Quesito del 15 giugno 2026
Ho iscritto in anagrafe una cittadina polacca proveniente da altro Comune italiano. L’interessata è titolare di una pensione di vecchiaia INPS, categoria VO, con decorrenza dal 1° ottobre 2017, per un importo complessivo mensile pari a euro 501,89. Si chiede se, in presenza di tale situazione, sia possibile rilasciare l’attestazione di regolarità del soggiorno. In particolare, si chiede se sia necessario che la cittadina sia in possesso anche di una polizza sanitaria, oppure se possa ritenersi sufficiente la titolarità della pensione sopra indicata.
Quesito del 15 giugno 2026
L’atto di nascita dello sposo, formato nell’anno 1998,riporta l’attribuzione di due prenomi, indicati nella forma “primo nome, secondo nome”. In ANPR, tuttavia, il nominativo risulta riportato senza virgola tra i due prenomi. L’atto di nascita della sposa, formato nell’anno 1993, riporta anch’esso l’attribuzione di due prenomi, indicati nella forma “primo nome, secondo nome”. In ANPR, invece, il nominativo risulta indicato con il solo primo prenome.”. Entrambi gli atti di nascita non recano le annotazioni previste dall’art. 36 del D.P.R. n. 396/2000. Le pubblicazioni di matrimonio sono state effettuate indicando, per lo sposo, entrambi i prenomi senza virgola e, per la sposa, entrambi i prenomi con virgola. Si chiede come debbano essere riportati i nomi degli sposi nell’atto di matrimonio civile che sarà celebrato nel nostro Comune, in assenza delle annotazioni di cui all’art. 36 del D.P.R. n. 396/2000.
Quesito del 15 giugno 2026
Una persona fisica è sottoposta, dal 2018, a procedura di liquidazione del patrimonio ai sensi della L. n. 3/2012 e non ha mai provveduto al pagamento dell’IMU. Gli avvisi di accertamento relativi alle annualità già contestate sono stati regolarmente notificati e successivamente trasmessi alla concessionaria incaricata della riscossione coattiva. Con riferimento all’IMU maturata successivamente all’apertura della procedura, a decorrere dall’anno 2019, la concessionaria della riscossione ha presentato al liquidatore istanza di pagamento in prededuzione. Il liquidatore, tuttavia, ha respinto la richiesta, rappresentando quanto segue: “la normativa non prevede che sia a carico dello stesso il pagamento dei crediti in prededuzione in quanto non concernenti la procedura concorsuale in senso stretto. Nel momento in cui viene presentata un’istanza di pagamento in prededuzione viene fatto sostanzialmente un tentativo. In base alla normativa, artt. 6 e 14 del D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14, ove si fa riferimento ai ‘crediti sorti in occasione o in funzione della liquidazione’, crediti quali tributi o contravvenzioni sorti successivamente all’apertura della procedura non rientrano nella competenza dell’incaricato OCC, ma restano in capo al contribuente, il quale deve provvedere autonomamente al relativo pagamento. Per tale ragione, alla chiusura della liquidazione del patrimonio riprenderanno le ordinarie attività di riscossione”. Alla luce di quanto sopra, si chiede come debbano comportarsi il Comune e la concessionaria della riscossione, anche con riferimento all’IMU relativa alle annualità non ancora accertate e maturata sino a ottobre 2024, data in cui sono stati venduti i fabbricati di proprietà del contribuente. In particolare, si chiede se il Comune possa pretendere, in corso di procedura, il pagamento dell’IMU maturata successivamente all’apertura della liquidazione del patrimonio, qualificandola come credito prededucibile, e quali siano i corretti passaggi da intraprendere, considerato che la procedura risulta in fase di chiusura.
Quesito del 15 giugno 2026
In caso di stabilizzazione di personale assunto nell’ambito del PNRR, si chiede se sia possibile derogare al vincolo che impone di destinare almeno il 50% delle assunzioni all’accesso dall’esterno.
Quesito del 15 giugno 2026
Ho ricevuto dai Carabinieri un provvedimento relativo a un cittadino residente nel Comune, attualmente sottoposto alla misura degli arresti domiciliari. Il provvedimento dispone, tra l’altro, a carico dell’interessato, “l’obbligo di consegnare il passaporto e/o la carta di identità valida per l’espatrio, di cui sia eventualmente in possesso, all’Autorità cui è affidata la vigilanza, che provvederà a invalidarlo per l’espatrio e a restituirlo subito dopo al legittimo proprietario”. Si chiede, pertanto, come debba procedere l’Ufficiale d’Anagrafe nel caso in cui venga trasmesso o esibito tale provvedimento, con particolare riferimento agli eventuali adempimenti relativi alla carta d’identità valida per l’espatrio.
