Quesito del 7 agosto 2026
Un cittadino residente in questo Comune intende procedere al riconoscimento di due figlie, attualmente maggiorenni e anch’esse residenti nel Comune, che alla nascita sono state riconosciute esclusivamente dalla madre. Gli atti di nascita delle interessate sono stati formati presso questo Comune. Si chiede di conoscere quale sia la procedura da seguire per formalizzare il riconoscimento paterno delle figlie maggiorenni e quali siano gli adempimenti di competenza dell’Ufficiale dello Stato Civile.
Quesito del 7 agosto 2026
Un cittadino, pienamente capace di intendere e di volere, intende depositare presso il Comune le proprie Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), ma, per motivi di natura fisica, è impossibilitato a recarsi personalmente presso gli uffici comunali. Si chiede quale procedura debba essere seguita per acquisire validamente la documentazione e, in particolare, se sia possibile che il personale comunale si rechi presso l’abitazione dell’interessato per ricevere le DAT oppure se debbano essere adottate modalità alternative.
Quesito del 7 agosto 2026
Si chiede di indicare la normativa di riferimento e l’importo della sanzione applicabile a un produttore agricolo che abbia effettuato la vendita dei propri prodotti su un posteggio extramercatale occupato in assenza della prescritta autorizzazione comunale.
Quesito del 7 agosto 2026
Un cittadino rumeno, iscritto nell’anagrafe di questo Comune nel marzo 2026, proveniente dal Comune di Roma, ha richiesto il rilascio dell’attestazione di soggiorno permanente. L’interessato ha prodotto un certificato attestante la regolarità del soggiorno, rilasciato da altro Comune italiano nel 2007. Ai fini del rilascio dell’attestazione di soggiorno permanente, quale documentazione deve esibire il cittadino per comprovare di aver soggiornato legalmente e in via continuativa nel territorio italiano per almeno cinque anni?
Quesito del 7 agosto 2026
Il Consolato ha richiesto la trascrizione di un atto di nascita ai fini dell’iscrizione all’AIRE. Nell’atto sono indicati il nome e il cognome di entrambi i genitori, senza tuttavia specificare se gli stessi fossero coniugati al momento della nascita del figlio. Si chiede, pertanto, se sia sufficiente richiedere al Consolato, mediante una semplice nota, la verifica dello stato coniugale dei genitori alla data della nascita oppure se sia necessario acquisire un atto pubblico contenente una formale dichiarazione di maternità.
Quesito del 7 agosto 2026
In data 3 agosto 2026, l’avvocato ha trasmesso all’ufficiale dello stato civile l’autorizzazione relativa all’accordo di separazione personale dei coniugi, ai sensi dell’art. 6 del D.L. n. 132/2014, convertito con modificazioni dalla L. n. 162/2014. L’autorizzazione era stata ricevuta dal professionista in data 21 luglio 2026. Si chiede se, ai fini del computo del termine di dieci giorni previsto per la trasmissione dell’accordo all’ufficiale dello stato civile, debbano essere conteggiati anche i giorni festivi e non lavorativi. In particolare, considerato che l’autorizzazione è stata ricevuta il 21 luglio 2026 e che la trasmissione è avvenuta il 3 agosto 2026, quale deve ritenersi la data di scadenza del termine di dieci giorni?
Quesito del 7 agosto 2026
Si chiede di chiarire se il commissario straordinario di una Comunità montana possa candidarsi alla carica di sindaco o di consigliere comunale in un Comune non ricompreso nell’ambito territoriale della Comunità montana amministrata, ma appartenente alla medesima provincia dei Comuni che ne fanno parte. In particolare, si chiede di precisare: se l’incarico di commissario straordinario possa determinare una causa di incandidabilità, ineleggibilità o incompatibilità rispetto alla carica di sindaco o di consigliere comunale; se, ai fini dell’eventuale configurazione di una delle predette cause, assuma rilievo la circostanza che il Comune nel quale si intende presentare la candidatura non appartenga alla Comunità montana amministrata; se sia eventualmente necessario cessare dall’incarico di commissario straordinario prima della candidatura e, in caso affermativo, entro quale termine rispetto alla presentazione della candidatura o alla data delle elezioni.
