Quesito del 31 luglio 2026
L’Ufficio anagrafe ha ricevuto una richiesta di iscrizione anagrafica da parte di due persone conviventi, le quali dichiarano di dimorare abitualmente in un’abitazione per la quale sarebbe stato predisposto un contratto di locazione mai perfezionato, in quanto non sottoscritto né registrato dal proprietario. Da informazioni assunte presso il geometra che aveva seguito la vicenda, è emerso che tra le parti sono sorte gravi controversie, sfociate in reciproche iniziative legali. Presso l’abitazione sarebbero inoltre già intervenuti i Carabinieri e risulterebbe attualmente in corso un procedimento giudiziario finalizzato al rilascio dell’immobile e all’allontanamento degli occupanti. I richiedenti sostengono che l’Ufficio anagrafe non possa respingere la domanda, in quanto essi dimorano di fatto nell’abitazione. Si chiede, pertanto, come debba procedere l’Ufficio ai fini dell’accertamento della dimora abituale e della verifica del titolo di occupazione dell’immobile, tenuto conto dell’assenza di un contratto di locazione sottoscritto e registrato e della pendenza del procedimento di rilascio.
Quesito del 31 luglio 2026
Il Tribunale ha trasmesso la seguente proposta di annotazione: «In esecuzione di quanto disposto dall’art. 152-septies delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile, si comunica che, in data …, è stato presentato ricorso cumulativo per la separazione personale e il divorzio consensuale relativo all’atto di matrimonio n. …». Sull’atto di matrimonio non risulta, tuttavia, alcuna precedente annotazione relativa alla separazione personale dei coniugi. Non avendo mai ricevuto una comunicazione di questo tipo, si chiede come debba procedere l’Ufficiale dello stato civile e se sia corretto annotare direttamente la presentazione del ricorso cumulativo, in assenza di una preventiva annotazione della separazione.
Quesito del 30 luglio 2026
Alla luce della normativa vigente, si chiede se sia ancora possibile prevedere che la prova scritta di un concorso pubblico venga svolta in modalità cartacea, con redazione manuale degli elaborati e senza l’utilizzo di strumenti informatici o digitali. In caso affermativo, si chiede di indicare la normativa di riferimento da richiamare nel bando di concorso a fondamento di tale modalità di svolgimento della prova.
Quesito del 30 luglio 2026
Un comune ha trasmesso il fascicolo elettorale relativo alla cancellazione di un cittadino comunitario già iscritto nelle liste elettorali aggiunte per le elezioni comunali. Si chiede se il cittadino debba essere iscritto nelle liste aggiunte di questo Comune in occasione della seconda tornata della revisione dinamica oppure se l’iscrizione debba avvenire esclusivamente su istanza dell’interessato, in occasione delle prossime elezioni amministrative.
Quesito del 30 luglio 2026
Si chiede se un dipendente di una società in house, titolare di un rapporto di lavoro a tempo parziale di 30 ore settimanali e risultato vincitore di un concorso presso un diverso ente pubblico, possa instaurare con quest’ultimo un ulteriore rapporto di lavoro per 18 ore settimanali. In particolare, si chiede se i due rapporti di lavoro siano compatibili e quali eventuali limiti o condizioni debbano essere rispettati.
Quesito del 30 luglio 2026
Si chiede un chiarimento in merito alla maturazione delle ferie e delle festività soppresse per un dipendente assunto a tempo indeterminato nell’Area degli Istruttori; al primo impiego presso una pubblica amministrazione; con orario articolato su cinque giorni settimanali; assunto il a marzo 2026; presumibilmente cessato ad agosto 2026 per recesso datoriale durante il periodo di prova. Ai sensi dell’art. 28 del CCNL Funzioni Locali, l’Ufficio ritiene applicabile il monte annuo di 26 giorni di ferie e considera le quattro giornate per festività soppresse un istituto autonomo, da riproporzionare in base al servizio prestato. Considerando come mese intero la frazione superiore a quindici giorni, il periodo lavorato corrisponderebbe a sei dodicesimi dell’anno. Si chiede pertanto di confermare se, alla data del 31 agosto 2026, risultino maturati 13 giorni di ferie e 2 giornate di riposo per festività soppresse, Si chiede inoltre se le ferie e le festività soppresse maturate e non fruite debbano essere monetizzate alla cessazione del rapporto oppure se, in caso di recesso datoriale durante il periodo di prova, trovi applicazione una disciplina diversa.
