Quesito del 6 ottobre 2026
Questo Comune ha ricevuto da un Consolato d'Italia negli Stati Uniti d'America la documentazione relativa al procedimento di riacquisto della cittadinanza italiana di un soggetto nato in Italia ed emigrato da questo Comune negli anni Settanta. Nell'atto di accertamento del riacquisto della cittadinanza, l'Autorità consolare attesta che l'interessato si è naturalizzato cittadino statunitense in data 18/11/1988, con conseguente perdita della cittadinanza italiana ai sensi dell'art. 8, n. 1, della legge 13 giugno 1912, n. 555, e che, nella medesima data, le autorità statunitensi hanno legalmente riconosciuto e disposto il mutamento del prenome dell'interessato da "Paolo" a "Paul". Questo Ufficio ha richiesto al Consolato la trasmissione del provvedimento giurisdizionale dell'autorità giudiziaria statunitense con cui è stato disposto il mutamento del nome. Il Consolato ha tuttavia trasmesso il solo certificato di naturalizzazione statunitense, redatto in lingua inglese, rappresentando che negli Stati Uniti è possibile mutare legalmente il proprio nome dinanzi al Tribunale contestualmente al giuramento. Si chiede pertanto se tale certificato possa essere qualificato come provvedimento giurisdizionale straniero riconoscibile ed efficace nell'ordinamento italiano ai sensi degli artt. 64 e seguenti della legge 31 maggio 1995, n. 218, e se, conseguentemente, acquisita dal Consolato la relativa traduzione in lingua italiana, questo Ufficio possa procedere alla trascrizione dell'atto e alla successiva trasmissione dell'annotazione al Comune depositario dell'atto di nascita dell'interessato.
Quesito del 6 ottobre 2026
Un contribuente è proprietario di un'unità immobiliare censita in categoria catastale A/7, con pertinenza C/2, destinata ad abitazione principale, in relazione alla quale corrisponde la TARI quale utenza domestica, sia per la quota fissa sia per la quota variabile. Il medesimo contribuente possiede altresì un fabbricato censito in categoria A/10, all'interno del quale non viene svolta alcuna attività professionale o economica. Si chiede un parere in ordine alla corretta qualificazione dell'immobile A/10 ai fini TARI e, in particolare, se la sola classificazione catastale in categoria A/10 sia di per sé sufficiente a determinare l'inquadramento dell'unità immobiliare quale utenza non domestica, anche in difetto di un'effettiva attività economica o professionale ivi esercitata, ovvero se, in assenza di tale attività, l'immobile possa essere qualificato come utenza domestica riferita ad abitazione tenuta a disposizione oppure, in alternativa, come unità pertinenziale rispetto all'abitazione già assoggettata a tributo, così da evitare la duplicazione dell'imposizione della quota fissa TARI.
Quesito del 6 ottobre 2026
Si rappresenta il caso di un cittadino italiano, già iscritto all'AIRE di questo Comune per trasferimento in Australia e successivamente cancellato dall'elenco per irreperibilità, a seguito di apposita comunicazione del Consolato competente per territorio. I familiari hanno recentemente appreso del decesso dello stesso, avvenuto in Australia nell'anno 2021, e intendono ottenere la trascrizione del relativo atto di morte presso questo Comune, quale Comune di ultima iscrizione AIRE. Allo stato, i familiari dispongono del solo atto di morte rilasciato dalla competente autorità australiana, redatto in lingua inglese, non ancora tradotto né munito di apostille. Si chiede pertanto di conoscere se, in considerazione della pregressa iscrizione AIRE e della successiva cancellazione per irreperibilità, l'istanza di trascrizione dell'atto di morte possa essere presentata direttamente dai familiari a questo Ufficio di Stato Civile, ovvero se la documentazione debba essere necessariamente trasmessa dalla sola autorità consolare italiana competente per territorio.