Quesito del 7 agosto 2026
Nel mese di giugno scorso ho trasmesso la comunicazione indicata in oggetto a un Comune limitrofo, segnalando che il nucleo familiare interessato risulta dimorare stabilmente, da diversi anni, nel territorio di tale Comune. Nella comunicazione ho inoltre indicato un recapito certo presso il quale la famiglia risulta effettivamente residente, sulla base anche della corrispondenza intercorsa con l’istituto scolastico frequentato da uno dei figli minori. A ulteriore conferma, l’ex proprietario dell’immobile, mediante dichiarazione sottoscritta, ha attestato che la famiglia non risiede più nel nostro Comune da diversi anni. All’inizio dell’anno avevo comunque già avviato il procedimento di cancellazione anagrafica per irreperibilità. Si chiede pertanto: quali conseguenze e/o responsabilità possano derivare dalla mancata risposta del Comune limitrofo alla comunicazione trasmessa; se, nelle more del riscontro da parte dell’altro Comune, il procedimento di cancellazione per irreperibilità debba proseguire secondo i termini ordinari, pari indicativamente a circa un anno.
Quesito del 7 agosto 2026
Abbiamo ricevuto una richiesta relativa alla possibilità di avviare un esercizio di commercio in sede fissa con carattere temporaneo, ma non stagionale, per più anni consecutivi. In particolare, l’operatore intenderebbe stipulare, per ciascun anno, un nuovo contratto di locazione dei locali destinati all’attività commerciale e presentare conseguentemente una nuova pratica amministrativa per ogni annualità. Si chiede, pertanto, se esista una disposizione normativa che vieti la reiterazione, per più anni consecutivi, dell’apertura temporanea dell’esercizio commerciale oppure se un eventuale limite alla reiterazione possa essere previsto esclusivamente da un regolamento comunale.
Quesito del 5 agosto 2026
Un cittadino straniero, attualmente residente nel nostro Comune, si trova detenuto presso un istituto penitenziario situato in un altro Comune italiano, dove dovrà scontare una pena della durata di diversi anni. Nel frattempo, continuano a pervenire al suo indirizzo anagrafico diversi solleciti relativi ad adempimenti che, considerata la situazione, il nostro ufficio non è in grado di gestire. Inizialmente, su richiesta del proprietario dell’immobile, era stato avviato un procedimento volto alla successiva cancellazione per irreperibilità, poiché il cittadino si era effettivamente allontanato e, al momento della richiesta, risultava trovarsi all’estero. Successivamente, tuttavia, l’ufficio ha acquisito notizia certa del luogo in cui il soggetto si trova. È stata pertanto richiesta al Comune nel cui territorio è ubicato l’istituto penitenziario una verifica anagrafica, ai fini dell’eventuale iscrizione d’ufficio ai sensi dell’art. 16 del D.P.R. 30 maggio 1989, n. 223. A distanza di circa un mese, il Comune interessato non ha ancora fornito riscontro alla PEC trasmessa. Si chiede, pertanto, come sia opportuno procedere. Da un lato, il proprietario dell’immobile insiste affinché la posizione anagrafica del cittadino venga definita; dall’altro, non appare possibile disporne la cancellazione per irreperibilità, poiché il luogo in cui il soggetto si trova è noto e certo.
Quesito del 5 agosto 2026
Mi chiedo per quale motivo l’annotazione relativa all’acquisto della cittadinanza da apporre sull’atto di nascita, ad esempio mediante la formula 140-sexies, non preveda l’indicazione della relativa decorrenza. Il caso riguarda, in particolare, un minore che acquista la cittadinanza italiana a seguito di un’attestazione sindacale adottata successivamente al giuramento prestato dal padre. Ho tentato di rettificare l’annotazione tramite la web application ANSC, sia utilizzando la funzione di correzione sia procedendo alla dissociazione dell’annotazione, considerato che il collegamento è avvenuto tra un atto ANSC di cittadinanza e un atto ANSC di nascita. Tuttavia, non è stato possibile completare l’operazione. Si chiedono, pertanto, chiarimenti in merito alla mancata indicazione della decorrenza nella formula e alle modalità tecniche e operative da seguire per integrare o rettificare l’annotazione all’interno di ANSC.
