Quesito del 2 luglio 2026
Un cittadino statunitense si è presentato presso l’Ufficio per richiedere l’iscrizione anagrafica. Lo stesso è in possesso di passaporto, di permesso di soggiorno scaduto nel mese di dicembre 2025 e delle ricevute attestanti la richiesta di rinnovo, datate 15 aprile 2026, quindi presentate oltre il termine di 60 giorni dalla scadenza del permesso. Il cittadino ha richiesto la residenza presso l’abitazione del padre, cittadino italiano. La dichiarazione di residenza è stata depositata al protocollo in data 8 giugno 2026; tuttavia, la pratica è stata inserita e posta in lavorazione solo in data 29 giugno 2026, con contestuale invio della richiesta di accertamento alla Polizia Municipale. È stato inoltre verificato se il richiedente, in quanto figlio di cittadino italiano, avesse pratiche di riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis in corso, ma non risultano procedimenti aperti. Alla luce di quanto sopra, si chiede se sia possibile richiedere un’integrazione documentale, nonostante la pratica sia stata formalmente messa in lavorazione solo il 29 giugno 2026, e successivamente procedere alla dichiarazione di irricevibilità della dichiarazione di residenza per mancanza di un valido titolo di soggiorno.
Quesito del 2 luglio 2026
Un cittadino iscritto all'AIRE di altro Comune , ha richiesto il rilascio CIE nel nostro Comune esibendomi una carta di identità cartacea valida fino al 03.08.2026 ( rilascita a marzo da altro Comune italiano ). In ANPR non risulta registrata, nel chiedere il nulla osta al Comune iscrizione AIRE mi è stato confermato che lo stesso non possiede una carta di identità valida per espatrio (anche se materialmente ne è in possesso) . Quale è la procedura esatta da seguire?
Quesito del 2 luglio 2026
È stata trasmessa a questo Ufficio una sentenza del Tribunale relativa al riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis. Nel provvedimento sono indicati nome, cognome e generalità dei ricorrenti e, nel dispositivo finale, il Tribunale dichiara che gli stessi sono cittadini italiani dalla nascita, ordinando la trascrizione dei relativi atti di stato civile. L’avvocato che ha trasmesso la sentenza ha allegato, oltre agli atti di stato civile dei ricorrenti, anche alcuni atti di nascita dei figli minori di questi ultimi. Tuttavia, i minori non risultano in alcun modo menzionati nella sentenza del Tribunale e non è stata presentata alcuna specifica richiesta da parte dei genitori volta alla trascrizione dei loro atti di nascita. Si chiede pertanto se l’Ufficio debba procedere comunque alla trascrizione degli atti di nascita dei figli minori, in quanto figli di ricorrenti riconosciuti cittadini italiani dalla nascita, oppure se sia necessario richiedere ulteriore documentazione o una specifica istanza da parte degli interessati.
Quesito del 2 luglio 2026
Una cittadina iscritta all’AIRE di questo Comune ha partorito presso un Comune italiano. Il padre del minore risulta, a sua volta, iscritto all’AIRE di un diverso Comune. Il Comune di nascita ha formato e trascritto l’atto di nascita in ANSC e ne ha trasmesso copia a questo Ente tramite PEC. Si chiede quali adempimenti debba porre in essere il Comune di iscrizione AIRE della madre. In particolare, si chiede conferma del fatto che il minore non possa essere iscritto in ANPR e se, ai fini dell’iscrizione all’AIRE, sia necessario che i genitori presentino apposita richiesta al Consolato competente. Si chiede, inoltre, come debba procedersi nel caso in cui, nelle more, i genitori decidano di rimpatriare e stabilire la dimora abituale del nucleo familiare in Italia.
Quesito del 2 luglio 2026
Facendo seguito alle disposizioni urgenti in materia di rilascio della carta d’identità, pubblicate nella Gazzetta Ufficiale del 26 giugno 2026, con le quali è stata prevista la proroga della validità fino al 31 gennaio 2027, si chiede un chiarimento in merito alla portata applicativa del comma 3 dell’art. 11. In particolare, non risulta chiaro se, fino al 31 dicembre 2027, nei casi d’urgenza, sia ancora possibile procedere al rilascio della carta d’identità in formato cartaceo.
Quesito del 2 luglio 2026
Si chiede se possa essere accolta la richiesta di iscrizione anagrafica presentata da un cittadino straniero il cui permesso di soggiorno risulta scaduto, ma per il quale la domanda di rinnovo è stata correttamente e tempestivamente presentata nei termini previsti.
