Quesito del 16 ottobre 2026
Si rappresenta il caso di un compendio immobiliare composto da capannoni e unità abitative, accessibile dalla pubblica via esclusivamente mediante un unico passo carraio e un unico cancelletto pedonale, ai quali è stato attribuito il numero civico n. 48. In occasione della compravendita di una porzione di capannone ricompresa nel medesimo complesso, distintamente censita al catasto con specifici subalterni, il Notaio rogante ha richiesto che detta porzione venga identificata nell’atto con un numero civico autonomo e distinto rispetto al n. 48. Poiché si tratta di unità immobiliari che non presentano affaccio diretto sulla sede stradale pubblica e che continuano ad avvalersi dell’unico varco di accesso esistente (cancelletto pedonale e passo carraio comuni), si chiede se sia ammissibile attribuire un numero civico distinto, ovvero un sub-civico (ad esempio n. 48/A), a un’unità immobiliare priva di affaccio e di accesso pedonale o carraio diretto e indipendente sulla pubblica via.
Quesito del 16 ottobre 2026
L’Ente ha concesso in locazione a un soggetto privato un edificio di proprietà comunale. Il conduttore intende installare sulla copertura dell’immobile un impianto fotovoltaico, finalizzato alla riduzione dei costi di approvvigionamento dell’energia elettrica, assumendo integralmente a proprio carico gli oneri economici dell’intervento. Si chiede se, trattandosi di intervento eseguito per conto proprio ancorché su bene comunale, sussista comunque l’obbligo di presentazione della pratica edilizia e se tale istanza debba essere veicolata attraverso il portale SUAP/SUE.
Quesito del 16 ottobre 2026
Si chiede di conoscere per quanto tempo le carte d’identità elettroniche riconsegnate all’Ente — in quanto scadute, in scadenza, deteriorate ovvero sostituite per variazione delle generalità — debbano essere conservate prima di procedere alla distruzione con redazione del relativo verbale. Il Manuale di gestione documentale dell’Ente prevede un termine di conservazione quinquennale, ai sensi della Circolare del Ministero dell’Interno – Direzione Generale PS 23 ottobre 1950, n. 10-13070-12982-7-1. Si chiede pertanto di chiarire se il suddetto termine si riferisca esclusivamente alle carte d’identità in formato cartaceo o debba ritenersi esteso anche a quelle elettroniche e quale disciplina debba applicarsi alle carte d’identità elettroniche riconsegnate ma non ancora scadute, in quanto prossime alla scadenza, deteriorate o sostituite a seguito di variazione delle generalità.
Quesito del 16 ottobre 2026
Si è proceduto alla trascrizione di una sentenza con cui il Tribunale ha riconosciuto la cittadinanza italiana iure sanguinis in favore di sedici cittadini brasiliani. Il dispositivo ordina al Ministero dell’Interno e, per esso, all’ufficiale dello stato civile competente, di procedere alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge nei registri dello stato civile, con le eventuali comunicazioni alle autorità consolari. Si chiede se l’ufficiale dello stato civile debba procedere d’ufficio alla trascrizione degli atti trasmessi ovvero se occorra una istanza in bollo del difensore e, in tale ipotesi, se la stessa possa essere presentata cumulativamente per tutti i soggetti interessati.
Quesito del 16 ottobre 2026
Un cittadino di origine marocchina, già coniugato e divenuto cittadino italiano nel 2011, attualmente iscritto all’AIRE, ha trasmesso per il tramite dell’Autorità consolare la sentenza di divorzio relativa al primo matrimonio, regolarmente trascritta nei registri dello stato civile. Successivamente, per il tramite di una comunicazione verbale resa da un familiare, l’Ufficio è venuto a conoscenza del fatto che il medesimo cittadino, in epoca anteriore alla pronuncia della sentenza di divorzio — e segnatamente in costanza di separazione personale — avrebbe contratto un secondo matrimonio in Marocco secondo le disposizioni di diritto islamico, ordinamento che ammette la poligamia. L’interessato manifesta ora l’intenzione di richiedere la trascrizione di tale secondo matrimonio, al fine di avviare le procedure di ricongiungimento familiare in favore della seconda coniuge e del figlio di prossima nascita. Si chiede, pertanto, quali siano gli adempimenti rimessi all’ufficiale dello stato civile nell’ipotesi in cui venga formalizzata la relativa istanza, tenuto conto che la fattispecie integra una situazione di bigamia, non consentita dall’ordinamento italiano.