Quesito del 5 agosto 2026
L’art. 7, comma 4, lett. n), del CCNL 2022-2024 include tra le materie oggetto di contrattazione integrativa «l’elevazione del contingente dei rapporti di lavoro a tempo parziale ai sensi dell’art. 53, commi 2 e 7». Rispetto al precedente CCNL 2019-2021, che richiamava esclusivamente il comma 2 dell’art. 53 del CCNL 21 maggio 2018, il nuovo contratto ha aggiunto il riferimento al comma 7, relativo alla possibilità di incrementare ulteriormente il contingente fino al 10% in presenza di gravi e documentate situazioni familiari. Si chiede, pertanto, se la contrattazione integrativa possa ancora prevedere liberamente l’aumento del contingente ordinario di cui al comma 2, sulla base delle esigenze organizzative dell’ente, oppure se il richiamo congiunto ai commi 2 e 7 debba essere interpretato nel senso che l’unico incremento consentito sia quello aggiuntivo del 10%, subordinato alla presenza di gravi e documentate esigenze familiari.
Quesito del 5 agosto 2026
Nel nostro ente presta servizio una dipendente che, alla data del 1° aprile 1999, era inquadrata nell’ex VIII qualifica funzionale ed era titolare di posizione organizzativa. In applicazione dell’art. 17, comma 3, del CCNL del 14 settembre 2000, l’indennità di qualifica percepita dalla dipendente è stata conglobata nella retribuzione di posizione. L’intero importo così determinato è stato assoggettato esclusivamente alla contribuzione CPDEL. Si chiede se tale modalità di assoggettamento contributivo sia corretta oppure se la quota corrispondente all’originaria indennità di qualifica, pur essendo stata conglobata nella retribuzione di posizione, dovesse continuare a essere assoggettata sia alla contribuzione CPDEL sia alla contribuzione INADEL.
Quesito del 3 agosto 2026
Una cittadina ha richiesto il rilascio di un estratto dell’atto di matrimonio, nel quale non risulta indicata la scelta del regime di separazione dei beni. A seguito della verifica del registro di matrimonio, è emerso che la relativa annotazione non è stata apposta. Tuttavia, dalla documentazione trasmessa dal ministro di culto in occasione della celebrazione risulta che gli sposi avevano sottoscritto la dichiarazione di scelta del regime di separazione dei beni. Si chiede se sia possibile procedere ora all’apposizione dell’annotazione, nonostante siano trascorsi diversi anni dalla celebrazione del matrimonio e la dichiarazione non sia stata originariamente riportata nell’atto.
Quesito del 3 agosto 2026
Per rilasciare una CIE ad una Signora in AIRE (altro Comune) con figli minori, è necessario chiedere il nulla-osta sia per lei che per il marito (padre dei minori)?
Quesito del 3 agosto 2026
Gli enti in riequilibrio finanziario possono ricalcolare il Fondo crediti di dubbia esigibilità applicando il cosiddetto “metodo accelerato”, previsto dalla legge n. 199/2025 e disciplinato dal D.M. 16 marzo 2026, recante il ventesimo decreto correttivo? In caso affermativo, le economie derivanti dal ricalcolo possono essere utilizzate per ridurre il disavanzo di amministrazione?
