Quesito del 9 ottobre 2026
Un cittadino italiano iscritto nell’anagrafe della popolazione residente ha trasmesso al Comune in data 07/07/2025, a mezzo raccomandata, istanza di cancellazione anagrafica, dichiarando di essersi trasferito definitivamente in Svizzera a decorrere dall’anno 2020. L’Ufficio anagrafe ha avviato il relativo procedimento e ha richiesto accertamento alla Polizia locale, che ha confermato l’avvenuto trasferimento all’estero; conseguentemente si è proceduto alla cancellazione dall’anagrafe della popolazione residente per emigrazione all’estero, con decorrenza dal 21/08/2025. Successivamente, in data 08/09/2026, il Consolato d'Italia a Zurigo ha trasmesso al Comune il modello CONS01, dal quale risulta che l’interessato ha presentato domanda di iscrizione consolare in data 19/06/2026. Si chiede di conoscere con quali modalità l’Ufficio debba procedere all’iscrizione dell’interessato nell’AIRE, in particolare se debba essere registrata una provenienza dall’estero ovvero se siano necessari ulteriori e diversi adempimenti.
Quesito del 9 ottobre 2026
L’Ente, a seguito dell’adozione di un nuovo modello organizzativo, deve procedere alla ripesatura degli incarichi di elevata qualificazione. Tra i criteri di pesatura adottati figura anche la voce relativa alle risorse finanziarie assegnate ai singoli servizi mediante il PEG. Considerato che, nell’assetto organizzativo dell’Ente, la gestione del personale risulta ripartita tra la gestione giuridica, attribuita al Servizio Personale, e la gestione economica, attribuita al Servizio Economico-Finanziario, si chiede di conoscere a quale dei due responsabili debbano essere imputate, ai fini della pesatura, le risorse finanziarie relative alla gestione del personale. Si precisa che la liquidazione di ciascun emolumento da parte del Servizio Economico-Finanziario presuppone l’adozione dei necessari atti di competenza del Servizio Personale.
Quesito del 9 ottobre 2026
Si chiede se, qualora su una visura catastale si legga «Nota di voltura o variazione del 2020 in atti dal 2026 per successione legittima – situazione al 2020», l’eventuale accertamento possa essere emesso solo dal 2026 – anno “in atti” – oppure anche per le annualità precedenti.
Quesito del 9 ottobre 2026
Ai fini del conseguimento del monte ore annuo di 40 ore di formazione previsto dalla Direttiva del Ministro per la Pubblica Amministrazione del gennaio 2025, si chiede se i corsi debbano obbligatoriamente prevedere un test di valutazione finale e se siano computabili le ore di formazione svolte senza prova finale.
Quesito del 9 ottobre 2026
Una cittadina di nazionalità romena ha presentato all’Ufficio una segnalazione scritta con la quale comunica che il coniuge si è allontanato dall’abitazione di residenza, chiedendo contestualmente l’avvio del procedimento per irreperibilità. Al medesimo cittadino, circa un mese prima, era stata rilasciata l’attestazione di soggiorno permanente, previa sua presentazione allo sportello in più occasioni. Si chiede se sia comunque possibile dare corso al procedimento di irreperibilità mediante invio della raccomandata.
Quesito del 9 ottobre 2026
Un cittadino marocchino, cancellato dall’anagrafe di questo Comune per irreperibilità nel mese di luglio 2025 e attualmente residente in altro Comune con decorrenza gennaio 2026, si è presentato presso questo Ente per chiedere il ripristino della precedente posizione anagrafica. Il procedimento di cancellazione per irreperibilità era stato avviato su segnalazione del proprietario dell’immobile e agli atti risultano i relativi accertamenti. Si chiede se, nel caso in cui il cittadino dimostri la propria presenza sul territorio comunale in quel periodo, sia legittimo ripristinare la posizione anagrafica come se la cancellazione per irreperibilità non fosse mai intervenuta.