Quesito del 15 giugno 2026
Si chiede un parere in ordine all’obbligo, per un candidato assunto a tempo determinato a seguito di concorso pubblico, di dichiarare, nella domanda di partecipazione, una sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti ex artt. 444 e 445 c.p.p., divenuta irrevocabile nel 2007, relativa a un reato non ostativo all’assunzione presso la pubblica amministrazione. In particolare, il candidato aveva dichiarato l’assenza di procedimenti penali, misure di sicurezza o prevenzione e precedenti penali iscrivibili nel casellario giudiziale ai sensi dell’art. 3 del D.P.R. n. 313/2002. In sede di verifica, dal certificato del casellario giudiziale è emersa la predetta sentenza di patteggiamento, con condanna a due mesi e venti giorni di reclusione ed euro 80,00 di multa, con beneficio della sospensione condizionale della pena. Il quesito riguarda, pertanto, la correttezza della dichiarazione resa dal candidato alla luce dell’art. 28, comma 8, del D.P.R. n. 313/2002, come modificato dal D.Lgs. n. 122/2018, nonché dell’orientamento espresso dalla Cassazione penale, Sez. V, sentenza 18 settembre 2023, n. 38152, secondo cui l’interessato non è tenuto a indicare, nelle dichiarazioni sostitutive, le sentenze di patteggiamento con pena contenuta entro il limite di due anni.
Quesito del 15 giugno 2026
Nel nostro Comune, un contribuente ha concesso in comodato d’uso gratuito alla madre l’unica abitazione di sua proprietà, mediante contratto scritto e regolarmente registrato nei termini. La madre, comodataria dell’immobile, aveva stabilito nell’abitazione concessa in comodato la propria residenza anagrafica e dimora abituale. Nel corso dell’anno 2026, tuttavia, la comodataria è stata trasferita presso una RSA, dove ha altresì fissato la propria residenza. Si chiede, pertanto, se, a decorrere dal cambio di residenza della comodataria, la comodante abbia perso il diritto alla riduzione del 50% della base imponibile IMU, venendo meno il requisito dell’utilizzo dell’immobile come abitazione principale da parte del comodatario.
Quesito del 15 giugno 2026
Ho effettuato l’iscrizione anagrafica per ricomparsa da irreperibilità, proveniente da altro Comune, di una madre con due figli minori. Successivamente, ho ricevuto e redatto la dichiarazione di nascita del terzo figlio, procedendo alla conseguente iscrizione anagrafica per nascita. L’accertamento effettuato dalla Polizia Locale ha avuto esito negativo. Pertanto, qualora si proceda all’annullamento dell’iscrizione anagrafica della madre e dei due figli minori, gli stessi tornerebbero nella condizione di irreperibilità presso il precedente Comune. Si chiede, tuttavia, come debba essere trattata la posizione anagrafica del terzo figlio minore, iscritto per nascita nel nostro Comune.
Quesito del 12 giugno 2026
È pervenuta a questo Comune una richiesta di iscrizione anagrafica di residenza relativa a un minore di cittadinanza nigeriana, presentata dal relativo tutore. A corredo dell’istanza sono stati prodotti la carta d’identità del minore, attualmente residente presso la via della Casa comunale di altro Comune, e il decreto del Tribunale che ne dispone il collocamento, fino al 30 luglio 2026, presso una comunità terapeutica ubicata nel territorio comunale. Si chiede di sapere se, nel caso di specie, il minore debba essere iscritto presso la via della Casa comunale di questo Comune oppure se sia consentita l’iscrizione nello schedario della popolazione temporanea.
Quesito del 12 giugno 2026
È obbligatoria la presentazione delle richieste di occupazione in marca da bollo? È possibile avere il relativo riferimento normativo?
Quesito del 13 giugno 2026
Si chiede di sapere quali requisiti debba possedere il certificato medico necessario per consentire all’Ufficiale d’Anagrafe il rilascio della CIE nei confronti di un soggetto impossibilitato a firmare e a rendere le impronte digitali. In particolare, si chiede se tale certificato possa essere rilasciato dal medico di medicina generale che ha in cura il paziente oppure se debba provenire da altra struttura sanitaria competente, ad esempio da una commissione per l’accertamento dell’invalidità. Si chiede, inoltre, se il certificato rilasciato dal medico di medicina generale, attestante l’intrasportabilità del paziente al di fuori della propria abitazione, possa ritenersi sufficiente affinché l’Ufficiale d’Anagrafe si rechi presso il domicilio dell’interessato per procedere agli adempimenti necessari al rilascio della CIE, anche in assenza di un regolamento comunale che disciplini espressamente tale procedura.
Quesito del 12 giugno 2026
Qualora un avvocato non abbia mai emesso fattura elettronica nei confronti dell’Amministrazione comunale per una prestazione di patrocinio legale resa anni prima, pur non essendo maturata la prescrizione del relativo credito per effetto di ripetute interruzioni del termine, poste in essere sia dal professionista sia dall’Amministrazione — la quale ha più volte sollecitato la fatturazione —, considerato che l’assenza del documento fiscale impedisce il pagamento, l’Amministrazione può eliminare l’impegno di spesa dai residui passivi di bilancio senza esporsi al rischio di dover successivamente riconoscere un debito fuori bilancio o di incorrere in omessi adempimenti fiscali?
