Quesito del 29 giugno 2026
Con riferimento a un procedimento avviato mediante SCIA per l’esercizio dell’attività di autoriparatore, settore meccatronica, si rappresenta quanto segue. La Camera di Commercio ha dichiarato di non ritenersi competente a pronunciarsi in merito alla possibilità di esercitare tale attività in assenza di un’officina ubicata in sede fissa, avvalendosi esclusivamente di un automezzo dedicato e appositamente attrezzato. Secondo la Camera di Commercio, la propria competenza sarebbe limitata alla verifica del possesso dei requisiti morali e professionali del preposto alla gestione tecnica, ai sensi dell’art. 7 della legge n. 122/1992. Questo Ufficio ritiene, invece, che, essendo la Camera di Commercio l’unico Ente responsabile del procedimento, come indicato alla voce n. 151 della “Ricognizione dei regimi amministrativi in ambito SUAPE”, di cui all’Allegato B alla deliberazione della Giunta regionale Sardegna n. 49/19 del 5 dicembre 2019, spetti alla stessa anche la valutazione della legittimità della modalità di esercizio dell’attività proposta. Tale conclusione sembrerebbe confermata anche dal fatto che la Camera di Commercio è chiamata a valutare, “per ogni unità locale sede di officina”, la preposizione alla gestione tecnica di una persona dotata dei requisiti personali e tecnico-professionali richiesti dalla normativa di settore. Alla luce di quanto sopra, si chiede se sia corretta la posizione di questo Ufficio, secondo cui compete alla Camera di Commercio pronunciarsi anche sulla possibilità di esercitare l’attività di autoriparatore mediante un automezzo attrezzato, in assenza di una sede fissa destinata a officina.
Quesito del 29 giugno 2026
Con riferimento ai Comuni che emettono esclusivamente un ruolo TARI annuale nel mese di dicembre, senza prevedere acconti nel corso dell’anno, si chiede se, per l’anno 2026, il bonus sociale rifiuti possa essere riconosciuto direttamente nell’avviso di pagamento emesso a dicembre oppure se sia necessario procedere a una rimessa diretta in favore degli aventi diritto entro il 30 giugno.
Quesito del 29 giugno 2026
Si richiede un parere tecnico-legale in merito alla fattibilità di approvare una variante al progetto di sistemazione di una strada comunale extraurbana. In particolare, si chiede se sia possibile consentire, in deroga all’obbligo di svolta a destra previsto nel progetto originariamente approvato dalla Giunta comunale, la svolta in entrambi i sensi di marcia, sia a destra sia a sinistra, in corrispondenza delle intersezioni e degli accessi carrai. Si chiede, inoltre, di valutare la conformità di tale modifica alle disposizioni del Codice della Strada e al d.m. 5 novembre 2001, tenuto conto del limite di velocità stabilito in 50 km/h.
Quesito del 29 giugno 2026
Il primo riguarda una cittadina di nazionalità ucraina, iscritta in anagrafe nel novembre 2022, titolare di permesso di soggiorno rilasciato in data 16 novembre 2022 per protezione temporanea connessa all’emergenza Ucraina, con scadenza indicata al 4 marzo 2023. Successivamente, l’interessata non ha più prodotto ulteriore documentazione al Comune. Si chiede, pertanto, se, per i casi di protezione temporanea riconducibili all’emergenza Ucraina, il permesso di soggiorno rilasciato nel 2022 debba considerarsi ancora valido oppure se l’ufficiale d’anagrafe debba attivare specifici adempimenti nei confronti dell’interessata. Il secondo caso riguarda un cittadino di nazionalità sierraleonese, iscritto in anagrafe nel 2020, titolare di permesso di soggiorno rilasciato in data 26 giugno 2018 per protezione sussidiaria, con scadenza al 25 giugno 2023. L’interessato ha successivamente presentato al Comune una ricevuta postale attestante la richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno, datata 16 febbraio 2024, e ha riferito verbalmente, alla fine del 2025, di essere ancora in attesa della convocazione da parte della Questura per il rilascio del nuovo titolo. Si chiede, quindi, come debba procedere il Comune nei confronti del cittadino, considerato che agli atti risulta soltanto una ricevuta di rinnovo presentata oltre il termine di sessanta giorni dalla scadenza del precedente permesso di soggiorno.