Quesito del 9 ottobre 2026
Si chiede di conoscere le corrette modalità di calcolo della retribuzione individuale di anzianità (RIA) ai fini della costituzione del Fondo risorse decentrate per l’anno 2026, con riferimento a una posizione lavorativa assunta nel 1982 e cessata nel corso dell’anno 2025. Il dipendente risultava inquadrato nel profilo IST/C5/1/TI (Area degli Istruttori, categoria economica C5 con un differenziale stipendiale) e percepiva il seguente trattamento economico fondamentale: - stipendio base: € 1.782,74 - indennità di vacanza contrattuale: € 94,83 - salario individuale di anzianità: € 32,45 - indennità di comparto: € 4,34 - indennità di comparto quota fondo: € 41,46 - differenziale stipendiale: € 57,69 - differenziale storico: € 216,41
Quesito del 9 ottobre 2026
Una famiglia residente nel Comune ospiterà per la durata di un anno una ragazza alla pari, cittadina di altro Stato membro dell’UE. La competente Questura ha indicato quale unico adempimento il semplice inoltro, per il tramite del Comune, della dichiarazione di presenza entro trenta giorni dall’ingresso nel territorio nazionale. Si ritiene, per contro, che — trattandosi di un soggiorno di durata annuale — debba procedersi all’iscrizione anagrafica della cittadina comunitaria, previa dimostrazione della disponibilità di risorse economiche sufficienti (che sarebbero dichiarate dalla famiglia ospitante) e previa produzione di idonea polizza sanitaria. Si chiede se tale interpretazione sia corretta.
Quesito del 9 ottobre 2026
La società A risulta titolare di n. 3 licenze relative al locale in cui svolge le seguenti attività: - somministrazione di alimenti e bevande (lic. n. 1821/BA del 2017); - pubblici intrattenimenti danzanti (lic. n. 635/2017); - spettacoli di arte varia (lic. n. 636/2017). Nel 2019, a seguito di stipula di contratto di affitto d’azienda, nella gestione del locale è subentrata la società B. Il procedimento di subingresso nell’attività di somministrazione si è concluso positivamente senza adozione di uno specifico provvedimento autorizzatorio, trattandosi di attività soggetta a SCIA; per le attività di pubblico intrattenimento danzante e di spettacolo di arte varia sono state invece rilasciate alla società B due nuove licenze (n. 4/2020 e n. 5/2020). In data 24/02/2025, a seguito del sequestro giudiziario dell’azienda e del conseguente venir meno della disponibilità dei locali in capo alla società B, è stato adottato provvedimento di revoca delle licenze rilasciate alla medesima società, nonché degli effetti della SCIA relativa al subingresso nell’attività di somministrazione. Successivamente a tale provvedimento non è pervenuta alcuna comunicazione o istanza finalizzata al riavvio dell’attività. In data 14/10/2025 è stata trasmessa alla società A un’ordinanza di sospensione dei lavori, adottata all’esito del sopralluogo del 06/10/2025, che ha accertato — nel locale risultato inattivo — l’esecuzione di opere di manutenzione straordinaria e alcune difformità. È seguita ordinanza di applicazione della sanzione pecuniaria ai sensi dell’art. 16-bis, comma 1, della L.R. n. 23/2004, regolarmente corrisposta in data 06/04/2026. Ciò premesso, si chiede se le licenze originariamente rilasciate in capo alla società A possano essere oggetto di revoca, previo avvio del relativo procedimento, in considerazione del fatto che: 1. è decorso oltre un anno dalla cessazione della gestione da parte della società B, conseguente al provvedimento di revoca del 24/02/2025, senza che sia stata presentata alcuna istanza o comunicazione finalizzata alla riattivazione dell’attività; 2. non risulta essere stato richiesto il sopralluogo della Commissione comunale di vigilanza ai fini della verifica dei requisiti di agibilità e sicurezza prescritti dal TULPS.
Quesito del 9 ottobre 2026
L’Ente è tenuto a trasmettere al Ministero dell’Economia e delle Finanze, entro il termine del 30 settembre e ai soli fini statistici, la deliberazione consiliare di adesione alla definizione agevolata dei carichi affidati all’Agente della riscossione (cosiddetta “Rottamazione-quinquies”). Si chiede di conoscere quale sia il canale di trasmissione ritenuto corretto, ovvero se l’invio debba avvenire a mezzo posta elettronica certificata oppure mediante caricamento telematico su apposito portale ministeriale.
Quesito del 8 ottobre 2026
Pervengono a questo Ufficio richieste di certificati finalizzate al recupero crediti, formulate in termini generici ed eccessivamente sintetici da parte di società del settore o di funzionari del Tribunale. Si chiede di conoscere quali integrazioni documentali l'Ufficio possa legittimamente richiedere, oltre al documento di identità del richiedente. In particolare, se sia possibile esigere la delega conferita dal soggetto interessato e la documentazione comprovante il titolo in forza del quale la società è legittimata a procedere al recupero del credito.
