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Quesiti

10 risultati di 528

Quesito del 05/12/2019

Annotazioni in anagrafe e nell'estratto dell'atto di nascita - pt. 3

Quesito inoltrato il 26/11/2019 DEMOGRAFICI
STATO CIVILE Un cittadino straniero nato in Italia nel 2001 (nascita occasionale) chiede la cittadinanza italiana ai sensi della Legge n. 91 del 05.02.1992 art. 4 comma 2 “lo straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore età, diviene cittadino se dichiara di voler acquisire la cittadinanza italiana entro un anno dalla suddetta data”. Si precisa che dalla copia integrale dell’atto di nascita i genitori risultano residenti in Italia, ma dagli accertamenti il padre ha richiesto la residenza in data 11.03.2004, la madre in data 24.07.2004 e l’interessato in data 24.05.2005. Inoltre, i genitori alla nascita del figlio non erano titolari del permesso di soggiorno, hanno ottenuto il primo permesso il 24.06.2003 il padre e il 23.09.2003 la madre e il figlio è stato inserito sul permesso dei genitori in data 09.09.2004 (padre) e 08.05.2007 (madre) fino alla data del 23.12.2005, data in cui ha ottenuto il permesso di soggiorno per motivi famigliari fino 16.07.2017. Attualmente è titolare di permesso di soggiorno dal 15.11.2018 al 25.10.2020. Pertanto, si deve negare la cittadinanza italiana o è possibile chiedere il certificato di vaccinazione (degli anni scoperti dalla nascita al 09.09.2004? Parere: Buongiorno,ai sensi dell'art. 4, c. 2, della L. n. 91/1992: Lo straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore età, diviene cittadino se dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana entro un anno dalla suddetta data. A fronte di questa formulazione apparentemente lapidaria, va considerato che l'art. 33, c. 1, del D.L. 69/2013 (convertito con la L. 98/2013) ha previsto che: 1. Ai fini di cui all'articolo 4, comma 2, della legge 5 febbraio 1992, n. 91, all'interessato non sono imputabili eventuali inadempimenti riconducibili ai genitori o agli uffici della Pubblica Amministrazione, ed egli puo' dimostrare il possesso dei requisiti con ogni ((...)) idonea documentazione. In tal senso, occorre richiamare anche quanto previsto dalle circolari K.60.1 del 5 gennaio 2007 e K.64.2/13 del 7 novembre 2007, in cui sono state illustrate le modalità di questa possibile "strada alternativa": l'iscrizione anagrafica tardiva del minore presso un Comune italiano potrà considerarsi non pregiudizievole ai fini dell'acquisto della cittadinanza italiana, ai sensi dell' art. 4 comma 2 della legge 91/92, ove vi sia una documentazione atta a dimostrare l'effettiva presenza dello stesso nel nostro Paese nel periodo antecedente la regolarizzazione anagrafica (attestati di vaccinazione, certificati medici o di viste mediche, iscrizione scolastica ecc.). L'iscrizione anagrafica dovrà comunque essere "ragionevolmente ricollegabile" al momento della nascita. Se l'interessato non è in grado di presentare la documentazione volta ad attestare in modo "alternativo" l'effettiva presenza in Italia nei periodi in cui non ha avuto la residenza e il soggiorno legale, l'Ufficiale di Stato Civile - a seguito di domanda, comprensiva del pagamento di quanto previsto - dovrebbe accertare il venir meno delle condizioni per l'acquisto della cittadinanza italiana. A quel punto l'esito negativo di tale accertamento potrebbe essere impugnato dal cittadino in tribunale. Saluti
In riferimento al parere sopracitato, preciso che l’interessato non ha avuto la residenza dal 2001 al 2005 e non ha avuto il permesso di soggiorno dal 2001 al 2004 e poi per brevi periodi dal 2007 al 2017 e dal.2018 al 2018 (questi ultimi periodi non vengono considerati in quanto ha avuto la residenza). Per i periodi “scoperti” sopraindicati mi ha presentato il certificato di vaccinazione. Pertanto il 2001 posso considerarlo “coperto” ma il 2002 2003 e 2004 “scoperti”? (residenza dal 2005 e permesso di soggiorno dal 2004). Inoltre, si evidenzia che il suddetto nominativo (nato in Italia – nascita occasionale), nell’atto di nascita risulta con le seguenti generalità: cognome: Rossi Verdi - nome: Luca come da leggi vigenti nelle filippine – paternità: Rossi – maternità: Verdi. Nel 2005 viene iscritto in anagrafe come segue: cognome: Rossi – nome: Tizio Verdi come risulta dal passaporto. Dal 2018 è stato iscritto nel nostro Comune come: cognome: Rossi – nome: Tizio in base al passaporto, permesso di soggiorno e in riferimento alla circolare della Prefettura UTG di Cuneo datata 01.02.2011 (circolare n. 41938/1.13.3 Area II in data 30.11.2010 inerente registrazione del nome dei cittadini della Repubblica delle Filippine) . Quindi sull’atto di nascita risulta: cognome: Rossi Verdi – nome: Tizio, invece, in anagrafe cognome: Rossi e nome: Tizio. Vista la differenza tra atto di nascita (Rossi Verdi/Tizio) e anagrafe (Rossi/Tizio), pertanto, se l’interessato producesse la documentazione necessaria all’acquisizione della cittadinanza italiana ai sensi dell’art. 4 comma 2 Legge 91/1992 oppure ai sensi art. 9 comma 1 lettera f), sarebbe indispensabile rettificare il cognome in Tribunale?