Quesito del 16 ottobre 2026
Il Comune ha ricevuto una segnalazione scritta dalla proprietaria di un immobile, la quale dichiara che il fratello, ivi iscritto anagraficamente, non vi dimora da diversi mesi, essendosi trasferito in Francia presso un indirizzo di cui ha fornito indicazione. La dichiarazione — protocollata dall’ufficio e utilizzabile, unitamente agli ulteriori accertamenti, ai fini del computo dell’anno di mancanza della dimora abituale — è stata resa dopo che la segnalante aveva inutilmente invitato il fratello a presentare domanda di trasferimento all’estero al Comune o al Consolato. L’interessato, in epoca anteriore alla segnalazione, aveva chiesto telefonicamente informazioni sul rilascio della CIE, essendo tuttora residente e titolare di carta d’identità cartacea. Si chiede pertanto se, qualora si presenti allo sportello, il documento possa essergli rilasciato; se il rilascio interrompa il termine annuale rilevante ai fini della cancellazione per irreperibilità, facendo venir meno l’efficacia della dichiarazione resa dalla sorella; ovvero se sia legittimo negare il rilascio, dando all’interessato notizia della segnalazione pervenuta.
Quesito del 16 ottobre 2026
Si chiede di conoscere se, al momento della presentazione di una costituzione di convivenza di fatto, l’Ufficio anagrafe debba procedere a richiedere la copia integrale dell’atto di nascita dei dichiaranti o se sia invece sufficiente la stampa di un certificato di stato civile da cui risulti lo stato libero dei medesimi.
Quesito del 16 ottobre 2026
Su un atto di nascita è stata apposta, contestualmente alla formazione dell’atto, un’annotazione relativa alla cittadinanza contenente un errore materiale di battitura. Interpellata la Sogei, la stessa ha prospettato l’apposizione di un’annotazione ex art. 98 del d.P.R. n. 396/2000 riferita all’annotazione contestuale, evidenziando che l’atto, in quanto sottoscritto digitalmente, è immodificabile e che l’annotazione contestuale ne costituisce parte integrante. È stato tuttavia osservato che, in tal modo, l’estratto per riassunto continuerebbe a riportare l’annotazione nella formulazione errata. In alternativa, Sogei ha suggerito di rendere non certificabile l’annotazione contestuale mediante le funzionalità tecniche della piattaforma; tale soluzione, però, imporrebbe l’apposizione di una nuova annotazione certificabile con il testo corretto, con la conseguenza che la copia integrale dell’atto recherebbe una duplicazione di annotazioni. Si chiede pertanto quale soluzione risulti maggiormente percorribile, ipotizzando il seguente percorso operativo: rendere non certificabile l’annotazione contestuale errata; apporre un’annotazione ex art. 98 del d.P.R. n. 396/2000 con testo del seguente tenore: «Ai sensi dell’art. 98, c. 1, del d.P.R. n. 396/2000, l’annotazione a margine apposta sull’atto soprascritto in data … avente ad oggetto … deve intendersi come non apposta»; apporre, infine, l’annotazione corretta. L’esito sarebbe un estratto per riassunto recante la sola annotazione certificabile corretta e l'estratto integrale recante tre annotazioni (quella errata, quella di annullamento ex art. 98 e quella corretta). Si rappresenta che tale soluzione non trova espresso fondamento normativo, essendo anche il testo dell’annotazione ex art. 98 frutto di adattamento.
Quesito del 15 ottobre 2026
L’art. 39, comma 6, del CCNL Funzioni locali 2022-2024 consente la fruizione delle ferie nel corso del periodo di preavviso. Si chiede pertanto di conoscere, nell’ipotesi in cui il dipendente sia tenuto all’osservanza di un termine di preavviso di 7 giorni e presenti le dimissioni nel rispetto di tale termine, se i 7 giorni debbano essere necessariamente prestati in servizio, a pena di decurtazione retributiva, ovvero se il dipendente che disponga di ferie maturate e non ancora godute possa fruirne per l’intera durata del periodo di preavviso.
Quesito del 15 ottobre 2026
Si chiede se, ai fini della prova dell’avvenuta consegna della comunicazione di avvio del procedimento rilasciata contestualmente alla presentazione della dichiarazione di residenza, sia sufficiente l’apposizione della sola firma per ricevuta, come previsto dalla modulistica fornita dalla software house.
