Quesito del 29 luglio 2026
A seguito di una verifica delle dimore abituali, è emerso che alcuni cittadini extracomunitari non hanno provveduto ad aggiornare il proprio titolo di soggiorno. Si chiede quale sia l’iter corretto da seguire per la cancellazione anagrafica per mancato rinnovo del titolo di soggiorno. Inoltre, poiché alcuni di questi cittadini non risultano più reperibili e non è noto se si siano trasferiti all’estero o in un altro Comune italiano, si chiede se sia più corretto procedere alla cancellazione per mancato rinnovo del titolo di soggiorno oppure avviare il procedimento di cancellazione per irreperibilità.
Quesito del 29 luglio 2026
I decreti di nomina dei responsabili di servizio, già prorogati per 45 giorni ai sensi dell’art. 19 del Regolamento comunale sull’ordinamento degli uffici e dei servizi, sono giunti a scadenza. Il rinnovo degli incarichi risulta attualmente problematico, poiché il Sindaco è sospeso di diritto ai sensi dell’art. 11, comma 2, del d.lgs. n. 235/2012, mentre l’efficacia dei decreti di nomina della Giunta e del Vicesindaco è stata sospesa dal Presidente del TAR nell’ambito di un ricorso per l’annullamento. Tale situazione rischia di determinare la paralisi dell’attività gestionale dell’Ente, con particolare riferimento agli impegni di spesa, alle ordinanze e agli altri atti a rilevanza esterna. Si chiede pertanto quali strumenti possano essere legittimamente adottati per gestire la vacatio degli incarichi e garantire la continuità dell’azione amministrativa e dei servizi pubblici.
Quesito del 29 luglio 2026
Il Regolamento comunale sull’ordinamento degli uffici e dei servizi prevede una tassa di concorso pari a euro 7,50. In vista dell’approvazione, con deliberazione di Giunta, di un accordo per lo svolgimento di un concorso congiunto con un altro Comune, si chiede se sia possibile, con il medesimo atto, adeguare l’importo della tassa a euro 10,00, in linea con quanto previsto nella maggior parte delle procedure concorsuali. In alternativa, si chiede se sia necessario mantenere l’importo di euro 7,50 fino alla preventiva modifica del Regolamento, sebbene quest’ultimo risalga a circa dieci anni fa.
Quesito del 29 luglio 2026
Si chiede se, nell’ambito della procedura di rilascio della Carta d’identità elettronica, sia obbligatorio conservare il fascicolo cartaceo sottoscritto in originale dal richiedente oppure se sia possibile restituirlo al cittadino al termine della procedura, considerato che la scansione del documento, completa della firma, è già acquisita e conservata nel sistema CIE.
Quesito del 29 luglio 2026
Un neocittadino ha presentato, ai fini della trascrizione, il proprio atto di nascita. Nella traduzione allegata, tuttavia, la data di nascita è riportata in modo discordante: in cifre è indicato il 04/07, mentre in lettere compare la dicitura «quattordici luglio». Dal confronto con l’atto originale, redatto in lingua inglese, risulta corretta la data espressa in cifre, poiché nel testo originale è riportato «FOUR July». Si chiede se sia possibile accettare comunque la traduzione, dando eventualmente atto nel provvedimento o nell’annotazione dell’avvenuto confronto con l’originale, oppure se sia necessario restituire la documentazione all’interessato affinché produca una nuova traduzione corretta.
Quesito del 29 luglio 2026
Un cittadino, divenuto italiano, presenta un’attestazione relativa alla nascita del figlio. Anagraficamente risulta coniugato con una cittadina burkinabé, ma l’atto di matrimonio non risulta trascritto nei registri dello stato civile italiano. Si chiede se, ai fini della formazione dell’atto di nascita o del riconoscimento del figlio, il cittadino debba essere considerato celibe e se, conseguentemente, sia necessaria anche la presenza della madre.