Quesito del 04/12/2019

Iscrizione anagrafica cittadino extracomunitario minorenne

Una persona ci chiede di iscrivere il nipote in anagrafe con lei, cittadino marocchino in possesso di tutti i documenti necessari per iscrizione anagrafica (peraltro già presente sul territorio da 2 anni e frequentante la scuola pubblica italiana). Ci produce solo una richiesta del padre (straniero vivente in Francia) ma consegnata a mano (non consuete modalità di trasmissione) e della madre non si sa nulla. Adesso anche i servizi sociali ci scrivono perchè il minore è ricoverato in ospedale ed ha bisogno di interventi che richiedono la tessera sanitaria e lui non essendo iscritto in anagrafe italiana pare abbia dei problemi. Chiediamo come muoverci perchè come facciamo ad iscrivere un minore nello stato di famiglia di una persona solo con la dichiarazione del padre? E la madre? E per essere certi che quello sia comunque il genitore dovremmo farci mandare della documentazione aggiuntiva?Abbiamo delle tempistiche visto le pressioni ricevute?

Quesito del 04/12/2019

Residenza presso casa di riposo inagibile

Una signora chiede di spostare la propria residenza presso la casa di riposo del Comune, anche se questa, risultata inagibile a causa del terremoto, è stata momentaneamente spostata presso l'ospedale di un Comune vicino pur conservando la sede legale nel Comune a cui la signora ha fatto richiesta di immigrazione. Chiedo, pertanto, se è possibile trasferire la residenza della suddetta signora presso la sede legale della casa di riposo comunale, anche se questa è risultata inagibile.

Quesito del 04/12/2019

Dat persona affetta da SLA

Ci chiedono come sia possibile procedere al deposito delle DAT in Comune da parte di soggetto affetto da Sla che probabilmente riuscirà solo a firmare mentre le DAT provvederà a redigerle su PC. Ci hanno anche detto che di queste sue volontà è stato redatto un verbale attualmente nelle mani del medico di famiglia. Si chiede quindi se sia possibile che la persona depositi quello, ma nel caso comunque firmato e se nel frattempo non potesse più è possibile procedere a domicilio su dichiarazione (anche attraverso mezzi informatici)?

Quesito del 02/12/2019

Interdizione CIE

É necessario procedere con l'interdizione della CIE in corso di validità, emessa a cittadino extracomunitario, dopo la sua cancellazione da ANPR per irreperibilità accertata con ripetuti ed opportunamente intervallati accertamenti?

Quesito del 29/11/2019

Cancellazione per irreperibilità

Avrei due domande sull'argomento "cancellazione per irreperibilità".
La prima è quella inerente gli accertamenti.
Non mi ricordo più se avevo letto in articoli dottrinali oppure specificamente su qualche circolare che, per quanto riguarda gli accertamenti da svolgersi per il periodo minimo di un anno, si potevano considerare anche particolari elementi pregressi rispetto all'avvio del procedimento, quali accertamenti o notizie a disposizione della polizia locale per altri procedimenti (ad esempio, nel caso in cui la polizia locale svolga anche funzioni di messo, precedenti accessi all'abitazione per tentare di notificare atti, etc.) oppure da accertamenti svolti per procedimenti incompatibili, come ad esempio il subentro in un'abitazione di un nuovo nucleo familiare con relativa pratica di cambio di residenza).
In secondo luogo si voleva sapere, per un determinato procedimento per il quale era stata aperta la procedura di irreperibilità dimenticandosi di inviare l'avvio del procedimento, se fosse possibile inviarlo in un secondo tempo senza ricominciare gli accertamenti da zero. Del resto, l'avvio del procedimento svolge credo più che altro la funzione di mettere la persona in condizione di partecipare al contraddittorio, non la funzione di mettere la persona a conoscenza del fatto che saranno svolti accertamenti (cioè accertamenti e partecipazioni sono due cose parallele ma distinti, credo.)
Perciò credo che anche inviata in ritardo, se vengono rispettati i termini per la ricezione di eventuali documenti o memorie, dovrebbe andare bene (ma è solo un mio ragionamento, forse sbagliato).

