Quesito del 18 maggio 2026
Un cittadino albanese si è presentato allo sportello per richiedere una mutazione anagrafica di residenza, dichiarando di trasferirsi in un immobile disposto su due piani e composto da due distinti alloggi. Era presente anche il proprietario dell’immobile, che confermava quanto dichiarato. Dopo aver proceduto alla registrazione della richiesta e confermato l’avvio preliminare del procedimento, il cittadino e il proprietario si sono nuovamente presentati allo sportello, riferendo di essersi sbagliati e precisando che l’immobile è in realtà composto da un unico alloggio. Alla luce di quanto sopra, considerato che i componenti delle due famiglie non sono legati da rapporti di parentela, si chiede se sia possibile costituire due distinte famiglie anagrafiche all’interno del medesimo immobile, oppure se le stesse debbano essere registrate come coabitanti. In alternativa, si chiede se debba essere formato un unico stato di famiglia comprendente tutti i componenti presenti nell’alloggio.
Quesito del 22 aprile 2026
Una cittadina ha assunto una badante straniera con contratto di lavoro domestico a tempo indeterminato, con prestazione lavorativa in regime di convivenza continuativa (h24). La lavoratrice risulta attualmente residente in un altro Comune italiano. È stata, inoltre, presentata la dichiarazione di ospitalità presso la Questura competente. Si chiede di sapere se, alla luce della normativa vigente, e in particolare dell’art. 43 c.c. e del D.P.R. 30 maggio 1989, n. 223, la badante sia tenuta a richiedere il trasferimento della residenza nel nostro Comune, considerato che dimora di fatto stabilmente presso l’abitazione dell’assistita, ovvero se possa mantenere la residenza nel Comune di provenienza, pur svolgendo attività lavorativa in regime di convivenza continuativa (h24) presso un diverso indirizzo.
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