Quesito del 30 luglio 2026
Con riferimento al d.P.R. n. 487/1994 e al successivo D.P.C.M. 24 aprile 2020, si chiede se una procedura di reclutamento del personale mediante mobilità volontaria tra pubbliche amministrazioni, svolta per titoli e colloquio, possa essere assimilata a una procedura concorsuale pubblica. In particolare, si chiede se ai componenti delle commissioni esaminatrici nominate per le selezioni di mobilità tra enti possano essere riconosciuti i compensi previsti dai citati provvedimenti per i componenti delle commissioni dei concorsi pubblici.
Quesito del 30 luglio 2026
Si chiede un chiarimento in merito alla corretta gestione delle ore lavorate da un dipendente durante un periodo di ferie. In particolare, qualora al dipendente venga richiesto di rientrare in servizio per alcune ore, ad esempio due o tre, senza completare l’intero orario giornaliero e con regolare timbratura, oppure di svolgere parte dell’attività lavorativa in modalità agile, come devono essere considerate e contabilizzate tali ore? Si chiede, inoltre, se la giornata debba essere comunque conteggiata interamente come ferie oppure se sia possibile procedere a una diversa imputazione delle ore lavorate e di quelle non lavorate.
Quesito del 30 luglio 2026
Un residente ha comunicato di detenere l’urna cineraria del padre, deceduto nel 2024 nel Comune A e residente nel Comune B. L’urna era stata affidata alla moglie per la conservazione presso la propria abitazione. Successivamente, la vedova si è trasferita nel nostro Comune portando con sé l’urna, senza comunicare il trasferimento. Dopo il decesso della donna, avvenuto nel 2026, l’urna è passata nella disponibilità del figlio. Quest’ultimo riferisce che il padre avrebbe espresso la volontà di disperdere le ceneri nel Comune C, ma tale volontà non risulta nell’autorizzazione originaria, che prevedeva soltanto l’affidamento alla moglie. Si chiede: come regolarizzare l’attuale detenzione dell’urna; quale Comune sia competente; se sia possibile autorizzare la dispersione nel Comune C; quali adempimenti debba adottare il nostro Ente.
Quesito del 30 luglio 2026
Un ex sindaco, il cui mandato si è concluso nel giugno 2024, ha trasmesso all’Ente, in data 10 ottobre 2025, una diffida finalizzata al versamento dei contributi previdenziali relativi ai due mandati svolti nel periodo 2014-2024. La diffida costituisce la prima richiesta formulata dall’interessato ed era inizialmente priva di indicazioni in merito alla forma previdenziale di appartenenza. A seguito di specifica richiesta dell’Ente, l’ex amministratore ha dichiarato di essere iscritto alla Gestione separata INPS, non disponendo di una propria cassa professionale. Dovendo valutare se procedere al rimborso dei contributi eventualmente già versati dall’interessato oppure al loro versamento diretto alla Gestione separata INPS, si chiede di chiarire quali siano i termini di prescrizione applicabili e da quale momento gli stessi decorrano.
Quesito del 30 luglio 2026
Richiamato l’art. 4, comma 2-bis, del D.L. n. 7/2024, si precisa che, alla data di entrata in vigore della legge n. 234/2021, il nostro Ente aveva stabilito per i componenti della Giunta comunale un’indennità volontariamente ridotta rispetto all’importo spettante. Considerato che, in base al nuovo D.M. 6 maggio 2026, il nostro Comune risulta tra gli enti beneficiari del contributo destinato a concorrere alla copertura dell’incremento delle indennità di funzione, si chiede se l’importo assegnato debba essere restituito integralmente oppure se debba essere restituita esclusivamente la quota non utilizzata, potendo destinare parte del contributo alla copertura dell’aumento, seppure parziale, delle indennità effettivamente corrisposte.
Quesito del 29 luglio 2026
Si chiede se, nell’ambito della procedura di rilascio della Carta d’identità elettronica, sia obbligatorio conservare il fascicolo cartaceo sottoscritto in originale dal richiedente oppure se sia possibile restituirlo al cittadino al termine della procedura, considerato che la scansione del documento, completa della firma, è già acquisita e conservata nel sistema CIE.
Quesito del 29 luglio 2026
Si chiede se sia possibile trasmettere via e-mail i codici PIN e PUK della Carta d’identità elettronica a un cittadino residente che, essendo impossibilitato a recarsi presso gli uffici comunali, ne faccia espressa richiesta. In particolare, si chiede se sia sufficiente acquisire la richiesta tramite e-mail, corredata dalla copia del documento d’identità, oppure se sia necessario procedere all’identificazione personale dell’interessato o richiedere una delega sottoscritta per il ritiro dei codici da parte di un soggetto incaricato.