Quesito del 29 luglio 2026
Si chiede se sia possibile trasmettere via e-mail i codici PIN e PUK della Carta d’identità elettronica a un cittadino residente che, essendo impossibilitato a recarsi presso gli uffici comunali, ne faccia espressa richiesta. In particolare, si chiede se sia sufficiente acquisire la richiesta tramite e-mail, corredata dalla copia del documento d’identità, oppure se sia necessario procedere all’identificazione personale dell’interessato o richiedere una delega sottoscritta per il ritiro dei codici da parte di un soggetto incaricato.
Quesito del 27 luglio 2026
Il responsabile di una struttura di accoglienza per richiedenti protezione internazionale è tenuto a comunicare all’Ufficio anagrafe, oltre agli ingressi e alle uscite degli ospiti, anche le eventuali variazioni di indirizzo conseguenti all’apertura o alla chiusura degli immobili utilizzati per l’accoglienza? Si chiede, inoltre, come debbano essere gestite le iscrizioni anagrafiche nel caso in cui un immobile, identificato da un unico numero civico, sia suddiviso in più appartamenti nei quali alloggiano distinti nuclei familiari. È possibile separare anagraficamente tali gruppi sulla base dell’assenza di vincoli di parentela, affinità, adozione, tutela o affettivi? In caso affermativo, occorre creare, nell’ambito della convivenza anagrafica principale, singole famiglie anagrafiche con il medesimo indirizzo, distinguendole mediante l’attribuzione di uno specifico numero o codice interno?
Quesito del 27 luglio 2026
Una cittadina dominicana, che ha acquistato la cittadinanza italiana nel 2010, risulta titolare di due distinti codici fiscali. Negli archivi dell’Agenzia delle entrate è registrata con il cognome da nubile seguito dal cognome del marito italiano, mentre in anagrafe risulta iscritta all’AIRE con il solo cognome da nubile e con un diverso codice fiscale. Anche l’atto di nascita e l’atto relativo all’acquisto della cittadinanza italiana, trascritti nei registri dello stato civile, riportano esclusivamente il cognome da nubile. Si chiede se l’Ufficio anagrafe possa procedere all’unificazione dei due codici fiscali, indicando come principale quello associato al solo cognome da nubile, oppure se sia necessario acquisire ulteriore documentazione prima di richiedere l’allineamento dei dati all’Agenzia delle entrate.
Quesito del 27 luglio 2026
È pervenuta un’istanza di pubblicazione di matrimonio presentata da due cittadini italiani. Dalle verifiche effettuate è emerso che uno dei nubendi risulta cancellato dall’ANPR, dal codesto Comune per irreperibilità, circostanza della quale lo stesso potrebbe non essere a conoscenza. Si chiede pertanto: se sia comunque possibile procedere alle pubblicazioni di matrimonio; in caso affermativo, se le pubblicazioni debbano essere effettuate esclusivamente nel Comune di residenza dell’altro nubendo; in caso negativo, qualora fosse necessario che l’interessato regolarizzi preventivamente la propria posizione anagrafica, se sia previsto un periodo minimo di residenza prima di poter richiedere le pubblicazioni di matrimonio.
Quesito del 27 luglio 2026
Il Comune ha approvato il Regolamento e le tariffe del canone unico patrimoniale, prevedendo l’imputazione delle relative entrate al Titolo III del bilancio. Alla luce della sentenza delle Sezioni Unite della Corte di cassazione n. 12225 del 5 maggio 2025, che ha riconosciuto la natura tributaria del canone unico patrimoniale, si chiede se sia necessario adottare una specifica deliberazione del Consiglio comunale che prenda atto di tale qualificazione giuridica. Considerato che l’Ente si trova attualmente nella fase di assestamento generale del bilancio, si chiede inoltre se le entrate derivanti dal canone unico patrimoniale debbano essere riclassificate e trasferite dal Titolo III al Titolo I, nonostante la maggior parte degli incassi dell’esercizio sia già stata contabilizzata al Titolo III. In alternativa, è possibile procedere alla riclassificazione contabile a decorrere dall’esercizio 2027? Si chiede, infine, se per l’adozione degli eventuali atti di variazione o riclassificazione sia necessario acquisire il parere dell’Organo di revisione e se sia disponibile uno schema di deliberazione da utilizzare.
