Quesito del 7 ottobre 2026
Non risulta chiara la distinzione tra l'attestazione di regolarità del soggiorno e l'attestazione di iscrizione anagrafica dei cittadini UE, né le rispettive modalità di rilascio. Si riteneva che la seconda avesse sostituito la prima, ma la locale A.S.L. richiede alternativamente l'uno o l'altro documento, generando incertezza nell'operato dell'ufficio. Si chiedono chiarimenti al riguardo.
Quesito del 7 ottobre 2026
In vista delle consultazioni amministrative previste per l'anno 2027, si chiede di conoscere a decorrere da quale momento possa essere legittimamente presentata l'istanza di rilascio di copia delle liste elettorali e quali siano i soggetti legittimati a formularla, tenuto conto che, alla data odierna, non risultano ancora presentate candidature. Si chiede inoltre di chiarire i seguenti profili: 1. Qualora l'istanza abbia ad oggetto il rilascio delle liste in formato cartaceo, se debbano essere richiesti al soggetto istante i diritti e i costi di riproduzione. 2. Se, nell'ipotesi in cui le liste siano richieste in formato digitale, sia ammissibile la trasmissione delle stesse, dematerializzate, a mezzo PEC.
Quesito del 7 ottobre 2026
Si chiede di conoscere se l'intervento di ristrutturazione di un immobile attualmente destinato a esercizio commerciale per la vendita di mobili, finalizzato alla sua trasformazione in casa funeraria, comporti un incremento del carico urbanistico. In caso affermativo, si chiede di precisare con quali criteri debbano essere determinati gli oneri di urbanizzazione, e in particolare se gli stessi vadano corrisposti in misura intera ovvero in misura ridotta.
Quesito del 7 ottobre 2026
Si presenta allo sportello anagrafico una cittadina iscritta all'AIRE di altro Comune, la quale chiede di eleggere il proprio domicilio presso l'abitazione della sorella, cittadina straniera residente con il proprio nucleo familiare in questo Comune. L'interessata motiva la richiesta rappresentando che il soggiorno avrà durata limitata ad alcuni mesi e che, nel frattempo, necessita di accedere all'assistenza sanitaria, essendo in possesso di tessera sanitaria scaduta. Si chiede conferma della correttezza dell'orientamento adottato dall'Ufficio, secondo il quale il domicilio non costituisce un istituto autonomamente certificabile sotto il profilo anagrafico, e si chiede quali adempimenti l'Ufficio possa o debba porre in essere in relazione alla richiesta formulata.
Quesito del 7 ottobre 2026
Un soggetto privato, non iscritto al Registro delle imprese presso la Camera di commercio e privo di partita IVA, ha presentato istanza di concessione di suolo pubblico per l'esercizio di attività di vendita di dolci e bevande in occasione della sagra patronale. L'istante dichiara che l'attività sarebbe svolta previa presentazione di SCIA per attività alimentare temporanea, titolo che — a suo avviso — consentirebbe la partecipazione a feste, sagre ed eventi temporanei mediante allestimento di apposito stand, per un periodo non superiore a quindici giorni. Si chiede pertanto di conoscere: 1. se alla fattispecie in esame risulti applicabile l'art. 41 del D.L. n. 5/2012, a norma del quale l'attività temporanea di somministrazione di alimenti e bevande (vendita per il consumo sul posto in spazi all'uopo attrezzati) in occasione di sagre, fiere, manifestazioni religiose, tradizionali e culturali o eventi locali straordinari è avviata previa segnalazione certificata di inizio attività, priva di dichiarazioni asseverate e non è soggetta al possesso dei requisiti professionali; 2. se il Comune possa, mediante regolamento o bando pubblico, limitare la partecipazione all'evento, con riferimento all'attività di vendita, ai soli operatori professionali.
Quesito del 7 ottobre 2026
Si richiede parere in merito alla procedura da seguire per l'istituzione di borse lavoro da parte dell'Unione di Comuni.
