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Quesito del 26 marzo 2026

È possibile prevedere, nel regolamento comunale, la celebrazione del matrimonio civile sulla spiaggia?

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Quesito del 26 marzo 2026

Due cittadini olandesi, non residenti in Italia, hanno presentato istanza per la celebrazione di matrimonio civile presso questo Comune. A corredo della richiesta hanno prodotto i certificati plurilingue di capacità matrimoniale, dai quali risulta che entrambi hanno contratto un precedente matrimonio, successivamente sciolto (per lo sposo nel 2020 e per la sposa nel 2019); i rispettivi atti di nascita, privi di annotazioni; nonché gli atti dei precedenti matrimoni, recanti annotazione di divorzio (“Div.”) con l’indicazione della relativa data. Si chiede se la documentazione prodotta possa ritenersi sufficiente ai fini della celebrazione del matrimonio civile in Italia ovvero se sia necessario acquisire anche le relative sentenze di divorzio

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Quesito del 26 marzo 2026

È pervenuta a questo Ufficio di Stato Civile, per il tramite di un legale, una sentenza passata in giudicato, emessa da un Tribunale italiano, con la quale è stata riconosciuta la cittadinanza italiana jure sanguinis in favore di alcuni discendenti di un avo italiano emigrato all’estero. La parte ricorrente ha evidenziato che i tempi di attesa per la convocazione presso il Consolato competente risultavano indeterminati, ragione per la quale ha promosso l’azione giudiziaria. Il Giudice ha accolto il ricorso, riconoscendo agli interessati la cittadinanza italiana per discendenza. Si chiede se l’Ufficiale dello Stato Civile debba procedere, oltre che alla trascrizione degli atti di nascita, anche alla trascrizione della sentenza di riconoscimento della cittadinanza italiana, ovvero se sia sufficiente riportarne gli estremi negli atti di nascita da trascrivere.

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Quesito del 26 marzo 2026

Si è presentato allo sportello un ragazzo maggiorenne accompagnato dalla madre, residente in questo Comune. Il giovane, invece, risulta residente con il padre, da cui la madre è divorziata, in altro Comune. A causa di problemi personali, egli ha lasciato l’abitazione paterna e si appresta ora a partire per una stagione di lavoro. Chiede pertanto di poter fissare la propria residenza presso una via fittizia di questo Comune, nel quale risiede la madre, pur non convivendo con lei, in quanto non gli è possibile trasferire la residenza nel luogo in cui svolgerà l’attività stagionale estiva, trattandosi di sistemazione in albergo con vitto e alloggio, senza possibilità di stabilirvi la residenza. Si chiede se una simile soluzione sia giuridicamente ammissibile.

Demografici
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Quesito del 26 marzo 2026

Si chiede parere in relazione al seguente caso IMU. Un contribuente, nel 2017, ha acquistato l’immobile ‘A’, beneficiando delle agevolazioni prima casa in quanto ivi residente. In data 21 giugno 2021 ha poi acquistato l’immobile ‘B’, adiacente all’immobile ‘A’. Dalla visura catastale risulta che, con data di efficacia 21 agosto 2022, i fabbricati ‘A’ e ‘B’ sono stati soppressi e, contestualmente, è stato costituito il fabbricato ‘C’. L’ufficio ha quindi notificato al contribuente un provvedimento di liquidazione IMU per l’anno 2021, relativo al mancato pagamento dell’imposta sull’immobile ‘B’ per il periodo dal 21 giugno 2021 al 31 dicembre 2021. Al momento sono stati emessi soltanto i provvedimenti riferiti all’anno 2021. Il professionista del contribuente contesta le date di soppressione e di costituzione del nuovo immobile, sostenendo che la data rilevante ai fini dell’unione dei due immobili non sarebbe quella di efficacia del DOCFA (21 agosto 2022), bensì quella in cui la variazione si sarebbe verificata, ossia la data di ultimazione dei lavori indicata nel DOCFA, pari al 1° luglio 2021. Peraltro, risulta presentata una CILA edilizia in data 22 giugno 2022 per lavori in corso di esecuzione relativi all’unione degli immobili, nella quale è indicata come data di inizio dei lavori il 1° luglio 2021. Si chiede pertanto quale sia, ai fini IMU, la data da assumere per individuare la soppressione degli immobili originari e la costituzione del nuovo immobile.