Quesito del 6 ottobre 2026
Si chiede di conoscere il corretto regime dell'imposta di bollo in relazione alle istanze volte all'adozione di ordinanze di modifica temporanea della viabilità (a titolo esemplificativo, l'istituzione di un senso unico alternato regolato da moviere per l'esecuzione di lavori di asfaltatura delle strade comunali), presentate dalla ditta esecutrice a seguito del rilascio della relativa autorizzazione da parte dell'Ufficio tecnico comunale. In particolare, si chiede se debbano essere assolte due distinte imposte di bollo, l'una sull'istanza di adozione dell'ordinanza e l'altra sul provvedimento finale. Si chiede, inoltre, quale sia il regime applicabile nell'ipotesi in cui l'istanza di modifica della viabilità non sia connessa a lavori di pubblica utilità, bensì a lavori di interesse privato, quali ad esempio l'esecuzione di opere di allacciamento alle reti da parte di un cittadino presso la propria abitazione.
Quesito del 6 ottobre 2026
Si chiede se, nel caso in cui nei registri anagrafici sia stato registrato lo stato civile di coniugato di un cittadino straniero e successivamente venga prodotta copia del provvedimento di scioglimento del vincolo matrimoniale, sia corretto ritenere che tale provvedimento debba essere oggetto della sola registrazione in sede anagrafica, senza che sia necessaria la relativa trascrizione nei registri dello stato civile.
Quesito del 6 ottobre 2026
Si chiede se sia ammissibile una forma di collaborazione tra amministrazioni pubbliche avente ad oggetto l'utilizzo, da parte di un Comune, di un dipendente assunto a tempo indeterminato presso un ente del comparto Sanità, con inquadramento nell'area dei professionisti della salute e dei funzionari. Si chiede, in particolare, se tale collaborazione possa essere attivata anche nel corso del periodo di prova di sei mesi, previa autorizzazione dell'amministrazione di appartenenza.
Quesito del 5 ottobre 2026
Questo Ufficio ha ricevuto dall'autorità consolare italiana di Detroit (USA) la richiesta di trascrizione di atti di nascita relativi a due minori, nei quali le generalità risultano articolate, secondo il sistema anglosassone, in first name, middle name e last name. In particolare, il middle name indicato nell'atto originale corrisponde a una porzione del cognome materno (a titolo esemplificativo: first — Maria; middle — Rossi; last — Bianchi). L'autorità consolare ha svolto l'accertamento in ordine all'acquisto della cittadinanza italiana ai sensi dell'art. 3-bis della legge 5 febbraio 1992, n. 91, su istanza dei genitori, individuando la minore come "BIANCHI Maria Rossi" e riportando, anche nel sistema consolare, "Maria Rossi" quale prenome e "Bianchi" quale cognome. Si rileva che l'art. 34, comma 1, del d.P.R. 3 novembre 2000, n. 396, vieta l'attribuzione quale nome di un cognome. Tanto premesso, e considerato che l'autorità consolare ha operato l'accertamento assumendo quale prenome l'insieme di first name e middle name, si chiede di conoscere quale sia il corretto comportamento da tenere in sede di trascrizione degli atti di nascita.
Quesito del 5 ottobre 2026
Si rappresenta la seguente fattispecie: il coniuge superstite, affidatario dell'urna cineraria del defunto, intende recedere dall'affidamento e richiede che le ceneri siano conferite nel cinerario comune. Si chiede, in primo luogo, se per tale conferimento sia necessaria una espressa manifestazione di volontà del defunto, ovvero se la collocazione nel cinerario comune possa essere disposta anche in assenza della stessa. Il dubbio deriva dalla non chiara qualificazione di tale collocazione rispetto alla "dispersione" delle ceneri: la normativa regionale individua l'area appositamente destinata all'interno del cimitero come "giardino delle rimembranze", mentre in alcuni riferimenti normativi si utilizza la locuzione "dispersione nel cinerario comune". In secondo luogo, si chiede come debba essere interpretata la previsione del regolamento regionale secondo cui l'affidatario che intenda recedere dall'affidamento è tenuto a conferire le ceneri al cinerario comune o a richiederne la tumulazione "qualora non venga richiesto l'affidamento da parte di un altro familiare". In particolare, si chiede se, a seguito della rinuncia dell'affidatario, il Comune sia tenuto a interpellare o comunque informare gli altri familiari, al fine di verificare se intendano richiedere a loro volta l'affidamento dell'urna. Si precisa che l'affidatario desidera che l'operazione avvenga senza darne comunicazione agli altri familiari e che l'Ente è a conoscenza della contrarietà di questi ultimi al conferimento nel cinerario comune, con conseguente rischio di contenzioso che si intende prevenire. Si rileva, infine, che il conferimento al cinerario comune, determinando la dispersione delle ceneri in forma indistinta, preclude in via definitiva ogni successivo affidamento a un diverso familiare che ne faccia richiesta.