Quesito del 3 agosto 2026
Questo Ufficio Anagrafe riscontra da tempo difficoltà nella definizione di una segnalazione effettuata, ai sensi dell’art. 15 del d.P.R. n. 223/1989, nei confronti di un Comune limitrofo. A distanza di alcuni mesi dalla segnalazione, il Comune interessato ha comunicato che la propria Polizia municipale aveva notificato ai soggetti coinvolti l’invito a presentarsi presso l’Ufficio Anagrafe per rendere la dichiarazione di trasferimento della residenza. Tuttavia, gli interessati non hanno provveduto a presentare la relativa dichiarazione anagrafica. Questo Ufficio ha pertanto richiesto nuovamente al Comune di procedere all’iscrizione anagrafica d’ufficio, ai sensi del citato art. 15, considerato che, nonostante la notificazione dell’avvio del procedimento, i soggetti non avevano dichiarato la variazione anagrafica entro i termini previsti. Ad oggi, trascorso oltre un anno e nonostante i numerosi solleciti, il Comune non ha ancora provveduto all’iscrizione dei soggetti nella propria anagrafe. Ha inoltre comunicato di non poter procedere d’ufficio, non essendo a conoscenza né di un titolo legittimo di occupazione dell’immobile né dell’effettiva e attuale dimora abituale degli interessati. Si chiede, pertanto, se sia corretto insistere affinché il Comune proceda alla regolarizzazione della posizione anagrafica dei soggetti e se, in considerazione del protrarsi dell’inerzia, sia opportuno segnalare la situazione alla Prefettura competente ai sensi dell’art. 19-bis del d.P.R. n. 223/1989.
Quesito del 31 luglio 2026
Il Tribunale ha trasmesso la seguente proposta di annotazione: «In esecuzione di quanto disposto dall’art. 152-septies delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile, si comunica che, in data …, è stato presentato ricorso cumulativo per la separazione personale e il divorzio consensuale relativo all’atto di matrimonio n. …». Sull’atto di matrimonio non risulta, tuttavia, alcuna precedente annotazione relativa alla separazione personale dei coniugi. Non avendo mai ricevuto una comunicazione di questo tipo, si chiede come debba procedere l’Ufficiale dello stato civile e se sia corretto annotare direttamente la presentazione del ricorso cumulativo, in assenza di una preventiva annotazione della separazione.
Quesito del 31 luglio 2026
L’Ufficio anagrafe ha ricevuto una richiesta di iscrizione anagrafica da parte di due persone conviventi, le quali dichiarano di dimorare abitualmente in un’abitazione per la quale sarebbe stato predisposto un contratto di locazione mai perfezionato, in quanto non sottoscritto né registrato dal proprietario. Da informazioni assunte presso il geometra che aveva seguito la vicenda, è emerso che tra le parti sono sorte gravi controversie, sfociate in reciproche iniziative legali. Presso l’abitazione sarebbero inoltre già intervenuti i Carabinieri e risulterebbe attualmente in corso un procedimento giudiziario finalizzato al rilascio dell’immobile e all’allontanamento degli occupanti. I richiedenti sostengono che l’Ufficio anagrafe non possa respingere la domanda, in quanto essi dimorano di fatto nell’abitazione. Si chiede, pertanto, come debba procedere l’Ufficio ai fini dell’accertamento della dimora abituale e della verifica del titolo di occupazione dell’immobile, tenuto conto dell’assenza di un contratto di locazione sottoscritto e registrato e della pendenza del procedimento di rilascio.
Quesito del 30 luglio 2026
Richiamato l’art. 4, comma 2-bis, del D.L. n. 7/2024, si precisa che, alla data di entrata in vigore della legge n. 234/2021, il nostro Ente aveva stabilito per i componenti della Giunta comunale un’indennità volontariamente ridotta rispetto all’importo spettante. Considerato che, in base al nuovo D.M. 6 maggio 2026, il nostro Comune risulta tra gli enti beneficiari del contributo destinato a concorrere alla copertura dell’incremento delle indennità di funzione, si chiede se l’importo assegnato debba essere restituito integralmente oppure se debba essere restituita esclusivamente la quota non utilizzata, potendo destinare parte del contributo alla copertura dell’aumento, seppure parziale, delle indennità effettivamente corrisposte.
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