAT debbano essere classificate come spese correnti o come spese in conto capitale. Analogo quesito viene posto con riferimento alle spese di progettazione per la ristrutturazione degli alloggi di edilizia popolare di proprietà comunale, laddove la progettazione sia funzionale all’accesso a un bando regionale.
Quesito del 14 ottobre 2026
È stata presentata una CILA per la realizzazione di un locale bagno all’interno di un’unità abitativa dotata di due accessi indipendenti: uno sul fronte dell’edificio, che immette in un locale ingresso e nella cucina, e uno sul retro, che immette in un secondo locale ingresso e nel soggiorno. Il nuovo servizio igienico sarebbe collocato in posizione intermedia e dotato di due porte, affacciate rispettivamente sui due locali ingresso. Per effetto di tale soluzione progettuale, il bagno verrebbe a costituire l’unico punto di collegamento interno tra la zona cucina e la zona soggiorno dell’alloggio. Interpellato sul punto, il progettista ha rappresentato che il collegamento tra i due ambienti principali potrebbe avvenire uscendo dall’unità immobiliare, percorrendo l’area esterna di pertinenza e rientrando dall’accesso posteriore. Si chiede se tale soluzione distributiva sia ammissibile, se sussistano disposizioni normative che la vietino espressamente e se possa ritenersi accettabile la motivazione addotta dal progettista circa il percorso alternativo esterno all’abitazione.
Quesito del 13 ottobre 2026
Si chiede se sia corretta la prassi, invalsa presso questo Comune, di consegnare brevi manu all’Ufficio anagrafe l'esito dell’accertamento di residenza svolto dalla Polizia Locale, ai fini del perfezionamento della pratica. Si chiede altresì se tale atto debba essere assoggettato a protocollo interno o se sia sufficiente procedere alla sua archiviazione.
Quesito del 13 ottobre 2026
Un dipendente comunale ha richiesto di fruire dei permessi retribuiti per il diritto allo studio (150 ore annue) al fine di partecipare alle lezioni universitarie, erogate esclusivamente in modalità on-line e seguite presso la propria abitazione. Si chiede se, nel computo del monte ore di permesso spettante, possa essere ricompreso anche il tempo di percorrenza necessario al dipendente per raggiungere la propria abitazione — luogo di fruizione della didattica telematica — a partire dalla sede di lavoro.
Quesito del 13 ottobre 2026
Un avvocato presenta istanza di rilascio di un estratto dell’atto di matrimonio per uso giustizia, nell’ambito di un giudizio di separazione. Si chiede se sia necessario richiedere al professionista una delega formale ad agire per conto di uno dei coniugi.
Quesito del 13 ottobre 2026
Un cittadino italiano, residente in questo Comune sin dalla nascita, ha presentato istanza di trascrizione dell’atto di nascita del figlio, nato in Texas (USA) nel mese di giugno 2026. La madre del minore è cittadina statunitense, iscritta nell’anagrafe della popolazione residente di questo Comune dall’anno 2024 in qualità di coniuge del predetto cittadino italiano. Il minore è in possesso della cittadinanza statunitense. Si chiede di conoscere con quali modalità debba procedersi alla trascrizione dell’atto di nascita formato all’estero e alla conseguente iscrizione anagrafica del minore. Si chiede altresì se, ai fini dell’acquisto della cittadinanza italiana, il minore nato all’estero debba considerarsi cittadino italiano iure sanguinis ai sensi dell’art. 1, comma 1, lett. a), della legge 5 febbraio 1992, n. 91, sin dal momento della nascita.
Quesito del 13 ottobre 2026
Si chiede se, alla luce del CCNL 23 febbraio 2026, sia legittimo costruire il sistema di graduazione delle posizioni di Elevata Qualificazione individuando una fascia economica interna compresa, ad esempio, tra € 5.000 ed € 7.500, parametrata alle dimensioni dell’Ente e alle risorse effettivamente disponibili e stanziabili, oppure se la metodologia di pesatura debba necessariamente assumere come riferimento l’intero range economico previsto dal CCNL, fino al massimo di € 22.000, facendo poi discendere dal punteggio attribuito alla posizione l’importo concretamente spettante.
Quesito del 13 ottobre 2026
Un cittadino di nazionalità marocchina ha presentato istanza di iscrizione anagrafica, esibendo la seguente documentazione: permesso di soggiorno per lavoro stagionale scaduto in data 15/04/2025; codice fiscale attribuito; passaporto, con dati anagrafici congruenti, recante visto con scadenza al 16/04/2025. L’interessato ha altresì prodotto la ricevuta di richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno, presentata mediante kit postale in data 02/10/2026, nonché il contratto di soggiorno per lavoro subordinato sottoscritto presso il competente Sportello Unico per l’Immigrazione, di pari data. Si chiede se, in presenza di tale documentazione, sia possibile procedere all’iscrizione anagrafica del richiedente, pur in assenza di visto per lavoro apposto sul passaporto, ovvero se sia necessario attendere il rilascio del permesso di soggiorno definitivo.
Quesito del 13 ottobre 2026
Si chiede quali siano le modalità per regolarizzare la sottoscrizione di una dichiarazione antiterrorismo intervenuta tra un Comune italiano e un Comune estero, avvenuta direttamente tra i rispettivi Sindaci senza il coinvolgimento degli uffici competenti e, pertanto, in assenza dell’iter procedimentale previsto.
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