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Quesito del 22 gennaio 2026

Due ex coniugi, con divorzio già trascritto nei registri di stato civile, continuano a vivere nella medesima abitazione avendo mantenuto buoni rapporti di amicizia. Essi richiedono a questo Ufficio di essere iscritti in anagrafe come due famiglie anagrafiche distinte, pur risultando residenti allo stesso indirizzo e nella stessa unità abitativa. Si chiede se sia possibile accogliere tale richiesta.

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Quesito del 22 gennaio 2026

Si rappresenta il seguente caso: una famiglia residente in questo Comune, composta da padre, madre, figlia e compagno della figlia. La figlia e il compagno intendono costituire una convivenza di fatto, con la conseguente variazione anagrafica della relazione tra i due da “parentela/affinità” a “conviventi di fatto”, ai sensi dell’art. 1, commi 36–37, della legge n. 76/2016. Si chiede se sia possibile procedere alla costituzione della convivenza di fatto tra i due, mantenendo invariato il nucleo familiare anagrafico composto dalle quattro persone sopra indicate

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Quesito del 22 gennaio 2026

È pervenuta a questo Ufficio una sentenza del Tribunale, munita di attestazione di passaggio in giudicato, relativa alla rettificazione di nome e sesso di una persona nata in questo Comune ma residente in un Comune limitrofo. Si chiede quali adempimenti debba porre in essere, nel caso di specie, l’Ufficiale dello Stato Civile.

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Quesito del 22 gennaio 2026

Una cittadina iscritta all’AIRE richiede il rilascio di un certificato storico di stato di famiglia. Si chiede se, anche qualora il certificato sia richiesto per uso estero, si applichino le medesime disposizioni in materia di imposta di bollo.

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Quesito del 21 gennaio 2026

È pervenuta una richiesta di iscrizione anagrafica (residenza) presentata da una cittadina albanese, entrata in Italia con permesso di soggiorno per cure mediche (gravidanza), rilasciato in data 06/09/2023 e con scadenza 05/09/2033. Il quesito è il seguente: è possibile procedere al rilascio della residenza in favore della richiedente sulla base di tale titolo di soggiorno? Si precisa che la cittadina è in possesso di: passaporto in corso di validità; codice fiscale; contratto di locazione regolarmente registrato.

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Quesito del 21 gennaio 2026

In materia di attività di commercio e somministrazione di alimenti e bevande, si chiede di chiarire se, ai fini della legge regionale Toscana 23 novembre 2018, n. 62 (disciplina del commercio), la manipolazione, preparazione o trasformazione degli alimenti (ad es. cottura, assemblaggio, porzionatura) costituisca un elemento giuridicamente rilevante per qualificare l’attività come somministrazione anziché come vendita al dettaglio nel settore alimentare. In particolare, si domanda se, in assenza della messa a disposizione di spazi, arredi o servizi destinati al consumo sul posto (quali tavoli, sedute, piani di appoggio, servizi igienici), l’attività possa essere comunque qualificata come somministrazione per il solo fatto che l’esercente manipoli o prepari gli alimenti. Si richiede inoltre di indicare i riferimenti normativi e, se esistenti, orientamenti giurisprudenziali o ministeriali, chiarendo la distinzione tra profilo igienico-sanitario (Reg. CE n. 852/2004) e qualificazione amministrativa dell’attività commerciale.

Commercio
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Quesito del 21 gennaio 2026

È stato chiarito — anche dalla deliberazione n. 34/2025 della Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per il Molise — che l’affidamento di un incarico di lavoro autonomo occasionale a un ex dipendente collocato in quiescenza, avente ad oggetto l’affiancamento di un dipendente neoassunto e finalizzato alla condivisione del bagaglio di esperienza maturato nello svolgimento delle mansioni in precedenza esercitate, non integra violazione dell’art. 5, comma 9, del D.L. 6 luglio 2012, n. 95. Resta tuttavia da chiarire se tale incarico debba essere qualificato come “spesa per la formazione” e, conseguentemente, se rientri tra le spese di personale ai sensi del comma 557 della L. 296/2006. Potreste fornire un’indicazione in merito, considerato che l’attività descritta non si concretizza in un vero e proprio corso di formazione, nel senso comunemente inteso?

Personale
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Quesito del 21 gennaio 2026

Il personale di vigilanza che presta servizio per sette giorni consecutivi senza fruire del riposo ha diritto a una specifica indennità?