Quesito del 2 luglio 2026
Si chiede quali siano le autorizzazioni da rilasciare e le prescrizioni da impartire per lo svolgimento di una gara di motoaratura, consistente nell’utilizzo di trattori muniti di aratro che percorrono un tratto di campo agricolo effettuando lavorazioni sul terreno. L’iniziativa si svolgerebbe nell’ambito di una pubblica manifestazione, quale una sagra, su terreno privato. L’orientamento interpretativo di questo Ufficio è che tale manifestazione non rientri nell’ambito di applicazione dell’art. 9 del Codice della Strada, trattandosi di attività non svolta su strada o area soggetta a pubblico transito, ma debba essere ricondotta alle autorizzazioni di pubblica sicurezza, con la predisposizione di un piano di sicurezza redatto da tecnico abilitato. Si chiede pertanto se tale impostazione sia corretta e quali eventuali ulteriori autorizzazioni, adempimenti o prescrizioni debbano essere richiesti o impartiti dall’Ente.
Quesito del 1 luglio 2026
Con la presente si richiede cortesemente una conferma in merito alle modalità di calcolo dell’indennità da corrispondere a un Segretario comunale a scavalco. In particolare, si chiede se la tredicesima mensilità e l’indennità di vacanza contrattuale debbano essere ricomprese nella retribuzione complessiva sulla quale applicare la percentuale del 25% o del 15%, a seconda dei casi. Tali voci, infatti, non risultano espressamente richiamate dall’art. 56, comma 1, lettere a), b), c) e d), del CCNL 16 luglio 2024. Si ritiene pertanto che le stesse debbano essere escluse dal conteggio. Si ringrazia anticipatamente per il cortese riscontro.
Quesito del 1 luglio 2026
Il nostro Ente riveste il ruolo di capofila di otto Comuni chiamati a realizzare una pista ciclabile di collegamento tra i rispettivi territori. Il finanziamento dell’intervento è stato assegnato al Comune capofila, il quale, previa stipula di un accordo di programma ai sensi dell’art. 34 del TUEL, gestirà la fase di progettazione e la successiva procedura di gara, essendo in possesso della necessaria qualificazione. Ciascun Comune aderente provvederà invece autonomamente alla gestione delle procedure espropriative di propria competenza. Si chiede se l’opera sovracomunale debba essere inserita nel programma triennale delle opere pubbliche, ai sensi dell’art. 37 del d.lgs. 36/2023, esclusivamente dal Comune capofila, tenuto conto che è quest’ultimo l’Ente destinatario del finanziamento e il soggetto incaricato della progettazione e dell’affidamento dei lavori. Diversamente, per gli altri Comuni aderenti non vi sarebbe corrispondenza tra bilancio e programma triennale delle opere pubbliche. Si chiede, pertanto, se tali Enti possano limitarsi a richiamare l’intervento nel DUP, nella sezione strategica, senza inserirlo nel proprio programma triennale delle opere pubbliche.
Quesito del 1 luglio 2026
Smarrimento di beni mobili dell’Ente: accertamento dei fatti, aggiornamento patrimoniale e responsabilità A seguito del trasferimento di beni e attrezzature, effettuato autonomamente da personale incaricato, è stata riscontrata la mancanza di diversi materiali di uso corrente, tra cui sedie, panche e bollitori. Tale circostanza ha reso necessario procedere al riacquisto dei beni mancanti, al fine di garantire la normale operatività delle strutture interessate. Dalle verifiche effettuate non risultano segnalazioni agli uffici competenti relative a eventuali rotture, dismissioni o altre cause idonee a giustificare la cancellazione dei beni dal patrimonio dell’Ente. Inoltre, il personale coinvolto nelle operazioni di trasferimento non è in grado di indicare l’attuale ubicazione dei materiali mancanti. Alla luce di quanto sopra, si chiede quali iniziative amministrative e contabili possano essere adottate per l’accertamento dei fatti, l’aggiornamento delle scritture patrimoniali e l’eventuale individuazione di responsabilità.
