Quesito del 10 aprile 2026
È stato notificato un avviso di accertamento esecutivo e sono decorsi i termini di 60 giorni per la relativa impugnazione. Successivamente, a seguito della notifica della cartella di pagamento, il contribuente rileva la presenza di errori nell’avviso emesso dall’Ente, consistenti, in particolare, nell’omessa indicazione di una pertinenza e nell’inserimento di un immobile precedentemente soppresso. L’Ente, a seguito di ulteriore verifica, riscontra l’effettiva sussistenza degli errori presenti nella scheda del contribuente e provvede, pertanto, alla relativa rettifica. All’esito di tale correzione, tenuto conto delle imposte già versate, il contribuente risulta comunque debitore nei confronti dell’Ente per l’annualità considerata. In casi analoghi a quello descritto, dunque, in presenza di un accertamento ormai divenuto esecutivo, si chiede quale sia la procedura corretta da seguire: se occorra procedere alla rettifica del ruolo, facendo riferimento all’avviso originario; oppure se, al contrario, debba escludersi la rettifica del ruolo, limitandosi l’Ente ad aggiornare la scheda del contribuente e a rilevare il debito residuo nei confronti dell’Ente, da recuperare con riferimento a annualità d’imposta non ancora riscosse.
Quesito del 10 aprile 2026
Un utente intende avviare una pizzeria con attività esclusiva di vendita per asporto, senza somministrazione al pubblico. A tal fine ha presentato al SUAP la sola notifica sanitaria. Si chiede se tale adempimento sia sufficiente oppure se debba essere integrato con un’ulteriore SCIA. In particolare, accedendo al portale Impresa in un giorno, tra le opzioni disponibili, quella apparentemente più coerente sembrerebbe essere “commercio al dettaglio di vicinato – settore alimentare”, mediante la quale presentare contestualmente anche la notifica sanitaria, con indicazione della specifica tipologia di attività svolta (ad es. produzione/trasformazione). Si chiede, inoltre, se, nell’ipotesi in cui l’esercente intenda collocare alcuni tavolini per consentire il consumo sul posto, ma senza servizio al tavolo, tale modalità sia consentita nell’ambito della sola attività di asporto oppure se, in tal caso, sia necessaria la presentazione di una SCIA per la somministrazione di alimenti e bevande.
Quesito del 10 aprile 2026
Si chiede di sapere quale sia il corretto momento temporale per l’erogazione dell’incentivo sulle entrate IMU spettante al personale ai sensi dell’art. 1, comma 1091, della legge n. 145/2018. In particolare, si domanda se l’incentivo confluito nella produttività 2025 possa essere liquidato al personale interessato a seguito dell’approvazione del riaccertamento ordinario dei residui e della Relazione sulla performance 2025, che ricomprende tra gli obiettivi raggiunti anche il maggior gettito IMU derivante dall’attività di accertamento, ovvero se sia necessario attendere l’approvazione del rendiconto 2025 da parte del Consiglio comunale, in scadenza al 30 aprile 2026.
Quesito del 10 aprile 2026
È stato richiesto al Consolato l’atto di nascita, mai trascritto, di una cittadina iscritta all’AIRE. Il Consolato ha trasmesso un estratto di nascita modello CIEC, nel quale il luogo di nascita è indicato come “Domitrovec (Croazia)”, mentre la scheda anagrafica presente a sistema riportava “Domitrover (Jugoslavia)”. Prima di procedere alla trascrizione dell’atto, si è provveduto alla variazione del luogo di nascita in anagrafe e al conseguente ricalcolo del codice fiscale. Attualmente risultano pertanto due codici fiscali da allineare in ANPR, con necessità di individuare quale debba essere mantenuto come principale. Sorge, tuttavia, un dubbio in ordine alla correttezza della procedura seguita: la cittadina, essendo nata il 19 novembre 1951, risultava nata nello Stato della Jugoslavia, mentre la Croazia è divenuta Stato indipendente solo successivamente, nel 1991. Si chiede, pertanto, se, sulla base della comunicazione del Consolato, sia stata correttamente effettuata la modifica dello Stato estero di nascita oppure se fosse necessario mantenere l’indicazione “Jugoslavia” e, conseguentemente, conservare il precedente codice fiscale associato alla cittadina.
Quesito del 10 aprile 2026
Una signora ha chiesto il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis, che le è stato successivamente riconosciuto. La stessa ha acquisito la residenza in Italia per la prima volta in data 31 marzo 2025. La signora ha una figlia minore, nata nel 2021, anch’essa residente in Italia dal 31 marzo 2025. Si chiede se, alla luce della normativa vigente, non operi più l’automatismo nella trasmissione della cittadinanza alla minore e se, pertanto, per quest’ultima sia necessario attendere il compimento di due anni di residenza, acquisire la dichiarazione della madre, svolgere la relativa istruttoria, adottare l’esito dell’accertamento e, infine, procedere alla trascrizione dell’atto. Si chiede se tale impostazione sia corretta.