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Quesito del 21 gennaio 2026

L’Ente ha ricevuto da un notaio la richiesta di procedere all’annotazione a margine dell’atto di matrimonio relativa alla costituzione del fondo patrimoniale, istituito nell’anno 2004 (atto mai pervenuto a questo Ufficio); alla modifica del fondo patrimoniale intervenuta nell’anno 2025, ai sensi e per gli effetti dell’art. 163 e ss. c.c., con incremento del fondo patrimoniale già esistente. Si chiede cortesemente conferma circa le formule da applicare e, in particolare: se, per la costituzione del fondo patrimoniale (anno 2004), debba utilizzarsi la formula 184.A; se, per la modifica/incremento del fondo (anno 2025), debba utilizzarsi la formula 185. Inoltre, nel corpo dell’atto è riportata la scelta del regime di separazione dei beni, ma non risulta apposta la relativa annotazione a margine. Si chiede, pertanto, se — prima di procedere alle annotazioni relative al fondo patrimoniale — sia opportuno effettuare anche l’annotazione del regime di separazione dei beni, dichiarato nell’atto di matrimonio.

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Quesito del 21 gennaio 2026

Un cittadino è stato sospeso dall’esercizio del diritto elettorale in virtù di una sentenza definitiva. Il periodo di sospensione termina in concomitanza con l’attuale tornata elettorale; per tale ragione l’ufficio ha richiesto al Casellario giudiziale il relativo certificato. Il certificato, tuttavia, non risulta “nullo” e riporta ancora la precedente sospensione disposta dalla sentenza, nonostante la pena risulti già espiata. Poiché si tratta di una pena ormai eseguita, è possibile procedere alla reiscrizione nelle liste elettorali del cittadino precedentemente sospeso?

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Quesito del 21 gennaio 2026

Una cittadina di origine cubana, oggi cittadina italiana e divorziata, intende contrarre matrimonio. L’acquisto della cittadinanza italiana è avvenuto presso il precedente Comune di residenza; tuttavia, l’interessata non ha mai richiesto la trascrizione del proprio atto di nascita nei registri dello stato civile italiano. In vista dell’avvio del procedimento di pubblicazione di matrimonio, si chiede se sia necessario richiedere alla stessa la produzione dell’atto di nascita estero. Si evidenzia, inoltre, che tale atto, in quanto privo di annotazioni, non consente comunque di verificare l’eventuale celebrazione di un ulteriore matrimonio successivamente al 2016 (anno del divorzio).

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Quesito del 21 gennaio 2026

L’assegno ad personam di cui all’art. 15, comma 3, è riassorbibile con le future progressioni economiche conseguite nella nuova area. Nel caso di progressione in deroga da C5 a D1, il “differenziale storico” (da C1 a C5) viene riassorbito esclusivamente tramite successive progressioni economiche all’interno dell’area, oppure anche in occasione della sottoscrizione dei nuovi CCNL che comportino incrementi retributivi, i quali, in tal caso, sarebbero riassorbibili fino a concorrenza del differenziale storico mantenuto?

Personale
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Quesito del 21 gennaio 2026

Un fornitore non risulta in possesso di un DURC regolare; tuttavia ha presentato un’autodichiarazione con cui attesta di essere in regola con i versamenti INPS e INAIL. Tale autodichiarazione è sufficiente per procedere alla liquidazione?

Affari generaliTecnico LL. PP.
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Quesito del 20 gennaio 2026

Alla luce della L.R. 61/2024 e ss.mm.ii., i soggetti che, alla data di entrata in vigore della legge, esercitano l’attività di affittacamere e di B&B in forma non imprenditoriale possono proseguire l’attività senza porre in essere ulteriori adempimenti, continuando a operare secondo le modalità finora adottate? Oppure è necessario adeguarsi alle nuove disposizioni? In caso affermativo, in quali termini e sotto quali profili occorre l’adeguamento, con specifico riferimento agli artt. 41, 42, 43 e 144?

Commercio
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Quesito del 20 gennaio 2026

Un cittadino etiope, non iscritto all’AIRE, ha presentato richiesta di trascrizione dell’atto di battesimo del padre, il quale risulta figlio di una persona nata in questo Comune nel 1898. Dai registri comunali risulta effettivamente presente un soggetto con il medesimo nome e cognome; tuttavia, tale soggetto risulta coniugato con persona diversa da quella indicata nell’atto di battesimo formato in Etiopia. Inoltre, nell’atto di battesimo non è indicata la data di nascita dell’interessato. Si chiede se la trascrizione di tale atto rientri nella competenza di questo Ufficio. In caso affermativo, si chiede altresì quali verifiche e quali elementi documentali possano essere acquisiti ai fini dell’accertamento dell’effettivo rapporto di parentela.