Tributi
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Quesito del 26 marzo 2026

Un’area classificata come Zona F, assoggettata a vincolo cimiteriale e, per una parte, ricadente anche in fascia di rispetto stradale, risulta di fatto inedificabile. Trattandosi, dunque, di un’area non edificabile e non agricola, la giurisprudenza in materia di determinazione dell’indennità di esproprio ritiene applicabile il criterio di cui all’art. 40. Ai fini della stima dell’area, catastalmente individuata nel Catasto Terreni con qualità “vivaio”, ma da considerarsi inedificabile e, pertanto, non valutabile secondo il valore di mercato proprio del terreno agricolo, si ritiene di assumere come parametro di riferimento il V.A.M., applicando tuttavia un coefficiente di riduzione del 30% in ragione dei vincoli sopra richiamati. Sebbene i proprietari rivestano la qualifica di coltivatori diretti, l’area non risulta, in concreto, adibita a vivaio produttivo, né presenta elementi tipici di tale destinazione, quali impianti di irrigazione o serre; al contrario, essa appare in stato di abbandono. Per tale ragione, non si ritiene sussistano i presupposti per il riconoscimento dell’indennità aggiuntiva. Si chiede, pertanto, se il criterio estimativo adottato possa ritenersi giuridicamente praticabile.

Tecnico LL. PP.
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Quesito del 26 marzo 2026

Si chiede se, anche alla luce del recente Comunicato del Presidente ANAC n. 4 dell’11 marzo 2026, con il quale l’Autorità è intervenuta a chiarire i presupposti in presenza dei quali è consentito il ricorso all’affidamento diretto in favore di associazioni e società sportive dilettantistiche senza fini di lucro, sia possibile fare applicazione di tale deroga alle ordinarie regole dell’evidenza pubblica al ricorrere delle seguenti condizioni: possibilità di affidare direttamente la gestione gratuita dell’impianto, a fronte dell’esecuzione di interventi di rigenerazione o ammodernamento; provenienza della proposta da una associazione o società sportiva dilettantistica senza fini di lucro; presenza di un’unica proposta, corredata da un progetto preliminare e da un piano economico-finanziario, riferiti a un impianto che necessiti effettivamente di interventi di riqualificazione o ammodernamento; finalizzazione del progetto al perseguimento di obiettivi di inclusione sociale e aggregazione giovanile; valore dell’affidamento inferiore alla soglia comunitaria.

Affari generaliTecnico LL. PP.
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Quesito del 25 marzo 2026

In materia di indicatori di tempestività dei pagamenti, si chiede di chiarire quanto segue: 1) l’indicatore dei tempi medi di pagamento, relativo agli acquisti di beni, servizi, prestazioni professionali e forniture, deve essere pubblicato sia con cadenza trimestrale sia annuale, con l’indicazione dell’importo delle fatture pagate e del numero delle imprese beneficiarie? 2) L’ammontare complessivo dei debiti e il numero delle imprese creditrici devono essere pubblicati con cadenza trimestrale oppure solo annuale? Con riferimento, inoltre, alla sezione “Dati sui pagamenti” da pubblicare in forma tabellare, si chiede: i dati relativi ai pagamenti dell’ente, distinti in relazione alla tipologia di spesa sostenuta, all’ambito temporale di riferimento e ai beneficiari, devono essere pubblicati solo annualmente oppure anche con cadenza trimestrale? Quali sono i dati minimi obbligatori da pubblicare e quale deve essere il livello di dettaglio richiesto con riferimento alla tipologia di spesa?