Quesito del 15 ottobre 2026
L’Ufficio di stato civile ha ricevuto, per il tramite dell’autorità consolare, un atto di nascita formato all’estero nel quale il nato è indicato come figlio di due genitori nominativamente individuati, senza che risulti specificato lo stato coniugale degli stessi al momento della dichiarazione di nascita; la dichiarazione risulta resa dal padre. Essendo stata richiesta al Consolato, in applicazione della legge italiana, l’indicazione del vincolo coniugale tra i genitori, l’autorità consolare ha riscontrato rappresentando che: unitamente all’atto da trascrivere è stato trasmesso il provvedimento conclusivo del procedimento, denominato “attestazione di ceppo”, sottoscritto dal responsabile dell’ufficio cittadinanza ed emesso all’esito della verifica della trasmissione della cittadinanza dall’avo dante causa e della non interruzione dello ius civitatis fino al richiedente; che la cittadinanza non avrebbe potuto essere trasmessa in assenza di un riconoscimento della filiazione giuridicamente valido; che, pur non essendovi tenuto, il Consolato ha altresì trasmesso l’indicazione della data di matrimonio dei genitori. Alla luce di quanto riscontrato dall’autorità consolare, si chiede se l’Ufficio possa procedere alla trascrizione dell’atto di nascita, pur non recando l’atto medesimo l’indicazione che, al momento della dichiarazione di nascita, i genitori erano uniti in matrimonio.
Quesito del 15 ottobre 2026
Una Centrale Unica di Committenza (CUC) ha espletato una procedura aperta per appalto sotto-soglia, con aggiudicazione secondo il criterio del minor prezzo. All’esito del calcolo della soglia di anomalia, due offerte sono risultate di importo identico e parimenti collocate al primo posto in graduatoria. La commissione di gara ha pertanto proceduto, nella medesima seduta pubblica, all’individuazione dell’offerta vincente mediante sorteggio effettuato con estrazione casuale di biglietti cartacei; l’estrazione materiale è stata affidata al legale rappresentante di un operatore economico concorrente, non utilmente collocato in graduatoria, presente alla seduta. L’operatore economico soccombente all’esito del sorteggio ha presentato istanza di revoca in autotutela, fondata sui seguenti motivi: 1. Mancata allegazione del protocollo di legalità sottoscritto in ogni pagina da parte dell’aggiudicatario, il quale ha tuttavia reso apposita dichiarazione di accettazione all’interno della domanda di partecipazione, secondo quanto prescritto dal disciplinare di gara; 2. Illegittimità della costituzione della commissione giudicatrice, in quanto le dichiarazioni di insussistenza di situazioni di conflitto di interessi rese da due commissari su tre recavano in oggetto l’indicazione di una diversa procedura; l’errore materiale è stato successivamente emendato mediante pubblicazione delle dichiarazioni corrette, aventi però data cronologicamente successiva alla seduta; 3. Omesso preavviso della seduta pubblica in cui si è tenuto il sorteggio e potenziale conflitto di interessi in capo al legale rappresentante dell’impresa concorrente incaricato dell’estrazione. Non è stata invece eccepita la mancata effettuazione del sorteggio in modalità telematica. Si chiede se la CUC debba annullare la proposta di aggiudicazione e procedere alla ripetizione del sorteggio — per omessa comunicazione del preavviso e/o per mancato ricorso alla modalità telematica — ovvero se possa procedere all’aggiudicazione in favore dell’originario sorteggiato, ritenendo superabili le eccezioni formulate.
Quesito del 15 ottobre 2026
In presenza di prassi applicative difformi adottate da comuni limitrofi e alla luce delle recenti modifiche normative in materia di polizia mortuaria, si chiede di conoscere la corretta interpretazione della disciplina regionale toscana in ordine all’individuazione del comune competente al rilascio dell’autorizzazione al trasporto delle salme fuori comune. In particolare, si chiede quale sia l’ente competente nell’ipotesi in cui il decesso sia avvenuto nel Comune A, l’accertamento necroscopico sia stato eseguito nel Comune B e la sepoltura debba avere luogo nel medesimo Comune B.
Quesito del 15 ottobre 2026
Questo Ente sta predisponendo un concorso per l’assunzione di un Operatore esperto. Si chiede se sia possibile prevedere, tra i requisiti di ammissione, che — fermo restando il possesso del titolo di assolvimento dell’obbligo scolastico (licenza di scuola secondaria di primo grado) — possano partecipare anche i candidati privi della qualifica professionale triennale, purché dimostrino di aver maturato almeno tre anni di esperienza lavorativa in mansioni analoghe, adeguatamente documentata.