Quesito del 10 aprile 2026
Tre anni fa, presso questo Comune, è stata costituita un’unione civile tra due donne. Una delle parti si è presentata presso questo ufficio chiedendo di rendere la dichiarazione di volontà finalizzata allo scioglimento dell’unione civile. La richiedente ha esibito la raccomandata inviata all’altra parte, con la quale la informava della propria intenzione di procedere in tal senso, nonché la relativa ricevuta di ritorno. La dichiarazione è stata ricevuta mediante utilizzo della formula n. 121-undecies ed è stata eseguita l’annotazione sull’atto di unione civile con la formula n. 187-quater. Si chiede se l’ufficio dello stato civile debba provvedere a informare anche la parte che non si è presentata.
Quesito del 10 aprile 2026
Il Comune ha ricevuto, tramite notifica ANSC, l’atto di morte relativo a una residente deceduta il 18 marzo u.s. presso un ospedale di Torino. L’atto risulta tuttavia formato soltanto in data 7 aprile, con un rilevante intervallo temporale rispetto alla data del decesso. Alla luce di quanto sopra, si chiede cortesemente di sapere se la formazione dell’atto di morte con tale ritardo possa ritenersi conforme alla normativa vigente oppure se, nella prassi operativa, sia possibile procedere agli adempimenti urgenti — quali il rilascio delle autorizzazioni al trasporto funebre e alla sepoltura — anche in assenza della preventiva formazione dell’atto di morte, considerato che, nel sistema ANSC, l’atto e i relativi certificati risultano disponibili solo al termine del relativo iter. Si chiede inoltre un chiarimento in merito alla possibilità di rilasciare le suddette autorizzazioni anche senza l’indicazione degli estremi dell’atto di morte, al fine di valutare l’opportunità di demandare tali adempimenti ad altro personale in caso di temporanea assenza del responsabile, evitando così ritardi nelle procedure. I
Quesito del 10 aprile 2026
Avrei bisogno di un chiarimento in merito al procedimento relativo all’acquisto automatico della cittadinanza da parte del figlio minore convivente con il genitore divenuto cittadino italiano. Alla luce della normativa vigente ritengo che si tratti di un acquisto automatico ex lege e che, pertanto, il relativo procedimento debba essere qualificato come procedimento a iniziativa d’ufficio. Alcuni uffici ritengono necessario trasmettere il preavviso di rigetto nel caso in cui i requisiti non sussistano. Tuttavia ritengo che si tratti di un procedimento avviato d’ufficio. e che si renda necessario adottare un provvedimento conclusivo. Nel caso in cui i requisiti sussistano, l’attestazione sindacale potrebbe continuare a costituire il provvedimento conclusivo, eventualmente accompagnata da una comunicazione formale agli interessati. In caso di mancanza dei requisiti, si potrebbe invece adottare un provvedimento negativo motivato. Si pone inoltre il problema dell’ipotesi in cui un requisito non sia ancora maturato, ma possa perfezionarsi successivamente, come nel caso dei due anni di residenza del genitore del minore successivi all’acquisto della cittadinanza. In tale situazione è corretto adottare un provvedimento negativo, con possibilità di riattivare il procedimento in un momento successivo? Oppure sarebbe preferibile un provvedimento di rinvio a data futura o di sospensione del procedimento, pur tenendo conto dei limiti temporali previsti per la sospensione?
Quesito del 10 aprile 2026
Si chiede se l’elenco degli aventi diritto al voto che hanno effettivamente esercitato il diritto di voto possa essere oggetto di accesso ai sensi dell’art. 24, comma 7, della legge n. 241/1990, e se tali dati siano conoscibili dai candidati e da tutti gli elettori, ovvero se sia legittimo opporre diniego. Si chiede, inoltre, se la “lista della votazione” di cui all’art. 62 del D.P.R. 16 maggio 1960, n. 570 debba intendersi come elenco degli elettori che hanno effettivamente votato, nonché se sussistano ulteriori disposizioni normative o orientamenti giurisprudenziali che consentano o escludano l’accesso alle liste recanti l’indicazione dei votanti effettivi.
Quesito del 10 aprile 2026
Si chiede quali sono le scadenze per l’inserimento dei permessi sindacali fruiti dalle RSU ai sensi dell’art. 10 del CCNQ del 4 dicembre 2017 e se la piattaforma GEDAP sia quella corretta per la relativa registrazione.