Quesito del 1 luglio 2026
Si richiede un parere in merito a una procedura di mobilità tra Enti. Un’educatrice del nido cesserà dal servizio per pensionamento nel mese di settembre. L’Ente aveva già previsto la relativa sostituzione nel PIAO, predisposto nel mese di gennaio. Successivamente, nel mese di marzo, è cessata improvvisamente un’altra educatrice, a seguito di scorrimento di graduatoria da parte di altro Ente. In tale occasione non è stata effettuata una modifica del PIAO, ma è stata comunque tempestivamente pubblicata una procedura di mobilità finalizzata alla copertura del posto resosi improvvisamente vacante. Attualmente la procedura di mobilità si è conclusa e manca soltanto l’adozione della determinazione di nomina della candidata vincitrice. Si chiede se, procedendo nel frattempo alla modifica del PIAO, sia possibile utilizzare la medesima procedura di mobilità per assumere due educatrici anziché una, considerato che la seconda scopertura è emersa successivamente all’approvazione del PIAO.
Quesito del 1 luglio 2026
Un contribuente ha presentato una dichiarazione di inagibilità, sottoscritta dal proprio architetto, relativa a due immobili di categoria catastale C/2 di sua proprietà. Sulla base di tale dichiarazione è stata applicata la riduzione IMU del 50% prevista per i fabbricati inagibili. Successivamente, per entrambi gli immobili è stata inserita in catasto l’annotazione di ruralità. Si chiede se, in tale fattispecie, debba essere applicata l’aliquota agevolata prevista per i fabbricati rurali unitamente alla riduzione del 50% per inagibilità. Si chiede inoltre se sia corretta la procedura seguita dal contribuente, consistente nella presentazione dapprima della dichiarazione di inagibilità e, successivamente, nel riconoscimento della ruralità degli immobili.
Quesito del 1 luglio 2026
Un Comune occupa dal 1998, in modo pubblico, pacifico e ininterrotto, una particella di terreno intestata a ENEL, utilizzata come percorso pubblico e mai oggetto di contestazione da parte della società proprietaria. Si chiede se, nel caso di specie, ricorrano i presupposti previsti dall’art. 1158 del codice civile per far accertare l’avvenuto acquisto della proprietà del terreno per usucapione da parte del Comune. Si precisa, inoltre, che dalla visura catastale la particella risulta intestata al suddetto Comune a decorrere dal 2013.
Quesito del 1 luglio 2026
Ai fini della determinazione dell’indennità di reggenza, prevista dall’art. 62, comma 2, del CCNL 2019-2021, spettante al Segretario comunale incaricato della copertura di una sede di segreteria vacante, si chiede se debbano essere considerate anche la tredicesima mensilità e la retribuzione aggiuntiva prevista per le sedi convenzionate. Si chiede, inoltre, se la retribuzione da assumere come base di calcolo per determinare l’indennità giornaliera, da moltiplicare per i giorni effettivi di reggenza, debba essere divisa per 30 oppure per 26 giorni.
Quesito del 1 luglio 2026
Il Comune sta ultimando i lavori di realizzazione della nuova scuola primaria, qualificabile come opera di urbanizzazione secondaria ai sensi della legge n. 847/1964. L’Ente intende affidare un appalto avente ad oggetto la realizzazione e posa in opera di arredi fissi su misura, mediante lavori di falegnameria. Non si tratterebbe di una mera fornitura di beni mobili di serie, soggetta ad aliquota IVA ordinaria, bensì di un appalto d’opera nel quale l’obbligazione di fare risulterebbe prevalente rispetto a quella di dare. La prestazione, infatti, sarebbe caratterizzata da rilievi metrici, montaggio, adattamento ai fuori squadra murari e sigillature stabili. I manufatti realizzati perderebbero inoltre la propria individualità, in quanto destinati a incorporarsi stabilmente nell’immobile pubblico. Alla luce di quanto sopra, si chiede se all’intervento possa essere applicata l’aliquota IVA agevolata del 10%, ai sensi dell’art. 16, comma 3, del D.P.R. n. 633/1972 e della Tabella A, Parte III, allegata al medesimo decreto, anche in conformità alla prassi dell’Agenzia delle Entrate, con particolare riferimento alla circolare n. 1/E del 1994 e alla risoluzione n. 21/E del 2020.
Quesito del 1 luglio 2026
Si chiede se le somme previste nel quadro economico di un’opera pubblica e, conseguentemente, stanziate sul relativo capitolo di bilancio, ma non ancora impegnate, come ad esempio quelle destinate agli imprevisti, possano essere utilizzate per finanziare ulteriori esigenze connesse alla medesima opera. In particolare, si fa riferimento a eventuali interventi aggiuntivi o opere di completamento emersi nel corso dell’esecuzione del progetto. Si chiede, pertanto, se tali risorse possano essere destinate a coprire le suddette esigenze oppure se debbano mantenere la specifica destinazione originariamente prevista nel quadro economico. Si precisa che l’opera è finanziata con fondi propri dell’Ente.