Quesito del 8 ottobre 2026
Il Comune, con decorrenza dal 1° gennaio 2026, è formalmente receduto dall'Unione dei Comuni alla quale aveva in precedenza conferito funzioni e trasferito il relativo personale dipendente. A seguito del riassorbimento in capo all'Ente del personale e delle funzioni medesime, il Comune ha già perfezionato i preliminari adempimenti di programmazione (PIAO e Piano Triennale dei Fabbisogni di Personale) e deve ora procedere alla costituzione del Fondo per il trattamento accessorio del personale non dirigente, al fine di avviare le sessioni di contrattazione decentrata integrativa. L'Ente, tuttavia, non dispone né del limite di spesa riferito al salario accessorio dell'anno 2016, né dei dati occorrenti alla costituzione del Fondo, atteso che gli atti con i quali l'Unione ha ritrasferito il personale ai singoli Enti aderenti non ne hanno operato la quantificazione. Si chiede pertanto di conoscere: 1. se il Comune possa assumere, quale limite di spesa per il trattamento accessorio del personale non dirigente, il parametro di cui all'art. 9, comma 2-bis, del D.L. n. 78/2010, desumibile dal Conto annuale del personale 2014 (elaborato dall'Ente anteriormente all'adesione all'Unione dei Comuni), in luogo del limite di cui all'art. 23, comma 2, del D.Lgs. n. 75/2017; 2. se, ai fini della costituzione del Fondo risorse decentrate del personale non dirigente, sia parimenti possibile fare riferimento al predetto Conto annuale 2014.
Quesito del 8 ottobre 2026
Si chiede quale codice di cessazione debba essere indicato nel flusso UNIEMENS con riferimento a un dipendente comunale il cui rapporto di lavoro sia cessato a seguito dell'irrogazione della sanzione disciplinare del licenziamento senza preavviso. In particolare, si chiede se debba essere utilizzato: 1. codice 9 – destituzione; 2. codice 14 – licenziamento; 3. un diverso codice, del quale si chiede specificazione.
Quesito del 8 ottobre 2026
Si chiede se i proventi derivanti dai permessi di costruire possano essere destinati al finanziamento della manutenzione ordinaria e straordinaria del verde pubblico comunale, ai sensi dell'art. 1, comma 460, della L. n. 232/2016, tenuto conto che l'art. 44 della L.R. Lombardia n. 12/2005 annovera tra le opere di urbanizzazione gli spazi di verde attrezzato e le aree verdi di quartiere. Sul punto si registrano orientamenti non univoci della Corte dei conti: talune pronunce vengono richiamate a sostegno di una lettura maggiormente restrittiva delle destinazioni ammesse, mentre altre, di più recente formulazione, sembrano riconoscere la possibilità di finanziare interventi manutentivi su aree verdi riconducibili alle opere di urbanizzazione (Corte dei conti, Sez. reg. contr. Lombardia, deliberazione n. 81/2017/PAR; Sez. reg. contr. Piemonte, deliberazione n. 70/2019/PAR; Sez. reg. contr. Toscana, deliberazioni n. 18/2026/PRSP e n. 145/2026/PRSE). Ciò premesso, si chiede di conoscere: 1. se i proventi dei permessi di costruire possano essere destinati alla manutenzione, ordinaria e straordinaria, del verde pubblico comunale; 2. quali tipologie di aree verdi e quali categorie di intervento possano essere ricondotte alla manutenzione di opere di urbanizzazione e, pertanto, finanziate con i predetti proventi; 3. in caso di ammissibilità, se la relativa spesa possa essere finanziata indistintamente con oneri di urbanizzazione primaria, oneri di urbanizzazione secondaria e contributo sul costo di costruzione, ovvero esclusivamente con una specifica componente; 4. quali siano le corrette modalità di destinazione e di imputazione contabile di tali entrate, avuto riguardo ai relativi vincoli di legge.
Quesito del 8 ottobre 2026
Viene richiesta la trascrizione di una sentenza di divorzio a seguito del riconoscimento della cittadinanza italiana. L'atto presentato è denominato "divorzio", ma contiene al suo interno un accordo transattivo coniugale; è emesso dalla Corte superiore della California e riporta quale data di cessazione del matrimonio il 23 giugno 2017. Dal provvedimento risulta che il tribunale ha acquisito giurisdizione sul convenuto e che a quest'ultimo è stato notificato il processo; segue poi l'accordo transattivo, assai esteso, che disciplina molteplici aspetti della vita matrimoniale della coppia. Non è pervenuta risposta dal Consolato competente. Si chiedono indicazioni in merito.