Quesito del 7 ottobre 2026
Una cittadina statunitense ha presentato istanza di riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis. Dalla documentazione sinora acquisita risulta che la madre dell'istante è nata in Italia nel 1938 e che, nel 1952, è stata la prima del nucleo familiare a trasferirsi in Canada. L'istante è nata in Canada nel 1959 e, nel relativo atto di nascita, entrambi i genitori risultano indicati come cittadini canadesi di origine italiana. Ciò premesso, si chiede se la mera indicazione, nell'atto di nascita dell'istante, della cittadinanza canadese dei genitori e della loro origine italiana costituisca elemento ostativo al riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis. In particolare, si chiede se tale risultanza imponga l'immediata interruzione dell'istruttoria, ovvero se sia possibile proseguire nelle verifiche documentali volte ad accertare la sussistenza dei presupposti per il riconoscimento, con specifico riguardo alla posizione della madre e all'eventuale permanenza in capo alla medesima della cittadinanza italiana alla data di nascita dell'istante.
Quesito del 7 ottobre 2026
Si chiede se sia possibile rilasciare l'estratto per copia integrale degli atti di stato civile a soggetti che ne facciano richiesta per finalità di ricerca genealogica.
Quesito del 6 ottobre 2026
In data 14/08/2026 è stato iscritto in anagrafe un minore di cittadinanza straniera, giunto in Italia a seguito di adozione internazionale ai sensi dell'art. 35, comma 3, della L. 4 maggio 1983, n. 184. In data 27/08/2026 il Tribunale per i Minorenni ha dichiarato la conformità del provvedimento di adozione emesso dall'autorità straniera in data 23/03/2026. Effettuate la trascrizione del provvedimento di adozione e dell'atto di nascita, nonché l'attestazione sindacale di acquisto della cittadinanza italiana, occorre ora definire la posizione anagrafica del minore. Si chiede pertanto di chiarire se debba comunque procedersi alla cancellazione per "altri motivi" e alla successiva iscrizione per "altri motivi", pur in presenza di generalità del minore rimaste invariate, nonché quale sia la decorrenza da attribuire alle predette operazioni, ossia se debba farsi riferimento alla data del provvedimento straniero di adozione ovvero ad altra e diversa data.
Quesito del 6 ottobre 2026
Si chiede di conoscere il corretto regime dell'imposta di bollo in relazione alle istanze volte all'adozione di ordinanze di modifica temporanea della viabilità (a titolo esemplificativo, l'istituzione di un senso unico alternato regolato da moviere per l'esecuzione di lavori di asfaltatura delle strade comunali), presentate dalla ditta esecutrice a seguito del rilascio della relativa autorizzazione da parte dell'Ufficio tecnico comunale. In particolare, si chiede se debbano essere assolte due distinte imposte di bollo, l'una sull'istanza di adozione dell'ordinanza e l'altra sul provvedimento finale. Si chiede, inoltre, quale sia il regime applicabile nell'ipotesi in cui l'istanza di modifica della viabilità non sia connessa a lavori di pubblica utilità, bensì a lavori di interesse privato, quali ad esempio l'esecuzione di opere di allacciamento alle reti da parte di un cittadino presso la propria abitazione.
Quesito del 6 ottobre 2026
Si rappresenta il caso di un cittadino italiano, già iscritto all'AIRE di questo Comune per trasferimento in Australia e successivamente cancellato dall'elenco per irreperibilità, a seguito di apposita comunicazione del Consolato competente per territorio. I familiari hanno recentemente appreso del decesso dello stesso, avvenuto in Australia nell'anno 2021, e intendono ottenere la trascrizione del relativo atto di morte presso questo Comune, quale Comune di ultima iscrizione AIRE. Allo stato, i familiari dispongono del solo atto di morte rilasciato dalla competente autorità australiana, redatto in lingua inglese, non ancora tradotto né munito di apostille. Si chiede pertanto di conoscere se, in considerazione della pregressa iscrizione AIRE e della successiva cancellazione per irreperibilità, l'istanza di trascrizione dell'atto di morte possa essere presentata direttamente dai familiari a questo Ufficio di Stato Civile, ovvero se la documentazione debba essere necessariamente trasmessa dalla sola autorità consolare italiana competente per territorio.