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Quesito del 20 gennaio 2026

Si è presentata allo sportello dei Servizi Demografici una cittadina argentina, già iscritta in anagrafe nel 2001 e successivamente cancellata per irreperibilità al censimento nell’anno 2004. La medesima non è in possesso dell’originale del permesso di soggiorno (riferisce che risulta deteriorato), ma esibisce esclusivamente una fotocopia dello stesso, rilasciato dalla Questura di Brescia nel 2002 per motivi familiari, recante l’indicazione “carta di soggiorno a tempo indeterminato”. Si evidenzia inoltre che la sig.ra risulta coniuge di cittadino italiano, attualmente residente nel mio Comune, con atto di matrimonio regolarmente trascritto nell’anno 2011 presso un Comune limitrofo. Si chiede cortesemente se, ai fini dell’iscrizione anagrafica, sia possibile ritenere valida la suddetta fotocopia del permesso di soggiorno.

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Quesito del 20 gennaio 2026

È pervenuta una sentenza di divorzio dal Consolato Generale d’Italia a Mosca. La sig.ra, naturalizzata italiana, si è trasferita in Russia con due figli minori. Il marito, cittadino italiano, risulta residente nel nostro Comune. Alla sentenza è allegata una dichiarazione sostitutiva con la quale la sig.ra attesta che la pronuncia possiede i requisiti previsti dall’art. 64 della L. 218/1995. Si chiede se l’Ufficio sia tenuto a comunicare al coniuge l’avvenuta trascrizione della sentenza, ovvero di avvio del procedimento prima della trascrizione, considerato il fondato timore che il marito possa essere fortemente contrario al divorzio.

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Quesito del 20 gennaio 2026

Dobbiamo assegnare i permessi studio di cui all’art. 46 del CCNL 16.11.2022. L’Ente ha 25 dipendenti e, pertanto, i permessi possono essere concessi ad un solo dipendente. Le richieste presentate sono due: un dipendente iscritto al primo anno di un corso di laurea della durata di cinque anni ed un dipendente iscritto al primo anno di un Master universitario di I livello, della durata di un anno. Entrambi non hanno mai usufruito di permessi studio per il medesimo corso. Le precedenze sono stabilite dai commi 6, 7 e 8 dell’art. 46 del CCNL 16.11.2022. Il comma 6 non trova applicazione, poiché entrambi risultano iscritti al primo anno: per uno di essi, tale anno coincide anche con l’ultimo (Master annuale), ma non vi sono esami riferibili ad anni precedenti. Il comma 7 recita testualmente: “Nell’ambito di ciascuna delle fattispecie di cui al comma 6, la precedenza è accordata, nell’ordine, ai dipendenti che frequentino corsi di studio della scuola media inferiore, della scuola media superiore, universitari o post-universitari”. Il nodo interpretativo riguarda il significato della congiunzione “o”: deve intendersi nel senso che i corsi universitari e post-universitari siano posti sullo stesso piano, oppure che l’iscrizione a un corso universitario attribuisca precedenza rispetto a un corso post-universitario? Nel caso in cui tali percorsi fossero considerati equivalenti ai fini della priorità, si dovrebbe applicare il comma 8; poiché entrambi non hanno mai fruito di permessi per lo stesso corso, la precedenza spetterebbe al dipendente con maggiore anzianità di servizio, il quale è già laureato ed è iscritto al percorso post-laurea.

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Quesito del 20 gennaio 2026

Un Comune ha in essere, con un’agenzia di lavoro temporaneo, un contratto di somministrazione di lavoro. L’agenzia ha assegnato al Comune un lavoratore, inquadrato come istruttore contabile a tempo determinato presso il Settore finanziario. Ai fini dell’imputazione contabile della relativa spesa, quale delle seguenti codifiche deve essere utilizzata: "U.1.01.01.01.006 – Voci stipendiali corrisposte al personale a tempo determinato", oppure "U.1.01.01.02.999 – Altre spese per il personale n.a.c."?

RagioneriaPersonale
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Quesito del 20 gennaio 2026

È necessario redigere ogni anno un nuovo verbale di distruzione delle CIE? Qualora ciò fosse richiesto, si chiede se sia disponibile un modello da utilizzare come riferimento e se, nel verbale, debbano essere indicati tutti i numeri identificativi delle CIE distrutte. Si chiede inoltre se sia necessario allegare anche la fotocopia dei documenti oggetto di distruzione.

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