Quesito del 8 ottobre 2026
Si chiede di conoscere se la verifica degli inadempimenti prevista dall'art. 48-bis, comma 1-bis, del d.P.R. n. 602/1973, per i pagamenti di importo superiore a euro 2.500 debba essere effettuata anche in relazione agli emolumenti corrisposti mensilmente al Sindaco e agli Assessori comunali. In particolare, si domanda se il suddetto adempimento trovi applicazione con riferimento all'indennità di funzione e al rimborso forfettario erogati mediante cedolino.
Quesito del 8 ottobre 2026
Si chiede un chiarimento in ordine alla cancellazione anagrafica di un cittadino straniero tuttora iscritto all'anagrafe della popolazione residente del Comune presso un indirizzo del territorio comunale. All'Ufficio è stato segnalato che l'interessato non dimora più presso tale abitazione da circa due anni; dalle verifiche esperite risulta, inoltre, che il medesimo non ha provveduto al rinnovo del permesso di soggiorno, parimenti scaduto da circa due anni. Ciò premesso, si chiede se debba comunque attivarsi l'ordinario procedimento di cancellazione per irreperibilità, con i relativi accertamenti e la durata annuale prevista dalla disciplina vigente, ovvero se, in considerazione dell'omesso rinnovo del titolo di soggiorno e della segnalata irreperibilità, sia possibile procedere direttamente alla cancellazione anagrafica.
Quesito del 8 ottobre 2026
L'Autorità consolare italiana di Hannover ha trasmesso all'Ufficio di stato civile una sentenza di divorzio relativa a un cittadino italiano iscritto all'AIRE, già cittadino marocchino, il cui atto di matrimonio risulta regolarmente trascritto nei registri dello stato civile italiano. Si rileva una discordanza tra la data del matrimonio risultante dall'atto trascritto e quella riportata nella sentenza di divorzio, la quale risulta fondata sull'indicazione contenuta nella domanda di divorzio redatta dall'interessato in forma manoscritta. La difformità è stata segnalata al Consolato, che non ha fornito riscontro. Si osserva, inoltre, che lo stesso atto di matrimonio presenta elementi di non univoca interpretazione, recando l'indicazione di una data di ricezione dell'atto (23 agosto) distinta dalla data di trascrizione (24 agosto). L'interessato, che sollecita la definizione del procedimento, afferma che la data corretta sia quella da lui dichiarata. Si chiede come debba procedersi in presenza della discordanza rilevata.
Quesito del 8 ottobre 2026
Si dovrà a breve procedere a uno scioglimento consensuale, innanzi al sindaco, di un matrimonio civile celebrato in altro Comune; la separazione personale è già stata ricevuta dal medesimo sindaco. Trattandosi di una cittadina italiana residente e di un cittadino iscritto all'AIRE, si chiede se la documentazione relativa a quest'ultimo (certificato di iscrizione nello schedario AIRE e certificato cumulativo di residenza e stato di famiglia) debba essere richiesta dall'interessato alla competente Autorità consolare, ovvero se possa essere acquisita direttamente dall'ufficio mediante consultazione dell'ANPR. Si chiede inoltre quale ulteriore documentazione il cittadino iscritto all'AIRE debba produrre unitamente all'istanza. Si chiede infine se, per la copia integrale dell'atto di matrimonio, possa essere utilizzata quella già pervenuta dal Comune di celebrazione in occasione del precedente atto, oppure se la stessa debba essere nuovamente richiesta.
Quesito del 8 ottobre 2026
Nell'ambito di un procedimento espropriativo, ai proprietari interessati è stata notificata la comunicazione di avvio del procedimento, mentre non si è ancora proceduto alla comunicazione dell'indennità di esproprio. Stante la necessità di rendicontare entro i termini previsti, si ritiene di notificare l'indennità e, decorsi 10 giorni per l'accettazione, di procedere all'emanazione del decreto di esproprio. L'indennità è determinata sulla base del VAM per le particelle ricadenti in zona agricola, mentre per quelle ricadenti in zone a diversa destinazione si provvederà mediante stima. Si chiede se i criteri di calcolo adottati siano corretti e se la procedura descritta, considerata l'esigenza di rispettare i termini, sia legittima.
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