Quesito del 28/11/2019

Trasmissione digitale certificati o estratti di stato civile

Sempre più frequentemente ci vengono richiesti Certificati o Estratti di Stato Civile a mezzo email (posta elettronica certificata e non). Noi scannerizziamo il certificato richiesto (firmato) e lo trasmettiamo avvisando che il documento originale si trova a disposizione, per ogni evenienza, presso lo sportello comunale. Vedo che comunque è una “linea” seguita praticamente da tutti i Comuni. Ma, questa prassi è corretta? Oppure sarebbe più corretto trasmettere i certificati in formato pdf firmato digitalmente?

Quesito del 27/11/2019

Arresti domiciliari e residenza

Un cittadino dimesso da detenzione domiciliare deve scontare gli arresti domiciliari presso il nostro Comune come si evince da comunicazione del Ministero della Giustizia. E’ possibile dargli la residenza presso un’abitazione privata? Siccome non è in possesso di documenti di riconoscimento, oltre alla denuncia di smarrimento degli stessi cosa deve produrre? Come si può procedere alla sua identificazione? La stessa procedura di riconoscimento potrebbe essere utilizzata anche per i cittadini che si presentano allo sportello per il rilascio della CIE sprovvisti di documento d’identità?

Quesito del 27/11/2019

Residenza familiare cittadino comunitario

Una cittadina rumena chiede la residenza presso la figlia anch’essa cittadina rumena. Quest’ultima presenta codice fiscale e documento d’identità rumeno della madre, vivenza a carico, risorse economiche e un suo certificato di nascita rumeno mancante di traduzione e apostilla. Ritenendo che tale documento non sia sufficiente a dimostrare il titolo di familiare e nell’impossibilità di presentarlo completo, si chiede se sia corretto iscrivere la signora con i requisiti di non familiare e quindi richiedere l’assicurazione e le risorse economiche.

Quesito del 26/11/2019

Annotazioni in anagrafe e nell'estratto dell'atto di nascita - pt. 2

Nel 2001 è nato un bambino riconosciuto solo dalla madre Bianchi (assumendo pertanto il cognome Bianchi). Nel 2008 è stato dichiarato figlio naturale di Verdi con sentenza del Tribunale per i Minorenni di Torino (senza cambiare il cognome). Successivamente nel 2019 è stato adottato da Rossi (Verdi è deceduto) ai sensi dell’art. 44 lettera b) L. 184/83 (provvedimento del Tribunale dei Minorenni) assumendo il cognome Rossi Bianchi (si precisa che il minore vive con la madre e il suo compagno nonché attuale marito e istante, nel 2018 la madre ha contratto matrimonio con l’attuale istante). Nell’estratto di nascita il minore viene già indicato con il cognome Rossi Verdi (la maternità con Bianchi e la paternità con Rossi) senza annotare l’annotazione di figlio naturale e quella di adozione. Si chiede se in anagrafe la paternità deve risultare Rossi o adottato da Rossi?
Parere:
La paternità è dell'uomo che è stato dichiarato "padre naturale" con la sentenza del Tribunale dei minorenni di Torino. Questa paternità non può essere "revocata".
L'esercizio della responsabilità genitoriale è dell'uomo nei cui confronti è stata pronunciata la sentenza di adozione ex art. 44 lett. b) della 184/1983, ovviamente assieme alla madre "naturale".
Non si può omettere alcuno dei due passaggi in quanto il bambino ha una linea di successione ereditaria sia nei confronti della madre, che del padre, che dell'uomo che lo ha adottato.
Questi passaggi vanno annotati anche in anagrafe e nell'estratto per riassunto dell'atto di nascita.
E' ovviamente sbagliato dire che il padre sia il marito della mamma, quello è il "padre adottivo".

In riferimento al parere sopra citato, pertanto, riassumendo in anagrafe la paternità è Verdi (padre naturale) e non risulta quella del padre adottivo. Se devo fare un estratto di nascita con paternità e maternità deve risultare: l’interessato Rossi Bianchi (deve già risultare il cognome del padre adottivo seguito da quello della madre), paternità Verdi (cognome padre naturale e non adottivo), maternità Bianchi annotando sia l’annotazione di figlio naturale e di adozione? (Bianchi nato a ………..il……..è stato dichiarato figlio naturale di Verdi nato a …..il……con sentenza del Tribunale per i Minorenni di…….in data………….n…….. Bianchi nato a…….il………..è stato adottato da Rossi nato a …….il……residente a…….in Via…….ai sensi dell’art. 44 e seguenti della Legge 4 maggio 1983 n. 184 (provvedimento del Tribunale per i Minorenni di………in data……..n……..trascritto nei registri di nascita del Comune di………anno…..parte……..serie……n……….) e pertanto assume il cognome di Rossi Bianchi)