Quesito del 9 aprile 2026
Il Comune in oggetto ha assunto a tempo determinato, ai sensi della normativa richiamata, un dipendente di un altro Comune per n. 16 ore settimanali. Si chiede di sapere: se, ai fini retributivi (cedolino paga), previdenziali (Uniemens) e degli ulteriori adempimenti connessi, sussistano differenze rispetto al personale di ruolo e se sia corretto non versare all’INPS la contribuzione per la disoccupazione nella misura dell’1,61%.
Quesito del 9 aprile 2026
Questo ente, a inizio esercizio, assume in partite di giro l’impegno di euro 12.000,00 per l’anticipazione all’economo e il corrispondente accertamento per la restituzione della medesima somma a fine anno. Contestualmente, assume sui pertinenti capitoli di spesa gli impegni necessari a coprire le spese economali del primo trimestre, entro il limite di euro 12.000,00, ed emette il relativo mandato di anticipazione a favore dell’economo. Al termine di ciascun trimestre, sulla base delle spese effettivamente sostenute, l’ente dispone i mandati di rimborso a valere sui capitoli di bilancio previamente impegnati, al fine di ricostituire la dotazione dell’economo fino all’importo originario di euro 12.000,00. La medesima procedura viene reiterata nei trimestri successivi. A fine esercizio, dopo l’ultima ricostituzione, l’economo restituisce all’ente l’anticipazione di euro 12.000,00. Si chiede se tale modalità operativa possa ritenersi corretta sotto il profilo contabile e amministrativo, considerato che, a fronte di un’unica anticipazione e della corrispondente restituzione in partite di giro per euro 12.000,00, l’economo risulta autorizzato a sostenere nel corso dell’esercizio spese complessive fino a euro 48.000,00.
Quesito del 9 aprile 2026
Si richiede un parere in ordine alla possibilità per un dipendente di presentare istanza di fruizione dei permessi previsti dalla Legge n. 104/1992, con riferimento alla seguente fattispecie. Il familiare disabile, riconosciuto in situazione di gravità, risulta ricoverato a tempo pieno presso una Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA). Con riguardo a tale circostanza, si rappresenta che la struttura di ricovero si è dichiarata disponibile a certificare l’indispensabilità della presenza del dipendente per finalità di supporto psicologico e terapeutico, ritenendo tale apporto non sostituibile mediante le prestazioni rese dal personale interno della RSA. In proposito, si richiama l’orientamento espresso dalla Corte di Cassazione, con Ordinanza n. 5948/2025, che ammette la deroga al divieto di cumulo tra ricovero a tempo pieno e fruizione dei permessi, qualora l’assistenza del familiare sia richiesta dalla struttura stessa in funzione del benessere psicofisico del degente. Tutto ciò premesso, si chiede di sapere: se la certificazione rilasciata dalla RSA costituisca condizione necessaria e sufficiente ai fini dell’accoglimento della domanda da parte dell’INPS; quali siano i criteri di congruità, anche con riferimento alla durata della permanenza presso la struttura, che il dipendente è tenuto a rispettare per non incorrere in ipotesi di abuso del diritto, alla luce della recente giurisprudenza richiamata; se siano previsti modelli specifici per la presentazione della relativa istanza.
Quesito del 8 aprile 2026
È pervenuta da uno studio legale una richiesta di trascrizione della sentenza del Tribunale di Venezia, datata 30/03/2026, resa nel procedimento R.G. n. …/2024, relativa al riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis in favore di due cittadini brasiliani. La sentenza, tuttavia, riporta esclusivamente i nominativi dei richiedenti e la loro attuale residenza, senza indicare né i dati anagrafici completi, in particolare data e luogo di nascita, né, con riferimento alla richiedente, il cognome attualmente posseduto a seguito del matrimonio. Si chiede pertanto se sia comunque possibile procedere alla trascrizione dei relativi atti di stato civile, di nascita e di matrimonio, identificando i soggetti sulla base della delega conferita al difensore, oppure se sia necessario richiedere un’integrazione della sentenza, affinché siano espressamente indicati la data e il luogo di nascita, nonché il cognome attuale della richiedente. L’avvocato segnala inoltre che uno dei ricorrenti ha due figli minori. Nondimeno, nel giudizio civile il genitore ha agito esclusivamente in proprio e i figli minori non risultano menzionati nel provvedimento. Si domanda, quindi, se debba essere richiesta un’integrazione della sentenza anche al fine di poter procedere alla trascrizione degli atti di nascita dei minori. Si chiede infine se i figli possano considerarsi automaticamente cittadini italiani alla luce della nuova normativa e, tenuto conto che al momento non sono disponibili le rispettive date di nascita, quali siano le modalità corrette per procedere alla valutazione del caso.