Quesito del 15 ottobre 2026
L’urna cineraria di un defunto risulta attualmente affidata a un figlio residente nel Comune. Un altro figlio, residente in diverso Comune, chiede che l’affidamento sia disposto in proprio favore. Si chiede quali atti debba adottare l’Amministrazione comunale ai fini del trasporto dell’urna e del nuovo affidamento.
Quesito del 15 ottobre 2026
Si espone il seguente caso: una nostra residente ha ancora iscritta nel proprio stato di famiglia, come persona residente, la madre, di fatto deceduta in Argentina nel 2017, e ne chiede la cancellazione. Entrambe risultano cittadine italiane regolarmente iscritte in ANPR. L’interessata ha prodotto una certificazione di morte rilasciata dal Registro Provinciale delle Persone — nella consueta forma di fotocopia scaricata dal sistema GEDO — corredata di traduzione in lingua italiana fatta eseguire in Italia, pochi giorni addietro, da un notaio, il quale ha rilasciato una “certificazione di conformità” dell’atto, dichiarando che la copia tradotta è conforme all’originale, benché un originale non esista, essendo disponibile la sola stampa GEDO. Sul certificato e sulla relativa traduzione non è apposta l’apostille. Pur essendo noto che occorre acquisire istanza scritta in bollo per la trascrizione, permangono dubbi sulla validità della documentazione consegnata. Si chiedono pertanto indicazioni circa gli adempimenti da porre in essere.
Quesito del 15 ottobre 2026
Si chiede se un Ente privo di qualificazione possa procedere all’affidamento di una concessione di importo inferiore alla soglia di € 140.000,00.
Quesito del 15 ottobre 2026
Quale documentazione deve essere prodotta, ai fini della prima iscrizione anagrafica in Italia, da una cittadina rumena maggiorenne e non occupata, figlia di una cittadina rumena già iscritta all’anagrafe di altro Comune, pensionata e in possesso di attestazione di soggiorno permanente per cittadini UE?
Quesito del 15 ottobre 2026
Un cittadino italiano, attualmente residente in questo Comune, ha contratto matrimonio nel 2004 presso lo stesso Comune con una cittadina finlandese. L’interessato ha presentato istanza di trascrizione della sentenza di divorzio pronunciata in Finlandia nell’anno 2008, producendo a tal fine il certificato previsto dall’art. 39 del Regolamento (CE) n. 2201/2003 Allegato I. Il predetto certificato presenta, tuttavia, non riporta il luogo di nascita dei coniugi né alcun dato identificativo relativo all’atto di matrimonio. Si rileva, inoltre, una discordanza nel cognome della coniuge, in quanto nell’Allegato I è indicato il cognome attualmente da essa posseduto — acquisito a seguito di successive nozze contratte in Finlandia — mentre il cognome risultante dall’atto di matrimonio è riportato unicamente tra parentesi, accanto a quello attuale. Attesa l’urgenza dell’adempimento, essendo già stata fissata la data delle seconde nozze dell’istante, si chiede di conoscere: se, alla luce degli indirizzi espressi dalla circolare del Ministero dell’Interno n. 24/2006, sia legittimo procedere alla trascrizione sulla base del certificato così formato, risultando comunque indicati i nomi dei coniugi; se sia possibile apporre apposita annotazione volta a chiarire la discordanza relativa al cognome della coniuge.
Quesito del 15 ottobre 2026
Questo Comune sta per approvare (settembre 2026) il progetto di fattibilità tecnico-economica unitamente al progetto esecutivo e al correlato quadro economico per la realizzazione di un’area attrezzata per la sosta camper; l’approvazione di entrambi i livelli progettuali è necessaria per accedere a un finanziamento GAL, il cui bando prevede la presentazione della domanda con progetto esecutivo già pronto. Nella seduta di Giunta in cui saranno approvati i progetti, la modifica del DUP e del programma triennale delle opere pubbliche, verrà approvata anche apposita variazione di bilancio d’urgenza, reperendo le risorse necessarie per l’intera opera tra le entrate proprie dell’Ente (oneri e monetizzazioni per € 130.000 e avanzo disponibile per € 170.000). A gennaio 2027 è prevista l’assegnazione del finanziamento per una quota parte (circa il 50% dell’opera). Si chiede con quale procedura sia possibile modificare la fonte di finanziamento, “liberando” le somme già assegnate all’opera nel 2027, e se sia preferibile liberare gli oneri oppure l’avanzo applicato.
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