Quesito del 29 luglio 2026
Un cittadino, divenuto italiano, presenta un’attestazione relativa alla nascita del figlio. Anagraficamente risulta coniugato con una cittadina burkinabé, ma l’atto di matrimonio non risulta trascritto nei registri dello stato civile italiano. Si chiede se, ai fini della formazione dell’atto di nascita o del riconoscimento del figlio, il cittadino debba essere considerato celibe e se, conseguentemente, sia necessaria anche la presenza della madre.
Quesito del 29 luglio 2026
Un neocittadino ha presentato, ai fini della trascrizione, il proprio atto di nascita. Nella traduzione allegata, tuttavia, la data di nascita è riportata in modo discordante: in cifre è indicato il 04/07, mentre in lettere compare la dicitura «quattordici luglio». Dal confronto con l’atto originale, redatto in lingua inglese, risulta corretta la data espressa in cifre, poiché nel testo originale è riportato «FOUR July». Si chiede se sia possibile accettare comunque la traduzione, dando eventualmente atto nel provvedimento o nell’annotazione dell’avvenuto confronto con l’originale, oppure se sia necessario restituire la documentazione all’interessato affinché produca una nuova traduzione corretta.
Quesito del 29 luglio 2026
I decreti di nomina dei responsabili di servizio, già prorogati per 45 giorni ai sensi dell’art. 19 del Regolamento comunale sull’ordinamento degli uffici e dei servizi, sono giunti a scadenza. Il rinnovo degli incarichi risulta attualmente problematico, poiché il Sindaco è sospeso di diritto ai sensi dell’art. 11, comma 2, del d.lgs. n. 235/2012, mentre l’efficacia dei decreti di nomina della Giunta e del Vicesindaco è stata sospesa dal Presidente del TAR nell’ambito di un ricorso per l’annullamento. Tale situazione rischia di determinare la paralisi dell’attività gestionale dell’Ente, con particolare riferimento agli impegni di spesa, alle ordinanze e agli altri atti a rilevanza esterna. Si chiede pertanto quali strumenti possano essere legittimamente adottati per gestire la vacatio degli incarichi e garantire la continuità dell’azione amministrativa e dei servizi pubblici.
Quesito del 29 luglio 2026
Il Regolamento comunale sull’ordinamento degli uffici e dei servizi prevede una tassa di concorso pari a euro 7,50. In vista dell’approvazione, con deliberazione di Giunta, di un accordo per lo svolgimento di un concorso congiunto con un altro Comune, si chiede se sia possibile, con il medesimo atto, adeguare l’importo della tassa a euro 10,00, in linea con quanto previsto nella maggior parte delle procedure concorsuali. In alternativa, si chiede se sia necessario mantenere l’importo di euro 7,50 fino alla preventiva modifica del Regolamento, sebbene quest’ultimo risalga a circa dieci anni fa.
Quesito del 29 luglio 2026
A seguito di una verifica delle dimore abituali, è emerso che alcuni cittadini extracomunitari non hanno provveduto ad aggiornare il proprio titolo di soggiorno. Si chiede quale sia l’iter corretto da seguire per la cancellazione anagrafica per mancato rinnovo del titolo di soggiorno. Inoltre, poiché alcuni di questi cittadini non risultano più reperibili e non è noto se si siano trasferiti all’estero o in un altro Comune italiano, si chiede se sia più corretto procedere alla cancellazione per mancato rinnovo del titolo di soggiorno oppure avviare il procedimento di cancellazione per irreperibilità.
Quesito del 27 luglio 2026
È pervenuta un’istanza di pubblicazione di matrimonio presentata da due cittadini italiani. Dalle verifiche effettuate è emerso che uno dei nubendi risulta cancellato dall’ANPR, dal codesto Comune per irreperibilità, circostanza della quale lo stesso potrebbe non essere a conoscenza. Si chiede pertanto: se sia comunque possibile procedere alle pubblicazioni di matrimonio; in caso affermativo, se le pubblicazioni debbano essere effettuate esclusivamente nel Comune di residenza dell’altro nubendo; in caso negativo, qualora fosse necessario che l’interessato regolarizzi preventivamente la propria posizione anagrafica, se sia previsto un periodo minimo di residenza prima di poter richiedere le pubblicazioni di matrimonio.
Quesito del 27 luglio 2026
Una cittadina rumena, residente in questo Comune, è deceduta in un altro Comune italiano. Dopo aver ricevuto l’atto di morte e aver provveduto al relativo inserimento in ANSC, si chiede se questo Comune debba trasmettere copia dell’atto di morte al Consolato rumeno competente.
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