Quesito del 6 ottobre 2026
Alla data del 31 dicembre 2025 risultano in servizio presso il Comune n. 9 dipendenti con rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato, dei quali n. 5 di genere femminile inquadrati nell'area degli istruttori e n. 4 di genere maschile inquadrati nell'area dei funzionari. Nel corso del 2026 l'Ente intende bandire una procedura concorsuale per la copertura di un posto nell'area degli istruttori. Si chiede di conoscere con quali modalità debba essere determinato il differenziale di rappresentatività di genere rilevante ai fini del riconoscimento del titolo di preferenza: se il calcolo debba essere effettuato considerando la dotazione organica complessiva dell'Ente (5 dipendenti di genere femminile a fronte di 4 di genere maschile, con differenziale pari a 1 unità e conseguente inapplicabilità della preferenza), ovvero se debba essere circoscritto ai soli dipendenti inquadrati nella medesima area contrattuale oggetto della procedura selettiva (5 dipendenti di genere femminile a fronte di nessun dipendente di genere maschile, con conseguente applicazione della preferenza).
Quesito del 6 ottobre 2026
Questo Comune ha ricevuto da un Consolato d'Italia negli Stati Uniti d'America la documentazione relativa al procedimento di riacquisto della cittadinanza italiana di un soggetto nato in Italia ed emigrato da questo Comune negli anni Settanta. Nell'atto di accertamento del riacquisto della cittadinanza, l'Autorità consolare attesta che l'interessato si è naturalizzato cittadino statunitense in data 18/11/1988, con conseguente perdita della cittadinanza italiana ai sensi dell'art. 8, n. 1, della legge 13 giugno 1912, n. 555, e che, nella medesima data, le autorità statunitensi hanno legalmente riconosciuto e disposto il mutamento del prenome dell'interessato da "Paolo" a "Paul". Questo Ufficio ha richiesto al Consolato la trasmissione del provvedimento giurisdizionale dell'autorità giudiziaria statunitense con cui è stato disposto il mutamento del nome. Il Consolato ha tuttavia trasmesso il solo certificato di naturalizzazione statunitense, redatto in lingua inglese, rappresentando che negli Stati Uniti è possibile mutare legalmente il proprio nome dinanzi al Tribunale contestualmente al giuramento. Si chiede pertanto se tale certificato possa essere qualificato come provvedimento giurisdizionale straniero riconoscibile ed efficace nell'ordinamento italiano ai sensi degli artt. 64 e seguenti della legge 31 maggio 1995, n. 218, e se, conseguentemente, acquisita dal Consolato la relativa traduzione in lingua italiana, questo Ufficio possa procedere alla trascrizione dell'atto e alla successiva trasmissione dell'annotazione al Comune depositario dell'atto di nascita dell'interessato.
Quesito del 6 ottobre 2026
Questo Ente ha conferito un incarico ai sensi dell'art. 110 del D.Lgs. n. 267/2000 (TUEL) per la durata di otto mesi, con decorrenza dal 1° novembre 2023 e termine coincidente con la scadenza del mandato del Sindaco (giugno 2024). A seguito della consultazione elettorale svoltasi nel giugno 2024, l'incarico è stato prorogato sino al 1° novembre 2026, per una durata complessiva di tre anni. Dovendosi ora provvedere a un ulteriore rinnovo dell'incarico, si chiede di conoscere quale sia il termine finale legittimamente apponibile: se debba osservarsi il limite massimo di cinque anni — con conseguente scadenza al 1° novembre 2028 — ovvero se l'incarico possa essere conferito sino alla scadenza del mandato del Sindaco attualmente in carica, presumibilmente fissata a giugno 2029.
Quesito del 6 ottobre 2026
Si chiede se sia ammissibile una forma di collaborazione tra amministrazioni pubbliche avente ad oggetto l'utilizzo, da parte di un Comune, di un dipendente assunto a tempo indeterminato presso un ente del comparto Sanità, con inquadramento nell'area dei professionisti della salute e dei funzionari. Si chiede, in particolare, se tale collaborazione possa essere attivata anche nel corso del periodo di prova di sei mesi, previa autorizzazione dell'amministrazione di appartenenza.
Quesito del 6 ottobre 2026
Si chiede se, nel caso in cui nei registri anagrafici sia stato registrato lo stato civile di coniugato di un cittadino straniero e successivamente venga prodotta copia del provvedimento di scioglimento del vincolo matrimoniale, sia corretto ritenere che tale provvedimento debba essere oggetto della sola registrazione in sede anagrafica, senza che sia necessaria la relativa trascrizione nei registri dello stato civile.