Quesito del 29 giugno 2026
Si chiede se il coniuge superstite di un dipendente comunale deceduto, in possesso di certificazione rilasciata dall’Ufficio territoriale del Governo attestante l’avvenuto riconoscimento, in favore del dipendente, della qualifica di equiparato a orfano di guerra ai sensi della legge 28 luglio 1971, n. 585, possa richiedere al Comune datore di lavoro il riconoscimento dei relativi benefici sulla pensione indiretta. In particolare, si chiede se tali benefici possano essere riconosciuti mediante l’inserimento, nei dati integrativi, dell’importo pari al 7,5%, ai sensi dell’art. 22 del CCNL 5 ottobre 2001 e dell’Informativa INPDAP n. 73 del 4 ottobre 2002.
Quesito del 29 giugno 2026
È stato sottoposto a questo Ufficio un quesito relativo alla possibilità di effettuare attività di vendita al dettaglio di prodotti non alimentari all’interno di un esercizio di commercio all’ingrosso, entro il limite di 30 mq. Si chiede se tale modalità di vendita sia consentita e se, per il suo avvio, sia necessaria la presentazione di apposita SCIA.
Quesito del 29 giugno 2026
Con riferimento a un procedimento avviato mediante SCIA per l’esercizio dell’attività di autoriparatore, settore meccatronica, si rappresenta quanto segue. La Camera di Commercio ha dichiarato di non ritenersi competente a pronunciarsi in merito alla possibilità di esercitare tale attività in assenza di un’officina ubicata in sede fissa, avvalendosi esclusivamente di un automezzo dedicato e appositamente attrezzato. Secondo la Camera di Commercio, la propria competenza sarebbe limitata alla verifica del possesso dei requisiti morali e professionali del preposto alla gestione tecnica, ai sensi dell’art. 7 della legge n. 122/1992. Questo Ufficio ritiene, invece, che, essendo la Camera di Commercio l’unico Ente responsabile del procedimento, come indicato alla voce n. 151 della “Ricognizione dei regimi amministrativi in ambito SUAPE”, di cui all’Allegato B alla deliberazione della Giunta regionale Sardegna n. 49/19 del 5 dicembre 2019, spetti alla stessa anche la valutazione della legittimità della modalità di esercizio dell’attività proposta. Tale conclusione sembrerebbe confermata anche dal fatto che la Camera di Commercio è chiamata a valutare, “per ogni unità locale sede di officina”, la preposizione alla gestione tecnica di una persona dotata dei requisiti personali e tecnico-professionali richiesti dalla normativa di settore. Alla luce di quanto sopra, si chiede se sia corretta la posizione di questo Ufficio, secondo cui compete alla Camera di Commercio pronunciarsi anche sulla possibilità di esercitare l’attività di autoriparatore mediante un automezzo attrezzato, in assenza di una sede fissa destinata a officina.
Quesito del 29 giugno 2026
Si chiede un chiarimento in merito alla corretta codifica contabile di un capitolo di spesa riferito a un’opera pubblica da realizzare nel territorio comunale, ma affidata, mediante protocollo d’intesa, a un Ente pubblico diverso dal Comune. L’opera è finanziata da contributo regionale e la relativa entrata risulta iscritta al Titolo 4 delle entrate comunali. Si premette che, qualora l’opera fosse realizzata direttamente dal Comune, ad esempio per un intervento di manutenzione straordinaria di una strada, la codifica della spesa sarebbe la seguente: Titolo 2 – Spese in conto capitale; Missione 10 – Trasporti e diritto alla mobilità; Programma 5 – Viabilità e infrastrutture stradali; Macroaggregato 2 – Investimenti fissi lordi e acquisto di terreni Nel caso in cui il Comune, non potendo realizzare direttamente l’opera per ragioni organizzative, sottoscriva un protocollo d’intesa con un altro Ente pubblico, ad esempio la Comunità Montana di appartenenza, affinché sia quest’ultimo a realizzare l’intervento e a risultare beneficiario dei relativi pagamenti, si chiede quale sia il corretto macroaggregato da utilizzare.In particolare, si chiede se debba essere mantenuto il macroaggregato 2, relativo agli investimenti fissi lordi e acquisto di terreni, oppure se la spesa debba essere ricondotta a un diverso macroaggregato.In caso di diversa imputazione, si chiede di precisare se debba essere utilizzato il macroaggregato 3, relativo ai contributi agli investimenti, oppure il macroaggregato 4, relativo agli altri trasferimenti in conto capitale.
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