Quesito del 5 ottobre 2026
Nella scheda anagrafica di un cittadino marocchino risultava registrato un matrimonio, acquisito al momento dell'iscrizione anagrafica sulla base dell'estratto di matrimonio prodotto dall'interessato ai fini dell'attribuzione dello stato civile di coniugato. Successivamente, in occasione della richiesta di iscrizione anagrafica dei figli, il medesimo cittadino ha prodotto un nuovo estratto di matrimonio recante l'annotazione dello scioglimento del precedente vincolo coniugale. Poiché l'interessato non dispone di atti di stato civile trascritti o registrati in Italia, l'Ufficio ha provveduto a riportare nella scheda anagrafica gli estremi del divorzio, desunti dall'annotazione apposta sull'atto, nonché quelli del nuovo matrimonio: in difetto di tale aggiornamento, infatti, ai figli nati dalla seconda unione sarebbe stata erroneamente attribuita la maternità della prima coniuge. Si chiede, pertanto, se il procedimento adottato sia conforme alla disciplina vigente.
Quesito del 5 ottobre 2026
Si chiede quale sia la corretta codifica del piano dei conti finanziario da utilizzare per le ritenute e per il versamento delle addizionali regionali e comunali.
Quesito del 5 ottobre 2026
Una cittadina nata in Argentina ha ottenuto il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis presso questo Comune nel luglio 2024, risultando ivi stabilmente residente sia all'epoca del riconoscimento sia attualmente. Il figlio della predetta, maggiorenne e nato in Argentina, ha ora manifestato l'intenzione di presentare istanza di riconoscimento della cittadinanza italiana. Si chiede di conoscere se, alla luce della normativa vigente, l'istanza possa essere presentata e quali siano i presupposti per il suo accoglimento.
Quesito del 5 ottobre 2026
Si chiede di conoscere i criteri in base ai quali le annotazioni apposte sugli atti di stato civile debbano o meno essere riportate negli estratti per riassunto, nonché l'indicazione delle fonti documentali e dottrinali in cui tali criteri risultano illustrati. Il caso concreto riguarda un atto recante l'annotazione di un provvedimento di interdizione per infermità di mente, cui hanno fatto seguito le annotazioni di apertura e di chiusura della tutela, quest'ultima intervenuta per decesso dell'interessato. Si chiede pertanto se, a fronte della richiesta di rilascio dell'estratto per riassunto, debbano essere riportate tutte le predette annotazioni ovvero se le stesse debbano essere omesse.
Quesito del 2 ottobre 2026
Il Sindaco ha chiesto informalmente a questo Ufficio copia della lista aggiunta degli stranieri. Si chiede se sia possibile estrarne copia e trasmetterla al richiedente in assenza di una richiesta formale dalla quale emergano la motivazione e la finalità, e, in caso affermativo, se debbano essere espunti dati quali la data di nascita e l'indirizzo di residenza in ossequio al principio di minimizzazione. Si chiede inoltre se il rilascio possa avvenire in formato cartaceo o su supporto informatico. Poiché nel prossimo anno si svolgeranno le elezioni amministrative, sorge il dubbio che la richiesta sia preordinata a finalità di propaganda elettorale personale, e non riconducibile all'esercizio delle funzioni spettanti al Sindaco quale organo dell'ente. Si chiede pertanto quali siano, in tale seconda ipotesi, le modalità e i termini di rilascio previsti, e se la medesima disciplina trovi applicazione anche nel caso in cui la richiesta provenga da un qualsiasi candidato o lista.
Quesito del 2 ottobre 2026
La fattispecie riguarda un immobile adibito a casa coniugale, cointestato ai coniugi in parti uguali. Nel corso del 2024 la coniuge trasferiva la propria residenza anagrafica presso l'abitazione della madre, al fine di prestarle assistenza. Nel mese di febbraio 2026 interveniva il decesso del marito e, nel successivo mese di luglio, a seguito della morte della madre, la donna faceva rientro nella casa coniugale, immobile cointestato ai coniugi nella misura del 50% ciascuno. La vedova sostiene che i figli non siano tenuti al versamento dell'IMU e di poter beneficiare dell'esenzione per il periodo compreso tra febbraio 2026 (data del decesso del coniuge) e luglio 2026 (data di ripristino della residenza anagrafica), ritenendo che il diritto di abitazione le spetti anche in difetto di residenza nell'immobile al momento dell'apertura della successione. Si chiede pertanto di conoscere: quale sia la disciplina applicabile alla fattispecie; se l'IMU sia dovuta dagli eredi; se il diritto di abitazione del coniuge superstite si conservi nonostante quest'ultimo non risultasse anagraficamente residente nell'immobile alla data del decesso del de cuius.