Quesito del 12 giugno 2026
Gli estratti di stato civile sottoscritti mediante firma remota, da trasmettere alla Prefettura per la legalizzazione ai fini dell’utilizzo all’estero, devono recare anche la firma autografa dell’ufficiale di stato civile?
Quesito del 12 giugno 2026
Uno scrutatore che ha prestato servizio ai seggi in occasione del referendum del 2025 chiede chiarimenti in merito al mancato rilascio, da parte del Comune, della Certificazione Unica relativa all’onorario percepito. Si chiede di conoscere la normativa di riferimento che prevede l’esclusione di tale compenso dalla formazione del reddito imponibile.
Quesito del 12 giugno 2026
È stata presentata allo scrivente Ufficio una richiesta di autenticazione della firma apposta su una delega per l’accettazione dell’eredità della moglie deceduta, da produrre in Francia. La delega è redatta in lingua italiana ed è corredata da traduzione in lingua francese. Si chiede di sapere se l’autenticazione della firma rientri nella competenza notarile oppure se possa procedervi l’Ufficio comunale.
Quesito del 11 giugno 2026
Si chiede se, per il servizio di trasporto scolastico comunale, sia obbligatorio prevedere una fascia ISEE di esenzione in favore delle famiglie dei bambini che usufruiscono del servizio. In alternativa, si chiede se sia legittimo che l’Amministrazione comunale non preveda alcuna esenzione, limitandosi a riconoscere esclusivamente una riduzione tariffaria a partire dal secondo figlio.
Quesito del 11 giugno 2026
Fino al 2024 il Comune ha affidato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione i ruoli coattivi relativi a IMU-TASI e TARI. A partire dal 2025, invece, l’Ente ha conferito l’incarico per la riscossione coattiva a una società esterna. Stiamo riscontrando che le intimazioni di pagamento inviate da tale società ai contribuenti producono effetti positivi, poiché stanno determinando l’incasso di alcuni importi. Alla luce di ciò, il Sindaco mi chiede se i ruoli trasmessi negli anni precedenti all’Agenzia delle Entrate-Riscossione possano essere dismessi e successivamente affidati alla nuova società incaricata della riscossione coattiva.
Quesito del 11 giugno 2026
Una cittadina cinese, nata in Italia nel novembre 2007, ha sempre vissuto sul territorio nazionale. Tuttavia, risulta iscritta nell’anagrafe di un altro Comune soltanto a partire dall’anno 2019, quando aveva 12 anni. La regolarità del soggiorno risulta decorrere dal 2011, mentre il padre è regolarmente soggiornante dal 2010, in virtù della procedura di emersione del 2009. L’interessata ha prodotto il libretto vaccinale, dal quale emerge che ha effettuato diversi vaccini in Italia, presso l’USL dell’Emilia-Romagna, nell’anno 2008, nonché un’ulteriore vaccinazione nell’anno 2009. Dalla documentazione agli atti risulta, inoltre, che ha frequentato la scuola primaria in Italia dal 2013 al 2018 e la scuola secondaria di secondo grado dal 2018 al 2021. Sono presenti anche certificazioni di frequenza scolastica fino all’anno 2024, dopodiché l’interessata ha abbandonato gli studi. Si chiede come procedere in relazione alla richiesta di acquisto della cittadinanza italiana e, in particolare, se la fattispecie possa rientrare nell’ambito di applicazione dell’art. 4, comma 2, della legge n. 91/1992, nonostante la presenza di rilevanti discontinuità nella documentazione relativa alla regolarità del soggiorno e all’iscrizione anagrafica.
Quesito del 11 giugno 2026
Nel Comune si è consolidata la prassi di progettare nuovi sottotetti non abitabili con un’altezza pari a 2,69 m, ritenendoli comunque inferiori al parametro di 2,70 m previsto per i sottotetti abitabili. Decorso il termine di tre anni, tali sottotetti vengono poi recuperati ai fini abitativi. Si chiede se, in assenza di specifiche disposizioni nelle NTA relative all’altezza massima dei sottotetti non abitabili, tale interpretazione possa comunque ritenersi corretta.
Quesito del 11 giugno 2026
Si è presentata presso l’Ufficio Anagrafe una cittadina cinese per richiedere l’iscrizione anagrafica. La stessa risulta in possesso di permesso di soggiorno per motivi familiari, rilasciato in quanto il marito, anch’egli cittadino cinese, è residente nel Comune. Il permesso di soggiorno è scaduto in data 23/02/2025; tuttavia, l’interessata ha esibito ricevuta postale attestante la richiesta di rinnovo, presentata in data 10/03/2025, con indicazione della scadenza della ricevuta al 10/12/2025. La cittadina è inoltre in possesso di passaporto recante visto di ingresso a Malpensa in data 23/02/2024. Alla luce del tempo ormai trascorso dalla scadenza del permesso di soggiorno e considerata la ricevuta di richiesta di rinnovo, si chiede se sia possibile procedere all’iscrizione anagrafica oppure se sia necessario attendere il rilascio del nuovo permesso di soggiorno.
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