Quesito del 27 luglio 2026
Un’utente ha ricevuto una cartella contenente solleciti di pagamento relativi a fatture del servizio idrico riferite al periodo 2018-2019, che ritiene errate, in quanto avrebbero dovuto comprendere esclusivamente la quota fissa. All’epoca dell’emissione delle fatture, l’interessata si era recata presso gli uffici comunali per chiederne la rettifica, evidenziando che, anche negli anni precedenti, aveva corrisposto soltanto la quota fissa, poiché non era residente né dimorava nell’immobile, che risultava inoltre non locato. L’utente, tuttavia, non aveva presentato un’istanza formale, confidando di essere successivamente ricontattata dall’ufficio. Si chiede come debba comportarsi ora la Responsabile del Settore nei confronti dell’interessata e se, una volta verificata l’effettiva erroneità della fatturazione, sia possibile intervenire anche in fase di riscossione coattiva disponendo lo sgravio parziale delle somme non dovute.
Quesito del 27 luglio 2026
Un professore universitario, in qualità di direttore del Registro Tumori delle regione, ha richiesto al Comune, nell’ambito di un progetto di ricerca epidemiologica, l’elenco dei soggetti deceduti dal 2000 a oggi, con l’indicazione dei seguenti dati: nome, cognome, data di nascita e data di morte. Si chiede se il Comune possa comunicare tali informazioni per le finalità di studio e ricerca dichiarate e, in caso affermativo, quali presupposti, autorizzazioni, cautele o modalità operative debbano essere rispettati ai fini della protezione dei dati personali.
Quesito del 27 luglio 2026
Si chiede se sia possibile procedere alla denominazione di un centro sportivo di proprietà comunale, attualmente in fase di costruzione, prima dell’ultimazione dei lavori.
Quesito del 27 luglio 2026
Si sottopone un dubbio operativo relativo al cambio di residenza dell’affidatario di un’urna cineraria. Quando l’affidatario trasferisce la propria residenza, sia in un altro Comune sia all’interno dello stesso territorio comunale, cambia normalmente anche il luogo di conservazione delle ceneri. Può tuttavia accadere che l’interessato non informi preventivamente il Comune e non richieda l’autorizzazione al trasporto dell’urna. Si chiede, pertanto, come debba comportarsi il Comune qualora venga a conoscenza del cambio di residenza, ad esempio attraverso la comunicazione di cancellazione anagrafica. Una prima interpretazione potrebbe portare a ritenere che l’affidatario abbia già effettuato un trasporto dell’urna in assenza della prescritta autorizzazione, salvo considerare implicitamente autorizzato il trasferimento effettuato al solo fine di continuare a custodire le ceneri presso la propria residenza. In tale ipotesi, il Comune potrebbe limitarsi a regolarizzare successivamente la posizione amministrativa, eventualmente attraverso un provvedimento di convalida, aggiornando il luogo di conservazione dell’urna. Qualora, invece, non si ritenga configurabile un’autorizzazione implicita, sembrerebbe più corretto non presumere che il trasporto sia già avvenuto. La cancellazione anagrafica attesta infatti esclusivamente il cambio di residenza dell’affidatario, ma non dimostra che l’urna sia stata effettivamente trasferita. Essa potrebbe essere ancora custodita presso il precedente indirizzo, senza essere stata abbandonata, ad esempio perché l’interessato continua ad avere la disponibilità o a frequentare entrambe le abitazioni. In quest’ultima ipotesi, il Comune potrebbe contattare l’affidatario, invitandolo a comunicare l’attuale luogo di conservazione dell’urna e a precisare se intenda rinunciare all’affidamento oppure trasferire le ceneri presso la nuova residenza. Solo a seguito di tale comunicazione si procederebbe al rilascio dell’autorizzazione al trasporto e all’aggiornamento del luogo di conservazione. Si chiede quale delle due impostazioni debba ritenersi giuridicamente e operativamente più corretta.