Quesito del 2 ottobre 2026
Un candidato che non ha superato la prova orale di un concorso può richiedere le prove scritte e i verbali delle prove orali dei candidati vincitori?
Quesito del 2 ottobre 2026
Questo Ente è proprietario di un immobile adibito a caserma dei Carabinieri, concesso in locazione al Ministero competente a fronte di un canone annuo di euro 3.292,42, in relazione al quale il Comune corrisponde annualmente l'imposta di registro nella misura di euro 65,85. Si rileva, tuttavia, che il Testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro parrebbe riconoscere ai Comuni e agli altri enti pubblici territoriali l'esenzione assoluta dall'imposta di registro con riferimento agli atti stipulati con lo Stato, con la conseguenza che il tributo in questione non risulterebbe dovuto. Poiché l'imposta è stata sinora regolarmente versata, si chiede di conoscere se sia sufficiente interrompere i versamenti — provvedendo eventualmente a richiedere il rimborso delle somme indebitamente corrisposte nelle annualità pregresse — ovvero se, al fine di non incorrere in future contestazioni e nell'applicazione di sanzioni, sia necessario trasmettere una preventiva comunicazione o istanza all'Agenzia delle Entrate.
Quesito del 2 ottobre 2026
L'Ente dispone di uno spazio di incremento della spesa di personale pari a un importo massimo di € 1.166.316,66, determinato ai sensi dell'art. 33 del D.L. 34/2019 e del D.M. 17 marzo 2020. La spesa di personale incomprimibile iscritta nel bilancio di previsione 2027/2029, con riferimento all'annualità 2027, ammonta a € 1.107.572,56. Ai fini della programmazione delle nuove assunzioni per l'anno 2027, il cui costo è stimato in € 68.511,45, si chiede se sia legittimo scomputare dalla spesa di personale incomprimibile il costo relativo a un dipendente collocato in aspettativa ai sensi dell'art. 19, comma 6, del d.lgs. n. 165/2001, il cui rientro in servizio è previsto nell'anno 2029.
Quesito del 2 ottobre 2026
Si chiede un parere in ordine alla trascrizione nei registri di stato civile di una sentenza estera di divorzio. Il provvedimento trasmesso si compone di un'unica pagina, recante l'intestazione "Sentenza di divorzio", l'indicazione dell'autorità giudiziaria civile adita, le generalità delle parti e la sola statuizione secondo cui il ricorrente e il convenuto risultano divorziati, senza ulteriori elementi. Questo Ufficio ha richiesto un'integrazione documentale al fine di verificare la sussistenza di tutti i requisiti necessari al riconoscimento ex art. 64 della legge 31 maggio 1995, n. 218. In riscontro, l'autorità estera ha trasmesso una dichiarazione con cui si attesta la mancata impugnazione del provvedimento, l'inesistenza di ulteriore documentazione e la circostanza che la sentenza consti effettivamente di una sola pagina. Non risulta possibile acquisire documentazione ulteriore. Si chiede pertanto se tale documentazione possa ritenersi sufficiente ai fini della trascrizione, previa acquisizione di un'integrazione mediante autodichiarazione dell'interessato relativamente ai requisiti di cui alle lettere e) ed f) del citato art. 64.
Quesito del 2 ottobre 2026
In caso di trascrizione di un atto di nascita formato all'estero, ad esempio in India o in Marocco, che riporti il nome del padre e il nome della madre, i dati dei genitori sono certificabili?
Quesito del 2 ottobre 2026
In sede di trascrizione di un atto di nascita è stato erroneamente indicato il sesso maschile in luogo di quello femminile. Rilevata l'inesattezza, si è provveduto ad apporre la relativa annotazione di errore materiale. Si chiede se, a seguito della correzione, sussista l'obbligo di darne comunicazione alla Procura e alla Prefettura.
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