Affari generali
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Quesito del 25 marzo 2026

Un contribuente, non avendo presentato la dichiarazione TARI relativa a specifici immobili e temendo che, entro la fine dell’anno, possa essergli notificato un avviso di accertamento per omessa o infedele dichiarazione riferita all’anno 2020, ha presentato una dichiarazione tardiva con effetto retroattivo. Come deve comportarsi, in questo caso, l’Ufficio Tributi? È possibile accettare tale dichiarazione? E, in caso affermativo, si deve procedere al recupero del tributo e degli interessi, escludendo però l’applicazione delle sanzioni per omessa dichiarazione?

Tributi
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Quesito del 24 marzo 2026

Nei casi di cessazione dell'attività di commercio ambulante nel tipo A e B è obbligatorio la restituzione dell'autorizzazione agli uffici comunali che l'hanno rilasciata ? La risposta è particolarmente rilevante in ragione della procedura della cd. " rottamazione delle licenze" di competenza Inps.

Commercio
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Quesito del 24 marzo 2026

Si chiede di fornire chiarimenti in ordine alla corretta modalità di trasmissione dei decessi al Casellario giudiziale. In particolare, il software in uso elabora un file per il sistema SIC con riferimento ai soggetti che, al momento del decesso, avevano meno di 80 anni; per i soggetti di età superiore a 80 anni, invece, l’invio viene effettuato all’Ufficio del Casellario presso la Procura territorialmente competente. Si domanda se tale procedura sia conforme alla disciplina vigente.

Demografici
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Quesito del 24 marzo 2026

Questo Ente ha in essere contratti di lavori a tempo determinato con scadenza 31 marzo 2026 per la realizzazione di progetti PNC e PNRR. S i chiede se questo Ente possa prorogare i suddetti contratti finanziandoli con fondi propri.

Personale
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Quesito del 24 marzo 2026

Si chiede di chiarire se un’impresa agricola, che ha già presentato SCIA per l’avvio dell’attività di vendita dei prodotti agricoli, debba presentare un’ulteriore e specifica SCIA per l’attività di produzione di pane, ovvero se tale attività possa essere ricompresa nell’ambito dell’attività agricola, quale trasformazione e produzione di prodotti derivanti prevalentemente da materie prime aziendali.

Commercio
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Quesito del 24 marzo 2026

Si richiede come procedere nel caso di una richiesta di iscrizione anagrafica di soggetto che occupa un immobile ceduto in comodato d’uso gratuito. Il comodante sostiene che il comodato d’uso non debba essere registrato, ovvero che il comodato stesso possa essere costituito da un semplice accordo verbale. Lo scrivente ipotizza che il comodante debba formalizzare la sua intenzione di cedere in comodato d’uso gratuito con apposita dichiarazione, indicando i dati catastali dell’immobile e il suo consenso alla presentazione della residenza del comodatario. Si ritiene corretta tale prassi? Esiste una modulistica in tale senso?

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Quesito del 24 marzo 2026

Nel febbraio 2025 questo Comune ha trascritto l’atto di nascita di un cittadino riconosciuto italiano dalla nascita in esecuzione di un’ordinanza del Tribunale. Successivamente, è pervenuta dal Consolato la richiesta di iscrizione del medesimo soggetto all’AIRE. Nel modello Cons01 la motivazione indicata è “per nascita”, mentre la data di presentazione della domanda risulta essere il 22/02/2026. Si chiede pertanto di chiarire se l’iscrizione AIRE debba decorrere dalla data di trascrizione dell’atto di nascita oppure dalla data della richiesta presentata dal cittadino, considerato che tale richiesta è intervenuta oltre un anno dopo la trascrizione.

Demografici
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Quesito del 24 marzo 2026

Si chiede di conoscere se, nell’ambito dell’Ufficio Tecnico – Lavori Pubblici, siano stati predisposti modelli di modulistica, regolamenti-tipo e fac-simile relativi al rilascio dell’autorizzazione allo scarico di acque reflue domestiche fuori dalla pubblica fognatura.