Quesito del 26 giugno 2026
Nel testo del primo atto di accordo di separazione personale vengono elencati i documenti presentati dalle parti. Inizialmente ci era stato indicato di riportare: la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, l’atto di matrimonio richiesto, i documenti personali delle parti e la ricevuta del versamento di € 16,00. Da ultimo, tuttavia, alcuni colleghi ci hanno riferito che le dichiarazioni sostitutive non dovrebbero essere citate, poiché il relativo contenuto è già riportato nella parte iniziale dell’atto. Si chiede, pertanto, se tale indicazione sia corretta. Si chiede inoltre se gli altri documenti sopra indicati siano corretti e completi, oppure se debba essere acquisita e menzionata ulteriore documentazione. A titolo esemplificativo, sono stati acquisiti anche gli atti di nascita delle parti: si chiede se tali atti possano essere citati nel testo dell’accordo.
Quesito del 26 giugno 2026
Un residente del Comune ha presentato dichiarazione di residenza per la propria compagna presso l’abitazione in cui egli risulta già residente. A seguito della presentazione dell’istanza, è stato avviato il procedimento anagrafico e, come da prassi, è stata data comunicazione al proprietario dell’immobile. Il proprietario ha riscontrato la comunicazione dichiarando di non prestare il proprio consenso all’iscrizione anagrafica della richiedente, rappresentando che l’attuale occupante dell’immobile è destinatario di una procedura di sfratto per morosità. Nel corso dell’istruttoria, la Polizia Locale ha effettuato gli accertamenti di competenza, con esito positivo, attestando l’effettiva dimora abituale della richiedente presso l’indirizzo dichiarato. Alla luce di quanto sopra, si chiede se, in presenza di un accertamento positivo della dimora abituale, ma a fronte del dissenso espresso dal proprietario dell’immobile in ragione della pendenza di una procedura di sfratto per morosità, l’iscrizione anagrafica debba essere comunque perfezionata, oppure se il diniego del proprietario possa costituire motivo ostativo alla definizione favorevole del procedimento. Si chiede, inoltre, se la fattispecie descritta debba essere valutata anche alla luce dell’art. 5 del D.L. 47/2014 e quali ulteriori verifiche istruttorie si ritengano eventualmente necessarie.
Quesito del 26 giugno 2026
È pervenuta da parte di un avvocato un’ordinanza del Tribunale relativa al riconoscimento della cittadinanza italiana, nella quale il luogo di nascita dell’interessato è indicato come “San Paolo”. Nell’atto di nascita, tradotto in lingua italiana, il medesimo luogo di nascita risulta invece indicato come “Sao Paulo”. Si chiede, pertanto, quale dicitura debba essere utilizzata ai fini della trascrizione dell’atto e del rilascio delle relative certificazioni: se quella riportata nell’ordinanza del Tribunale oppure quella risultante dall’atto di nascita tradotto.
Quesito del 26 giugno 2026
Si chiede se, una volta trascritto l’atto di nascita di una neocittadina nel quale risulta indicato il cognome da nubile, l’annotazione relativa alla variazione del cognome, conforme a quanto riportato nell’atto di acquisto della cittadinanza italiana, debba comportare la modifica del cognome anche ai fini del rilascio dell’estratto di nascita.
Quesito del 26 giugno 2026
È legittimo richiedere l’apposizione della marca da bollo da € 16,00 per la trascrizione di atti di stato civile relativi alla famiglia, presentati su richiesta di un avvocato, in conseguenza di una sentenza del Tribunale che ordina al Ministero dell’Interno di provvedere alla trascrizione? Si rappresenta che l’Agenzia delle Entrate di Arezzo, con nota del 5 novembre 2025, a seguito della segnalazione di un ufficiale dello stato civile — il quale aveva richiesto chiarimenti in merito all’opposizione di un avvocato al pagamento dell’imposta di bollo, trasmettendo anche le osservazioni formulate dallo stesso professionista — ha ritenuto che il pagamento della marca da bollo non fosse dovuto. Si chiede, pertanto, un riscontro in merito alla corretta applicazione dell’imposta di bollo nella fattispecie descritta.