Quesito del 6 ottobre 2026
Si chiede di conoscere quale sia l'organo comunale competente ad adottare l'atto di concessione di spazi destinati all'installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici. In particolare, si chiede se il relativo provvedimento debba essere assunto con deliberazione del Consiglio comunale ovvero se possa rientrare nella competenza della Giunta comunale.
Quesito del 6 ottobre 2026
Un contribuente è proprietario di un'unità immobiliare censita in categoria catastale A/7, con pertinenza C/2, destinata ad abitazione principale, in relazione alla quale corrisponde la TARI quale utenza domestica, sia per la quota fissa sia per la quota variabile. Il medesimo contribuente possiede altresì un fabbricato censito in categoria A/10, all'interno del quale non viene svolta alcuna attività professionale o economica. Si chiede un parere in ordine alla corretta qualificazione dell'immobile A/10 ai fini TARI e, in particolare, se la sola classificazione catastale in categoria A/10 sia di per sé sufficiente a determinare l'inquadramento dell'unità immobiliare quale utenza non domestica, anche in difetto di un'effettiva attività economica o professionale ivi esercitata, ovvero se, in assenza di tale attività, l'immobile possa essere qualificato come utenza domestica riferita ad abitazione tenuta a disposizione oppure, in alternativa, come unità pertinenziale rispetto all'abitazione già assoggettata a tributo, così da evitare la duplicazione dell'imposizione della quota fissa TARI.
Quesito del 5 ottobre 2026
Nella scheda anagrafica di un cittadino marocchino risultava registrato un matrimonio, acquisito al momento dell'iscrizione anagrafica sulla base dell'estratto di matrimonio prodotto dall'interessato ai fini dell'attribuzione dello stato civile di coniugato. Successivamente, in occasione della richiesta di iscrizione anagrafica dei figli, il medesimo cittadino ha prodotto un nuovo estratto di matrimonio recante l'annotazione dello scioglimento del precedente vincolo coniugale. Poiché l'interessato non dispone di atti di stato civile trascritti o registrati in Italia, l'Ufficio ha provveduto a riportare nella scheda anagrafica gli estremi del divorzio, desunti dall'annotazione apposta sull'atto, nonché quelli del nuovo matrimonio: in difetto di tale aggiornamento, infatti, ai figli nati dalla seconda unione sarebbe stata erroneamente attribuita la maternità della prima coniuge. Si chiede, pertanto, se il procedimento adottato sia conforme alla disciplina vigente.
Quesito del 5 ottobre 2026
Si rappresenta la seguente fattispecie: il coniuge superstite, affidatario dell'urna cineraria del defunto, intende recedere dall'affidamento e richiede che le ceneri siano conferite nel cinerario comune. Si chiede, in primo luogo, se per tale conferimento sia necessaria una espressa manifestazione di volontà del defunto, ovvero se la collocazione nel cinerario comune possa essere disposta anche in assenza della stessa. Il dubbio deriva dalla non chiara qualificazione di tale collocazione rispetto alla "dispersione" delle ceneri: la normativa regionale individua l'area appositamente destinata all'interno del cimitero come "giardino delle rimembranze", mentre in alcuni riferimenti normativi si utilizza la locuzione "dispersione nel cinerario comune". In secondo luogo, si chiede come debba essere interpretata la previsione del regolamento regionale secondo cui l'affidatario che intenda recedere dall'affidamento è tenuto a conferire le ceneri al cinerario comune o a richiederne la tumulazione "qualora non venga richiesto l'affidamento da parte di un altro familiare". In particolare, si chiede se, a seguito della rinuncia dell'affidatario, il Comune sia tenuto a interpellare o comunque informare gli altri familiari, al fine di verificare se intendano richiedere a loro volta l'affidamento dell'urna. Si precisa che l'affidatario desidera che l'operazione avvenga senza darne comunicazione agli altri familiari e che l'Ente è a conoscenza della contrarietà di questi ultimi al conferimento nel cinerario comune, con conseguente rischio di contenzioso che si intende prevenire. Si rileva, infine, che il conferimento al cinerario comune, determinando la dispersione delle ceneri in forma indistinta, preclude in via definitiva ogni successivo affidamento a un diverso familiare che ne faccia richiesta.
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