Quesito del 8 aprile 2026
È pervenuta una richiesta di chiarimenti in merito alla possibilità di aprire uno showroom all’interno di un’abitazione privata. In particolare, si rappresenta l’intenzione di destinare alcune stanze dell’appartamento allo svolgimento di tale attività, con previsione di ricevimento della clientela presso i medesimi locali. Si chiede, pertanto, di conoscere quali siano gli eventuali adempimenti amministrativi previsti e se vi sia una specifica normativa di riferimento applicabile a tale tipologia di attività.
Quesito del 7 aprile 2026
In seguito al riconoscimento della cittadinanza italiana tramite tribunale di Roma per una cittadina di origine brasiliana, si è provveduto a trascrivere l'atto di nascita con le generalità da nubile. Per l'atto di matrimonio, avendo acquisito anche il cognome del marito, ho inserito nella intestazione le stesse generalità da nubile e trascritto nell'atto che avrebbe acquistato il nuovo cognome completo, è necessario effettuare una annotazione di correzione ex art. 98 nello stesso atto oppure tale variazione di nuove generalità vanno inserite quando si effettua il passaggio in anagrafe?
Quesito del 7 aprile 2026
Un fornitore, a seguito delle verifiche effettuate sulla documentazione relativa ai lavori affidati dall’Ente, ha segnalato che, secondo quanto rilevato dall’Agenzia delle Entrate, sarebbe emersa una difformità nell’applicazione dell’aliquota IVA riferita ai lavori di efficientamento energetico dell’impianto di illuminazione pubblica, finanziati ai sensi della Legge di bilancio 27 dicembre 2019, n. 160, annualità 2020. In particolare, l’importo dei lavori è stato assoggettato all’aliquota IVA del 10%, mentre, sulla base della normativa vigente, l’aliquota corretta da applicare risulterebbe pari al 22%. Il fornitore chiede pertanto all’Ente il rimborso della differenza d’imposta. Si chiede, quindi, di conoscere quale sia il corretto comportamento che l’Ente è tenuto ad adottare, se le somme richieste debbano ritenersi effettivamente dovute e, in caso affermativo, se il relativo pagamento debba essere qualificato come debito fuori bilancio.
Quesito del 7 aprile 2026
Nel nostro Ente è previsto, con decorrenza 1° luglio, il pensionamento di un dipendente inquadrato nell’Area degli Operatori Esperti. Si chiede se, previa modifica del PIAO, con previsione della copertura anticipata del posto che si renderà vacante e della relativa copertura finanziaria per i mesi di sovrapposizione, sia possibile procedere mediante mobilità ai sensi dell’art. 30, comma 2, del D.Lgs. n. 165/2001, e quindi senza l’obbligo di attivare la procedura ordinaria con pubblicazione dell’avviso di mobilità per almeno 30 giorni. Si precisa che il Comune ha una popolazione inferiore a 5.000 abitanti, che il Comune di provenienza del dipendente è confinante con quello di destinazione e che il dipendente interessato risiede nel nostro Comune.
Quesito del 7 aprile 2026
Ho qualche dubbio in merito alla firma dell’Ufficiale dello Stato Civile (USC) sui nuovi certificati digitali. Se i certificati sono emessi tramite la piattaforma ministeriale ANSC, non devono più essere firmati. Mi chiedo, però, se gli stessi certificati in formato digitale, recanti l’intestazione del Ministero dell’Interno, quando vengano emessi dal programma locale debbano invece essere firmati dall’USC. Essi sono comunque dotati di QR code e di sigillo e, a mio avviso, non sussiste alcuna differenza sostanziale.”
Quesito del 7 aprile 2026
Si è presentato allo sportello un cittadino di nazionalità rumena che, esibendo la nuova carta d’identità rumena, ha richiesto l’iscrizione anagrafica con provenienza dall’estero. La criticità riguarda il fatto che, su tale documento di identità, non sono indicati né lo Stato né il luogo di nascita, ma esclusivamente la nazionalità. Il cittadino riferisce che tali informazioni sarebbero desumibili mediante lettura del microchip contenuto nella carta. Tuttavia, non risultano disposizioni normative che impongano all’ufficio di procedere in tal senso, anche in considerazione delle difficoltà operative connesse a tale verifica. Ai fini della corretta iscrizione anagrafica, per la quale il dato relativo al luogo di nascita appare essenziale, si chiede se sia legittimo richiedere un attestato consolare. In alternativa, si chiede se sia possibile fare riferimento allo Stato di nascita indicato nel codice fiscale esibito dal cittadino, rilasciato dall’Agenzia delle Entrate in data successiva a quella di rilascio della nuova carta d’identità rumena.
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