Quesito del 26 giugno 2026
Lo scrivente richiede un chiarimento in merito alle diverse categorie di permesso di soggiorno, alla luce di una richiesta di rilascio della carta d'identità elettronica (CIE) e con particolare riferimento alla validità del documento. In particolare, si chiede di precisare: quale sia la validità della CIE rilasciata al titolare di un permesso di soggiorno recante la dicitura "richiedente asilo"; quale validità per i titolari di permesso di soggiorno per "rifugiati (asilo politico)"; quale validità per coloro che possiedono un titolo di soggiorno per "protezione sussidiaria", "protezione internazionale" o "protezione speciale/umanitaria", ovvero in qualità di "vittime di tratta". Si chiede infine se esistano ulteriori sottocategorie da considerare.
Quesito del 26 giugno 2026
A conclusione di una procedura di gara aperta per l'aggiudicazione del servizio di trasporto scolastico, l'ente è chiamato a sottoscrivere il relativo contratto di servizio, il cui valore stimato — comprensivo di tutte le opzioni di rinnovo, delle proroghe e del quinto d'obbligo — ammonta a euro 850.000,00. Alla luce del disposto dell'art. 18 del d.lgs. 36/2023, e dato che il RUP non ha previsto diversamente negli atti di gara, è corretto procedere mediante semplice scrittura privata da registrare solo in caso d'uso, trattandosi di servizio soggetto a IVA? In caso affermativo, l'appaltatore sarebbe tenuto a corrispondere unicamente l'imposta di bollo?
Quesito del 24 giugno 2026
Si chiede se sia possibile dare seguito alla seguente richiesta, formulata ai sensi dell’art. 5, comma 2, del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, avente ad oggetto il rilascio di copia dei programmi politici di tutte le liste elettorali che si sono presentate alle ultime due tornate elettorali.
Quesito del 24 giugno 2026
Nel 2023 abbiamo ricevuto, da parte di un avvocato, una richiesta di trascrizione dell’atto di nascita di una minore riconosciuta cittadina italiana jure sanguinis. Dall’atto risultava che i genitori non erano coniugati e che la dichiarazione di nascita era stata resa dal solo padre, sebbene la madre fosse comunque indicata nell’atto. All’epoca abbiamo comunicato all’avvocato che mancava la dichiarazione di consenso della madre a essere nominata. Ora la madre, dall’estero, ci ha trasmesso via e-mail una bozza di atto pubblico, chiedendo se possa essere ritenuta idonea. Si tratta di una “dichiarazione di maternità” con la quale la stessa dichiara di essere la madre biologica della minore e di riconoscerla come figlia. All’atto interviene anche il padre, il quale dichiara di essere pienamente d’accordo con il riconoscimento. Abbiamo tuttavia dei dubbi sulla formulazione dell’atto, poiché non si parla espressamente di consenso della madre a essere nominata, bensì di riconoscimento materno della figlia. Considerato che il nome della madre è già indicato nell’atto di nascita, è effettivamente necessario procedere a un riconoscimento da parte della madre, oppure sarebbe sufficiente una dichiarazione di consenso a essere nominata?
Quesito del 24 giugno 2026
Devo procedere alla trascrizione di un matrimonio celebrato in California. Dal documento prodotto risulta che la licenza di matrimonio, l’affidavit e il certificato di matrimonio sono contenuti nel medesimo atto. Considerato che l’affidavit non è oggetto di trascrizione, posso procedere alla trascrizione della sola parte relativa al certificato di matrimonio? Inoltre, rilevo che in alcuni casi la licenza di matrimonio è contenuta in un documento separato rispetto al certificato. In tale ipotesi, è possibile trascrivere il certificato di matrimonio integrando i dati eventualmente mancanti mediante le informazioni contenute nella licenza?