Quesito del 27 luglio 2026
Una cittadina ha presentato domanda di residenza per sé e per i propri figli presso l’abitazione dei suoceri. L’immobile è stato oggetto di ampliamento al fine di ricavare due distinte unità abitative. Tuttavia, la nuova porzione non risulta ancora dotata di agibilità né di un autonomo numero civico. Per tale ragione, nella dichiarazione di residenza è stato indicato il numero civico già attribuito all’abitazione dei suoceri. Nel corso degli accertamenti, la Polizia locale ha verificato che la richiedente e i figli dimorano effettivamente nella nuova unità abitativa, presumibilmente articolata tra piano terra e primo piano, e non nei locali occupati dai suoceri. L’agente accertatore ha pertanto segnalato che gli interessati non abitano presso il numero civico dichiarato, ma in una diversa unità immobiliare ancora priva di numerazione civica e dei requisiti edilizi e amministrativi necessari. Si chiede se la residenza possa comunque essere riconosciuta, essendo stata accertata la dimora abituale, oppure se la domanda debba essere respinta per la mancata corrispondenza tra l’indirizzo dichiarato e il luogo di effettiva dimora e per l’assenza di regolarizzazione edilizia e numerazione civica.
Quesito del 23 luglio 2026
Un immobile nel quale risulta residente la proprietaria viene concesso in locazione, nella sua interezza, a un cittadino straniero proveniente da un altro Comune italiano. Nel contratto di locazione è specificato che «il conduttore intende utilizzare l’immobile per uso abitativo personale e dei propri familiari, per un periodo transitorio, a causa della temporanea indisponibilità della propria abitazione». La durata del contratto è fissata in dodici mesi. Si chiede: se il conduttore possa ottenere l’iscrizione anagrafica nell’immobile costituendo uno stato di famiglia separato rispetto a quello della proprietaria; se la proprietaria possa continuare a mantenere la residenza presso il medesimo immobile, pur avendolo concesso integralmente in locazione; se la natura transitoria della permanenza, espressamente dichiarata nel contratto, sia compatibile con il requisito della dimora abituale necessario ai fini dell’iscrizione anagrafica.
Quesito del 23 luglio 2026
Una coppia di cittadini tunisini ha contratto matrimonio presso il Consolato tunisino di Genova. Successivamente, gli interessati hanno presentato all’Ufficio di stato civile un documento tradotto, chiedendo la trascrizione del matrimonio. L’Ufficio ha ritenuto che il matrimonio celebrato presso il Consolato debba essere considerato, ai fini della trascrizione, come un matrimonio contratto all’estero e che, pertanto, non possa essere trascritto nei registri dello stato civile se non ricorrendo i presupposti previsti dall’art. 19 del d.P.R. n. 396/2000. È stato, tuttavia, comunicato agli interessati che è possibile aggiornare le relative posizioni anagrafiche, inserendo i dati del matrimonio e modificando il rapporto intercorrente tra i componenti della famiglia anagrafica. Si chiede se la procedura seguita dall’Ufficio sia corretta.
Quesito del 23 luglio 2026
Si presenta allo sportello un cittadino rumeno che chiede informazioni in merito alla possibilità di ottenere la residenza presso l’abitazione di proprietà della sorella, anch’essa cittadina rumena e già residente nel Comune, la quale è disponibile a prestare il proprio assenso all’iscrizione anagrafica. L’interessato riferisce di essere in procinto di stipulare un’assicurazione sanitaria privata valida sul territorio nazionale e idonea a coprire tutti i rischi. Dichiara, inoltre, di non svolgere alcuna attività lavorativa e di non essere titolare di un conto corrente bancario. Al fine di dimostrare la disponibilità di risorse economiche sufficienti, si dichiara disponibile a esibire allo sportello una somma in contanti pari a 7.000 euro. Si chiede se, in presenza di tali presupposti, la domanda di iscrizione anagrafica possa essere accolta e se l’esibizione di denaro contante possa costituire una prova adeguata della disponibilità di risorse economiche sufficienti.
Quesito del 23 luglio 2026
Si chiede conferma che le carte d’identità dotate di banda magnetica e microprocessore, rilasciate a partire dal 2001 da alcuni Comuni sperimentatori, continuino a essere valide sul territorio nazionale fino alla loro naturale scadenza, anche ai fini dell’accesso ai servizi essenziali e dei rapporti con la Pubblica Amministrazione, ma non siano più valide per l’espatrio a decorrere dal 3 agosto 2026. È corretta tale interpretazione?
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