Tecnico LL. PP.
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Quesito del 24 marzo 2026

Ai sensi del D.P.R. n. 327/2001, è stata determinata un’indennità di esproprio in favore di alcuni privati, coltivatori diretti, proprietari dell’area oggetto della procedura ablativa. I medesimi soggetti, con riferimento ad altri immobili di loro proprietà, diversi da quelli interessati dall’espropriazione, hanno ricevuto avvisi di accertamento IMU per gli anni 2020, 2021 e 2022, senza tuttavia provvedere al pagamento delle somme richieste né proporre ricorso avverso i relativi atti. L’ufficio competente dovrà ora emettere ulteriori avvisi di accertamento per gli anni 2023, 2024 e 2025, richiedendo il versamento delle somme dovute, oltre a sanzioni e interessi. Premesso che l’indennità di esproprio è comunque dovuta, si intende valutare la possibilità di procedere alla compensazione tra il credito vantato dai privati a titolo di indennità e il debito tributario dagli stessi maturato, richiamando, a tal fine, l’art. 28-quater del D.P.R. n. 602/1973 e l’art. 1243 c.c. in materia di compensazione legale. Si chiede pertanto di chiarire se tale compensazione possa essere operata immediatamente ovvero soltanto dopo che gli accertamenti tributari siano divenuti definitivi e, in tal caso, con quali modalità e presupposti.

TributiTecnico LL. PP.
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Quesito del 23 marzo 2026

Si chiede se tutte le misure di sicurezza e di prevenzione incidano sull’elettorato attivo, con conseguente rilevanza ai fini della decorrenza e della durata della relativa limitazione. Si domanda, in particolare, se, qualora pervenga in data odierna la comunicazione relativa all’applicazione di una misura di sicurezza, si debba procedere al ritiro della tessera elettorale e all’inibizione dell’esercizio del diritto di voto in vista del referendum previsto per i giorni 22 e 23 marzo.

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Quesito del 23 marzo 2026

Il titolare di un ristorante, sito in un Comune della Regione Emilia Romagna, ha presentato la SCIA sanitaria per l’avvio di un laboratorio di produzione alimentare destinato alla produzione, trasformazione e confezionamento di alimenti, in particolare carne e prodotti della pesca. Il laboratorio è ubicato in un diverso Comune, in una sede distinta da quella del ristorante, ma ad uso esclusivo dello stesso esercizio. Si chiede se la sola SCIA sanitaria sia sufficiente oppure se sia necessario presentare anche una SCIA al SUAP per l’avvio del laboratorio, nonché quale sia il corretto procedimento da attivare. In particolare, il portale telematico di riferimento distingue tra le seguenti tipologie di pratica: – Industria e artigianato > Alimentare > Laboratorio artigianale alimentare (gelateria, pasticceria, pizza al taglio, kebab, ecc.); – Industria e artigianato > Alimentare > Attività di trasformazione di alimenti in stabilimenti (compresi impianti di macellazione), laboratori, centri di cottura; – la possibilità di selezionare la voce generica “Altre esigenze soggette a SCIA”, con successiva specificazione nel dettaglio. Si domanda, pertanto, quale sia la pratica SUAP corretta da trasmettere nel caso di specie.

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Quesito del 23 marzo 2026

E’ pervenuta a questo Ente una richiesta di parere preliminare per l’apertura, in un locale con destinazione d’uso commerciale, di un’attività di somministrazione di alimenti e bevande (bar ), della superficie di circa 300 mq, con all’interno una pista di pattinaggio su ghiaccio , della superficie di circa 100 mq . Tale richiesta deve essere inquadrata come apertura di attività di somministrazione di alimenti e bevande ovvero come avvio di attività di intrattenimento e svago ? Può la pista di pattinaggio essere considerata attività accessoria rispetto a quella del bar ? In tal caso, quali condizioni devono esserci affinché l’attività di pattinaggio possa essere considerata accessoria rispetto all’attività del bar ? La pista di pattinaggio rientra comunque tra le attività di pubblico spettacolo e, come tale , è soggetta alle norme del TULPS ?

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