Quesito del 24 giugno 2026
Si chiede un chiarimento in merito alla procedura di esatta indicazione del nome ai sensi dell’art. 36 del D.P.R. n. 396/2000. Un cittadino iscritto all’AIRE, nato nel nostro Comune, risulta avere un atto di nascita nel quale sono indicati tre nomi separati da trattino. Nel passaporto canadese, invece, è riportato un solo nome, mentre l’interessato non è attualmente in possesso di documenti italiani validi. Il cittadino chiede di poter indicare un solo nome. Tuttavia, a seguito della variazione, verrebbe attribuito un nuovo codice fiscale. Si chiede se tale circostanza possa comportare ulteriori problematiche e quale sia la corretta procedura per allineare i due codici fiscali eventualmente associati alla medesima persona.
Quesito del 24 giugno 2026
È pervenuta dal Tribunale una richiesta di apposizione dell’annotazione relativa alla presentazione del ricorso per la cessazione degli effetti civili del matrimonio. L’atto di matrimonio interessato, tuttavia, non reca alcuna annotazione relativa alla separazione personale dei coniugi. Si chiede se l’Ufficiale dello Stato Civile debba procedere comunque all’esecuzione dell’annotazione richiesta dal Tribunale, oppure se debba segnalare preventivamente la mancanza dell’annotazione di separazione sull’atto di matrimonio.
Quesito del 24 giugno 2026
Abbiamo ricevuto un provvedimento di modifica delle condizioni di divorzio, adottato a seguito di negoziazione assistita e munito del nulla osta del Tribunale, relativo alla variazione dell’importo dell’assegno divorzile. Il provvedimento riguarda una coppia che aveva contratto matrimonio presso il nostro Comune e sul cui atto di matrimonio risulta già apposta l’annotazione di divorzio. Si chiede se tale provvedimento debba essere trascritto e/o annotato sull’atto di matrimonio in questione.
Quesito del 24 giugno 2026
È stata presentata una SCIA per l’esercizio dell’attività di vendita per corrispondenza, televisione e altri sistemi di comunicazione. Nell’oggetto della pratica è stato indicato “commercio di veicoli – forme speciali di vendita” ed è stata selezionata l’opzione “altri sistemi di comunicazione”, con specifico riferimento all’utilizzo di telefono ed e-mail. Si chiede se, in tale ipotesi, nonostante sia stata selezionata l’opzione relativa agli “altri sistemi di comunicazione” e non quella specificamente riferita alla vendita tramite sito internet, sia comunque necessario indicare il sito web utilizzato per l’attività, qualora esistente. In particolare, nell’ambito di una SCIA per forme speciali di vendita, con opzione “altri sistemi di comunicazione — telefono ed e-mail”, l’indicazione del sito web dell’attività, se presente, deve ritenersi obbligatoria?
Quesito del 24 giugno 2026
Un affidamento disposto in data odierna, relativo a un intervento finanziato con risorse PNRR, può ancora beneficiare della semplificazione prevista dall’art. 8, comma 1, lett. a), del D.L. n. 76/2020? In particolare, è ancora possibile procedere all’affidamento nelle more della verifica dei requisiti dell’operatore economico, oppure tale possibilità deve ritenersi limitata agli affidamenti effettuati entro il 30 giugno 2024? Sul punto si richiama il Parere della Funzione Consultiva n. 11 del 26 marzo 2025, reso nel Fascicolo UPREC-CONS-0018-2025-FC.
Quesito del 24 giugno 2026
Un cittadino iscritto all’AIRE presso il nostro Comune si è presentato in ufficio per chiedere informazioni sulle modalità attraverso le quali la moglie, cittadina francese, possa ottenere la cittadinanza italiana. Il matrimonio è stato celebrato in Francia nel 1988 ed è stato trascritto nei registri di stato civile del nostro Comune nel 2009, anno in cui il marito è stato iscritto all’AIRE. Si chiede quale sia la corretta procedura da seguire ai fini dell’acquisto della cittadinanza italiana da parte della coniuge straniera.
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